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Tensione alle stelle in Siria. La tv di stato di Damasco annuncia nella notte un nuovo raid missilistico contro la base aerea di Al Shayrat, nella regione di Homs, dopo quello dello scorso 14 aprile portato avanti dagli Usa insieme a Francia e Regno Unito.

"E' un aggressione", dichiara l'emittente siriana segnalando l'entrata in funzione della contraerea e annunciando di aver abbattuto dei missili. Ma secondo fonti militari siriane, riportate dall'agenzia di stampa tedesca Dpa, si sarebbe trattato di un falso allarme. E se sui social media reporter locali hanno twittato immagini di missili in arrivo puntando il dito contro Israele, l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito di forti esplosioni vicino alla base di Shayrat, la stessa presa di mira lo scorso anno dal raid missilistico ordinato dal presidente Donald Trump in risposta alle armi chimiche usate contro i civili nella città di Khan Sheikhun.

Il Pentagono si è immediatamente smarcato, rendendo noto che non era in corso alcuna attività militare da parte degli Stati Uniti. Anche Israele ha negato ogni suo coinvolgimento. "Non sono al corrente di un simile incidente", ha detto un portavoce delle forze armate israeliane.

Poche ore prima, un ufficiale israeliano aveva confermato all'editorialista del New York Times Thomas Friedman che a colpire la base T4 nella zona di Homes tra l'8 e il 9 aprile scorsi erano stati missili lanciati da Israele. Nell'attacco erano rimasti uccisi 7 militari iraniani. "E' stata la prima volta che abbiamo attaccato bersagli iraniani, sia impianti e sia persone", ha precisato l'ufficiale al Nyt, accusando Teheran di "aver aperto una nuova fase" violando lo spazio aereo israeliano con un drone armato lo scorso febbraio.