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I primi a poter esplorare il mondo del nuovo capitolo della saga di Bethesda, Fallout 76, saranno i giocatori di Xbox One. Bethesda, infatti, tramite una pagina FAQ, ha annunciato che la beta di Fallout 76 sarà disponibile come esclusiva temporale su Xbox One, e solo dopo verrà rilasciata su PlayStation 4 e PC.

La beta di Fallout 76 non ha ancora una data di uscita specifica su nessuna delle tre piattaforme ma Bethesda ha affermato che verrà annunciata attraverso i canali social media di Fallout. L’unico modo per provare la beta è preordinare il gioco che verrà pubblicato il 14 novembre 2018.

Vi abbiamo parlato di Fallout 76 recentemente: il gioco sarà completamente online, ma al tempo stesso sarà focalizzato sulla storia come i precedenti capitoli. Cosa ne pensate di questa novità?

L’articolo La beta di Fallout 76 arriverà prima su Xbox One proviene da GameSource.

Incentivi alle imprese "più adeguati" e legati alle assunzioni a tempo indeterminato. Stretta su contratti a termine e sulla somministrazione, per contrastare la precarietà. Apertura ad un periodo transitorio, per evitare di "stravolgere le attività aziendali e i contratti in essere". Rafforzamento dei centri per l'impiego che dovranno essere "il cardine su cui dovrà girare il reddito di cittadinanza".

Luigi Di Maio, nella sua prima intervista da ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, indica su Il Sole 24 Ore le priorità d'azione in vista della presentazione del cosiddetto "decreto dignità", atteso per la fine del mese. Sul capitolo tutele per i lavoratori 4.0 la soluzione è ora affidata a un tavolo negoziale e non più a un decreto legge.

"Non c'è un cambio di rotta sia ben chiaro – spiega il ministro – abbiano rilevato la disponibilità ad aprire un tavolo ma se non sarà produttivo, sarà il Governo a normare il settore. Quindi non è un cambiamento di strategia, semplicemente dopo aver incontrato i rider, abbiamo incontrato le aziende che si occupano di food delivery ed è emersa, sia dai rappresentanti delle aziende nazionali che internazionali, la disponibilità di avviare un percorso condiviso per la creazione di un contratto per chi lavora nel settore".

"I tempi saranno stretti – aggiunge – non è mia intenzione aprire un tavolo che duri all'infinito, se c'è la possibilità di chiudere con soddisfazioni delle parti si crea un percorso e si porta avanti. I tempi saranno chiari appena aziende, riders e organizzazioni sindacali si incontreranno al ministero".

Nel 'decreto dignità' resteranno le modifiche al Jobs act e sui contratti a termine, il governo reintrodurrà le causali e ridurrete le proroghe da 5 a 4. "Non credo ci sarà un incremento dei contenziosi – sostiene Di Maio – l'idea di fondo è quella di favorire il contratto a tempo indeterminato ed evitare che ci sia un ricorso indiscriminato ai rinnovi: non è più ammissibile che ci siano contratti di settimane o un mese che vengono rinnovati senza una causalità, ma a discrezione dell'azienda".

Nei rapporti a tempo determinato attualmente in corso, "Stiamo valutando la misura migliore che ci consenta di intervenire in maniera adeguata senza stravolgere le attività aziendali e i contratti in essere".

"Sulla somministrazione – aggiunge – stiamo già lavorando ad alcuni strumenti specifici, dal momento che anche in questo caso lo strumento si e' prestato ad abusi nel corso degli anni". Inoltre "Stiamo già operando per riformare i Centri per l'impiego e per renderli operativi e in grado di realizzare l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro. I Centri per l'impiego saranno il cardine su cui dovrà girare il reddito di cittadinanza, devono essere l'hub su cui si dipanano le politiche per il lavoro".

Per l'Ilva "ieri è stato avviato il tavolo con le parti sociali, enti locali e associazioni. Oggi si chiuderanno gli incontri e faremo le opportune valutazioni, rispondere ora sarebbe poco rispettoso per i partecipanti, avendo ben chiara la necessità di salvaguardare contemporaneamente e in pari misura l'ambiente, i lavoratori e la vita dei cittadini di Taranto".

