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Mentre il "reddito di cittadinanza" continua a infiammare il dibattito politico e a tenere banco sui media, da gennaio le famiglie in difficoltà possono fare domanda per il cosiddetto “reddito di inclusione” dell’INPS – o REI – erogato tramite una carta prepagata di Poste Italiane. Al 2 gennaio, un mese dopo il via alle domande, i Comuni italiani hanno trasmesso all’INPS quasi 76mila richieste, provenienti perlopiù  da Campania, con 16.686 domande presentate (22%), e Sicilia, con 16.366 (21,4%). Seguono la Regione Calabria, con 10.606 richieste (14,0%). Mentre le domande arrivate da Lombardia e Lazio sono state rispettivamente 5.338 (7,0%) e 5.237 (6,9%). 

Cos’è il REI

Il REI è la misura di contrasto alla povertà introdotta il 1° dicembre 2017. Chi ne ha diritto da gennaio riceve mensilmente un beneficio economico tramite carta prepagata emessa da Poste Italiane SpA. Tuttavia, fa notare Altroconsumo, questa carta non ha costi di gestione, ma prevede l’addebito di 1 euro di commissione per i prelievi negli ATM Postamat o 1,75 euro per quelli negli altri circuiti bancari. La durata è di 18 mesi, rinnovabile per altri 12 con una pausa di 6 mesi.

Come ottenerlo

Per ottenere il contributo viene fatta una valutazione della situazione economica del nucleo familiare e chi la richiede deve sottoscrivere un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. Una volta avuta la conferma dei giusti requisiti, basta compilare l'apposito modulo dell'Inps.

Chi ne ha diritto? Ecco i parametri:

Per ottenere il REI è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

  • Il richiedente deve essere un cittadino dell’Unione o un suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno (o del diritto di soggiorno permanente). Oppure se cittadino di Paesi terzi deve possedere un permesso di soggiorno UE di lungo periodo. Inoltre deve risiedere in Italia da almeno 2 anni continuativi al momento della presentazione della domanda
  • Il nucleo familiare di chi fa la richiesta deve avere un ISEE (indice della situazione economica equivalente) al massimo di 6.000 euro, un ISRE (indicatore della situazione reddituale) al massimo di 3.000 euro. Il valore del patrimonio immobiliare deve essere inferiore a 20.000 euro (al netto della casa d’abitazione) mentre quello mobiliare deve essere inferiore a 6.000 euro (cui si sommano 2.000 euro per ogni componente successivo al primo per un massimo di 10.000 euro).
  • Nessun componente del nucleo famigliare deve possedere un’auto o una moto immatricolati nei due anni antecedenti la richiesta (ad esclusione di quelli agevolati per i disabili). Ovviamente non si devono possedere nemmeno navi o imbarcazioni da diporto.

Ci sono poi altri parametri che vengono presi in considerazione. Ovvero se il nucleo familiare ha al suo interno uno o più dei seguenti soggetti:

  • Un minorenne
  • Un disabile con un suo genitore o tutore
  • Una donna in stato di gravidanza accertata
  • Un lavoratore di almeno 55 anni disoccupato da almeno 3 mesi o, se ha percepito la disoccupazione che abbia terminato di prender la quota intera da almeno 3 mesi. Si considera disoccupato anche il lavoratore dipendente o autonomo che percepiscono un reddito la cui imposta lorda è pari al massimo alle detrazioni da lavoro cui hanno diritto.

A quanto ammonta il bonifico

La soglia non può comunque superare il valore annuo dell'assegno sociale (5.824 euro per il 2017). Il REI varia in base al numero dei componenti il nucleo familiare ma dipende dalla situazione economica dello stesso. In pratica, il valore massimo mensile percepibile viene ridotto degli eventuali trattamenti assistenziali che la famiglia percepisce, escluso l’accompagnamento. Inoltre, se i componenti del nucleo familiare percepiscono dei redditi, il REI è ulteriormente ridotto del valore dell'ISR utilizzato per calcolare l’ISEE. L'ISR tiene conto, ad esempio, delle spese sostenute per l'affitto e non si considerano i benefici assistenziali già sottratti al punto precedente.