Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

I rinvii, le proroghe, le autocertificazioni sono finite: domenica era l’ultimo giorno per mettersi in regola con i vaccini obbligatori, portando il certificato vaccinale a scuola, altrimenti domani, al suono della campanella, i bambini da 0 a 6 anni rimasti con la sola autocertificazione rimarranno fuori dall’aula, finché non saranno in regola.

La legge Lorenzin, che prevede dieci vaccini obbligatori e, appunto, l’esclusione dalla scuola dell’infanzia per i bambini non in regola (per quelli di elementari e medie invece scattano le multe ai genitori) diventa dunque pienamente operativa, dopo una serie di rinvii, ultimo proprio quello del Milleproroghe che spostava la scadenza dal settembre 2018 al 10 marzo 2019, per evitare il caos alla riapertura delle scuole dopo le vacanze, anche alla luce del fatto che l’anagrafe vaccinale, uno dei capisaldi della legge Lorenzin che consentirebbe di avere un quadro preciso di quanti bambini sono vaccinati, ancora non è pronta.

Ma ormai il tempo è scaduto, ed è esclusa l’ipotesi di una nuova dilazione, malgrado l’uscita a sorpresa del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che mercoledì scorso aveva lanciato un appello alla collega Giulia Grillo, titolare della Salute: sarebbe opportuno, scriveva il vicepremier, “evitare traumi ai più piccoli” e pertanto bisogna “prevedere il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo contenuti nella legge Lorenzin”.

La risposta della ministra, seppure felpata, è stata di fatto un secco no: obiettivo comune è superare la legge Lorenzin, spiegava Grillo, ma non con un decreto urgente: se la vedrà il Parlamento, dove in Commissione Sanità del Senato giace da mesi la proposta di legge M5s-Lega che prevede l’obbligo “flessibile”, ossia stabilito vaccino per vaccino sulla scorta dei dati epidemiologici.

In attesa della nuova legge (la presentazione degli emendamenti scade in questi giorni, poi dovrà andare in aula e infine passare alla Camera: tempi non brevissimi insomma) vale la norma firmata dalla ministra Lorenzin, forte anche del sostegno della grandissima parte del mondo medico-scientifico, nonché dei presidi, che anche nel giorno dello scambio di battute Salvini-Grillo hanno ribadito chiaramente che “è vero che bisogna tener conto delle esigenze di tutti – afferma il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli – ma non ci si può dimenticare dei bambini più deboli e con problemi di salute che non si possono difendere e soprattutto non hanno scelta. Non ci possono essere bambini di serie A e di serie B. Le leggi devono essere rispettate. Quella sui vaccini è una legge e non può essere soggetta a continui differimenti”.

Cosa succederà lunedì 11 marzo 

Perché il problema, che i medici continuano a sollevare, è che basta un solo bambino non vaccinato in una classe per far venire meno “l’immunità di gregge”, cioè la protezione indiretta per coloro che, per gravi problemi di salute, non possono vaccinarsi. Come nel caso del bambino di Roma immunodepresso affetto da leucemia che per alcuni giorni è stato costretto a saltare le lezioni Perché alcuni compagni non erano vaccinati.

Tutti, salvo appunto casi eccezionali come questo, dovranno dunque dimostrare di essere coperti dalle dieci vaccinazioni obbligatorie a norma di legge: anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilusinfluenzae tipo B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

Ma lunedì 11 marzo, nel concreto, cosa succederà? Intanto non sono noti i numeri esatti, in assenza per l’appunto di un’anagrafe vaccinale centrale, ma i dati dalle Regioni e gli stessi medici dicono che ormai i bambini non in regola dovrebbero essere pochissimi, probabilmente appena poche centinaia (o anche meno) in tutta Italia.

Per loro scatterà l’esclusione dalla scuola, che però è a tempo: basterà ai genitori provvedere a far vaccinare i figli e produrre il relativo certificato per garantire di nuovo la frequenza scolastica dei loro bambini. Per la fascia di età da 6 a 16 anni, invece, scatteranno le multe ai genitori: da 100 a 500 euro. In questi mesi sono stati scoperti alcuni episodi di falsificazione delle autocertificazioni, con tanto, in alcuni casi, di pubblicazione via Facebook dell'”impresa”, costata ovviamente una denuncia agli autori.

È prevedibile che lo zoccolo duro ‘No-vax’, che intanto non manca di seguire gli spettacoli di Beppe Grillo in giro per l’Italia per prodursi in rumorose contestazioni, non cederà, e come già successo a settembre potremmo attenderci nuovi casi di Carabinieri chiamati dalle scuole, ma anche dagli stessi genitori i cui figli sono stati respinti.