Per le pensioni "la volontà di inserire una nuova anzianità è assodata ma sui tempi tecnici ci stiamo lavorando e non posso dire ora a circa due settimane dall'insediamento se entrerà in legge di bilancio o meno. Ma è una priorità ve lo assicuro". 

Lo sviluppo di Beyond Good & Evil 2, il gioco Ubisoft che abbiamo potuto ammirare all’E3 2018, sta procedendo con un certa lentezza, anche senza contare tutti i rimandi e i reboot avvenuti prima dell’annuncio ufficiale.

In ogni caso, l’ultima presentazione avvenuta durante la kermesse losangeliana ci mostra in che direzione si sta muovendo il gioco: open world, esplorazione planetaria e il ritorno di Jade, estremamente intrigante nella sua versione malvagia.

Detto ciò, la vera domanda che tutti ci poniamo è: quando potremo giocare a Beyond Good & Evil 2? Il rilascio del gioco è ancora lontano, ma nel frattempo possiamo cominciare ad attendere una beta giocabile, pianificata per la fine del 2019. Questo, almeno, è ciò che ha affermato il director Michel Ancel che ha risposto a un commento su Instagram.

L’articolo Beyond Good & Evil 2: una beta per la fine del 2019 proviene da GameSource.

La Cina risplende in Total War: Three Kingdoms, l’ennesimo capitolo dello strategico del nostro cuore che ci ha portati ovunque e in tutte le epoche. Dopo Roma, il Medioevo, il Giappone feudale (e post-feudale), le invasioni barbariche e le terre fantasiose di Warhammer, Creative Assembly ci porta nell’Impero Cinese a quel tempo in cui esso rischiava di estinguersi per sempre, in preda alle lotte dei generali e dei governatori regionali.

Se volete approfondire questo interessantissimo periodo storico, qui trovate la prima puntata di una serie di editoriali in grado di fornirvi una infarinatura generale sull’argomento.

La prima cosa che salta agli occhi è la differente modalità di intendere il generale e i luogotenenti. Si tratta di una feature non presente in nessun altro Total War e che, a detta degli sviluppatori, incontra di più e meglio la fedeltà storica alla reale organizzazione degli eserciti cinesi di quel tempo. In sostanza oltre ad avere il solito generale avremo anche dei tenenti.

Tutte e due le figure potranno ingaggiare duelli con le loro controparti nemiche favorendo o sfavorendo, a seconda dell’esito, l’andamento della battaglia. Il ritorno di Creative Assembly all’interno della Storia e l’allontanamento dalle atmosfere fantasy poco credibili di Total War: Warhammer e Total War: Warhammer 2 faranno contenti quanti auspicavano un ritorno alla verità storica, un ritorno che in questo caso sembrerebbe essere totale, completo e definitivo.

Total War: Three Kingdoms

Oltre alle poche informazioni che vi abbiamo fornito fino ad adesso dobbiamo segnalarvi che Total War: Three Kingdoms presenta anche delle caratteristiche peculiari che in prima istanza lo differenziano dai predecessori e al tempo stesso risultano essere fedeli alla realtà storica della Cina del III secolo d.C., prima fra tutte la massima attenzione che andrà posta nel reclutamento dei nostri generali i quali avranno molte differenti caratteristiche e non tutti saranno tagliati per il combattimento corpo a corpo.

Alcuni di essi, infatti, saranno dei fini strateghi e avranno delle abilità e delle tattiche uniche da poter utilizzare sul campo di battaglia. Ogni generale e tenente avrà anche una sua personale cerchia di unità reclutabili oltre a quelle fornite, come al solito dagli edifici.

Total War: Three Kingdoms

In questo nuovo capitolo firmato Total War farà anche la sua comparsa una caratteristica che con tutta probabilità non vedremo nei prossimi (a meno che non siano ambientati in Cina anch’essi). Si tratta di due modalità di gioco differenti: una più realistica e una più fantasiosa basata sul classico cinese di Luo Guanzhong “Il Romanzo dei Tre Regni” (in cinese Sanguo Yanyi 三国演义). Nella seconda gli eroi e i generali saranno di dimensioni leggermente più grandi rispetto alle truppe e invece di essere inseriti all’interno di una unità la comanderanno dall’esterno e resteranno in disparte a meno che non decideremo di farli intervenire in prima persona.

