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Che ci fanno 100 mila gamberi cinesi sul treno merci partito dalla città di Wuhan e diretto a Mosca? La spedizione, organizzata da Alibaba il 7 giugno, è arrivata giusto in tempo per il fischio dell’arbitro che darà il via ai mondiali di calcio. Per un mese – dal 14 giugno al 15 luglio – la Russia ospiterà la 21 edizione della Fifa World Cup.

Nulla più dei prelibati crostacei unisce i tifosi: russi e cinesi amano seguire le partite di pallone gustando gamberi e birra. Sono circa 40 mila i calciofili cinesi in arrivo nella capitale russa. Poco importa che la Nazionale – benché allenata da Marcello Lippi –  non sia riuscita a qualificarsi: “Hanno fatto prima i gamberi cinesi a entrare nel Campionato”, titola ironicamente The Paper.  

Che i calciatori cinesi siano delle schiappe è un fatto tristemente noto. Soprattutto ai massimi dirigenti dell’onnipotente Partito Comunista Cinese. Lippi – incassato l’inevitabile flop – resterà sulla panchina della China National Football Team almeno fino alla fase finale della Coppa d'Asia 2019 (ricoperto d’oro: 24 milioni di euro il suo stipendio).

 Xi Jinping vuole fare della Cina “un grande, moderno Paese socialista”. E un campione dello sport: il pallone è una passione del presidente cinese, che dal 2011 ha riversato ingenti investimenti nella promozione del calcio (oltre a comprare due squadre italiane, Inter e Milan. Ma questa è un'altra storia). L’obiettivo? Ospitare un giorno i Mondiali. E magari vincerli.

La diplomazia del gambero

La Russia non è una grande importatrice di gamberi dalla Cina. “I mondiali saranno un’opportunità per espandersi nel mercato sovietico”, scrive il giornale cinese. Del resto l’importazione dei crostacei d’acqua fredda è sensibilmente calata a causa delle sanzioni imposte nel 2014 dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti (si è passati da 45mila tonnellate nel 2012 a 6,500 nel 2015). Specularmente, anche i consumi si sono depressi. Il governo russo sta aumentando la capacità di pescaggio nel mare di Barents e nelle fredde acque di Okhotsk.

Nel frattempo, tranquilli: ci pensa la Cina, primo mercato mondiale. Sfoggia numeri insuperati: nel 2017 ha allevato 1 milione e 130 mila tonnellate di gamberi. Poco più della metà (55,91%) vengono prodotti nella provincia dello Hubei. Un giro di affari da 268,5 miliardi di yuan (circa 41 miliardi di dollari). Il massimo per un cinese è mangiarli d’estate nelle bancarelle per strada (路边摊, il tipico ‘street food’).

La specie più allevata? Procambarus clarkii: il gambero rosso.

L'asse Pechino-Mosca

C’è da dire che Cina e Russia – legate da patti energetici e geopolitici – non sono mai state così vicine. Mentre Trump in Canada ritirava la firma dalla dichiarazione comune del G7, sul Mar Giallo si rafforzava la cooperazione tra Vladimir Putin e Xi Jinping: pronti a superare l’atavica diffidenza russo-cinese in un momento in cui le relazioni di entrambi con Washington sono piuttosto tese. Soci di maggioranza della Shanghai Cooperation Organization (Sco) – “l’altro G8” riunito a Qingdao – i due leader si sono incontrati alla vigilia, a Pechino, dove il presidente russo è stato accolto con una Medaglia dell'Amicizia (la più alta onoreficenza). Una sauna tradizionale russa fatta di tronchi di legno di cedro, vecchi duecento anni, provenienti dai monti Altai, è stato invece il regalo di Putin a Xi.

Mancava la ciliegina sulla torta.

Cosa c'entra la Via della Seta

I gamberi freschi arrivano dalla città fluviale di Jingzhou della provincia dell’Hubei. Oltre al colosso dell’e-commerce, a organizzare la spedizione anche il China National Agricultural Devolepment Group Co.Ltd. (CNADC). Per garantire la massima qualità – assicurano – i crostacei sono semilavorati e conservati grazie alla catena del freddo. Dal Centro Logistico Radumlya arriveranno direttamente sul bancone dei ristoranti. Pronti per essere serviti: basterà scaldarli per 5 minuti.  

C’entra anche la Nuova Via della Seta: viaggiano a bordo del treno merci che percorre la rotta Cina-Europa (da Wuhan partono almeno 16 linee che collegano la città cinese a diversi centri logistici europei, tra cui Gorzow, Amburgo, Duisburg e Lione).

Anche da Xiamen sono arrivati centinaia di container. Ma trasportano altro: magliettine e cappellini con il logo del Mondiali. Made in China, ovviamente.  

Ha collaborato Wang Jing