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La stampa, tutta, anche quella meno ostile ai Cinque Stelle, boccia le primarie del Movimento e irride i candidati che sfidano il 'prescelto' Luigi Di Maio. "Sconosciuti" nella più soft delle definizioni, "Nani", "Carneadi" e "Comparse" nelle altre. Che non risparmiano critiche al sistema voluto da Beppe Grillo e Davide Casaleggio, ma soprattutto alla scelta di unificare la figura di candidato premier e quella di leader del Movimento.

Il Corriere della Sera parla di "Carneadi" e riporta il "malumore" di quello che sarebbe dovuto essere il vero sfidante, Roberto Fico, che "non ha apprezzato l'abbinamento di candidatura e leadership". Il quotidiano riferisce di "più di un mal di pancia tra i Cinque Stelle più avveduti che si erano accorti per tempo del rischio" e accusano Casaleggio di voler "evitare il doppio turno, ripetendo uno schema già visto, per paura degli hacker, ma anche perché incurante delle accuse sul plebiscito in stile coreano".

Per La Stampa, "se fosse una fiaba potrebbe intitolarsi 'Luigi e i sette nani'. Il quotidiano torinese sottolinea la mutazione di Di Maio, "che pare aver abbandonato lo spontaneismo dei primi tempi", ben incarnato, ad esempio, da uno dei sette altri candidati, Vincenzo Cicchetti da Riccione, secondo cui "l'incoronazione di Di Maio è uno schiaffo al Paese e ai giovani" perché "non possiamo presentarci con uno che non è laureato, non ha mai lavorato e non sa l'inglese".

E a Cicchetti si rifà anche Il Messaggero per ricordare la "faglia pentastellata romagnola dove ci sono diversi gruppi M5S in contrasto tra di loro", mentre Repubblica ricostruisce la giornata romana di Beppe Grillo, "arrivato a Roma per tentate un'ultima mediazione" e in sostanza convincere un altro big, nello specifico il solito Fico, a sfidare D Maio per dare un minimo di pepe alla sfida. 

Il Fatto, da parte sua, non risparmia stoccate e definisce "comparse, improbabili come nessuno poteva attendersi" gli sfidanti di Di Maio. "Una sfilata di Carneadi che fa infuriare molti lealisti" e fa piovere critiche sulla scelta di Casaleggio di abbandonare le Quirinarie (dove gli iscritti indicavano il loro candidato ideale) in favore delle autocandidature. 

 

Dopo aver sopportato per anni le pressioni familiari per un matrimonio combinato, la giovane 24enne pakistana Nashra Balagamwala ha avuto un’idea: perché non trasformare questo tema spinoso in un gioco da tavolo in modo da poterne finalmente parlare liberamente e, magari, diffondere consapevolezza su una tradizione asfissiante e ingiusta? 

È nato così ‘Arranged!”, ‘combinato’, un gioco completo con tanto di carte e pedine da spostare. L’obiettivo è evitare a tutti i costi un’unione decisa dalla famiglia con un uomo che di solito si è potuto conoscere solo qualche settimana prima del fatidico sì e con il quale bisognerà restare tutta la vita. Così, le giocatrici cercano di sfuggire alla temibile ‘zia’, la sensale di matrimoni, tradizionalmente incaricata di trovare il promesso sposo.

Un gioco creato con spezzoni di esperienze vissute

Nel crearlo, Nashra si è ispirata a episodi di vita vissuta, suoi e delle sue amiche: “Ho preso esempio dalle numerose cose che ho fatto per evitare io stessa un matrimonio combinato, come parlare di voler avere una carriera, indossare falsi anelli di fidanzamento, avere amici maschi, o abbronzarmi, la pelle scura è considerata meno attraente nella cultura pakistana”.

L’intento, spiega, è quello di “divertirsi a giocare così come di aprire gli occhi”. “Non potevo accettare il fatto che dovessi passare il resto della mia vita con qualcuno che ho conosciuto solo per un paio di settimane e che era stato scelto per me sulla base di ricchezza, status sociale e altri fattori superficiali”.

Leggi qui i dati più aggiornati sui matrimoni combinati nel mondo

Ma molto in Pakistan non hanno gradito per niente l'iniziativa

Da parte sua, l’obiettivo in parte è già raggiunto: “Ho parlato di un tema che mette a disagio i pakistani, e quindi ora non sono più la perfetta sposa sottomessa che stanno cercando!”, ha sottolineato, ironizzando. Arrivare a creare questo gioco non è stato facile: a 18 anni è volata via da casa, e dalle pressioni familiari, ed è andata a New York per studiare alla Rhode Island School of Design. Poi ha lavorato per l’azienda di giochi Hasbro, e mentre si avvicinava la data del rientro in Pakistan, ha avuto l’ispirazione. Ora quell’idea vedrà anche la luce, perché il progetto, lanciato su Kickstarter per ottenere l’investimento iniziale previsto di 6mila dollari, ha conquistato oltre 300 sostenitori, raggiungendo quasi 16mila dollari. Con quei soldi, Nashra pensa di poter realizzare almeno 500 giochi da tavolo nella prima produzione.

