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La Cina canta vittoria sull’inquinamento atmosferico. Gli ultimi mesi sono stati particolarmente positivi per le condizioni dell’aria sulla capitale e su altre città del versante settentrionale dell’immenso territorio cinese. Il Ministero della Protezione Ambientale, per il mese di novembre, quello in cui vengono accesi i riscaldamenti nelle abitazioni, ha segnato una media di concentrazione di polveri sottili, Pm 2.5, inferiore a quella degli ultimi cinque anni. Più in generale, nell’ultimo trimestre del 2017, la densità di smog nell’aria della capitale cinese è crollata del 53,8%, sfiorando il picco del 70% a dicembre. 

Quando gli esperti parlavano di “Air-pocalypse”

Pechino avrebbe superato la prova dell’inquinamento, secondo quanto scrive l’agenzia Xinhua. Nel 2013, quando il tasso di inquinamento atmosferico aveva raggiunto livelli talmente preoccupanti che gli esperti avevano coniato il temine “Air-pocalypse” per descriverlo, l’obiettivo del governo era quello di scendere da 90 microgrammi per metro cubo di aria di Pm 2.5 a 60 microgrammi. Nel 2017, la media della capitale sarebbe stata leggermente inferiore: 58 microgrammi, un risultato che viene imputato alle sempre più severe politiche ambientali della “guerra allo smog” lanciata negli scorsi anni, che prevede di sostituire progressivamente il carbone con il gas naturale per i riscaldamenti, e delle normative contro la sovrapproduzione industriale soprattutto in settori particolarmente inquinanti.

28 città cantano vittoria

A vincere la sfida sarebbero anche altre città, in totale 28, che in un passato non lontano erano tristemente note per i cieli grigi e l’aria irrespirabile. Tra queste c’è anche Shijiazhuang, capoluogo della provincia dello Hebei, e sede di numerose acciaierie, che nello stesso periodo ha visto crollare del 54,8% la densità di Pm 2.5 nell’aria. Complessivamente, nelle città prese in esame, la concentrazione di polveri sottili è stata, in media, di 71 microgrammi per metro cubo, il 34,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016.

Lo smog tornerà a infestare il cielo di Pechino?

A contribuire al successo degli ultimi mesi sono state anche le condizioni meteorologiche, secondo gli ambientalisti, e soprattutto i venti freddi che spesso hanno spazzato via lo smog dai cieli di Pechino, secondo Huang Wei, che si occupa di questioni climatiche per Greenpeace. Il fronte freddo siberiano e le piogge avrebbero contribuito per il 20% a novembre e per il 40% a dicembre a rendere più respirabile l’aria della capitale, secondo quanto dichiarato ai microfoni della Bbc. Quello che resta da comprendere è se questo momento si prolungherà o se, invece, lo smog tornerà a infestare il cielo della capitale. Il periodo cruciale per l’inquinamento nella capitale cinese non è ancora terminato e i mesi coronati dal successo non sono stati accolti senza lamentele: rimangono diverse settimane fino a marzo, quando i riscaldamenti nelle abitazioni di Pechino verranno spenti, e già oggi molte imprese hanno lamentato tariffe più alte per i riscaldamenti.

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