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AGI – Il caldo non dà tregua all’Italia che resterà nella ‘morsa’ dell’anticiclone africano Caronte per tutta la settimana con temperature oltre i 40 gradi con picchi massimi che potrebbero raggiungere i 43-44 gradi nelle zone interne della Sardegna e della Sicilia.

Oggi l’ondata di calore “raggiungerà – spiega Antonio Sano’, direttore de ‘il Meteo.it’ – gran parte del centro-sud, insistendo in misura maggiore sulle due Isole maggiori. Nelle aree più interne di Sardegna e Sicilia, sotto un generosissimo soleggiamento, le colonnine di mercurio potranno anche toccare punte record superando la soglia dei 40 gradi. A tal proposito, non sono da escludere picchi massimi oltre i 43-44 gradi nelle zone interne della Sardegna e della Sicilia che potrebbero segnare dei record per la fine di giugno. Tanto sole e caldo in aumento anche sul resto d’Italia dove pero’ – avverte il meteorologo – le colonnine di mercurio non riusciranno ancora a salire così tanto, complici anche un fronte temporalesco che, nella giornata di martedì, interesserà le regioni settentrionali dispensando piogge e temporali che, dalle Alpi raggiungeranno le zone pianeggianti del nordovest. In questo frangente assisteremo a un generale calo dei valori massimi, al nord come su parte del centro”.

“Noi dobbiamo dichiarare lo stato di emergenza una volta che abbiamo chiaro quali sono le misure che si possono mettere in campo. I criteri e le misure le stiamo definendo con le Regioni. Appena, penso nelle prossime giornate, al massimo un paio di settimane, avremo chiaro le misure potremo fare la dichiarazione dello stato di emergenza“. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, a Sky Tg 24. 

“In alcune zone – ha aggiunto – non è escluso il fatto che il razionamento dell’acqua porti a una chiusura temporanea” dei rubinetti “anche nelle ore diurne. Bisognerà capire anche quali sono i segnali delle prossime settimane. Noi vediamo ancora grande carenza di acqua. Poi avremo anche dei momenti in cui l’acqua arrivera’ tutta insieme. Prepariamoci perché quando arriverà l’acqua, arriverà tutta insieme”.

La fotografia in Italia è un 40-50% di acqua piovuta in meno quest’anno rispetto alle medie degli ultimi anni. Per Curcio. “abbiamo avuto fino al 70% di neve in meno. Abbiamo fiumi come il Po che ha portate fino all’80% in meno. La situazione generale è di carenza di risorsa idrica, di pioggia. In alcune aree diventa impattante in maniera assolutamente importante sulla produzione agricola, ittica, e dell’energia elettrica”.

“La situazione – ha spiegato Curcio – è generalmente complessa su tutto il Paese poi abbiamo delle aree particolarmente colpite come il bacino del Po, le Alpi orientali, e alcune zone del centro. Il problema è diffuso in ambito nazionale”. 

Per il ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli:  “C’è la necessità di razionalizzare l’uso dell’acqua” e “dobbiamo pensare di rallentare il piu’ possibile l’uso della risorsa idrica per usi che non siano quelle civili e del mondo animale”.

 “Stiamo costruendo un quadro chiaro sull’emergenza per definire i criteri, anche se la situazione non si risolve con lo stato di emergenza, se non piove”, ha aggiunto il ministro sottolinenando che il tema “va portato a livello centrale per evitare differenze sui territori”. “Il problema”, ha insistito, e’ che da vent’anni in questo Paese non si fa niente per tutelare la risorsa idrica”, ha aggiunto il ministro. “Dobbiamo adoperarci per risolvere strutturalmente il tema dell’uso dell’acqua”, ha sottolineato Patuanelli, “serve aumentare la capacita’ di captazione attraverso un piano sugli invasi”.