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AGI – I mercati allentano le briglie ma restano cauti in Asia, mentre il prezzo dell’oro sale a livello record sopra i 2.100 dollari l’oncia e i bitcoin volano oltre quota 40.000 dollari, per la prima volta dal maggio scorso, perchè gli investitori scommettono che i tassi di interesse abbiamo ormai raggiunto il picco e che la battaglia della Fed contro l’inflazione sia vicina alla fine.

La stretta sui tassi è finita?

Venerdì scorso il presidente della Fed Jay Powell ha avvertito che la banca centrale Usa potrebbe aumentare ulteriormente i tassi, aggiungendo però che la sua politica monetaria è già in “territorio restrittivo”. Al momento i trader prezzano quasi al 100% un primo taglio dei tassi da parte della Fed a maggio e da parte della Bce ad aprile. E cresce al 60% la percentuale di quelli che scommettono che la banca centrale Usa possa tagliare i tassi già a marzo, anche se è ancora nutrita la pattuglia di coloro che pensano che difficilmente Fed e Bce li taglino prima del secondo semestre del prossimo anno.

Insomma, sui mercati gli investitori cercano le strategie migliori in vista di un possibile allentamento del costo del denaro e molti si stanno riversando sugli asset più rischiosi, mentre altri restano più prudenti. L’oro stamane è salito a un top di 2.135 dollari l’oncia, per poi frenare, restando comunque vicino quota 2.100 dollari. Intanto i mercati asiatici sono misti, le borse europee aprono deboli e i future a Wall Street, mentre il prezzo del petrolio scende, con entrambi gli indici che tornano sotto gli 80 dollari al barile, poichè i deludenti tagli dell’Opec+ hanno rafforzato le preoccupazioni sul rallentamento dell’attività economica in tutto il mondo.

I principali market mover

A Wall Street I future sono in calo, in attesa dei dati di venerdì prossimo sul mercato del lavoro Usa. L’occupazione americana, insieme al rapporto sull’inflazione a stelle e strisce, in calendario il 12 dicembre, saranno i due principali market mover da monitorare prima della riunione della Fed del prossimo 18 dicembre. La previsione è quella di un rialzo dei nuovi occupati e di un tasso di disoccupazione invariato, il che contrasterebbe con le indicazioni sull’aumento dei sussidi di disoccupazione e con quelle sugli altri indicatori anticipatori.

Un altro dato macro da tener presente è quello di domani sull’Ism servizi Usa, atteso in miglioramento , mentre venerdì usciranno anche i dati sulla fiducia dei consumatori, redatti dall’Università del Michigan, che tasteranno il polso delle vendite pre-natalizie. Per quanto riguarda l’Eurozona c’è attesa per i dati sulla produzione industriale, che forniranno informazioni sulla crescita nel quarto trimestre. La Bce inoltre pubblicherà, domani, un sondaggio tra i consumatori sulle aspettative di inflazione a 1 e 3 anni, importante in vista della riunione dell’istituto della prossima settimana. Infine, dalla Cina avremo sempre domani il Pmi servizi redatto da Caixin, che dovrebbe confermare la stagnazione del settore.

Questa settimana, commenta Vincenzo Bova, senior analist di Mps “è probabile che i mercati si prendano una pausa. Dopo il boom di novembre, l’azionario a dicembre potrebbe essere meno brillante, un pò come è già successo l’anno scorso. Insomma, le Borse potrebbero stabilizzarsi, o magari salire un pò ma non ai ritmi del mese scorso”, mentre i tassi governativi, sono scesi tanto a novembre, per cui, secondo Bova, “è difficile ipotizzare che scenderano ulteriormente”.

Cresce percentuale di chi scommette che Fed e Bce inizieranno a tagliare i tassi a primavera

I mercati vanno bene, supportati dai dati, che li spingono al rialzo. “L’inflazione nell’Eurozona a novembre è scesa più del previsto – osserva Bova – E gli investitori si sono fatti un pò di calcoli e hanno concluso che a primavera la Fed potrebbe già iniziare a tagliare i tassi, visto che i banchieri centrali hanno detto che la riduzione dei tassi potrebbe arrivare dopo 4-5 letture positive sull’inflazione”.

A frenare un pò questo ottimismo è la discesa dei tassi governativi, i quali se dovessero scendere troppo smetterebbero di fare il lavoro che dovrebbe fare la Fed e quindi potrebbero spingere le banche centrali a rialzare i tassi di interesse. Tuttavia, al momento i trader prezzano quasi al 100% un primo taglio dei tassi da parte della Fed a maggio e da parte della Bce ad aprile. “Io comunque – dice Bova – continuo a pensare che Fed e Bce finiranno per tagliare i tassi a giugno, o comunque nella parte centrale del 2024”.

Usa: domani esce l’ism servizi, previsto in espansione a novembre

L’Ism servizi americano è importante perchè esce domani, a inizio settimana, e quindi può condizionare parecchio l’azionario. Il dato sul manifatturiero Usa è già stato pubblicato la scorsa settimana e ha deluso. “L’Ism servizi a novembre è atteso in miglioramento – dice Bova – e i servizi sono il settore che stanno tenendo su l’economia americana. Bisognerà vedere se anche qui la componente prezzi continuerà a rimanere alta o meno. Sull’inflazione, per ora, il trend è positivo, ma potrebbe peggiorare, il che non vuol dire che l’inflazione smetterà di scendere, ma potrebbe scendere un pò meno”.