Ottimo anche il lavoro fatto sull’architettura delle città cinesi, veri e propri labirinti creati a posta per incanalare i nemici in determinate direzioni e trappole.

Total War: Three Kingdoms

La grafica, da quel che abbiamo potuto vedere è migliorata e si è “ammorbidita” in molti aspetti ma vedremo come si comporterà la fisica visto che gli sviluppatori hanno detto che questa volta tutto potrà essere distrutto. Più di tutto vedremo come le unità interagiranno con gli ambienti, cioè se finalmente torneranno a saltare le staccionate come in Empire: Total War o se ancora una volta le attraverseranno.

Dopo averci le messo le mani  sopra (per pochissimo) dobbiamo dire di non essere affatto fiduciosi sotto questo aspetto. Non ancora trapelata invece la mappa ma siamo sicuri che sarà super massiva dato che a quel tempo la Cina si apprestava a diventare davvero enorme e gli spazi che gli eserciti percorrevano erano vastissimi. Una infinità di città e cittadine riempivano ogni angolo dell’Impero e una infinità di regioni componevano come un mosaico la più grande civiltà che l’Asia abbia mai visto.

Total War: Three Kingdoms


Insomma: di carne al fuoco ce n’è davvero tanta per un titolo che dovrà riportare la serie a “casa”, cioè sulla Terra e sopratutto nella “realtà”. Intanto però quei bricconi di Creative Assembly hanno già fatto il primo scherzetto: per Total War: Three Kingdoms si è passati dall’autunno 2018, per il rilascio finale, alla primavera 2019, così, senza pensare che c’è anche l’inverno di mezzo. Grazie, aspetteremo.

 

L’articolo E3 2018: Total War Three Kingdoms – Anteprima proviene da GameSource.

Mentre la console ibrida Nintendo Switch convince pubblico e critica, qualcuno potrebbe chiedersi qual è il destino dell’altra console della casa di Kyoto, il Nintendo 3DS. La console portatile ha più di mille giochi rilasciati, a questo punto, ma l’arrivo di una concorrente interna più potente le permetterà di avere un futuro? Reggie Fils-Aime, il presidente di Nintendo of America, dice di sì. Infatti, afferma che nuovi giochi per 3DS saranno annunciati quest’anno.

Vediamo le sue parole, in traduzione:

Continueremo [a focalizzarci sul 3DS], continueremo ad avere nuovi giochi per tale piattaforma. Stiamo per annunciarli e lo faremo durante i prossimi mesi e continuerà a essere un’importante parte del nostro business, certamente qui nelle Americhe.

Inoltre, Fils-Aime ha parlato di Mario Kart Tour, la versione mobile del popolare gioco di kart di Nintendo annunciato all’inizio di quest’anno. Il gioco era assente all’E3 2018, ma il presidente ha rassicurato i fan.

A seconda del gioco, l’E3 può o non può essere il giusto luogo per fare luce sulle attività mobile. Nel caso di Mario Kart Tour, abbiamo deciso che ci sarà un’altra opportunità per fare luce sull’app, specialmente quando sarà più vicina al lancio. Il nostro obbiettivo è di rilasciarlo durante l’attuale anno fiscale.

I successi mobile di Nintendo sono sotto gli occhi di tutti, con titoli come Fire Emblem Heroes e Animal Crossing: Pocket Camp. Vedremo se anche Mario Kart Tour, insieme ai nuovi giochi per 3DS, vincerà la scommessa.

L’articolo Nuovi giochi per 3DS saranno annunciati quest’anno proviene da GameSource.

Se nella nostra ultima guida su Vampyr vi abbiamo spiegato passo passo come ottenere tutti i collezionabili del gioco, necessari per ottenere il trofeo “Custode delle tradizioni“, questa volta vi daremo qualche consiglio su come terminare il gioco senza uccidere alcun personaggio, così da sbloccare il trofeo Neanche una volta.

