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AGI – È il giorno di Immuni. L’app scelta dal governo il 17 aprile scorso per tracciare i contagi da coronavirus da oggi è disponibile per i sistemi operativi Android e iOS e scaricabile attraverso il sito Immuni.italia.it. La sperimentazione dell’app, rende noto il ministero dell’Innovazione, partirà l’8 giugno in 4 regioni: Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia.

L’ok del Garante della privacy

Ma a dare il via libera oggi all’applicazione di fatto è stato il parere positivo del Garante della privacy, giunto nel primo pomeriggio. Sulla base della valutazione d’impatto trasmessa dal ministero, l’autorità presieduta da Antonello Soro ha ritenuto che “il trattamento di dati personali effettuato nell’ambito del Sistema può essere considerato proporzionato, essendo state previste misure volte a garantire in misura sufficiente il rispetto dei diritti e le libertà degli interessati, che attenuano i rischi che potrebbero derivare da trattamento”.

Il lancio del sito Immuni.Italia.it

Ottenuto l’ok, qualche minuto è stato lanciato il sito Immuni.Italia.it, portale ufficiale dell’applicazione. A stretto giro l’app è comparsa sugli store di Apple e Google, che coprono circa il 99% degli smartphone in Italia, ma disponibile in un primo momento solo tramite download diretto dal sito ufficiale. In una nota il ministero dell’innovazione ha precisato l’obiettivo principale dell’app: “Dotarsi da adesso dell’app permetterà di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio. I servizi sanitari regionali potranno gradualmente attivare gli avvisi dell’app. A cominciare saranno da lunedi’ 8 giugno le Regioni Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia”.

Ma nella nota si precisa anche che l’applicazione “non è direttamente scaricabile via email o tramite Sms”, un richiamo all’altra notizia di giornata: la diffusione di una falsa email, un sito clonato e un file malevolo che, giocando sull’attesa per l’App Immuni, ha diffuso in Italia un ransomware, un virus che ‘prende in ostaggiò pc o smartphone e poi chiede un riscatto.

Come funziona l’app Immuni

Immuni rispetta i principi e le caratteristiche emerse finora: non utilizza dati personali; non traccerà gli spostamenti, ma solo i contatti tra smartphone (scambiandosi dei codici); non sarà obbligatorio scaricarla, né usarla; i dati raccolti potranno essere condivisi solo previa autorizzazione del possessore dello smartphone; tutti i dati raccolti e condivisi con il server centrale (gestito da Sogei), dovranno essere cancellati entro dicembre 2020.

Il progetto, spiega il dicastero guidato da Paola Pisano, nasce dalla collaborazione tra presidenza del Consiglio dei ministri, ministro della Salute, ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Regioni, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e le società pubbliche Sogei e PagoPa. “Base di lavoro per la realizzazione dell’app”, ricordano, è “il codice messo gratuitamente a disposizione dello Stato da parte della società Bending Spoons. Il sistema è stato sviluppato anche grazie a un’approfondita interlocuzione con il Garante per la protezione dei dati personali e riservando massima attenzione alla privacy”.

Sulla privacy, nodo centrale dell’app, si precisa che “Immuni è stata progettata e sviluppata ponendo grande attenzione alla tutela della privacy. I dati, raccolti e gestiti dal Ministero della Salute e da soggetti pubblici, sono salvati su server che si trovano in Italia. I dati e le connessioni dell’app con il server sono protetti”. Oltre a Apple e Google, il ministero fa sapere che si sta lavorando per “permettere di scaricare Immuni anche da AppGallery al piu’ presto”. Questo consentirà l’utilizzo anche per gli utenti di smartphone Huawei, il colosso cinese della tecnologia”. 

@arcangeloroc