L’altro elemento da tener presente è quello che in questa fase ai mercati piacciono i dati che indicano un rallentamento dell’economia, perchè la Fed inizierà a tagliare I tassi solo se l’economia va male. “Questo significa – spiega Bova – che un miglioramento dell’Ism servizi farebbe scendere le Borse, mentre un andamento un pò incerto dei servizi americani piacerebbe ai mercati”.

Usa: venerdì il rapporto sul mercato del lavoro, Wall Street tifa per un indebolimento

Il dato macro clou della settimana è quello sul mercato del lavoro Usa, che esce venerdì. La previsione è che gli occupati aumentino a 200.000 unità, con un tasso di disoccupazione stabile e una crescita dei salari intorno al 4%. Simili cifre mostrerebbero un mercato del lavoro ancora forte e non invogliebbero la Fed a tagliare I tassi a primavera, che è quello che auspicano i mercati.

Il prezzo del petrolio dovrebbe assestarsi intorno a 80 dollari al barile

Il prezzo del petrolio dovrebbe assestarsi intorno agli 80 dollari al barile. La riunione dell’Opec+ ha lasciato l’amaro in bocca perchè, spiega Bova, “è un accordo volontario”, non un’intesa che coinvolge l’interio cartello. I paesi produttori s’impegnano, a tagliare altri 900mia barili al giorno, oltre a quelli che Arabia Saudito e Russia hanno già annunciato. Tuttavia “occorrerà vedere se questi tagli poi verranno realmente implementati”

Ue: la disputa su bilancio rischia di far saltare finanziamenti all’Ucraina

I leader dell’Ue rischiano di lasciare l’Ucraina a mani vuote, mentre è in corso la guerra con la Russia, perchè le divisioni finanziarie al suo interno minacciano i 50 miliardi di euro stanziati per aiutare Kiev. Gli Stati membri dell’Ue sono ancora lontani dal raggiungere un accordo sulla revisione del suo bilancio che include anche i finanziamenti all’Ucraina, prima del vertice di Bruxelles del 14-15 dicembre.

I finanziamenti di Bruxelles all’Ucraina sono entrati a far parte di un dibattito politico a più ampio raggio sulle priorità politiche dell’Ue, per via della decisione della commissione di inserire il sostegno a Kiev in una proposta che include altre richieste di finanziamento per il bilancio 2021-27. I 50 miliardi di euro per l’Ucraina – composti da 17 miliardi di euro in sovvenzioni e 33 miliardi di euro in prestiti – sono stati abbinati a richieste per 15 miliardi di euro di nuovi fondi per l’immigrazione, 10 miliardi di euro per investimenti in “tecnologie strategiche” e quasi 19 miliardi di euro per ripagare gli interessi sul prestito congiuto dell’Ue.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz lo scorso ottobre ha liquidato i calcoli della commissione Ue, definendoli un “fumetto”. Secondo i funzionari di Bruxelles un compromesso è ancora possibile, ma il pacchetto riveduto e corretto dovrebbe essere proposto prima del vertice. Tuttavia gli sforzi europei per raggiungere un’intesa sono ostacolati dalla vittoria del partito di estrema destra nelle elezioni olandesi del mese scorso e da una recente sentenza della Corte costituzionale tedesca che ha frenato l’indebitamento del governo di Berlino. Un accordo sul bilancio sarà “molto, molto difficile”, ha detto al Financial Times un alto funzionario di Bruxelles. 

Cina: insolventi per mancati pagamenti di rate di mutui o prestiti salgono a oltre 8 milioni

I cinesi insolventi su mutui e prestiti sono saliti al livello record di oltre di 8 milioni. è quanto emerge dagli elenchi dei ribunali locali, secondo i quali l’elenco dei morisi è in forte crescita dai 5,7 milioni dell’inzio del 2020. A far crescere le insolvenze sono stato i prolungati lockdowm per la pandemia , che hanno ostacolato la crescita economica è ridotto i redditi delle famiglie.

Secondo la legge cinese, ai soggetti inadempienti inseriti nella lista nera viene impedito di svolgere una serie di attività economiche, tra cui l’acquisto di biglietti aerei e l’effettuazione di pagamenti tramite app mobili come Alipay e WeChat Pay. Il processo di inserimento nella lista nera si attiva dopo che un creditore viene citatoin giudizio dai creditori, come le banche , poicè non ha rispettato le scdenze di pagamento.

Gli Usa avvertono Israele, rischia “sconfitta strategica” se non proteggerà civili a Gaza

Cresce la tensione tra Israele e gli Stati Uniti, mentre l’esercito israeliano riprende la sua campagna militare a sud di Gaza. Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha avvertito Tel Aviv che rischia una “sconfitta strategica” se non proteggerà i civili palestinesi a Gaza. “In questo tipo di conflitto il centro di gravità è la popolazione civile. E se la spingi tra le braccia del nemico, sostituisci una vittoria tattica con una sconfitta strategica”, ha detto Austin in un discorso al Reagan National Defense Forum in California.

“La lezione non è che si può vincere nella guerra urbana proteggendo i civili. La lezione è che si può vincere nella guerra urbana solo proteggendo i civili” ha detto Austin, ricordando le lezioni apprese da Washington nella lotta contro lo Stato islamico in Iraq. “è fondamentale che Israele sconfigga Hamas. Ma se continuano a uccidere così tanti civili, li renderanno più forti”, ha detto il deputato democratico Seth Moulton.