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AGI – Un commovente saluto in strada da parte dei genitori,  la mamma Silvia, il papà Lucio, e della sorella Aurora, tutti positivi al Covid, che non hanno potuto  partecipare alle esequie nella chiesa di San Giorgio a Luzzara. Per consentirlo, ed evitare assembramenti, è stata chiusa la strada sotto casa al passaggio del feretro, prima dell’arrivo in chiesa,  dove sono stati allestiti un centinaio di posti a sedere con il distanziamento, transetti compresi.  Ma per consentire a tutti in paese di esprimere il proprio dolore per questa giovane vita spezzata dal coronavirus, i funerali di Martina Bonaretti, 21 anni, sono stati trasmessi  anche sul canale youtube della parrocchia. Un modo, spiega all’AGI il parroco Don Piergiorgio Torreggiani, per far sentire che la comunità è comunque viva e vicina.

Quella di Martina, spiega il sacerdote in chiesa, è stata come una partenza imprevista.  “La notizia della scomparsa di Martina portata via dal covid ci ha sconvolto e  ha colpito profondamente. Sappiamo quale vuoto lascia Martina, ragazza brava, discreta, semplice, destinata a svolgere una professione che l’avrebbe inserita in un’attività a favore dei bambini e ragazzi con qualche difficoltà. Stava progettando la sua vita di adulta, ma non ha fatto in tempo a realizzare i suoi sogni. Siamo certi che sarà lei ora a sostenere dal cielo i genitori, la sorella e tutte le persone a lei più care”. 

 A celebrare le esequie, Don Emanuele Benatti, sacerdote della diocesi molto legato alla famiglia e attivo come missionario in  Madagascar, impegnato nei progetti dell’Associazione For Africa, legati alle missioni e non solo. Una funzione duplice, ha spiegato all’ingresso della salma, che vuole essere anche ‘sanificatrice’ trasformando la liturgia per il distacco, che è reale, in una liturgia pasquale, di resurrezione. Sulla bara, la foto sorridente di Martina e un gran cuscino di fiori bianchi.  “Noi qui – ha detto il sacerdote – rappresentiamo anche persone che non vediamo ma che ci vedono, in terra come in cielo”.

Un ricordo commosso per Martina, una ragazza che stava bene, morta alcuni giorni dopo il  ricovero in ospedale per sintomi da Covid-19. La giovane viveva a Luzzara, Comune in provincia di Reggio Emilia. Inizialmente le sue condizioni non sembravano preoccupanti, poi c’è stato un peggioramento e la 21enne è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Guastalla dove si è spenta. Numerosi i messaggi di affetto alla famiglia arrivati non solo da conoscenti e amici, ma anche da semplici cittadini e da rappresentanti delle istituzioni. In chiesa il sindaco con la fascia tricolore ha voluto rappresentare tutti: ” Ogni lutto è importante – ha detto Elisabetta Sottili, che alla ragazza aveva dedicato un toccante post su Fb  – e ogni lutto è una ferita”. 

“La scomparsa di Martina – ha detto ancora Don Emanuele Benatti –  ci fa capire che dobbiamo fare tutto il possibile per non mettere a rischio la vita degli altri con dei comportamenti sbagliati, perchè questo virus uccide e non guarda all’età. Non andrà tutto bene se non ci impegniamo tutti: è necessario costruire e rafforzare il tessuto comunitario delle nostre comunità umane ed ecclesiali facendo leva sul principio che il Papa ci ha ripetuto, che siamo tutti sulla stessa barca”.

​ “La vita è preziosa e quindi non va sciupata, ma va donata, non va messa in pericolo. Ce l’ha insegnato anche Martina – ha proseguito il sacerdote – che aveva scelto di mettersi a disposizione per svolgere un servizio a favore dei disabili, aveva intrapreso una strada a sostegno di persone in difficoltà. L’aveva fatto purtroppo per breve tempo, ma si accingeva a continuare proprio in questi giorni, aveva ricevuto una proposta“.

Di Martina gli amici hanno voluto ricordare il sorriso che illuminava le giornate più buie e che oggi si è spento.  Un dolore difficile da comprendere, soprattutto – ha detto Don Emanuele Benatti – “quando tutto questo accade per colpa di un maledetto virus che dimostra tutta la sua crudeltà perché ti colpisce dove e quando meno te lo aspetti, perché non si può vedere e non sempre si può controllare e a volte ti può sconfiggere”.

“E come in questo caso, per di più impedisce ai familiari di assistere all’ultimo saluto della persona più cara, di poter ricevere una visita di conforto di parenti e amici, e li obbliga a stare chiusi in casa, anche se li sentiamo qua con noi. Questo è umanamente difficile da accettare“,  ha concluso Don Benatti, che ha voluto così ricordare in chiesa i genitori e la sorella della ragazza scomparsa.  “Mi hanno detto che Martina ha permesso di trascorrere loro i più bei 21 anni della loro vita per la sua presenza così dolce, affettiva, solare”.