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I nomi dei miei tre figli “devo leggerli ogni giorno, il terrore che io non possa riuscire più a pronunciarli è insopportabile”: lo ha raccontato Andrea Vianello, uno dei volti più popolari della televisione In un’intervista al Corriere della Sera in cui ha raccontato l’ictus che lo ha colpito una anno fa e che gli ha fatto perdere per un po’ la parola. Vianello ha spiegato che ogni mattina si sveglia, si siede sul letto e prende un foglio di carta sul quale sopra ci sono scritti i nomi dei suoi tre figli: Goffredo, Maria Carolina e Vittoria, e li ripete per paura di dimenticarli.

“È stato un anno durissimo nel quale ho perso anche mio padre. E raccontare tutto è stata una terapia”, ha spigato Vianello parlando del suo libro “Ogni parola che sapevo”, dal 21 gennaio in libreria per Mondadori. È stato come un salto nel buio, un “sentirsi sfigurato, come se mi avessero deturpato il volto”. Poi “fonema per fonema, sillaba per sillaba” ha ricominciato a parlare, lentamente, “un lungo lavoro di riabilitazione” e oggi si definisce “un uomo diverso”.

 “Quest’anno buio mi ha fatto riflettere sulle nostre vite frenetiche, pronte a star male per inezie che di fronte alla morte si rivelano per quello che sono: nulla”, ha riferito Vianello. Di quella mattina, però, ricorda “tutto”, come spiega il 59enne conduttore in una seconda intervista a la Repubblica: “Il giorno prima mi ero svegliato con uno strano mal di testa, più forte del solito. Ho registrato una puntata del mio programma e l’adrenalina lì per lì mi ha fatto passare il dolore. La mattina dopo mi sono svegliato, mi sono portato a letto il caffè e al momento di prendere il cucchiaino ho visto che la mano non rispondeva. Ho forzato, niente. Ho capito che era grave. Mi sono trascinato a terra per prendere i pantaloni: non volevo andare nudo in ospedale. Quando è arrivata mia moglie non parlavo più”.

Poi il popolare conduttore aggiunge: “La mia vita è raccontare storie e questa è una storia: la storia di un uomo che la sera è in tv e la mattina ha perduto le parole. Una storia che tocca le paure di tutti, perché l’ictus è un colpo, un fulmine improvviso, di cui si parla poco”.