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Dal 19 al 24 luglio  i 2.980 navigator che hanno superato il test di selezione  firmeranno il contratto che li vedrà seduti alle loro scrivanie a partire da metà agosto. Figura di supporto nei Centri per l’impiego che gestiranno il reddito di cittadinanza, il navigator lavorerà con un contratto di collaborazione con durata fino al 30 aprile 2021 per un compenso lordo annuo di 27.338,76 euro, oltre a 300 euro lordi mensili a titolo di rimborso forfettario per spese di viaggio, vitto e alloggio, sostenute per svolgere l’incarico.

La distribuzione varia a seconda delle platee di beneficiari per provincia, e così, ad esempio, 274 navigator sono destinati a Napoli, 195 a Roma, 125 a Palermo, 107 a Torino, 100 a Catania, 78 a Bari, 77 a Salerno e 76 a Milano. Dati Inps alla mano, nelle regioni con il maggior numero di beneficiari del reddito di cittadinanza, il rapporto navigator/numero di beneficiari è di circa 1/300. 

Quanto alla formazione, riporta il Corriere, Dal 29 al 31 luglio sono previste tre giornate di orientamento a Roma, Palermo e Cagliari. Dal 1° agosto inizieranno le due settimane previste di formazione sul territorio, con l’assistenza di un tutor di Anpal Servizi. I navigator apprenderanno così le competenze di base, anche attraverso il completamento di una decina di moduli e un test finale di certificazione.

Ma accanto ai circa 3.000 vincitori ci sono altrettanti “idonei”, persone che, pur avendo superato la soglia di sbarramento minima prevista, non potranno, allo stato, essere contrattualizzate, né formate, in virtù del limitato numero di posti disponibili. E ora chiedono che sia riportato a 6.000 il numero di posti disponibili. Lo chiede a gran voce soprattuto il Gruppo Nazionale Navigator Idonei che ha inviato un comunicato ad alcune testate: “E’ evidente la necessità di rivedere al rialzo, nell’ambito dei singoli accordi con le Regioni, il numero di Navigator per provincia, rivalutando almeno l’iniziale previsione di 6000 addetti, e dunque di procedere alla formazione e contrattualizzazione degli “idonei”.

Il concreto rischio, infatti, è che i futuri dipendenti dei centri per l’impiego, assunti con determinate mansioni , si troveranno, di fatto, a dover fronteggiare anche la “questione” relativa ai beneficiari di Reddito di Cittadinanza, di competenza, appunto, di altra specifica figura professionale: i Navigator”. “L’auspicio, pertanto, – aggiungono – è quello di un segnale forte e quanto mai opportuno: ritornare all’iniziale numero previsto di Navigator al fine di perseguire, nel miglior modo possibile, il più complessivo rilancio delle politiche attive del lavoro del nostro Paese, a partire, non certo casualmente, dall’assunzione di quanti risultati idonei allo specifico concorso per Navigator. Considerazioni, queste già esposte, purtroppo invano, attraverso canali istituzionali ufficiali, non solo ministeriali, al fine di avere risposte circa il futuro di ben 3000 “idonei” che, con forza, chiedono non solo lo scorrimento della graduatoria in caso di rinunce (già previsto dal bando) ma anche di estendere la platea di quanti opereranno, di qui a breve, nel difficile e complesso mondo delle politiche attive del lavoro previste per il “Reddito di Cittadinanza”.

Così è stato fatto, tra l’altro, nell’ambito dei concorsi INPS e Assistenti Giudiziari e quindi, perché non dare questa possibilità anche ai Navigator idonei?”