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AGI – Il capo della Bundesbank, Jens Weidmann, ha chiesto al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier di dimetterlo dall’incarico a partire dal 31 dicembre di quest’anno.

Lascerà la Bundesbank, che dirige dal maggio 2011, per motivi personali. “Sono giunto alla conclusione che più di 10 anni sono un buon periodo tempo per voltare pagina, per la Bundesbank, ma anche per me personalmente”.

AGI – Ha causato diversi morti e feriti un attentato dinamitardo contro un pullman dell’esercito a Damasco. Lo riferisce l’agenzia ufficiale Sana. Il pullman, aggiunge l’agenzia, stava attraversando il ponte Raiss nella capitale siriana quando c’è stata l’esplosione. Secondo al-Arabiya ci sono stati almeno 13 morti e tre feriti. 

AGI – In Italia si muore di cancro meno rispetto alla media europea (-13% negli uomini e -10% nelle donne). Nel nostro Paese, nel 2021, diminuiscono i decessi per tumori e migliora la sopravvivenza. Nel 2021 sono stimate 181.330 morti per neoplasie (100.200 uomini e 81.100 donne), 1.870 in meno rispetto al 2020. E’ quanto emerge dal volume “I numeri del cancro in Italia”, curato dall’Aiom e dall’Osservatorio Nazionale Screening, e presentato oggi in una conferenza stampa a Roma all’Istituto Superiore di Sanità.

Negli ultimi sei anni – si legge nel Rapporto – si è osservato un calo complessivo della mortalità per cancro del 10% negli uomini e dell’8% nelle donne.

Dal 2015 a oggi, nei maschi sono diminuite del 18,4% le morti per neoplasie dello stomaco, del 15,6% quelle del polmone, del 14,6% alla prostata e del 13,6% del colon-retto.

Aumentano nella popolazione femminile i decessi per i carcinomi della vescica (+5,6%) e del polmone (+5%), strettamente legati al fumo di sigaretta, mentre calano quelli allo stomaco (-25%), colon-retto (-13,2%), ovaio (-9%) e mammella (-6,8%).

Non emergono progressi per il tumore del pancreas, che continua a evidenziare tassi di mortalità stabili nei maschi e in crescita (+3,9%) nelle femmine. L’alto livello dell’assistenza oncologica in Italia è evidenziato dalle percentuali di sopravvivenza a 5 anni, che migliorano per tutte le neoplasie attestandosi al 59% negli uomini ed al 65% nelle donne (rispetto al 54% e 63% della rilevazione precedente aggiornata al 2015). In sette sedi negli uomini ed in otto nelle donne le sopravvivenze si attestano su valori molto elevati, fino al 96,2% dei carcinomi tiroidei nelle donne e al 93,2% nel testicolo. Il rischio di morte è raddoppiato per i malati oncologici con infezione da SARS-CoV-2. 

AGI – Mario Draghi ha assicurato l’impegno del governo contro l’aumento delle bollette energetiche. “Un altro tema che tratteremo questa settimana” al Consiglio europeo “è quello dell’energia” ha detto il premier in Senato in vista del Consiglio europeo.

“Negli ultimi mesi, abbiamo assistito a un forte aumento del costo del gas e dell’elettricità. Questi rincari sono dovuti principalmente ai movimenti dei prezzi sui mercati internazionali. La domanda di energia da parte di famiglie e imprese è aumentata a livello europeo e sui mercati asiatici, e ha contribuito a ridurre le scorte e le forniture disponibili. Il Governo si è impegnato a contenere il rincaro delle bollette”.

Draghi ha anche ricordato che nello scorso giugno è stato già stanziato 1,2 miliardi per ridurre gli oneri di sistema e che poche settimane fa si è intervenuti ulteriormente, “con più di 3 miliardi, per calmierare i prezzi nell’ultimo trimestre dell’anno, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione”. 
 

Ancora ottime notizie per tutti gli abbonati a Xbox Game Pass Ultimate: Microsoft ha annunciato undici giochi che potranno essere liberamente fruiti dagli abbonati al servizio del colosso di Redmond. Da notare come sei di questi potranno essere esperiti anche tramite cloud.

