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Nella sua prima intervista da quando è stato nominato amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, Fabrizio Palermo ha confermato alcune indicazioni di massima trapelate in queste settimane sul ruolo che avrà l’azienda nell’impulso al venture capital e agli investimenti in innovazione e startup.

La prima, è che il modello che sarà adottato è quello francese. Non è una conferma da poco. Già era trapelato che nel nuovo piano industriale di Cdp ci sarebbe stata una maggiore attenzione al venture capital e agli investimenti in aziende del territorio. Palermo ha confermato al Sole24Ore che “La missione del gruppo” è “supportare le aziende, la pubblica amministrazione e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Per questo andremo sempre di più dove le aziende vivono”. Il modello è appunto quello della Caisse de dépots che “attraverso la Banque publique d’investissement e la Banque des territoires” mette in pratica “esattamente l’approccio che stiamo seguendo”. Ed è esattamente quello che ha reso la Francia una ‘startup nation’, etichetta diventata popolare anche nell’opinione pubblica italiana, permettendo a Parigi di sfidare Londra nel primato europeo per gli investimenti in innovazione.

La seconda riguarda più da vicino quello che riguarda il venture capital: “Faremo leva su filiere industriali, università, incubatori di startup portando il corporate venture capital (gli investimenti in capitale di rischio di startup fatti da aziende, ndr), sul territorio”. Questa attenzione al venture capital era stata anticipata da AGI a novembre. Palermo conferma questa strategia, anche se non risponde direttamente alla domanda sulla possibilità che Cdp acquisti Invitalia Ventures (società di gestione del risparmio di Invitalia, controllata dal ministero del Tesoro). La questione Invitalia Ventures è uno dei tasselli che compongono il piano di razionalizzazione delle risorse dello Stato per potenziare il mercato degli investimenti in capitale di rischio.

Come emerso nel maxi emendamento alla manovra dello scorso dicembre, Invitalia Ventures dovrebbe passare sotto il controllo di Cdp con la sua dotazione di circa 400 milioni. L’obiettivo del passaggio dovrebbe essere quello di creare uno strumento di investimento unico in innovazione, che probabilmente avrà la forma giuridica di una società di gestione del risparmio. Solo una parte della più ampia strategia prevista dal ministero dello Sviluppo economico di muovere nei prossimi anni circa un miliardo di investimenti in startup