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Mancano pochi giorni alla data fissata per il divorzio tra Gran Bretagna e Unione Europea e ancora non si sa se Westminster si convincerà a votare l’intesa stretta dalla premier con Bruxelles o se, ed è lo scenario più temuto, si andrà verso un ‘no deal’, un’uscita senza accordo dalle conseguenze imprevedibili.

Nel dubbio, si fanno scorte dei beni di prima necessità che, in mancanza di una disciplina commerciale chiara, potrebbero scarseggiare. Come la carta igienica e i rotoli da cucina. Wepa, la ditta tedesca che è il primo fornitore di tali prodotti in Gran Bretagna, ha quindi iniziato a fare scorte, accumulando nei magazzini britannici 3,5 milioni di rotoli.

la compagnia, riporta il Guardian, ha inoltre messo da parte forniture sufficienti per sei settimane dei cilindri di cartone interni ai rotoli, che non potrebbero essere fabbricati nel Regno Unito in quantità sufficiente e vengono importati dall’Europa dell’Est e dalla Scandinavia. 

Qualora la situazione creatasi con l’eventuale ritorno delle frontiere doganali tardi a risolversi, Wepa ha un piano B: navi cargo che trasportino forniture aggiuntive da Napoli a Swansea, una rotta sostitutiva di quella da Calais a Dover, che è molto più breve ma potrebbe subire un impatto immediato difficile da stimare all’indomani di un ‘no deal’.

Wepa non è l’unica azienda che si è premunita in caso di ‘hard Brexit’. Piani simili sono stati adottati da società provenienti dai settori più disparati, dalla farmaceutica alla componentistica per auto. Ma il bene che sta andando a ruba nei supermercati britannici in questi giorni, come ha comunicato la catena Morrisons, è la carta igienica, le cui vendite sono cresciute del 7% nei mesi scorsi, insieme a quelle di antidolorifici.