Xbox Game Pass Ottobre

Di seguito, il dettaglio di ciascun titolo, comprensivo di piattaforme di riferimento e data di disponibilità sul servizio:

  • Into the Pit (Cloud, Console e PC – disponibile)
  • Outriders (PC – disponibile)
  • Dragon Ball FighterZ (Cloud e Console, disponibile dal 21/10/2021)
  • Echo Generation (Cloud, Console e PC, disponibile dal 21/10/2021)
  • Everspace 2 (PC, disponibile dal 21/10/2021)
  • Age of Empires IV (PC, disponibile dal 28/10/2021)
  • Alan Wake’s American Nightmare (Console e PC, disponibile dal 28/10/2021)
  • Bassmaster Fishing 2022 (Cloud, Console e PC, disponibile dal 28/10/2021)
  • Nongunz: Doppelganger Edition (Cloud, Console e PC, disponibile dal 28/10/2021)
  • The Forgotten City (Cloud, Console e PC, disponibile dal 28/10/2021)

Ricordiamo che il pacchetto “completo” è riservato ai soli abbonati Ultimate: coloro i quali dovessero essere abbonati a Xbox Game Pass o a Xbox Game Pass per PC potranno disporre unicamente delle succitate release in versione Xbox e PC, rispettivamente (ove disponibili).

L’articolo Xbox Game Pass di Ottobre, svelati altri titoli proviene da GameSource.

AGI – “Il cinema non è morto e lo dimostra il fatto che io abbia una sala e ora ne abbia comprata un’altra. Anche se questo è un discorso di nicchia, da boutique… Di certo pero’ da quando sono riaperte le sale dopo la pandemia, la mia è sempre piena di gente”. Quentin Tarantino risponde così nel corso della conferenza stampa in sala Petrassi all’Auditorium dove si svolge la XVI edizione della Festa del cinema e dove oggi pomeriggio riceverà il Premio alla carriera.

Tarantino sorride, anzi ride, e lo fa spesso, accompagnandosi con quella gestualità così attoriale e quella risata così travolgente che manda in estasi i fan presenti. E’ un fiume in piena e non si nega alle domande, dal processo creativo ai personaggi da lui creati, che ama o odia di più, dall’accettare le critiche anche quelle “spietate e non prendersela” fino al cambio delle sue priorità da quando è diventato padre. Solo una domanda, “sull’etica e l’epica” dei suoi film, resta senza risposta. Lui con garbo, la fa ripetere più volte al giornalista per comprenderne meglio il senso, ma alla fine rinuncia: è una “domanda troppo pesante” si arrende sorridendo. 

L’incontro parte dal suo primo romanzo, pubblicato a giugno 2021, ‘C’era una volta a… Hollywood’, ‘novelization’ del suo omonimo film con protagonisti Brad Pitt e Leonardo Di Caprio. “Sono cresciuto leggendo libri che si basavano sui film, erano molto diffusi anni ’70, e ho pensato di farlo anche io” spiegando raccontando di aver provato a scrivere ‘Le Ienè: “Ho scritto i primi capitoli e mi sono detto, ma che c…o sto facendo? Ho capito che dovevo scrivere ‘C’era una volta a… Hollywood’. Avevo tanto materiale sulle scene tagliate e sullo studio dei personaggi, inoltre questo è un sottogenere, un romanzo su Hollywood “.

Il cinema non è morto, continua: “Io so che sono fortunato perchè siamo riusciti a fare nel 2019 ‘C’era una volta a… Hollywood’. E’ stato come un uccello che riesce ad entrare in una finestra poco prima che si chiuda, lasciandoci pure un po’ le penne” scherza ma non troppo facendo riferimento alla pandemia da Covid che dal 2020 ha imposto uno stop obbligatorio all’industria cinematografica, e non solo. E ora che tutto è un po’ ripartito, incalzato da una domanda, non esclude che il suo prossimo progetto possa essere il terzo capitolo di Kill Bill: “Non così quale sarà il mio progetto, magari proprio quello”.

Tarantino, una buona dose di autoironia, racconta ancora: “Mentre scrivevo la sceneggiatura di ‘Bastardi senza gloria’” – e lo pronuncia in italiano perchè, spiega, “adoro il titolo in italiano” – non sapevo il finale fin dall’inizio ma poi mi sono messo in trappola da solo e non potevo che uccidere Hitler”. In ogni caso, prosegue, io cerco di non pensare all’importanza che può avere un film, io non ragiono così anche se poi quel film rappresenterà un punto di svolta”. Il regista racconta che qualcuno ha messo in evidenza che “uso lo stesso finale in ‘Bastardi senza gloria’ e in ‘C’era una volta…’, ma io dico che posso permettermelo perchè è roba mia e posso farlo ogni volta che mi pare”. Ride e parte l’applauso della sala. Sul processo creativo precisa: “Quando scrivo la sceneggiatura, non penso al film ma alla pagina che sto scrivendo. Cio’ che conta è la qualità narrativa, i personaggi. Poi, appena inizio a girare il film, penso alle inquadrature e alle scene, alla pre-produzione e comincio a inserire elementi cinematici”.