Vampyr

Si tratta di un’impresa tutt’altro che facile, dato che una delle cose della quale sicuramente sentirete la mancanza saranno la moltitudine di punti esperienza che sarete costretti a reperire in modi alternativi. Se siete quindi convinti ad andare fino in fondo, vi lasciamo qualche consiglio, qualche linea guida da seguire che vi faciliterà un po’ il lavoro.

  • Avere oggetti ed abilità curative

Un’ abilità come Scudo di Sangue, che permettono di assorbire un certo quantitativo di danni che si sta ricevendo, diventa pressoché indispensabile per la riuscita di questo obiettivo. Inoltre, fate sempre scorta di oggetti curativi, vi salveranno la vita durante gli scontri più difficili.

  • Ottenere l’abilità Artiglio e usare Morso

Artiglio è un’abilità decisamente utile, dato che grazie ad essa potrete danneggiare egregiamente diversi nemici; non dimenticatevi di usare anche morso, utile anche per stordire gli avversari.

  • Completare QUALUNQUE Investigazione

Dato che non avrete modo di ottenere punti esperienza sconfiggendo i diversi nemici sparsi durante il gioco, completare qualsiasi investigazione e quest secondaria vi darà sicuramente una mano a recuperarne almeno una parte.

  • Curare gli NPC

Ricollegandoci a quanto scritto prima sui punti esperienza, ricordatevi di curare quanti più NPC possibili, dato che avrete modo di ottenere ulteriori XP.

  • Usare l’abilità Velo d’Ombra

Nonostante alcuni nemici potrebbero rivelarvi anche con questa abilità attiva, velo d’ombra vi farà passare inosservati a buona parte degli NPC che incontrerete nel corso del gioco, permettendovi quindi di evitare molti scontri.

  • Potenziare le armi

Fate ben attenzione durante tutto il gioco a recuperare quanti più pezzi di armi possibili, dato che vi permetteranno di potenziare il vostro armamentario. Specialmente parti come maniglie e grilletti risulteranno particolarmente utili per i potenziamenti.


Speriamo che questa guida vi abbia aiutato ad ottenere il trofeo Neanche una volta, e perché no magari anche il tanto agognato e desiderato Platino.

L’articolo Come finire Vampyr senza uccidere nessuno proviene da GameSource.

Durante la giornata di oggi, gli iscritti al programma Xbox Insiders, nello specifico quelli iscritti all’Alpha e all’Alpha – Skip Ahead, avranno accesso alla beta dell’Xbox Avatar Editor. Microsoft ha lavorato a lungo su questo nuovo editor per Avatar: le novità sono state annunciate tramite il sito ufficiale che potete trovare a questo indirizzo.

Il nuovo editor per Avatar pare pensato per facilitare la creazione da parte degli utenti, permette di personalizzare il proprio Avatar e renderlo unico: sia per aspetto che per accessori, presenti in grandissimo numero. Sarà possibile definire la colorazione di ogni singola parte del nostro avatar: pelle, capelli e ogni singolo capo di abbigliamento. In totale avremo 16 milioni di opzioni di colorazione disponibili.

Nel caso in cui non si desideri utilizzare il nuovo tipo di Avatar, in ogni caso, è possibile tornare a quello vecchio o, semplicemente, utilizzare la propria Gamerpic o anche l’Xbox Original Avatar.

nuovo editor per Avatar per Xbox tramite Xbox Insiders

Normalmente, le nuove feature provate dagli Xbox Insiders sono rese disponibile per tutti nel giro di sei mesi, quindi non dovrebbe volerci troppo tempo perché chiunque possa testare il nuovo editor per Avatar.

L’articolo Un nuovo editor per Avatar tramite Xbox Insiders proviene da GameSource.

Movimento 5 stelle in pressing per dare alla luce in tempi brevi una riforma dei partiti che incida in primis sui finanziamenti da parte dei privati e obblighi le fondazioni alla massima trasparenza.

Una linea dura che vede le due 'anime' dei 5 stelle, quella 'ortodossa' e quella 'governista', camminare all'unisono. Sia Luigi Di Maio che Roberto Fico, infatti, sostengono la necessità di un giro di vite, che secondo il vicepremier dovrebbe avere addirittura valenza retroattiva.

