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Qualcuno lo ha già definito un Presidente con la data di scadenza: una volta che Carles Puigdemont dovesse decidere di riprendersi in mano il partito, rientrando da Berlino, lui si farà da parte e senza fare troppe storie. Ma quel giorno ancora non di intravede all’orizzonte, e Joaquim Torra detto Quim è a tutti gli effetti il President della Generalitat catalana, il governatore della regione più ricca e riottosa della Spagna. Di conseguenza dovrà prendere lui le decisioni, ad iniziare da come porsi di fronte al governo spagnolo di Mariano Rajoy, che sulla questione dell’indipendenza catalana ha scelto la via dell’intransigenza.

Un falco che ha sempre volato basso

 La biografia di Torra, del resto, dice tutto e niente. Troppo in disparte, all’interno dell’ala dura degli indipendentisti catalani, per poter immaginare quali saranno le prossime mosse. Tanto più che lui stesso, inaugurando il mandato, ha deciso di andare direttamente dal suo patrono, in Germania: si vedrà con Puigdemont nella giornata di domani. I maligni affermano: a prendere ordini.

Avvocato, editore, attivista

Avvocato di professione ed editore per fini politici, Torra è nato 56 anni fa in un paesino sulla Costa Brava. Il suo esordio nella causa dell’indipendentismo catalano risale a quando fondò una casa editrice specializzata nel recupero di testi di giornalisti catalani della Seconda repubblica, quella che fu rovesciata dal pronunciamento del generale Francisco Franco e che vide la breve esperienza della Catalogna indipendente ritratta da George Orwell.

Ha fatto parte della direzione dell’associazione ANC,  organizzazione che ha al suo attivo più di una manifestazione per la secessione di Barcellona. Nel 2012 è stato nominato responsabile del Centro Cultural del Born, creato nell’area del vecchio mercato di Barcellona per ricordare, tra scavi e manifestazioni artistiche, il retaggio indipendentista della città.

Un'elezione, non un plebiscito

Quattro giorni fa è stato prescelto da Puigdemont in persona. Un’unzione successivamente confermata dal parlamento catalano, ma non a stragrande maggioranza.

Torra infatti è stato eletto 131° presidente della regione alla seconda votazione con 66 voti a favore, 65 contrari e 4 astensioni. Ha ottenuto cioè l’appoggio dei due maggiori partiti secessionisti: il conservatore JuntsxCatalunya, che fa riferimento a ancora a Puigdemont, e la Sinistra repubblicana, il cui leader Oriol Junqueras è stato incarcerato lo scorso ottobre per aver organizzato il referendum sull’indipendenza e aver proclamato la secessione della regione dallo Stato spagnolo. Mentre la Cup, il partito autonomista di estrema sinistra ha facilitato la sua elezione con l’astensione.

Dopo il trionfo della causa indipendentista alle ultime elezioni regionali catalane, non è una prova di particolare unità.