Dopo le critiche, anche da parte delle femministe, certi film che ha fatto in passato oggi potrebbero essere realizzati con la stessa libertà? Tarantino risponde serio: “Credo che ora sia più difficile ma non impossibile. Bisogna farlo e volerlo fare, credere nei propri principi, senza preoccuparsi che alla gente non piaccia. Non bisogna rifletterci troppo”.

Ricorda l’accoglienza per Pulp fiction nel 1995: “Ricordo che quando uscì ebbe molte critiche positive dalla stampa, ma ci furono anche articoli molto duri e io pensai ‘Ma ho solo fatto un film divertente sui gangster, che problema c’è?’. Anni dopo sono andato a rileggere quelle critiche e ho pensato che non bisogna essere troppo sensibili, prendersela. Perchè il tuo film a qualcuno non piacerà ma in fondo è un film di cui vale la pena parlare, anche se non con parole lusinghiere, che anima il dibattito. Pulp fiction occupa un posto sullo scaffale, diciamo così, perchè è un lavoro vitale, che è apprezzato. Poi, bisogna accettare le critiche anche spietate, accettare che a qualcuno il tuo film non piaccia”.

E tornando alla libertà di esprimersi oggi, aggiunge: “Ora siamo in un tempo repressivo ma anche negli anni ’80 era così e dobbiamo dire che la permissività degli anni ’90 deve qualcosa anche a Pulp fiction. Se il film fosse uscito 4 anni dopo, forse sarebbe stato diverso” .

Quale dei suoi personaggi è più simpatico? Quale il più antipatico? Tarantino cita quelli di ‘C’era una volta a… Hollywood’: “Domanda interessante – osserva ridendo – penso che il più antipatico sia Rick che è un piagnucolone“, riferendosi a Leonardo Di Caprio che interpreta un attore televisivo di telefilm western in declino, mentre “il più simpatico con cui uscirei a cena è Cliff”, Brad Pitt nel ruolo della controfigura. Un film da cancellare dalla storia del cinema? “‘Nascita di una nazione’ – ha risposto – perchè ha portato alla rinascita del Ku klux klan, che ha portato alla morte di tantissimi neri ed ebrei. Se Griffith fosse stato processato a Norimberga sarebbe stato giudicato colpevole”. Qualcuno da uccidere per migliorare il mondo? “Accidenti che domanda negativa, abbastanza orrenda. No, io non ucciderei nessuno ma ci sono persone che se non ci fossero state, non sarebbe stato un problema per nessuno…”.

Il regista non si sottrae nemmeno alla domanda sulla sua paternità: “Se sono cambiate le mie priorità? Sì, sono un po’ cambiate e infatti ho deciso apposta di fare un figlio adesso, verso la fine della mia carriera, e non 15 anni fa”. Il regista si congeda dopo la lunga chiacchierata con il pubblico regalando sorrisi e autografi ai fan che lo avvolgono in un vero e proprio bagno di folla. 

AGI – Al via nella notte italiana la stagione numero 75 della Nba che riparte dal titolo conquistato dai Milwaukee Bucks: il basket professionistico americano torna a pieno regime dopo due stagioni segnate dalla pandemia, ma è ancora il Covid a far discutere per via dei No vax e dei protocolli. Un 10% di cestisti infatti non si è vaccinato visto che l’obbligo vale solo per tecnici, dirigenti, arbitri e staff. Ci sono poi le restrizioni a livello locale come a San Francisco e New York, città in cui se non si è vaccinati non si può entrare nei palazzetti, giocatori compresi.

A far discutere sono soprattutto gli irriducibili no-vax tra i campioni della Nba: il loro portabandiera è diventato Kyrie Irving, dopo la scelta dei Nets di sospenderlo finché non si deciderà a tornare sui suoi passi. La prima palla a due della stagione mette di fronte proprio la squadra di Brooklyn orfana del 29enne playmaker australiano contro i campioni in carica dei Milwaukee Bucks, pronti a ricevere l’anello nello spettacolo del Fiserv Forum. 

