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Gli italiani nel 2017 hanno speso più di quanto hanno guadagnato, invertendo la rotta e dimostrandosi meno 'formiche' del passato. La spesa delle famiglie è cresciuta più del reddito: è scesa la propensione al risparmio ed è aumentato il potere d'acquisto (+0,6%) seppure "in rallentamento rispetto alle tendenze registrate nel biennio precedente".

È il quadro di sostanziali luci tratteggiato dall'Istat per il 2017. Notizie positive anche sul fronte del debito pubblico. Bankitalia ha registrato a febbraio un lieve calo: è diminuito di 0,1 miliardi, risultando pari a 2.286,5 miliardi.

Nel 2017, ha rilevato l'Istat nei Conti economici nazionali per settore istituzionale, le famiglie hanno aumentato la spesa per consumi finali (+2,5% in termini nominali) in misura superiore rispetto all'incremento del reddito disponibile (+1,7%); di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie scende al 7,8% (-0,7 punti percentuali rispetto al 2016).

Per effetto dell'aumento dell'1,2% del deflatore dei consumi privati, la crescita del reddito disponibile corrisponde a un incremento del potere di acquisto delle famiglie dello 0,6%.

Il prelievo fiscale dovuto alle imposte sulla produzione e a quelle correnti e in conto capitale ha inciso sul reddito disponibile delle famiglie per il 16,2%, su quello delle società non finanziarie per il 23,8% e su quello delle società finanziarie per il 18,6%.

Le società finanziarie hanno registrato un miglioramento dell'accreditamento di 14 miliardi di euro rispetto al 2016, mentre per le società non finanziarie e per le famiglie c'è stato un peggioramento pari a, rispettivamente, 3 e 4 miliardi di euro.

L'indebitamento delle amministrazioni pubbliche si è ridotto di 1,9 miliardi di euro, con un saldo pari a -39,7 miliardi di euro. Il tasso di profitto delle società non finanziarie nel 2017 è sceso al 41,7% (-0,7 punti percentuali rispetto al 2016) e il tasso di investimento cresce al 21,1% (+0,9 punti percentuali).

Le società finanziarie hanno registrato una riduzione del valore aggiunto ai prezzi base (-1,4%).

Bankitalia ha rivisto al rialzo il dato sul debito pubblico italiano del 2017. Rispetto ai dati diffusi lo scorso 15 marzo, ha spiegato nel fascicolo 'Finanza pubblica, fabbisogno e debitò, il dato relativo al debito del 2017 è stato rivisto al rialzo di circa 7 miliardi, "principalmente a seguito dell'advice dell'Eurostat in merito al trattamento statistico dell'operazione di liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca".

A febbraio infine sono aumentate le entrate tributarie: sono state pari a 29,4 miliardi, in aumento di 1,5 miliardi rispetto a quelle rilevate nello stesso mese del 2017.

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