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AGI – Un registro elettronico a scuola gender free: nell’indirizzo di posta elettronica, negli elenchi e in tutti i documenti scolastici gli studenti saranno indicati col nome che si sono scelti. L’annuncio arriva dal liceo artistico di Ravenna Nervi Severini alla vigilia della Giornata contro l’omotransfobia.

Come riporta la stampa locale, nella prossima riunione del Consiglio d’istituto sarà presentata la proposta del nuovo regolamento scolastico da discutere: il liceo si prepara così a riconoscere le ‘carriere alias’. Una buona prassi, ha spiegato la scuola, per evitare a persone con disagio continui e forzati coming out, mettendoli al riparo dal bullismo. Una iniziativa che nasce in seguito ad alcune richieste presentate dai ragazzi.

“Il Liceo Artistico di Ravenna in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia annuncia che al prossimo Consiglio d’istituto verrà presentata la proposta di un regolamento per il riconoscimento dell’identità alias per le persone transgender- commenta Ciro Di Maio, presidente Arcigay Ravenna – Quando un’istituzione ascolta le giovani voci si raggiungono grandi risultati e stiamo tutte e tutti un po’ meglio perché abbiamo raggiunto un altro step verso il vero benessere collettivo”. 

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AGI – In Libano, Hezbollah e i suoi alleati, che venivano da una posizione di forza acquisita nell’ultimo decennio e consolidatasi alle elezioni del 2018, hanno perduto la maggioranza in Parlamento. È quanto risulta dai dati del voto diffusi dal ministero dell’Interno.

Il movimento sciita con i suoi alleati godeva del sostegno di 70 sui 128 deputati che compongono il Parlamento e gli è sfuggito l’obiettivo dei 65 eletti necessari per mantenere la maggioranza.  

L’exploit dei riformisti

In Libano, i candidati riformisti hanno fatto breccia nell’elettorato e si sono assicurati almeno 13 seggi nel nuovo Parlamento a Beirut: un’affermazione importante che potrebbe essere ulteriormente ampliata.

I riformisti, che hanno condotto una campagna sull’eredità del movimento di protesta anti-establishment del 2019, potrebbero infatti ancora ottenere il sostegno di molti altri parlamentari indipendenti e non allineati e così ampliare il proprio peso specifico nell’assemblea che conta 128 membri.

AGI – L’invio di armi all’Ucraina è in linea con quanto deliberato dal Parlamento. Con uno scarno comunicato, il Comitato per la Sicurezza della Repubblica conferma che la linea del governo coincide con quella delle Camere. Nessuna ‘fuga in avanti’, dunque, come temono quelle forze politiche che chiedono al presidente del Consiglio di riferire in Parlamento e di poter votare sul nuovo invio di aiuti militari.

Una possibilità rispetto alla quale nemmeno il Partito Democratico farebbe le barricate: “Non abbiamo mai paura del voto, la discussione è sana”, dirà oggi Letta alla direzione nazionale del Pd. L’ipotesi di un nuovo voto, tuttavia, sembra farsi più lontana dopo il faccia a faccia tra Mario Draghi e Matteo Salvini.

Il leghista, assieme ai Cinque Stelle, guidava il fronte trasversale di chi voleva un pronunciamento delle Camere, ma uscendo da Palazzo Chigi spiega che “mandare aiuti militari inizialmente era giusto, ora sono convinto che allontani la pace”. Nonostante questo, Salvini spiega che un nuovo voto non è all’ordine del giorno: “Non mi sembra siano previsti voti”.

I dubbi nel centrodestra, insomma, sono tutt’altro che dissipati, come dimostrano anche le parole di Silvio Berlusconi: “Adesso, dopo le armi leggere, mandiamo cannoni e armi pesanti. Siamo in guerra anche noi“, dice, con malcelato sconforto, il Cavaliere durante una iniziativa di Forza Italia.

Tuttavia un voto in Aula – questo il timore che si fa strada fra i leader dei diversi schieramenti della maggioranza – rischierebbe di mettere in seria difficoltà il governo, con il rischio di aprire una crisi. A chiedere il voto in Aula, dunque, rimane Giuseppe Conte, almeno per il momento. Ma il timore del voto anticipato è quanto mai vivo nei parlamentari pentastellati, molti dei quali vedono la rielezione come un miraggio, complice soprattutto il taglio dei parlamentari che scatterà con la prossima legislatura.

Al di là delle posizioni dei leader, infatti, in Parlamento i ‘critici’ rispetto alla linea del governo non mancano. Nemmeno a sinistra. “Non basta l’informativa di Draghi giovedì, serve un nuovo voto del Parlamento anche perché lo scenario è cambiato, e di molto“, sottolinea il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che si sofferma anche su un altro nodo delicato: l’allargamento dell’Alleanza Atlantica a Finlandia e Svezia.

“Allargare la Nato vuol dire aumentare il livello di scontro internazionale: per questo il governo italiano non dovrebbe sostenere questa posizione”, aggiunge Fratoianni. Al contrario: il governo italiano è pronto ad accogliere a braccia aperte Finlandia e Svezia nell’Allenza.

“La collega svedese Ann Linde mi ha appena comunicato che il suo Paese ha depositato la richiesta di adesione alla Nato. Mi sono congratulato e ho assicurato il supporto dell’Italia. Avanti sempre più uniti”, spiega il ministro degli Esteri. Non ugualmente entusiasta il presidente turco, Recep Erdogan che ha parlato di “posizioni ambigue” dei due paesi riguardo a quelli che, per Ankara, sono organizzazioni terroristiche, ovvero la Curda Pkk e la siriana Ypg.

Di Maio minimizza: “Ho ascoltato, nei due giorni a Berlino, nella riunione informale dei ministri degli Esteri della Nato, parole da parte della Turchia molto ragionevoli, aperte al dialogo e a trovare una soluzione. Quindi io non credo assolutamente che la Turchia fermerà l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato”.

