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AGI – La peggiore crisi del costo della vita in Gran Bretagna degli ultimi trent’anni non raggiungerà il suo apice prima della fine di quest’anno: secondo le stime della Banca d’Inghilterra, arriverà al 10%.

Per questo motivo, l’istituto monetario dovrà intraprendere azioni più aggressive e rialzare di nuovo i tassi d’interesse, che sono già stati portati all’1%.

I nuovi lockdown in Cina e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia hanno aggravato i problemi della catena di approvvigionamento, facendo schizzare i prezzi globali alle stelle.

Il governo ha subito crescenti pressioni per sostenere i redditi delle famiglie e il primo ministro Boris Johnson ha dichiarato la scorsa settimana che il suo governo “farà qualcosa” nel breve termine per aiutare i cittadini britannici, ma non è entrato nei dettagli.

Ad aprile l’inflazione ha raggiunto un massimo da 40 anni, pari al 9%, più di quattro volte l’obiettivo del 2% della BoE. In un solo mese, e cioè rispetto a marzo, è cresciuta del 2,5%.

Il governatore della Banca, Andrew Bailey ha affermato che l’attuale impennata dell’inflazione rappresenta la sfida più grande per la banca centrale da quando ha ottenuto l’indipendenza nel 1997 e che l’aumento dei prezzi dei generi alimentari rappresenta una delle principali preoccupazioni.

Nonostante le previsioni di un forte calo dei redditi delle famiglie, la BoE ha aumentato lo stesso i tassi all’1%, al top da 13 anni, e prevede nuovi rialzi. Questo mentre la sterlina è scesa di oltre il 2%, toccando i minimi da due anni.

L’opinione pubblica intanto e’ sempre piu’ pessimista. Recenti sondaggi sul sentiment dei consumatori, come ad esempio Gfk, hanno rilevato che la fiducia dei cittadini britannici nelle proprie finanze personali è ora al livello più basso dal 1985.