Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

AGI – È salato il conto della pandemia di coronavirus sull’economia. Il Pil ha fatto registrare nel II trimestre il valore più basso dal primo trimestre 1995, periodo di inizio dell’attuale serie storica: il calo è stato del 12,4% congiunturale cioè rispetto al I trimestre, e del 17,3% in termini tendenziali cioè rispetto al II trimestre del 2019. Lo rende noto l’Istat. Nel I trimestre, il Pil si era contratto del 5,4%.

L’Istat segnala che il secondo trimestre del 2020 ha avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al trimestre precedente sia nei confronti del secondo trimestre del 2019. La variazione congiunturale del Pil del II trimestre “è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, all’industria, al complesso dei servizi”. Dal lato della domanda, vi e’ un contributo negativo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta.

La variazione acquisita del Pil per il 2020 è pari a -14,3%. È questo il valore annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nel III e IV trimestre. L’Istituto spiega che il calo del Pil è il frutto del “pieno dispiegarsi degli effetti economici dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate”. La caduta del Pil, spiega ancora, “si colloca all’interno di un contesto internazionale dove le principali economie registrano riduzioni di analoga portata a causa del diffondersi della pandemia”.