Una linea ‘sposata’ dal segretario del Pd invita a tener la barra dritta perché, spiega Letta, “siamo a un bivio drammatico della storia contemporanea: dilemmi su vita e morte, libertà e oppressione, democrazia e autoritarismo”. Dal Pd, dunque, “sostegno massimo alla linea Draghi-Guerini-Di Maio. Legittimo l’esercizio del dubbio”, dirà il leader dem alla direzione di martedì, “ma il Pd ha una classe dirigente adulta che ha saputo stringersi intorno alla posizione più giusta anche se a rischio impopolarità”.

AGI – Nella giornata di martedì 17 maggio i mercati restano deboli e volatili ma provano a rimbalzare, mentre in prospettiva pesano le aggressive mosse delle banche centrali e all’orizzonte cresce il rischio di stagflazione, l’economia globale rallenta e le pressioni inflazionistiche permangono elevate. In Asia i listini salgono, mentre l’ottimismo sui lockdown a Shanghai, che dovrebbero terminare il primo giugno, contrasta con il forte rallentamento dell’economia cinese dovuto proprio agli effetti delle prolungate restrizioni da Covid.

Le Borse di Tokyo e Shanghai salgono e va in rally Hong Kong, spinta dai titoli tech, il cui indice arriva a rimbalzare fino al 4%. In crescita anche i future Wall Street, dopo una seduta debole, appesantita dalle crescenti preoccupazioni per la crescita globale alimentate dai deludenti dati economici cinesi e dal crollo dell’attività manifatturiera nello Stato di New York. L’indice mensile Empire State pubblicato dalla Fed è sceso di oltre 36 punti a -11,6.

Nuovo tonfo di Twitter che ha ceduto l’8,18% a causa dei timori che Elon Musk possa abbandonare l’acquisizione da 44 miliardi di dollari. Tra i titoli più pesanti quelli dei beni di consumo discrezionali, con Tesla che ha lasciato sul terreno il 5,88%.

Giù dell’1% anche McDonald’s dopo l’annuncio della vendita di tutti i suoi ristoranti in Russia. I big tech hanno registrato un andamento misto, con Apple, Alphabet e Amazon in calo di oltre l’1%, mentre Facebook e Microsoft hanno registrato contenuti rialzi. Oggi c’è attesa per una serie di interventi di esponenti della Fed, a partire dal numero uno, Jerome Powell, che parla a un convegno del Wall Street Journal.

In agenda anche il presidente della Fed di Chicago, Charles Evans, ospite all’Università di New York, quello di Filadelfia, Patrick Harker, quella di Cleveland, Loretta Mester e il ‘falco’ di St Louis, James Bullard. Lo scorso fine settimana Powell, in un’intervista, ha detto: il nostro obiettivo è quello di portare l’inflazione Usa al 2% attraverso un ‘soft landing’, cioè senza entrare in recessione. Tuttavia Powell ha anche precisato che questo della Fed è un esperimento “di cui non garantiamo il risultato”.

La recessione è quindi diventata un’ipotesi sempre più concreta. “È cambiato il clima – commenta Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte – Fed e Bce hanno introdotto nel loro vocabolario la parola ‘recessione’. Magari per negarla, per dire che non ci sarà, ma ne parlano”. Anche i mercati recepiscono questo cambiamento di clima, come dimostra il marcato calo dei rendimenti obbigazionari. I T-bond a 10 anni sono scesi dal 3,2%, registrato la scorsa settimana al 2,9% attuale.

“I mercati azionari – spiega Cesarano – vedono che le banche centrali rialzano i tassi, che la crescita in prospettiva rallenta e che il tema stagflazione prende piede. Per cui preferiscono cautelarsi comprando titoli di Stato. Tra bond ed equity prevalgono i primi. L’obbligazionario è diventato appetibile. E sulle Borse è calato il maltempo, con brevi schiarite, come quella di venerdì scorso. Prevedo che questo trend proseguirà anche nelle prossime settimane”. Anche sull’azionario europeo si alternano alti e bassi. Lo dimostrano i future sull’EuroStoxx 50 che sono positivi, dopo la chiusura contrastata di lunedì 16 maggio, con Parigi che ha ceduto lo 0,23%, Francoforte lo 0,45%, Londra che è avanzata dello 0,65% e Milano piatta. 

Riflettori puntati sull’intervento di Christine Lagarde

La numero uno dell’Istituto di Francoforte, ha recentemente confermato che un rialzo dei tassi è imminente e potrebbe avvenire a luglio, una volta terminato il programma di acquisti netti di attività, previsto per l’inizio del terzo trimestre. L’aumento dei tassi invece avverrà “qualche tempo dopo”. Resta volatile il prezzo del petrolio, mentre l’Ue non trova l’accordo sull’embargo al petrolio russo.

Dopo il rally di ieri a New York, in Asia il greggio cede leggermente, con il Wti e il Brent quasi appaiati sopra 113 dollari. Continua la corsa del prezzo del grano sui mercati internazionali dopo che il governo indiano, venerdì scorso, ha annunciato forti limitazioni alle esportazioni di frumento, giustificandosi con il fatto che la sicurezza alimentare dell’India sarebbe a rischio. I future negoziati a Chicago, oggi salgono di oltre il 3% a 1.250 dollari al bushel, ai massimi dallo scorso marzo.

Anche il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, avverte che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sta creato una crisi globale, aggravando i problemi di sicurezza alimentare in tutto il mondo. “La guerra sta avendo un impatto che va oltre l’Ucraina ed è qualcosa che ci preoccupa molto”, ha affermato. “Temo che abbiamo davvero una crisi globale tra le mani”. Frena leggermente la corsa del biglietto verde. L’euro apre stabile sopra 1,04 dollari, dopo essere sceso a un minimo da 5 anni a 1,035 dollari la scorsa settimana.

