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Avvio pesante per Piazza Affari dopo il boom di contagi da coronavirus nel Nord Italia e le misure restrittive prese dalle autorità: il Ftse Mib apre in calo del 3,4% a 23.930 punti. Per l’All share il calo è del 3,61% a 25.943 punti.

Oggi il Financial Times aveva annunciato il rischio nel suo titolo di apertura: per i mercati, il problema del coronavirus “non è più un problema esclusivamente asiatico”. Citando le parole di Robert Carnell, capo economista dell’Asia-Pacifico presso ING, il quotidiano finanziario ha riassunto i primi orientamenti del mercato in una settimana che si preannuncia turbolenta a causa dei timori per il coronavirus.

I prezzi del petrolio e i mercati azionari asiatici hanno subito un forte calo, ricorda Ft, seguito dell’ondata di nuovi casi di coronavirus in Italia, Corea del Sud e Iran durante il fine settimana, che ha acuito le preoccupazioni per l’impatto globale del virus. Secondo Warren Patterson, responsabile della strategia delle materie prime di ING, “in precedenza, la maggior parte della preoccupazione del mercato petrolifero era l’impatto che la Covid-19 avrebbe avuto sulla domanda cinese. Ma – ha aggiunto – chiaramente, visto il numero crescente di casi al di fuori della Cina, questo inizierà a destare preoccupazioni sulla domanda in altri paesi e regioni”.

Carnell ha detto che gli osservaotri seguiranno da vicino gli sforzi europei per contenere l’epidemia di virus. I mercati azionari, che negli Stati Uniti hanno raggiunto i massimi storici la scorsa settimana, si stanno “lentamente svegliando con il fatto che qualcosa non va”. Il Ft ricorda che il prezzo del brent, il benchmark internazionale del petrolio, è sceso del 3,4 per cento a 56,53 dollari al barile nel trading asiatico, mentre i futures S&P 500 sono scesi dell’1,3 per cento. L’oro, considerato un bene rifugio sicuro per gli investitori, è aumentato anche dell’1 per cento.