Secondo quanto spiegano fonti pentastellate, la proposta dovrebbe essere messa nero su bianco in tempi strettissimi: ci starebbero lavorando il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, assieme allo stesso Di Maio, ma – salvo cambi di programma – non dovrebbe essere un testo di iniziativa del governo, bensì una proposta di legge di iniziativa parlamentare.

Dopo il caso dello Stadio della Roma e la vicenda giudiziaria che ha coinvolto il 'super consulente' dei pentastellati e della sindaca Virginia Raggi, Luca Lanzalone, i 5 stelle provano a uscire dall'angolo e, grazie anche all'assist offerto dal numero uno dell'Anac, Raffaele Cantone, rilanciano sull'urgenza di mettere fine alla corruzione.

Una banca data dei finanziamenti

"Abbiamo bisogno di una banca dati che contenga le informazioni relative ai finanziamenti ai partiti e alle fondazioni ad esso riconducibili relativa almeno alle ultime due legislature", spiega Di Maio in un'intervista all'Huffington Post. "Se non sarà possibile rendere pubblici erga omnes le informazioni risalenti a prima della riforma, istituiremo un registro che sarà accessibile su richiesta. Ma in ogni caso la retroattività dovrà esserci. Considerati gli attacchi che ci sono negli ultimi giorni nei nostri confronti deve essere chiaro che noi non abbiamo nulla da nascondere", scandisce il leader pentastellato e vicepremier. 

Insomma, per Di Maio "chi ci critica abbia il coraggio di fare come noi. Per esempio di rendere noti, senza aspettare la legge, tutti i finanziamenti ricevuti in questi anni. Lo stesso vale per la fondazione del Carroccio. Dico semplicemente: noi faremo una legge, ma per chi vuole essere" trasparente "da subito non ha la necessità della legge per rendere tutto pubblico".

Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Camera: "C'è davvero bisogno di una legge per le Fondazioni, i partiti e una legge molto forte contro la corruzione", ha detto Fico oggi a Napoli commentando le affermazioni di Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, secondo il quale "quello che emerge dall'ultima inchiesta romana mostra ancora la volta la necessità di regolamentare il finanziamento alla politica".

Il diritto dei cittadini di sapere chi finanzia partiti e fondazioni

Per la vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni, "i cittadini hanno il diritto di sapere chi finanzia le organizzazioni vicine ai partiti e le campagne elettorali dei candidati". Per la pentastellata è "necessaria una legge molto forte contro la corruzione; i corrotti devono andare in carcere. La certezza della pena deve essere un punto imprescindibile".

E il capogruppo 5 stelle alla Camera, Francesco D'Uva, rincara la dose: "Serve maggiore chiarezza sui finanziamenti alle fondazioni legate ai partiti politici. Vogliamo vedere i bilanci di questi soggetti che spesso vengono usati per aggirare i vincoli di finanziamento imposti ai partiti. Vogliamo dare il via ad una 'operazione trasparenza' che chiarisca pubblicamente ogni tipo di legame tra le fondazioni e i partiti politici. E siamo pronti a portare in Parlamento una legge che miri a fare massima chiarezza. Vediamo chi delle vecchie forze politiche avrà il coraggio di votarla".

Un tema non nuovo: i tentativi precedenti 

Il tema dei soldi (pubblici o privati) ai partiti politici non è nuovo ed è già stato al centro del dibattito e di interventi normativi nella scorsa legislatura. Nel 2014 è stato il governo guidato da Enrico Letta ad intervenire, con un decreto legge che ha abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Nel 2016 è stato il Pd, precisamente con la proposta di legge a prima firma Matteo Richetti, a tentare un intervento più complessivo, volto a riformare la vita stessa dei partiti politici, puntando a norme che garantissero più trasparenza e democrazia interna anche sul fronte dei finanziamenti. Il testo, tuttavia, approvato l'8 giugno del 2016 dalla Camera, è poi finito in un binario morto al Senato. 