Boccata d’ossigeno anche per lo yuan, fermo a 6,7953 sul dollaro a livello offshore, dopo essere scivolato giù del 6% in un mese. Dollaro/yen sopra quota 129 e sterlina che si posiziona a 1,2344 dollari dopo essere scesa fino a 1,2156 dollari la settimana scorsa. In Ucraina è stato raggiunto l’accordo su una tregua a Mariupol e sono stati evacuati i primi 264 militari dall’acciaieria Azovstal. Stiamo salvando “i nostri ragazzi: l’Ucraina ha bisogno di eroi vivi“, ha commentato Zelensky. Oggi, dopo il rapporto di Primavera dell’Ue di ieri, escono gli attesi dati Usa sulle vendite al dettaglio ad aprile.

La Ue taglia le stime per la crescita dell’Eurozona 

La crescita dell’Eurozona rallenterà al 2,7% nel 2022 e al 2,3% nel 2023. E’ quanto emerge dal rapporto Ue di primavera. Tagliate dunque le precedenti stime di febbraio che davano il Pil al 4% nel 2022 e al 2,7% nel 2023. Vola invece a livelli record l’inflazione: nel 2022 toccherà il 6,1% (contro il 3,5% previsto a febbraio), trainata dai prezzi dell’energia. È “il tasso più alto nella storia dell’Unione monetaria”, commenta Gentiloni. Nel 2023 si prevede un’attenuazione al 2,7%.

Il tasso di disoccupazione si attesterà al 7,3% in calo rispetto al 7,7% nel 2021 per portarsi al 7% l’anno prossimo. La Commissione taglia anche le stime di crescita dell’Italia: il Pil dovrebbe scendere al 2,4% nel 2022 e rallentare all’1,9% nel 2023, rispetto al 4,1% e al 2,3% previsti a febbraio, a causa dell’impatto della guerra della Russia contro l’Ucraina che pesa su catene di approvvigionamento e prezzi.

Nelle previsioni di primavera Bruxelles segnala che “la maggior parte della crescita dell’Italia” per il 2022 è “attribuibile a un effetto di trascinamento” legato alla “rapida ripresa” registrata nel 2021. A causa dell’attuale contesto geopolitico “le prospettive restano soggette a pronunciati rischi al ribasso”. Il deficit italiano nel 2022 sarà al 5,5%, per scendere al 4,3% nel 2023. Il debito pubblico sarà al 147,9% quest’anno e al 146,8% nel 2023.  L’Italia sarà “gravemente colpita” dal brusco stop all’approvvigionamento di gas” russo. Germania in picchiata: Pil all’1,6%, il livello più basso tra i 27 se si esclude l’Estonia. 

I dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti

Oggi escono i dati sulle vendite al dettaglio Usa, che sono una proxy dei consumi. La previsione è buona: +0,9% mensile ad aprile, contro il +0,7% di marzo. E +0,7% mensile al netto delle vendite di auto e benzina, sostanzialmente come a marzo. Il dato non è male, specie tenendo conto che venerdì scorso è uscito l’indice Michigan sulla fiducia dei consumatori Usa, che a maggio ha registrato un deludente calo delle aspettative, scese a 56,3 punti dai 62,5 punti di aprile e sotto gli attesi 63 punti. Questo significa che l’aumento dell’inflazione inizia a mordere sulla fiducia dei consumatori americani e quindi è un importante che le vendite del settore retail tengano.

Mediatonic ha annunciato che Fall Guys: Ultimate Knockout diventerà free to play e sarà cross-play e supporterà la cross-progression (utilizzando l’account Epic Games). Ci sono molte novità in arrivo nel gioco, tra cui: nuovi costumi, livelli e ricompense per chi già possiede il gioco. 

A partire dal 21 giugno 2022, Fall Guys diventerà free to play e approderà su Nintendo Switch, Xbox e Epic Games Store. Il titolo su Steam non sarà più acquistabile, sebbene, chi già lo possiede continuerà a ricevere gli aggiornamenti. I nuovi giocatori dovranno scaricare per forza la versione Epic Games Store se vorranno giocare su PC.

Fall Guys Doom

Mediatonic pubblicherà anche un Legacy Pack per tutti coloro che hanno giocato a Fall Guys prima del 21 giugno 2022. Conterrà un nickname, una nameplate, il costume Regalke, il costume Veggie Dog e il costume Feisty Dwarf. Inoltre, includerà anche il Season Pass per la Stagione 1 (il conteggio viene resettato per questo nuovo lancio). Il pass stagionale potrà essere inoltre comprato con i Show-Bucks, una nuova valuta in-game. Il primo season pass includerà 100 livelli da sbloccare e sarà anche possibile sbloccare il successivo Season Pass se si completa quello attuale.

L’articolo Fall Guys: Ultimate Knockout diventa free-to-play proviene da GameSource.

AGI – È finita 2-2 all’Allianz Stadium di Torino tra Juventus e Lazio: un gol negli ultimi secondi ha dato ai biancocelesti la matematica certezza di prendere parte alla prossima Europa League.

Una gara arrivata per la Juve dopo la delusione per la sconfitta in finale di Coppa Italia contro l’Inter, ma archiviata per lasciar spazio al tributo a Giorgio Chiellini e Paulo Dybala, oggi per motivi diversi all’ultima con la maglia bianconera davanti ai propri tifosi. Chiellini ha giocato stasera la partita 560 mentre Dybala è arrivato a quota 292.

Il club ha preparato per il suo capitano una coreografia con una grossa scritta “Chi3llo” nel settore est in uno stadio dipinto tutto di bianconero e per la prima volta tutto esaurito da quando è tornata la capienza del 100% nel dopo Codiv-19.

La Juventus, che stasera vestiva le nuove casacche in uso nella prossima stagione, ha voluto celebrare il suo numero tre anche con una maglia dedicata che presentava sul petto la scritta “The Gr3at Chiello”.

Tra tanti tributi, prima della gara, anche quello per la squadra femminile bianconera che ha potuto alzare all’interno dello Stadium lo scudetto numero cinque appena conquistato.

