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AGI – Fitch promuove l’Italia. L’agenzia ha alzato il rating a ‘BBB’ da ‘BBB-‘ con outlook stabile. La decisione di Fitch, che ha anche alzato le stime di crescita dell’economia italiana, “corona una serie di valutazioni positive rilasciate da cinque altre agenzie di rating, che in queste settimane hanno migliorato il loro outlook sul Paese”, commenta il Tesoro. Il 22 ottobre scorso S&P aveva confermato il rating ‘BBB’ dell’Italia alzando l’outlook a positivo, e a distanza di una settimana Dbrs aveva mantenuto il giudizio a BBB (alto).

Allo stesso tempo aveva confermato il rating delle emissioni a breve termine a R-1 (basso) modificando la tendenza su tutte le valutazioni da negativa a stabile. Attendista, invece, Moody’s che ai primi di novembre non aveva aggiornato il proprio giudizio sul debito italiano che resta fermo alla decisione del 7 maggio scorso quando lo lasciò invariato a Baa3 con outlook stabile.

Le recenti decisioni delle agenzie di rating, sottolinea il Mef, “confermano la solidità della linea di politica economica perseguita dal Governo e l‘esigenza di proseguire con vigore sulla strada delle riforme e degli investimenti, secondo il piano concordato con l’Europa”.

Fitch ha anche alzato la stima del Pil italiano per il 2021 al +6,2%. La crescita economica trimestrale, si legge in una nota, è stata del 2,7% e del 2,6% rispettivamente nel secondo trimestre di quest’anno e nel terzo trimestre, “ben al di sopra dell’intera zona euro”.

L’agenzia si aspetta che il “Pil raggiunga il livello pre-pandemia nel primo trimestre del 2022” e che si attesti l’anno prossimo al +4,3% e al 2,3% nel 2023. “L’alto tasso di vaccinazione e la vaccinazione obbligatoria dei dipendenti dovrebbero mitigare l’impatto economico dell’ultima ondata pandemica“, spiega ancora Fitch che sottolinea come il “forte rimbalzo economico” dell’Italia stia “migliorando” i conti pubblici.

Rivista al ribasso la previsione di deficit del 2021 all’8,9% del Pil dall’11,4% dell’ultima revisione del rating. Fitch stima un indebitamento al 5,5% del Pil nel 2022 e al 4,5% nel 2023, grazie alla scadenza delle misure di sostegno all’economia e a una “robusta crescita” delle entrate. Il rapporto debito/pil, secondo l’agenzia, probabilmente scenderà sotto il 154% del Pil entro la fine del 2021, dal picco del 155,6% toccato alla fine del 2020, e a circa il 150% del Pil entro il 2025.

Fitch nella sua analisi osserva come “il Parlamento italiano deve eleggere un nuovo presidente della Repubblica entro febbraio 2022, quando il mandato settennale di Mattarella terminerà” poiché il premier Draghi “è un potenziale candidato, le elezioni presidenziali potrebbero avere un effetto diretto sul futuro del governo di unità nazionale”.

“Il governo – spiega l’agenzia di rating – ha un’ambiziosa agenda di riforme strutturali, legata al Piano di ripresa e resilienza. Poiché le elezioni parlamentari sono previste per marzo 2023 e l’attuale governo di unità nazionale è sostenuto da partiti ideologicamente diversi, l’attuazione delle misure di riforma potrebbe rallentare nel 2022 e sarà più incerta dopo le elezioni parlamentari”.