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La recrudescenza della pandemia di coronavirus mette a rischio la ripresa e, dopo la contrazione registrata nel quarto trimestre del 2020, l’attività economica potrebbe risultare in calo anche nei primi tre mesi del 2021. L’allarme è della Bce che, per il momento, conferma la stima di una crescita del Pil dell’Eurozona pari al 3,9% quest’anno, ma si dice anche pronta ad adeguare tutti i suoi strumenti se sarà necessario: “Niente può essere escluso”.

I dati economici più recenti “suggeriscono che la recrudescenza della pandemia e l’associata intensificazione delle misure di contenimento hanno portato a un calo dell’attività economica nel quarto trimestre del 2020 e sono attese pesare anche sull’attività nel primo trimestre di quest’anno”, ha spiegato la presidente Christine Lagarde al termine del comitato direttivo che ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interessi e entità e durata del Pepp.

Il programma di acquisto per l’emergenza pandemica da 1.850 miliardi di euro resterà in vigore fino a marzo del 2022 e “comunque fino a quando la crisi pandemica non sarà finita”. La “parola chiave”, ha però voluto precisare la numero uno dell’Eurotower, è flessibilità”. La Bce, dunque, “non esclude niente” ed è “pronta ad adeguare tutti i suoi strumenti, in una direzione o quella opposta, se sarà necessario. Non posso dirlo più chiaramente di così”, ha chiosato Lagarde. L’obiettivo è “mantenere le condizioni finanziarie più favorevoli, perché ciò indurrà i consumatori a spendere e gli investitori a investire, cioè migliorerà le condizioni dell’economia e dell’inflazione”.

Molto dipenderà dagli sviluppi nella lotta al Covid-19. La campagna vaccinale, ha rilevato Lagarde, “rappresenta un’importante passo avanti”, ma la pandemia resta “un serio rischio per la salute pubblica e l’economia”. Ci vorrà tempo per arrivare a un’immunità di gregge e le nuove varianti del virus rischiano di far precipitare di nuovo la situazione. Per questo, ha osservato la numero uno dell’Eurotower, “è più probabile che vedremo una ripresa nella seconda parte dell’anno piuttosto che nella prima metà“. L’incertezza è “elevata” e i rischi per l’economia sono orientati al ribasso, sebbene “meno pronunciati” rispetto a qualche mese fa, anche grazie all’accordo sulla Brexit e alla fine del turbolento periodo post-elettorale negli Usa.

La strada per risanare le ferite della pandemia appare ancora lunga. E la Bce è consapevole che “un ampio grado di accomodamento monetario resta necessario per sostenere l’attività economica” e portare l’inflazione vicina all’obiettivo del 2%. Ai governi Lagarde ha chiesto di non ritirare con anticipo gli aiuti ma anche di “rendere operativo il Next generation Eu senza ritardi”.

Poche parole, infine, per rassicurare sull’andamento della curva dei rendimenti dei titoli sovrani, in particolare dopo le tensioni registrate dallo spread tra Btp e Bund sulla scia dei problemi della maggioranza di governo in Italia. “Al momento non vediamo movimenti in alcun rendimento dei bond sovrani tali da porre un problema per le condizioni di finanziamento nell’Eurozona”, ha tranquillizzato Lagarde.