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La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha condannato la Gran Bretagna per il programma di sorveglianza di massa svelato nel 2013 da Edward Snowden, sostenendo che "fu violato il diritto alla privacy di coloro che venivano presi di mira". La Corte ha affermato inoltre che l'intercettazione di massa di materiale giornalistico da parte dell'agenzia di intelligence britannica Gchq, in quello che fu ribattezzato come il "Datagate" e che ebbe per protagonista la National Security Agency americana, ha violato il diritto alla libertà di informazione