Accoglienza decisamente meno festosa per Maurizio Sarri, l’ultimo a vincere lo scudetto da queste parti, ma mai amato per i suoi trascorsi al Napoli nè perdonato per le dichiarazioni pungenti arrivate dopo la separazione dalla Vecchia Signora.

Sul campo la prima occasione della serata è capitata sui piedi del laziale Cataldi che con una conclusione di destro ha colpito la traversa, ma a sbloccare la sfida è stato Vlahovic al 10′, bravo a sorprendere Marusic in marcatura e a colpire di testa su cross dalla sinistra di Morata.

Al 18′ cambio programmato con Chiellini che è uscito lasciando la fascia di capitano a Dybala ed è stato accolto da un’autentica ovazione dello Stadium.

Al 36′ raddoppio di Alvaro Morata che, servito da Cuadrado, ha fintato un paio di volte portandosi la palla sul destro e calciando la sfera sul palo lontano dove Strakosha non è arrivato. Pronti-via e al ritorno in campo la Lazio ha accorciato le distanze quando, da un corner di Cataldi, è stato Patric a colpire di testa con pallone toccato sotto porta in modo determinante da Alex Sandro.

Al 33′ altro boato dello Stadium, stavolta per l’uscita dal campo di Dybala sostituito dal giovane Palumbo.

Il dieci bianconero, chiamato dai tifosi a concedersi per il commiato, non si è sottratto al calore di chi non voleva che il rapporto terminasse così bruscamente ed è stato letteralmente travolto a più riprese dall’abbraccio dei suoi sostenitori.

Ma le emozioni non erano finite perché in pieno recupero, al 51′, da una palla persa da Cuadrado sulla trequarti laziale è arrivato il pari di Milinkovic-Savic, lesto a concludere nel sette una corta respinta di Perin su conclusione di potenza dalla distanza di Basic.

Un gol decisivo, che ha consegnato alla Lazio la matematica certezza di partecipare alla prossima Europa League. 

AGI – Un italiano su cinque ascolta gli audiolibri, almeno secondo i nuovi dati forniti da Audible, società di Amazon tra i maggiori player nella produzione e distribuzione. Prosegue a gonfie vele dunque un trend positivo con un’impennata già ampiamente documentata negli ultimi anni, soprattutto durante il primo lockdown, e che oggi viene testimoniata da nuovi dati positivi.

Secondo l’ultima ricerca condotta proprio per Audible da NielsenIQ gli audiolettori crescono ancora e sono ora il 17% della popolazione adulta, per un totale di 10,2 milioni di italiani fruitori di storie raccontate da grandi voci, un bel +2% rispetto al 2021.

Il 40% del campione intervistato ha ascoltato almeno un audiolibro nell’ultimo anno e l’11% di questo è un cosiddetto heavy user, ovvero ascolta audiolibri con regolarità almeno una volta alla settimana. La maggior parte degli audiolettori, il 35%, dichiara di alternare libri cartacei e ebook; il 37% apprezza anche usufruire dei numerosi podcast distribuiti sulle varie piattaforme disponibili in Italia.

Cresce anche il tempo che gli italiani sono disposti a dedicare all’ascolto delle loro storie preferite: la durata media della sessione di ascolto arriva nel 2022 a sfiorare il tetto della mezz’ora, nonostante l’impatto dei social che mettono a dura prova la capacità di concentrazione delle persone: gli audiolettori restano incollati alle cuffie per ben 27,5 minuti (+10% rispetto all’anno precedente).

Chi ascolta gli audiolibri e dove

Sono i Millenials i più appassionati consumatori di audiolibri, il 44% della generazione che copre la fascia d’età che va dai 25 ai 34 anni infatti è un appassionato audiolettore. Come rivelano altri dati, pare che l’audiolibro entri in tackle nelle dinamiche familiari, tant’è che il 39% dei genitori intervistati dichiara di avere figli che ascoltano audiolibri e di questi il 48% ha fatto ascoltare per la prima volta un audiolibro ai propri figli, mentre il 31% ha iniziato ad ascoltare audiolibri sotto consiglio dei propri figli.

Anche nel 2022, la casa si conferma il luogo preferito per godere della compagnia di un audiolibro, il 74% degli italiani dà voce alle storie nel conforto delle proprie mura domestiche mentre compie altre azioni destinate alla cura della casa come cucinare, fare le pulizie, riordinare o curare il giardino. Complice anche il graduale ritorno a una vita più all’aria aperta rispetto allo scorso anno, aumentano le persone che ascoltano audiolibri durante gli spostamenti tra casa e posto di lavoro: crescono gli ascolti in macchina e sui mezzi pubblici, rispettivamente al 24% e al 18%, contro il 20% e il 14% del 2021.

Che cosa si ascolta

In qualunque luogo si decida di premere play e godersi un audiolibro, i gusti in fatto di ascolti tra il 2021 e il 2022 restano invariati. La classifica dei generi più amati nel Belpaese conferma i tre intramontabili dello scaffale: classici (30%), thriller (30%) e fantasy e science fiction (22%). Quando si tratta di scegliere quale audiolibro ascoltare gli italiani preferiscono le novità. Il 52% presta orecchio a un audiolibro che non ha mai letto, solo il 28% ascolta volentieri una storia che già conosce.

L’audiolibro diventa un mezzo per far appassionare gli italiani a nuove storie e nuovi autori, spingendo le persone a dedicare maggiore tempo e attenzione alla cultura. In fatto di lingua d’ascolto gli italiani preferiscono quella natia. Il 98% del campione ascolta audiolibri in italiano, seguono poi all’inglese al 20% e lo spagnolo al 5%. Il maggior driver all’ascolto è, come negli anni passati, il relax (44%) ma aumentano gli audiolettori che, quando non possono leggere, ascoltano per imparare, passando al 28% rispetto al 23% del 2021.