Don’t miss the @Bucks Championship Ring Night Ceremony at 6:58pm/et on TNT before they take on the Nets at 7:30pm/et! #KiaTipOff21 pic.twitter.com/mlBso9RTYU

— NBA (@NBA)
October 19, 2021

La franchigia del distretto newyorchese è una delle più attese di quest’annata: dopo la sconfitta nella semifinale di East Conference contro gli stessi Bucks, i bianconeri ripartiranno a caccia dell’anello con le superstars Kevin Durant e James Harden, ritrovando in roster anche quel Lamarcus Aldrige costretto a fermarsi per un periodo dopo un’irregolarità cardiaca che ha rischiato di metter fine alla propria carriera.

Fari puntati anche sui Los Angeles Lakers del solito Lebron James, alla sua 18ª stagione Nba: oltre alla sua spalla Anthony Davis, il ‘Re’ quest’anno potrà contare sui suoi ‘amici’ neo arrivati Carmelo Anthony e Russell Westbrook, ormai due veterani della lega con cui proverà ad andare a caccia di un altro titolo.

the top plays from the @Lakers newcomers during the #NBAPreseason!

The Lakers begin their 2021-22 campaign Tuesday night vs. Golden State at 10:00 PM ET on TNT. #KiaTipOff21 pic.twitter.com/953vopsJ3E

— NBA (@NBA)
October 18, 2021

Nella notte l’esordio dei gialloviola sarà contro Golden State Warriors, che dopo le cinque Finals consecutive e i tre anelli conquistati tra il 2015 e il 2019, sembrano aver perso lo smalto dei bei tempi. Complici anche tanti infortuni, soprattutto i due gravi occorsi a Klay Thompson, ormai sulla via del rientro ma costretto a restare ai box ancora per un po’. Ci proveranno allora Steph Curry e Draymond Green a risollevare momentaneamente un po’ le sorti della ‘baia’, in attesa di riabbracciare l’altro membro dei big three

Un occhio di riguardo particolare va anche agli Atlanta Hawks dell’azzurro Danilo Gallinari: le aquile l’anno scorso arrivarono a un passo dall’appuntamento per il titolo, perdendo le finali della Est Conference, e in questa stagione vorranno sicuramente riprovarci. L’ossatura della squadra è rimasta la stessa, con il giovane Trae Young tra i più attesi al salto di qualità.

Una stagione che sa quasi di ultima chiamata invece per i Los Angeles Clippers, che avevano scommesso tutto su Kawhi Leonard e Paul George già un paio d’estati fa, ma senza ottenere i risultati sperati. Da eterna incompiuta, l’altra franchigia californiana proverà ad andare a caccia di un titolo che sembra non voler proprio arrivare.

AGI – L’uso delle sigarette elettroniche non aiuta a smettere di fumare, ma provoca ricadute frequenti. A dichiararlo, uno studio condotto dall’Università della California San Diego e dall’UC San Diego Moores Cancer Center, pubblicato su JAMA Network.

La ricerca va in direzione contraria alle dichiarazioni di molti centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie che evidenziano i benefici del passaggio allo svapo di sigarette elettroniche per ridurre o smettere di fumare.

“I nostri risultati suggeriscono che le persone che hanno smesso di fumare e sono passate alle sigarette elettroniche hanno aumentato il rischio di una ricaduta al fumo nell’anno successivo di 8,5 punti percentuali rispetto a coloro che hanno smesso di usare tutti i prodotti del tabacco”, ha affermato il primo autore John P. Pierce, della Herbert Wertheim School of Public Health e UC San Diego Moores Cancer Center.

Ai fini dello studio, i ricercatori hanno utilizzato i dati dello studio longitudinale PATH (Population Assessment of Tobacco and Health) rappresentativo a livello nazionale, condotto dal National Institute on Drug Abuse (NIDA) e dal FDA Center for Tobacco Products.

Inoltre, i ricercatori hanno eseguito due indagini su 13.604 fumatori tra il 2013 e il 2015 per esplorare i cambiamenti nell’uso di 12 prodotti del tabacco. Al follow-up a un anno, il 9,4% dei fumatori aveva smesso e di questi il 62,9% è rimasto senza tabacco, mentre il 37,1% era passato a un’altra forma di consumo di tabacco. Di questi, il 22,8% ha iniziato a usare le sigarette elettroniche.

Al secondo follow-up annuale, gli autori hanno confrontato gli ex fumatori che erano senza tabacco con quelli che erano passati alle sigarette elettroniche o ad altri prodotti del tabacco. Gli individui che sono passati a qualsiasi altra forma di consumo di tabacco, comprese le sigarette elettroniche, avevano maggiori probabilità di ricaduta rispetto agli ex fumatori che avevano smesso di fumare, per un totale di 8,5 punti percentuali.

