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È stato recuperato questa mattina in mare il corpo di Aurelio Visalli, il sottufficiale 41enne della Guardia Costiera che da ieri risultava disperso in Sicilia. Si era lanciato nel mare in burrasca per soccorrere un ragazzino che rischiava di annegare a Milazzo, nel Messinese, ma era stato inghiottito dalle onde.

Intorno alle 8 del mattino il corpo è stato avvistato nei pressi della zona del Tono dove fin da ieri si erano concentrate le ricerche. Le motovedette della Capitaneria di Porto con polizia, carabinieri e guardia di finanza non hanno mai smesso le ricerche rese particolarmente difficili dalle condizioni proibitive del mare.

Ancora frammentaria la ricostruzione di quanto accaduto ieri: l’allarme era scattato nella tarda mattinata, dopo che due ragazzini si erano tuffati in mare nonostante le onde alte alcuni metri. Uno era riuscito a raggiungere la riva chiedendo aiuto e facendo scattare i soccorsi mentre l’altro era rimasto a lungo in balia delle onde, attaccandosi ad una boa. Stremato era poi riuscito a raggiungere la riva aiutato dai soccorritori, approfittando di un momento di calma del mare. È stato portato in ospedale. 

Il cordoglio della Difesa

“La notizia della morte in mare del Secondo Capo della Guardia Costiera Aurelio Visalli addolora la Difesa tutta. Il suo è stato un gesto eroico, non ha esitato ad intervenire per soccorrere due bagnanti in difficoltà nel golfo di Milazzo. Ha dimostrato grande coraggio e altruismo, qualità proprie dei nostri militari che non esitano a mettere a rischio la propria vita per l’incolumità altrui”. Lo scrive il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo, appresa la notizia.

“In queste ore di profondo dolore – prosegue – stringo in un forte abbraccio la famiglia, gli amici ed i colleghi del Sottufficiale. Alla moglie, ai figli, ai suoi affetti piu’ cari esprimo sentimenti di profondo cordoglio. Espressioni di vicinanza li indirizzo al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Giovanni Pettorino, al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone e a tutto il personale della nostra Marina Militare”.