Per la prima volta quest’anno, gli audiolibri sono visti sia come mezzo per intrattenersi mentre si svolgono altre attività sia come valido strumento di approfondimento e apprendimento, entrambi a pari merito al 46%. Alta anche la percentuale degli italiani che li ritiene un vero alleato contro la noia (45%), la solitudine e lo stress (entrambi al 43%). 

Il più ascoltato

La saga di Harry Potter di J.K. Rowling letta da Francesco Pannofino, uno dei maggiori doppiatori e attori italiani, non è solo il libro più ascoltato del 2022 ma anche il più ascoltato in Italia di sempre; seconda posizione, in entrambe le classifiche, ricoperto dallo stesso romanzo, ovvero “Il Conte di Montecristo” di Alexandre Dumas letto da Moro Silo.

Nel 2022 gli altri libri più ascoltati dagli italiani sono stati, in ordine, “Per niente al mondo” di Ken Follett letto da Riccardo Mei, “L’inverno dei Leoni (La saga dei Florio)” di Stefania Auci letto da Ninni Bruschetta, “I Pilastri della terra (La Trilogia di Kingsbridge)” di Ken Follett letto da Riccardo Mei, “Tre” di Valerie Perrin letto da Lucia Mascino, “Storia della bambina perduta (L’amica geniale)” di Elena Ferrante letto da Anna Bonaiuto, “Serenata senza nome: Il commissario Ricciardi 9” di Maurizio De Giovanni letto da Paolo Cresta, “Dune (Il ciclo di Dune 1)” di Frank P. Herbert letto da Alessandro Parise e “Il grido della rosa: Le indagini di Anita” di Alice Basso letto dalla stessa Alice Basso.

AGI – Le polemiche dopo i nuovi incarichi assegnati in Forza Italia e lo scontro sulla giustizia. Sono questi i temi in primo piano sulle pagine di politica dei quotidiani in edicola oggi.

LA REPUBBLICA: Chiuse le liste per le Amministrative, nei Comuni va in scena il test sulla tenuta delle coalizioni. Il centrodestra ricuce l’alleanza in 21 delle 26 città capoluogo al voto. Il campo largo del centrosinistra si restringe: rinsalda l’intesa Pd-M5s nei centri più grandi ma senza attrarre il centro che si presenta in ordine sparso. Lo scontro sulla giustizia, oggi sciopero delle toghe. Caso Davigo, Ermini querela Renzi. La replica: “Eletto col sistema Palamara”. Bersani: “In autunno una convention dei progressisti”. I 5S: “Un nuovo partito con Articolo 1 è fantasia”. Intervista al ministro della Salute, Speranza: “Altri medici e un miliardo alle Regioni per tagliare le liste d’attesa”.

LA STAMPA: Conta rinviata sulle armi. Giovedì Draghi in Aula, M5s non forzerà il voto. Di Maio: noi responsabili. Il confronto slitta a fine mese prima del Consiglio europeo sulla Difesa. Intervista al presidente del Copasir, Urso: “Le forniture restino segrete, in gioco la sicurezza del Paese”. Faida Forza Italia. La nomina di Ronzulli in Lombardia divide il partito. Parla la senatrice: “Stupita dalle critiche di Gelmini, con i ministri diversità di vedute”.

IL GIORNALE: Il conflitto e la politica. La maggioranza si spacca sulla guerra e sulla Nato, cresce l’asse Salvini-Conte. Intervista al sottosegretario Mulè: “Le minacce grilline pericolo per il governo. Non oso pensare la Lega come vassalla di Mosca”. Guai rossi: giustizia, a sinistra volano gli stracci. Ermini (Csm) denuncia Renzi per il suo libro. Tensione tra magistrati per lo sciopero flop di oggi. Comunali, depositate le liste. Stenta il campo largo Pd-M5s. Il caso Ronzulli agita FI, l’ok di Tajani, il no di Gelmini. Polemiche sulla nomina della senatrice in Lombardia, Salini non ci sta.

IL TEMPO: Conte sfida Gualtieri. Pronto un emendamento contro la nomina del sindaco a commissario per i rifiuti. Così l’M5s vuole bloccare la realizzazione a Roma del termovalorizzatore. E giovedì in Parlamento la resa dei conti con Draghi sulle armi da inviare a Kiev.

LIBERO: Le canzonette uniscono l’Ue. La guerra a Putin si fa con il televoto. Ancora divisi su invio di armi e sanzioni, gli europei si mettono d’accordo solo sull’Eurovision: un plebiscito fa vincere l’Ucraina. Resa dei conti azzurra: Forza Italia va allo scontro finale. La nomina della Ronzulli a coordinatrice della Lombardia è solo il primo passo dell’attacco del cerchio magico all’ala governista. Intervista al vicesegretario del Carroccio, Fontana: “La Lega non è diventata pacifista”.

LA NAZIONE: La ministra contro la senatrice. Forza Italia lacerata dalla faida rosa. L’attacco di Gelmini sulla nomina di Licia Ronzulli a coordinatrice della Lombardia.

IL SOLE 24 ORE: Guerra e caro vita. Bonus da 200 euro, bollette, carburanti: gli aiuti alle famiglie. Datori di lavoro e Inps in campo per l’indennità automatica a luglio. Iva e accise tra le misure anti rincari. 

AGI – La Svezia che si associa alla Finlandia nella richiesta di aderire alla Nato e la strage consumata a Buffalo da un diciottenne suprematista bianco sono i fatti che si dividono le prime pagine internazionali, con la stampa americana che dà titoli di maggiore rilievo al massacro nel supermercato e quella europea più orientata sull’allargamento dell’alleanza atlantica.

Si distinguono El Pais e Frankfurter Allgemeine Zeitung, che riservano lo spazio di apertura a fatti interni: l’inchiesta sui fondi neri del Partito Popolare e le elezioni statali nel Nord Reno-Westfalia, con la vittoria della Cdu e la sconfitta dei socialdemocratici del cancelliere Scholz. 