Cosa prevedeva il decreto Letta

Il provvedimento ha abolito definitivamente il finanziamento pubblico ai partiti, trasformato in rimborsi elettorali dopo il referendum del 1993. Le norme del decreto del governo Letta sono entrate a regime nel 2017. Il testo infatti prevedeva un taglio graduale in tre anni: del 25 per cento, 50 per cento e 75 per cento dell'importo spettante che era fissato in 91 milioni di euro. I partiti dal 2017 possono contare solo sul finanziamento privato, attraverso donazioni o tramite il 2 per mille dell'Irpef. Per poter usufruire dei soldi dei privati, ogni partito deve dotarsi di uno statuto. Soltanto i partiti in regola possono essere inscritti nel registro di quei movimenti politici che possono usufruire del finanziamento volontario dei cittadini. è stato fissato un tetto alle donazioni private pari a 100mila euro. Sono previste alcune detrazioni fiscali per agevolare il contributo privato: del 37% per somme fino a 20mila euro annui, mentre per i finanziamenti da 20 a 70mila euro è invece prevista una detrazione del 26%. – 

Cosa prevedeva il provvedimento Richetti

Il provvedimento mirava a introdurre norme più stringenti sulla trasparenza e sulla democrazia interna dei partiti e dei movimenti politici, interveniva sulle regole interne e sulla selezione delle candidature, disciplinava l'utilizzo del simbolo e le decisioni a carico dei singoli iscritti, come ad esempio i provvedimenti di espulsione o sospensione. La riforma, tuttavia, non conteneva norme punitive come l'esclusione dalle elezioni se i partiti o movimenti non si fossero dotati dello statuto o non si fossero iscritti al registro dei partiti, come disponevano invece alcuni testi iniziali, tra cui quello del vice segretario Pd Guerini.

Tutte misure che, durante l'iter in commissione, sono state di volta in volta rinominate norme 'salva M5S' o 'salva-Pizzarottì o, ancora, norme 'anti-M5S', a seconda che andassero a penalizzare o favorire il Movimento 5 stelle, privo di statuto o di un regolamento interno e non iscritto al registro introdotto dalla legge sullo stop ai finanziamenti pubblici. 

In particolare, il testo Richetti faceva della trasparenza e democrazia interna i due capisaldi della riforma, enunciati già nel primo articolo, relativo alle finalità: "La legge reca disposizioni per la promozione della trasparenza dell'attività dei partiti, movimenti e gruppi politici organizzati e per il rafforzamento dei loro requisiti di democraticità, al fine di favorire la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita politica". Paletti che venivano ribaditi anche nell'articolo 2, dove si disponeva che l'organizzazione e il funzionamento dei partiti, movimenti e gruppi politici organizzati "sono improntati al principio della trasparenza e al metodo democratico".

Quanto alla trasparenza sui soldi, e l'interdizione temporanea per trasgressori, il testo prevedeva più trasparenza sui soldi dei partiti e sui finanziamenti ai partiti. E pene severe per i trasgressori, fino all'interdizione temporanea dai pubblici uffici. Quanto alle fondazioni, i rapporti di queste con i partiti "devono conformarsi ai principi di trasparenza, autonomia finanziaria e separazione contabile". Il Movimento 5 Stelle, autore di diversi emendamenti sul tema fondazioni – tutti bocciati – mirava a norme più stringenti. E anche per questo motivo in occasione del voto finale si astenne, assieme a Lega e Forza Italia.

L'articolo del testo prevedeva che "nella apposita sezione del sito internet, denominata 'Trasparenzà, di ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato, è pubblicato in maniera facilmente accessibile l'elenco di tutti i beni immobili, dei beni mobili registrati e degli strumenti finanziari di cui sia intestatario il partito, movimento e gruppo politico organizzato medesimo. Tale elenco è aggiornato dal partito, movimento e gruppo politico organizzato entro il 15 luglio di ogni anno". In caso di "inadempimento, anche parziale, o in caso di mancato aggiornamento dei dati la Commissione applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000". La norma introduceva anche criteri più stringenti per la trasparenza e pubblicità delle donazioni.

"Tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali per l'elezione della Camera dei deputati, che ne facciano richiesta, anche per via telematica, alla Commissione hanno diritto di conoscere le erogazioni. Chi non pubblica i dati su internet sarà punito con una sanzione amministrativa pecuniaria pari a euro 30.000". Pene severe anche per chi pubblica sui siti internet erogazioni inferiori rispetto a quelle effettivamente ricevute. Trasparenza anche per i bilanci dei partiti, con multe che vanno fino a 40 mila euro. 

Stop all'aumento dell'Iva e rispetto degli impegni europei ma con l'obiettivo di avviare il negoziato con Bruxelles per rimodulare il percorso di riduzione del rapporto deficit/Pil nel triennio 2019-2021 e rinviare il pareggio di bilancio strutturale oggi previsto nel 2020 dal quadro tendenziale.

Sarà questo, sostanzialmente, l'impianto della risoluzione di maggioranza sul Documento di economia e finanza, ancora suscettibile di modifiche, che approderà mercoledì 20 nelle Aule di Camera e Senato. Un testo snello che non dovrebbe contenere indicazioni dettagliate sugli interventi del contratto di governo da mettere in campo.

La risoluzione impegna l'esecutivo ad "assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia", ovvero per trovare i 12,4 miliardi necessari per evitare l'aumento dell'Iva e delle accise che scatterebbe dall'anno prossimo. E si sollecita inoltre il governo a "riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio" nel triennio "2019-2021" (in una prima versione della risoluzione il riferimento era limitato al 2018-2019). Questo passaggio, secondo quanto viene riferito, implicherebbe l'impegno al negoziato per ottenere nuovi margini di flessibilità e rinviare di un anno il pareggio di bilancio.

La rimodulazione del rapporto deficit/Pil 

"Può darsi che ci sia una rimodulazione" del rapporto deficit/Pil, ha sottolineato il viceministro all'Economia, Massimo Garavaglia, intervenendo a Circo Massimo. "È in fase di trattativa tutti gli anni in questo periodo la prosecuzione dell'abbattimento del deficit". Lo stesso Garavaglia ha ricordato che ogni anno il pareggio di bilancio slitta: "Adesso è al 2020, l'anno prima era al 2019, l'anno prima al 2018, non è che parliamo di una novità".

Nel testo messo a punto dalla maggioranza si chiede inoltre di "individuare gli interventi prioritari necessari per dare attuazione alle linee programmatiche indicate dal Presidente del Consiglio dei ministri nelle sue comunicazione alle Camere e su cui ha ottenuto la fiducia, sottoponendo tempestivamente tali nuovi indirizzi all'approvazione parlamentare e presentando quindi al Consiglio europeo e alla commissione europea un aggiornamento del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma".

Difficilmente, quindi, la risoluzione potrà essere condivisa se, come previsto nella bozza, resterà il riferimento "alle linee programmatiche" indicate dal premier Conte. Il Pd ha già fatto sapere che non sottoscriverà un testo che implichi un voto a favore del contratto di governo. E Forza Italia dovrebbe essere sulla stessa linea. Nella versione finale del testo nessun riferimento esplicito dovrebbe essere fatto all'avvio della pace fiscale, cavallo di battaglia della Lega, rilanciato oggi da Garavaglia.

Rinviati reddito di cittadinanza e modifiche alla Fornero alla manovra

"L'intenzione – ha spiegato il viceministro – è di andare verso una misura che riporti in vita gente che è stata messa fuori mercato da regole assurde e sbagliate e alla fine a perderci è proprio il fisco". Quanto al possibile gettito, Garavaglia non ha fornito cifre: "Dipende da come scrivi la norma, cambia tantissimo a seconda dei piccoli dettagli". Nessun condono tombale, ha però assicurato il viceministro. Il governo punta inoltre ad avviare la flat tax già da agosto per imprese e partite Iva, per poi completare l'operazione nella legge di bilancio in una prospettiva pluriennale.

Reddito di cittadinanza e modifiche alla riforma Fornero non arriveranno, invece, prima della manovra. E il primo step, sul fronte pensioni, sarà probabilmente quota 100, overo l'accesso alla pensione con una combinazione di età anagrafica minima di 64 anni e probabilmente almeno 35 anni di contributi, che porti appunto alla somma di 100, 

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