Tra i recenti ex fumatori che si sono astenuti da tutti i prodotti del tabacco, il 50% ha smesso di fumare per 12 o più mesi al secondo follow-up e si è ritenuto che avesse smesso con successo di fumare; questo rispetto al 41,5% dei recenti ex fumatori che sono passati a qualsiasi altra forma di consumo di tabacco, comprese le sigarette elettroniche.

Secondo lo studio, le persone che cambiavano avevano maggiori probabilità di ricadere nel fumo, ma avevano anche maggiori probabilità di tentare di smettere di nuovo e di smettere di fumare per almeno tre mesi al secondo follow-up.

È necessario un ulteriore sondaggio di follow-up per identificare se questi risultati danno nuove informazioni sulle abitudini dei fumatori oppure sono un passaggio intermedio verso lo smettere di fumare definitivamente, hanno affermato i ricercatori.

AGI – “La Commissione europea sta analizzando la sentenza della Corte suprema polacca ma posso già dirvi oggi che sono fortemente preoccupata perché essa mette in discussione la base dell’Unione europea. Costitutisce una sfida diretta all’unità degli ordinamenti giuridici europei“. Sono le parole con cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha aperto il dibattito al Parlamento europeo sullo Stato di diritto in Polonia. “collante” ha aggiunto la presidente della Commissione, “che tiene insieme la nostra Unione”.

“È la base della nostra unità, e pertanto è fondamentale per la tutela dei valori su cui l’Unione è stata costruita, la democrazia, la libertà, l’uguaglianza, nonché il rispetto dei diritti umani” ha aggiunto “e tutti i ventisette Stati membri si sono impegnati a realizzare questo, come Paesi sovrani e come popoli liberi. Non possiamo e non tollereremo che valori comuni vengano messi a ripentaglio”, ha detto.

“È la prima volta in assoluto che il tribunale di uno Stato membro rileva l’incompatibilità dei Trattati Ue con la Costituzione nazionale. E questo ha gravi conseguenze per il popolo polacco perché la decisione ha un impatto diretto sulla protezione della magistratura” ha detto von der Leyen, “il popolo polacco ha avuto un ruolo fondamentale per la tenuta della nostra Unione, consentendo al suo Paese di prosperare come parte viva della nostra Unione. E così sarà sempre. La Polonia è parte dell’Europea e sempre sarà cuore dell’Europa. Con l’adesione all’Unione europea i polacchi hanno messo la loro fiducia in questo progetto, pensando e aspettandosi che essa avrebbe giustamente difeso i loro diritti.

“La Commissione è guardiano del trattato ed è pertanto mio dovere tutelare i diritti dei cittadini dell’Ue, ovunque vivano sul territorio dell’Unione”. Per questo, ha aggiunto, “non possiamo permettere e non permetteremo che i nostri valori comuni siano messi a rischio. La Commissione agirà e le opzioni sono tutte note. La prima opzione è la procedura d’infrazione per impugnare legalmente la sentenza del Tribunale costituzionale polacco. Un’altra opzione è il meccanismo di condizionalità e altri strumenti finanziari. Il Governo polacco – ha sottolineato – deve spiegarci come intende proteggere i fondi europei, vista questa sentenza della sua Corte costituzionale”.

Nella sua replica, il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki ha detto che “parlare di violazioni dello Stato di diritto o di Polexit, sono menzogne” e ha esortato a dire “le cose come sono”. “Comprendo lo stupore per la sentenza ma io andrei a leggere la sentenza”, ha aggiunto “In Polonia la fiducia per l’Europa resta ai livelli più alti, oltre il 56% dei polacchi dice chiaramente che la Polonia è e resterà membro dell’Unione. E il mio governo e la maggioranza parlamentare e’ parte di questa maggioranza pro-europea in Polonia”.

“Questo non vuol dire che non ci siano preoccupazioni circa l’indirizzo che assume l’Unione, una preoccupazione purtroppo giustificata”, ha aggiunto Morawiecki accusando “il doppio standard dell’Europa”. “Respingo la lingua delle minacce e delle imposizioni. Non sono d’accordo che dei politici minaccino e terrorizzino la Polonia. Il ricatto è diventato un metodo di fare politica verso alcuni Stati membri ma non è così che agiscono le democrazie”.