Washington Post 

La Svezia segue la Finlandia nell’abbandono di decenni di neutralità per fare richiesta di adesione alla Nato e “per Putin, lo spostamento dei due Paesi rappresenta un contraccolpo significativo della sua invasione” dell’Ucraina, sottolinea il Washington Post, che mette la notizia nel colonnino di apertura: “Tra le richieste della Russia prima dell’invasione c’era il ritiro della politica della ‘porta aperta’ della Nato, in base alla quale paesi un tempo parte dell’Unione Sovietica hanno aderito all’alleanza. 

Invece di un ritorno indietro, l’invasione russa sembra produrre un’ulteriore espansione, proprio sul confine di circa 800 miglia della Russia con la Finlandia”, afferma il giornale.

Accanto a questo titolo, quello di assai più grande risalto per la strage di Buffalo, con tre servizi pieni di nuovi dettagli sul pluriomicida, il diciottenne suprematista bianco Payton Gendron: emerge che un anno fa era stato indagato per minacce pronunciate contro la sua scuola e che era un seguace delle teorie secondo è in corso un complotto per sostituire in tutto il mondo i bianchi con popolazione di colore.

Spazio anche alla politica interna con un approfondimento su tre candidati repubblicani di osservanza trumpiana: l’aspirante governatore della Pennsylvania Doug Mastriano, il suo vice Teddy Daniels e la candidata al Senato Kathy Barnette. Tutti hanno partecipato alla manifestazione che il 6 gennaio 2021 a Washington sfociò nell’assalto contro il Campidoglio, cui sostengono di non aver preso parte.  

New York Times 

E’ la strage nel supermarket di Buffalo la notizia in maggiore evidenza sulla prima pagina del New York Times, che titola “Rabbia e lutto a Buffalo dopo il massacro prodotto dal razzismo” e approfondisce in vari articoli sia il profilo del diciottenne assassino Payton Gendron sia quelli delle sue vittime, a cominciare dall’addetto alla sicurezza che ha tentato di fermarlo.

Il Nyt denuncia con chiarezza che “agli estremi della vita americana, la teoria della sostituzione – l’idea che le élite occidentali, a volte manipolate dagli ebrei, vogliano ‘sostituire’ e privare di potere i bianchi americani – è diventata un motore del terrore razzista, contribuendo a ispirare un’ondata di sparatorie di massa negli ultimi anni e alimentando la manifestazione di destra del 2017 a Charlottesville, in Virginia, che è finita nella violenza”.

Nella fascia alta della prima pagina, titoli di minori dimensioni sono dedicati alla richiesta di Finlandia e Svezia di aderire alla Nato e ai sistemi con cui negli Usa i candidati aggirano le regole sul divieto di contatti diretti con i Pac (political action committee), che raccolgono i fondi elettorali. La mossa dei due Paesi scandinavi indica che “in Europa l’idea di neutralità sta svanendo” e sta nascendo “una nuova Europa in cui non c’è più spazio intermedio. I paesi o sono protetti dalla NATO o sono da soli contro una Russia governata da un uomo determinato ad affermare il posto della Russia sulla scena mondiale con la forza”.

Guardando alle prossime elezioni americane di metà mandato, il giornale segnala che “dall’Oregon al Texas, dalla Carolina del Nord alla Pennsylvania, i candidati democratici a livello nazionale” ricorrono a link occultati nei loro siti web per “sollecitare e orientare denaro da super Pac amichevoli finanziati da multimilionari, miliardari e particolari gruppi di interessi”. 

Wall street journal 

Il diciottenne che ha ucciso 10 persone e ne ha ferite altre tre in un supermarket di Buffalo, motivato da teorie razziste e complottiste, nel giugno del 2021 era stato condotto dalla polizia in ospedale per essere sottoposto a una valutazione psichiatrica dopo aver espresso il desiderio di fare una strage.

E’ la notizia principale sulla prima pagina del Wall Street, che valorizza anche in fascia alta i profitti record di Aramco, la compagnia petrolifera nazionale dell’Arabia Saudita, il cui utile netto nel primo trimestre è cresciuto dell’80% a 39,5 miliardi di dollari, “un’impennata che mostra come alcuni dei maggiori produttori di energia statali del mondo stiano beneficiando di un boom dei prezzi accelerato dall’invasione russa dell’Ucraina”.

Un’analisi si sofferma sull’attendismo degli investitori, che restano fermi, disorientati dall’ondata di vendite che travolge tutto: “L’S&P 500 è in calo del 16%, il peggior inizio di un anno dal 1970, secondo Dow Jones Market Data.

Ma stanno cadendo anche asset di ogni tipo. L’oro, generalmente considerato un paradiso, è passato al rosso. Le obbligazioni sono in genere un altro rifugio, ma quest’anno stanno cadendo insieme alle azioni, un tandem insolito che riflette l’incertezza degli investitori. Anche il mercato delle criptovalute risk-on, lanciato da anni come contrappeso alle azioni tradizionali, sta implodendo, con il bitcoin che ha perso più di un terzo del suo valore nel 2022”, riassume il Wsj, e sottolinea: “Si suppone che anche i mercati peggiori abbiano dei rifugi. Gli investitori sempre più nervosi cominciano a chiedersi se questo no”. 

Dall’Ucraina un reportage racconta uno dei casi di crimini di guerra su cu sono in corso indagini: è la storia di tre fratelli ucraini, catturati dai russi, legati col nastro adesivo, gettati in una fossa e qui colpiti a fucilate. Due sono morti, uno è sopravvissuto e ora è un testimone ascoltato dai procuratori ucraini. 

Financial times 

Le richieste di adesione alla Nato di Finlandia e Svezia “annunciano una nuova era in Europa”, titola il Financial Times, secondo cui la loro entrata “sarebbe una delle conseguenze più importanti e di più vasta portata della guerra su vasta scala scatenata dalla Russia contro l’Ucraina”.

