Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Il deficit al 2% non è un tabù ma il governo è consapevole della necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici. Luigi Di Maio, intervistato da Radio Capital, assicura di essere "ben consapevole degli equilibri finanziari e dei conti da tenere in ordine", ma ricorda che oltre a "tenere in ordine i numeri" bisogna "prima soddisfare le esigenze dei cittadini". Il vicepremier e ministro del Lavoro indica la strada per procedere "quantifichiamo le spese, poi facciamo un po' di tagli e quello che avanza è deficit positivo, che paghiamo nei prossimi anni" perché le misure che il governo sta mettendo in piedi favoriranno la crescita del Paese.

A quanto il rapporto Deficit/Pil?

Nel governo, riporta Repubblica si discute quindi di "andare oltre l'1,6%" di deficit/Pil ma la sfida" sottolinea Di Maio "è lasciare un Paese migliore ai nostri figli".  La manovra, dice, deve essere "coraggiosa" e contenere le misure indicate perché questo governo si differenzia dagli altri proprio nella capacità di mantenere le promesse. "La mia non è una minaccia – dice – ma va da sé che il Movimento 5 Stelle vota una manovra coraggiosa", in cui ci saranno sicuramente il reddito e le pensioni di cittadinanza, la flat tax, il superamento della legge Fornero.

Il reddito di cittadinanza dovrà partire dal 1 gennaio, scrive il Corriere ma altre misure non potranno essere fatte tutte insieme: nel giro di 5 mesi però "le persone devono cominciare a percepire un miglioramento". Di Maio assicura che con un collegato alla legge di Bilancio sarà avviata una semplificazione del codice degli appalti: "invece di fare nuove leggi ne eliminiamo un po', ne eliminiamo 40".

Per quanto riguarda la pace fiscale, poi, "non può essere un condono" perché in tal caso il M5S non lo voterà". "Ci fidiamo di Tria, ma tutti i cittadini sanno che nel ministero dell'Economia ci sono persone messe da quelli di prima e che ci remano contro".

Il sonno perduto di Conte

Dall'altra parte dell'Atlantico, poco prima, era stato il presidente del Consiglio da assicurare che il primo pensiero del governo è il bene dei cittadini, riferisce La Stampa. "La crescita economica ci spetta di diritto, possiamo competere in maniera efficace con altri Paesi, stiamo lavorando per avere un grande futuro" ha detto alla comunità italiana al consolato italiano a New York. "Sono convinto che con alcune riforme ben calibrate si possano liberare potenzialità economiche del Paese". "Non dormo la notte se nella manovra economica non sono contenute adeguate misure per le persone che stanno soffrendo, per le questioni di equità e giustizia sociale". Il Paese "ha bisogno di crescita economica e giustizia sociale e su questo è impostata la manovra. Ci saranno le riforme strutturali di cui l'Italia ha bisogno".