“Noi siamo un Paese fiero, orgoglioso, la Polonia è uno dei Paesi con la più lunga storia di sviluppo della democrazia in Europa” ha aggiunto il premier polacco, “Nel ventesimo secolo due volte abbiamo pagato con tante vittime e la nostra lotta per la democrazia nel 1920 salvando Parigi e Berlino dagli attacchi bolscevichi e poi ancora contro il terzo Reich durante la seconda guerra mondiale, poi ancora una volta negli anni Ottanta”, ha aggiunto.  “La Polonia non è entrata nell’Ue a mani vuote. L’adesione della Polonia ha offerto grandi opportunità commerciali ai francesi, ai tedeschi” ma anche “a imprenditori e società di quei Paesi che hanno davvero beneficiato dell’adesione della Polonia. Mi riferisco ai trasferimenti di dividendi e benefici dai Paesi più poveri dell’Europa centrale, come la Polonia, verso i Paesi più ricchi dell’Europa occidentale”.

“Vogliamo – ha sottolineato – che l’adesione della Polonia sia una vittoria per tutti” e “vogliamo partecipare alla trasformazione energetica post-pandemica e alla trasformazione economica”.

“L’Unione europea non è uno Stato, come i 27 Stati membri dell’Unione europea che rimangono sovrani, al di sopra dei Trattati, e sono gli Stati membri che decidono quali competenze vengono trasferite all’Ue” ha dichiarato in maniera netta Morawiecki, “Il primato del diritto dell’Unione non può essere sopra le Costituzioni, non può violare dunque le Costituzioni”.

“La posizione della Corte costituzionale non è una novità, potrei citare decine di sentenze delle corti costituzionali spagnola, ceca, della Romania, della Lituania o di altri Paesi”, ha aggiunto il premier, “anche se queste sentenze riguardavano altri argomenti di rango inferiore, ma confermano che le corti costituzionali nazionali tengono per se stesse il diritto del controllo che il diritto unionale si muova nel perimetro assegnatogli”. “Nei Trattati Ue abbiamo delegato molte competenze, ma non tutte, all’Unione europea. Non ci sono dubbi che il diritto Ue abbia supremazia sul diritto nazionale in quelle aree (di competenza, ndr) che sono state delegate dagli Stati membri all’Ue”, ha sottolineato. 

AGI – L’organo cerebrale umano è associato a una firma unica che cambia costantemente nel tempo e puo’ essere rilevata in meno di due minuti. Questo affascinante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, condotto dagli scienziati della Swiss National Science Foundation (SNSF) e della Scuola Politecnica Federale di Losanna. Il team, guidato da Enrico Amico, ha esaminato le reti e le connessioni all’interno del cervello, in particolare i collegamenti tra le varie aree, allo scopo di ottenere informazioni sui meccanismi alla base delle funzioni cerebrali. “Abbiamo utilizzato le scansioni a risonanza magnetica – spiega l’autore – misurando l’attività cerebrale in un determinato periodo di tempo”. Il gruppo di ricerca ha generato grafici e matrici per rappresentare la variazione dell’attività cerebrale dei partecipanti, tramite una mappa, chiamata connettoma, in grado di ricostruire la rete neurale.

“I connettomi – continua Amico – cambiano in base all’attività svolta e alle parti del cervello coinvolte. Già da qualche anno è stato dimostrato che questi schemi possono essere associati in modo relativamente semplice a un determinato individuo, noi abbiamo cercato di stabilire il tempo minimo necessario per questa scansione”. Stando ai risultati degli scienziati, basta un minuto e 40 secondi per riconoscere la firma cerebrale e rilevare dati utili.

“Le informazioni necessarie per l’elaborazione di un’impronta digitale cerebrale – sottolinea Amico – possono essere ottenute in tempi molto brevi. Il prossimo step sarà quello di confrontare le impronte digitali cerebrali dei pazienti sani con quelle di persone con morbo di Alzheimer. Sulla base delle scoperte iniziali, direi che le caratteristiche che rendono unica un’impronta digitale cerebrale scompaiano costantemente con il progredire della malattia, è come se una persona con demenza iniziasse a perdere la sua identità cerebrale”.

“Il nostro lavoro – conclude Amico – rappresenta un piccolo passo verso la comprensione di ciò che rende unico il nostro cervello. Il ritorno pratico delle informazioni che scopriremo è praticamente illimitato. Siamo davvero entusiasti di questi risultati preliminari e affascinati dalle prospettive future”.