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Proroga del bonus verde e ritocchi al nuovo bonus facciate. Ma resta fuori la riforma dell’Autonomia differenziata. Sono alcune delle ultime novità del restyling della manovra. È così partita in Senato la corsa contro il tempo in commissione Bilancio per votare le modifiche alla legge di bilancio cercando di rispettare la tabella di marcia dei lavori.

Il presidente della Commissione, Daniele Pesco, ha già annunciato che l’approdo in Aula, previsto per martedì 3 dicembre, slitterà. Pesco ha spiegato comunque che si cercherà di “stare più vicini possibile all’obiettivo” e quindi di inviare il testo in Assemblea il 4 o il 5 dicembre. Non dovrebbe entrare in manovra la riforma dell’Autonomia differenziata.

Nei giorni scorsi il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, aveva annunciato l’intenzione di inserire la legge quadro sull’autonomia attraverso un emendamento ma era arrivato lo stop dei 5 Stelle. E oggi il senatore Pd Dario Stefano, vicepresidente del gruppo dem, e relatore di maggioranza alla legge di bilancio, ha chiarito che “tutti i partiti di maggioranza si sono già espressi sulla inopportunità di inserire il tema dell’autonomia differenziata nella manovra di bilancio”.

Nella legge di bilancio ci sarà invece la proroga dello sconto verde, la detrazione del 36% per la sistemazione e riqualificazione di giardini, terrazzi e balconi. Lo ha assicurato il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova. “Era impensabile per me pensare a una manovra green senza il bonus verde”.

Le proposte di modifica sul tema sono state accantonate in Commissione così come quelle sul bonus facciate e su tutto il capitolo green new deal, sulla cedolare secca per i negozi e sulla famiglia. Su questo ultimo tema infatti, ha spiegato Pesco, si sta cercando di “trovare convergenze attraverso le proposte dei gruppi su asili nido e aiuti”.

Altro tema di approfondimento la nona salvaguardia per gli esodati, misura su cui sono attese le quantificazioni della platea da parte dell’Inps. E spunta anche un bonus per i rubinetti tra le proposte segnalate dal Pd. La misura, ancora oggetto di riflessione e che potrebbe essere rinviata alla Camera, estende l’ecobonus del 65% per le spese di acquisto e posa della rubinetteria sanitaria (anche soffioni doccia e colonne doccia, cassette di scarico e sanitari) sostenute dal 19 gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, fino a un massimo di spesa di 3.000 euro.

La detrazione si applica anche alle caldaie a biomassa per la produzione di calore certificate. Correttivi in arrivo per il nuovo bonus dedicato alle facciate: resterà del 90% ma dovrebbe avere un tetto ed essere cumulabile con altri sconti fiscali.

Depositate intanto le prime proposte di modifica del governo. Un pacchetto di 8 emendamenti che prevede 25 assunzioni alla Corte dei Conti e 35 tra Consiglio di Stato e Tar. Con un altro emendamento il governo punta a coinvolgere anche il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, oltre a quello dell’Economia, alla stesura del decreto del ministero dell’Interno con il quale saranno individuati gli enti beneficiari e gli importi degli interventi per le opere di messa in sicurezza, ristrutturazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido.

In arrivo anche la proroga fino al 1 novembre 2020 del termine per mettere a punto le procedure telematiche per il rilascio del documento unico di Circolazione, ferma restando l’entrata in vigore della riforma prevista per il 1 gennaio. Il governo precisa inoltre che sarà il ministero della Salute, sentite le organizzazioni sindacali più rappresentative, a individuare i criteri con cui gli Istituti attribuiscono le fasce retributive del personale assunto.

Infine una spinta alle smart city, puntando sulla mobilità sostenibile e l’edilizia verde. Tra le correzioni che dovrebbero essere apportate alla Camera, oltre alla marcia indietro su plastic tax e auto aziendali, anche un primo pacchetto di misure per i Comuni. Mentre si punta a rinviare alla seconda lettura a Montecitorio il capitolo impresa 4.0 e i correttivi alla sugar tax.

I tempi sono stretti e si rischia l’ingorgo con il decreto fiscale collegato che domani notte dovrebbe ottenere il primo via libera della Commissione Finanze della Camera. è ancora stallo sul carcere per gli evasori.

Nella maggioranza si continua a trattare per arrivare a una soluzione entro domani che potrebbe vedere attenuate le pene detentive per i reati tributari meno gravi e limitare l’applicabilità della confisca per sproporzione ai reati tributari più gravi. Ma Italia viva continua a esprimere perplessità. Il decreto è atteso in Aula nella tarda serata di lunedì per la discussione generale e il governo conta di chiedere la fiducia martedì.