L’ingresso dei due Paesi scandinavi, sottolinea Ft, “trasformerebbe l’architettura di sicurezza nel Nord Europa e renderebbe più facile per la Nato difendere i Paesi baltici” e “più che raddoppierebbe la lunghezze dei confini della Nato con la Russia”. Condizionali d’obbligo, dato che il processo è appena iniziato e perché si perfezioni ci vorranno tempo e consenso di tutti i membri dell’alleanza.

La Turchia ha già manifestato il proprio dissenso, ma, secondo il segretario generale della Nato, “ha reso chiaro che non intende bloccare” l’inclusione di Finlandia e Svezia. Un passaggio “epocale”, per il quotidiano. Trovano posto sulla prima pagina anche due titoli finanziari: in alto, i crescenti rischi di default dello Sri Lanka, in basso la fuga dei maggiori hedge fund dall’azionario americano dopo le forti perdite di questi giorni. 

The Times 

“La polizia non è quella che si credeva”: parola di Andy Cooke, nuovo capo dell’ispettorato, organismo di vigilanza, che in un’intervista al Times, pubblicata in apertura, critica severamente l’efficienza delle forze dell’ordine britanniche. Cooke invita a concentrarsi di più sul “crimine reale”, visto che gli indagati sono ai minimi degli ultimi 30 anni mentre si sono moltiplicate le indagini su denunce di crimini d’odio poi non risultati effettivamente perseguibili come reato: 25.000 i casi nell’ultimo anno, secondo Cooke.

Di spalla l’Ucraina, con l’accento sul rapporto dei servizi segreti militari britannici secondo cui la Russia ha perso sul campo un terzo delle truppe usate per l’invasione. Secondo l’ultima valutazione del ministero della Difesa di Londra, la campagna russa nella regione del Donbass ha “perso slancio” ed è ora “significativamente in ritardo”, mentre “le forze russe sono sempre più frenate da degradata capacità di azione, morale basso e ridotta efficacia di combattimento”.

Una grande fotografia dà, poi, notizia che la regina Elisabetta ha partecipato al Royal Windsor Horse Show, uno dei primi eventi delle celebrazioni per il suo Giubileo di platino.  

Le Monde 

Titolo di apertura sulla eccezionale siccità in Francia per l’edizione di domenica e lunedì di Le Monde, che punta su un tema non di strettissima attualità su una prima pagina priva, ovviamente, di aggiornamenti freschi sulle notizie del giorno.

L’editoriale è dedicato all’allargamento della Nato a Finlandia e Svezia (benché il giornale non possa dare la richiesta formalizzata ieri da Stoccolma, la mossa era scontata): “Che i due paesi scandinavi abbiano deciso di fare il grande passo nel 2022 dopo essersi rifiutati di farlo durante la Guerra Fredda la dice lunga sull’idea che la loro opinione pubblica, da tempo riluttante ad aderire all’Alleanza Atlantica, ha sul sistema di potere russo e sulla sua concentrazione nelle mani di un solo uomo, a differenza dell’epoca sovietica”, nota il quotidiano, e sottolinea: “Lanciando le sue truppe all’attacco dell’Ucraina, Vladimir Putin ha innescato un riallineamento che va contro i suoi obiettivi.

È oggi il miglior agente dell’alleanza occidentale che intendeva indebolire e stringe lui stesso la morsa dello stallo in cui si è cacciato, dissipando la speranza che le armi, finalmente, possano essere messe a tacere”. 

Le Figaro 

“Contro Putin, Finlandia e Svezia si uniscono alla Nato”, titola in apertura Le Figaro, che nell’editoriale riflette sulla mossa dei due Paesi scandinavi e sottolinea che sancisce la debacle politica di Mosca dopo quella militare nelle battaglie in Ucraina: “Vladimir Putin vola di sconfitta in sconfitta dall’inizio della sua guerra in Ucraina. In ottanta giorni di conflitto, non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi bellici: far cadere il regime di Kiev, neutralizzare il suo esercito (‘denazificare l’Ucraina’, sic).

Invece, il padrone del Cremlino ha sabotato la propria capacità deterrente svelando un esercito russo in rovina di fronte alla feroce resistenza delle forze ucraine e alla superiorità degli standard Nato da loro adottati”, e adesso “ha subito una sconfitta strategica con l’annunciato allargamento della Nato”, sottolinea il giornale, ricordando che “Putin è entrato in guerra per lavare le ‘umiliazioni’ che l’Occidente gli avrebbe inflitto ed evitare di trovarsi la Nato in Ucraina, ovvero alle sue porte. Il rovescio è cocente!”. Ma, avverte Le Figaro, “l’orso russo” non si lascerà mettere all’angolo senza lottare: “Armato del suo arsenale nucleare, è ancora pericoloso. E più imprevedibile che mai”.  

El Pais 

Un caso che agita la politica spagnola, quello della cassa riservata del Partito Popolare, da tempo oggetto di un’inchiesta giudiziaria, torna in primissimo piano con gli audio di conversazioni tra dirigenti del partito impegnati nel tentativo di ostacolare le indagini.

Tema che per El Pais vale l’apertura a tutta pagina, anche perché il quotidiano pubblica in esclusiva le carte di Luis Barcenas, esponente popolare, riguardanti una contabilità separata tenuta per venti anni, e con entrate pari complessivamente a quasi otto milioni di euro. Carte che nel 2013 l’allora segretaria del partito, Dolores de Cospedal, avrebbe voluto far sparire.

Lei stessa dice che “questa cosa di Barcenas sarebbe meglio bloccarla”, parlando con il commissario di polizia Josè Manuel Villarejo, che registrò i loro colloqui, adesso rivelati. Per la richiesta di Finlandia e Svezia di entrare nella Nato c’è spazio solo nella parte basse della prima pagina, condivisa con la notizia di un colloquio tra il re Felipe  e suo padre Juan Carlos, primo timido disgelo nei rapporti molto freddi. 

