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Battuta d’arresto negli Usa in un settore che normalmente registra forti surplus commerciali: i servizi. Lo rivela il Wall Street Journal, ricordando che da oltre mezzo secolo gli Usa sono diventati un campione indiscusso dell’economia globale dei servizi. Dal 2003 al 2015, il surplus commerciale degli Stati Uniti in servizi come l’assistenza medica, l’istruzione superiore, le royalty e il comparto dei pagamenti è quasi raddoppiato a 263,3 miliardi di dollari. Ebbene, quel surplus si sta riducendo. E questo è particolarmente preoccupante, tenendo conto che da tempo la bilancia commerciale del settore manifatturiero Usa è in deficit e che l’industria americana arranca, a causa degli effetti della guerra commerciale.

I servizi rappresentano dunque per gli Stati Uniti un importante vantaggio competitivo e l’abilità degli americani nel mondo accademico, tecnologico, finanziario e della consulenza crea milioni di posti di lavoro, spesso altamente qualificati, e aiuta compensare le importazioni di merci come smartphone, automobili e macchinari elettrici. 

Nei primi 9 mesi dell’anno, come rivelano i dati del dipartimento al Commercio l’export di servizi Usa è salito poco e l’import è cresciuto del 5,5%. A settembre l’avanzo commerciale dei servizi Usa è calato del 10% a 178,5 miliardi di dollari, il declino più forte dal 2003. E giovedì prossimo sono attesi i dati di ottobre.

Le ragioni del rallentamento

Secondo il Wsj l’indebolimento dei servizi Usa è in parte legato a fattori ciclici, come il dollaro forte e l’indebolimento dell’economia globale, ma altri fattori hanno una natura più strutturale, come le tensioni commerciali e la perdita di ‘appeal’ dei servizi a Stelle e Strisce. L’indebolimento Usa nel settore dei servizi, nota al Wsj Michael Pearce, economista di Capital Economics, è grave, perché “va al cuore di ciò in cui gli Stati Uniti sono davvero bravi” e cioé le esportazioni di assistenza medica, istruzione, tecnologia, consulenza e finanza. “Queste – spiega Pearce – sono tutte aree in cui gli Stati Uniti sono leader mondiali ed è anche ciò che guida una crescita di qualità dal lato dell’offerta, nell’economia”.

La Western Kentucky University fornisce un esempio significativo di questa capacità di leadership degli Usa nei servizi. Tra il 2011 e il 2015, le iscrizione di studenti internazionali all’interno dell’università sono più che raddoppiate, superando le 1.500 unità, e ogni studente paga fino a 40.000 dollari l’anno di tasse, aiutando così la scuola statale a riequilibrare il suo bilancio e a costruire nuovi dormitori, controbilanciando la riduzione degli stanziamenti pubblici. Tuttavia dal 2015, le iscrizioni internazionali di studenti sono diminuite di quasi la metà, schiacciate da sussidi governativi meno generosi, dalla concorrenza delle scuole estere e dalla percezione che gli Stati Uniti siano diventati meno sicuri e accoglienti.

Di recente anche l’escalation delle tensioni commerciali ha influenzato il settore dei servizi. “L’instabilità che è stata creata nel mondo del commercio, in gran parte dall’escalation delle tariffe ma anche solo dall’approccio degli Stati Uniti al commercio, ha avuto un effetto negativo”, ha affermato Christine Bliss, che ha lavorato come assistente rappresentante commerciale degli Stati Uniti nell’amministrazione Obama. L’amministrazione Trump infatti, non sono nei negoziati commerciali con la Cina, ma anche in quelli con Messico e Canada, tende a concentrarsi sui prodotti agricoli e sui beni manifuttarieri e raramente sui servizi.

E questi nonostante, come nota il Wsj, le voci più importanti dell’esportazione degli Stati Uniti non siano automobili o semi di soia ma le spese dei visitatori stranieri in cibo, alloggio, tasse scolastiche e assistenza sanitaria. Queste esportazioni, etichettate collettivamente come “servizi di viaggio”, sono diminuite dello 0,6% nei primi nove mesi dell’anno a 160 miliardi di dollari.

Anche in settori, come i servizi finanziari, in cui gli Stati Uniti mantengono saldi avanzi commerciali, ci sono stati quest’anno forti flessioni del surplus e lo stesso è avvenuto in servizi come la proprietà intellettuale e i trasporti, che includono le spedizioni di pacchi. I pagamenti esteri per i brevetti e la tecnologia degli Stati Uniti sono un’importante fonte di entrate per le esportazioni di servizi, grazie soprattutto alla leadership degli Stati Uniti nell’istruzione superiore e nella ricerca di base. Ma dal 2004, il numero di università statunitensi classificate tra le prime 200 del mondo è sceso a 46 da 62, secondo le classifiche QS World University e la Cina ha superato gli Stati Uniti come il principale produttore di articoli scientifici e tecnici nel 2016 e ha assunto la guida mondiale nelle domande di brevetti, marchi e design industriale.

E veniamo a un’altra eccellenza americana: l’assistenza medica. Secondo il Wsj i medici stranieri – molti dei quali si sono formati nelle scuole mediche statunitensi – hanno migliorato molto la loro professionalità nei campi del trattamento del cancro e delle malattie cardiache, esportandola nei loro Paesi d’origine. Per questo, secondo gli esperti, i cittadini benestanti di questi paesi avranno meno motivi per cercare assistenza negli ospedali statunitensi. Nel frattempo, sempre più persone negli Stati Uniti cercano assistenza sanitaria e college all’estero per evitare l’impennata dei costi degli ospedali Usa. Dal 1999 al 2018, la spesa degli Stati Uniti per i viaggi legati all’istruzione è’ cresciuta del 379% e i viaggi per la salute degli americani sono aumentati del 1.761%, sebbene partissero da basi iniziali molto basse.