Frankfurter Allgemeine Zeitung 

La vittoria della Cdu nelle elezioni in Nord Reno Westfalia, gravida di conseguenze sulla politica nazionale, è l’apertura della Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Cdu significativamente più forte dell’Spd”, dice il titolo che guarda alle ricadute su Berlino del voto nel Land più popoloso della Germania.

Il giornale ragiona non sui risultati definitivi ma su proiezioni comunque già avanzate, che danno la Cdu al 36% con un distacco di dieci punti sull’Spd al 26%, mentre i Verdi raggiungono il 18% e triplicano i loro consensi rispetto al 2017. Batosta per i liberali della Fdp, che si fermano al 5%, stessa percentuale dell’estrema destra di Afd.

Il cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz, che già la scorsa settimana aveva perso le altre elezioni locali nello Schleswig-Holstein, esce dalle urne doppiamente indebolito, sia per la sconfitta del suo partito, sia perché l’arretramento dei liberali, partner nella coalizione ‘semaforo’, indebolisce la maggioranza di governo.

E non a caso, riferisce la Faz, il leader cristiano democratico del Nord Reno Westfalia, Hendrik Wuest, ha subito affermato che “gli elettori ci hanno rafforzato e questo ci dà il compito di formare e guidare un futuro governo”. Ma, sottolinea il quotidiano nel suo editoriale, “è audace interpretare la vittoria come un mandato per il governo, non solo considerando iel drammatico calo nell’affluenza alle urne”, ma anche perché Cdu e Fpd, che governavano insieme il Land, non hanno più la maggioranza a Duesseldorf, e perché bisognerà tenere conto dei Verdi, riccamente premiati dalle urne. A centro pagina, il massacro di Buffalo e la richiesta di Finlandia e Svezia di aderire alla Nato, con sottolineatura nel titolo delle condizioni poste dalla Turchia.  

China Daily 

Vista dal China Daily, nella richiesta di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato la notizia è la freddezza della Turchia, che ha chiesto “garanzie sulle sicurezza”. Il titolo, difatti, è centrato sulla disponibilità a colloqui con Ankara offerta da Helsinki e Stoccolma, secondo le dichiarazioni del ministro turco degli Esteri, Mevlut Cavusoglu.

In rilievo anche il lancio effettuato con successo dagli scienziati cinesi dell’ultimo modello dell’aerostato Jimu 1, un gigantesco dirigibile per la raccolta di dati meteorologici, e che ha raggiunto l’altitudine record mondiale di 9.032 metri sull’altopiano del Qinghai-Tibet, mai toccata prima da un aerostato delle sue dimensioni. 

Quotidiano del Popolo 

Il vertice appena concluso dell’Asean è in evidenza sul People’s Daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, secondo cui gli Usa non sono riusciti nel tentativo di attrarre l’Associazione dei Paesi del Sud Est Asiatico nella loro sfera di influenza. Il giornale nota la “sospetta” tempistica del summit, tenutosi “mentre infuria la guerra in Ucraina, a dimostrazione che gli Usa non hanno perso la loro attenzione verso l’Indo-Pacifico” per “posizionarsi meglio nel contesto di una più ampia competizione geopolitica con la Cina”. Scrive il quotidiano: “Quando Biden ha affermato al vertice che la sua amministrazione sta ‘perseguendo il futuro che tutti vogliamo vedere’, l’uditorio ha subito capito il significato nascosto: ‘perseguendo il futuro che solo Washington vuole vedere'”.

Il giornale ricorda che “la maggior parte dei 10 membri del gruppo si è astenuta dal votare a favore di una risoluzione per sospendere l’adesione della Russia al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite il mese scorso” e che “anche Malesia e Indonesia hanno espresso preoccupazione per la partnership trilaterale per la sicurezza Aukus che coinvolge Australia, Gran Bretagna e Usa.

Perciò, conclude l’editoriale, “è improbabile che il tentativo di Washington di ottenere il sostegno dei Paesi dell’Asean nel perseguimento dei suoi interessi geopolitici abbia successo. È giunto il momento che gli Stati Uniti adottino un approccio più costruttivo e inclusivo alla cooperazione nell’Asia-Pacifico”. 

AGI – Renault ha annunciato che venderà la propria quota di maggioranza in Avtovaz a un istituto di scienze russo, aggiungendo che l’operazione comprende peroò un’opzione di sei anni per il riacquisto della quota. La casa automobilistica, che in Occidente è quella più esposta sul mercato russo, ha spiegato che la quota del 67,69% di Avtovaz sarà venduta all’Istituto russo centrale di ricerca e sviluppo sull’automobile e i motori, noto come Nami.

In questa direzione, tutte le approvazioni necessarie sono state ottenute. La quota del 100% in Renault Russia andrà alla città di Mosca. In una nota, il ministero russo dell’Industria e del Commercio ha fatto sapere che le attività di Renault in Russia sono ora di proprietà dello Stato russo.

“Oggi abbiamo preso una decisione difficile ma necessaria, e stiamo facendo una scelta responsabile per i nostri 45.000 dipendenti in Russia”, ha detto il Ceo Luca de Meo. La mossa ha preservato il gruppo, lasciando aperta la possibilità di ritornare nel Paese nel futuro, in un contesto differente, ha spiegato il manager.

A marzo Renault aveva detto di voler sospendere le operazioni nel proprio stabilimento in Russia a causa della pressione crescente innescata dal conflitto in Ucraina.L’azienda, al 15% di proprietà dello Stato francese, ha confermato una svalutazione “non-cash” di quasi 2,2 miliardi di euro, per riflettere i potenziali costi di una sospensione delle attività in Russia. Oltre 400 aziende si sono ritirate dal Paese dopo l’invasione dell’Ucraina iniziata il 24 febbraio, lasciando indietro miliardi di dollari di asset.