Accanto alle tante reazioni entusiastiche – non solo di ragazze pakistane ma da tutto il mondo – ci sono stati anche commenti molto negativi da parte di pakistani che si sono sentiti offesi e l’hanno definita una “disgrazia perché ho parlato male della società”. Ma lei non ha intenzione di fermarsi: “parlare di questo argomento è stata una delle cose più difficili che abbia mai dovuto fare. Ho rischiato di perdere molto ma l’ho fatto nella speranza che un giorno, una ragazza lì fuori guarderà a questa storia e le darà il coraggio di fare lo stesso”.

Il regime di Kim Jong-Un  intende "accelerare" verso la sua trasformazione in potenza nucleare. Nelle stesse ore Washington ha compiuto una nuova azione dimostrativa: caccia F-35B Stealth e due bombardieri strategici B-1B hanno simulato un bombardamento nei cieli della penisola coreana, come ha riferito una fonte del governo di Seul.

Aerei contro missili, a chi vola più alto

Gli aerei militari americani hanno volato insieme a 4 caccia F-15K sudcoreani e poi sono rientrati nelle basi in Giappone e a Guam, ha aggiunto la fonte all'agenzia sudcoreana Yonhap. L'esercitazione segue di tre giorni l'ultimo test balistico nordcoreano, il lancio di un missile a medio raggio che ha sorvolato la parte settentrionale dell'arcipelago giapponese prima di cadere nell'Oceano Pacifico.

E Mosca non resta a guardare

Anche la Cina e la Russia hanno cominciato le esercitazioni navali vicino alla Corea del Nord, in un clima di crescente tensione nell'area. Le manovre congiunte, spiega l'agenzia cinese Xinhua, si svolgono tra la baia Pietro il Grande, proprio all'esterno del porto di Vladivostok, non lontano dal confine tra Russia e Corea del Nord, e la parte meridionale del mar di Okhotsk, a nord del Giappone. Le esercitazioni sono la seconda fase delle manovre navali sino-russe quest'anno, dopo quelle compiute nel Baltico a luglio.

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Russia e Cina sempre più inquiete

L'agenzia cinese non ha collegato direttamente le esercitazioni alle provocazioni nordcoreane e alla risposta americana. Sia la Cina che la Russia, sempre più inquiete per i venti di guerra nella regione, hanno più volte chiesto un soluzione pacifica della crisi. Intanto, nel giorno dell'avvio dei lavori dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Pyongyang ha definito un "atto ostile" le ultime sanzioni dell'Onu, imposte dal Consiglio di Sicurezza dopo l'ultimo e più potente test nucleare, e ha messo in guardia la comunità internazionale sostenendo che il pressing non farà che accelerare il "completamento della potenza nucleare" dello Stato.

"Le iniziative aumentate da parte degli Stati Uniti e delle sue forze vassalle per imporre sanzioni e pressioni sulla Repubblica Popolare Democratica di Corea non faranno che aumentare il nostro cammino verso il completamento della forza nucleare", ha detto il ministero degli Esteri di Pyongyang.

Un portavoce del ministero ha poi definito le sanzioni "l'atto più crudele, non etico e disumano di ostilità per sterminare fisicamente il popolo nordcoreano, a prescindere dal sistema e dal governo". La settimana scorsa il palazzo di Vetro ha imposto nuove sanzioni, tra cui il divieto di importazione tessile e la limitazione della fornitura di benzina.

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Le prove portate da Seul

E che la Corea del Nord non intenda fare nessun passo indietro lo conferma il governo di Seul, secondo cui il regime di Pyongyang si avvicina "alla fase finale" dello sviluppo di un missile balistico intercontinentale, che potrebbe colpire il territorio statunitense.

La previsione è contenuta in un documento che il ministero della Difesa sudcoreano ha presentato ieri all'Assemblea, il Parlamento, dopo l'ultimo missile a medio raggio lanciato lo scorso venerdì dalla Corea del Nord e che ha percorso circa 3.700 chilometri, sorvolando il nord dell'arcipelago giapponese. Secondo la Corea del Sud Pyongyang continuerà a "realizzare provocazioni strategiche aggiuntive" con nuovi test bellici.

Le forze armate di Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone faranno un'esercitazione combinata anti-missile alla fine del mese come risposta ai continui lanci della Corea del Nord. L'esercitazione è anticipata in un rapporto che il ministero ha presentato ieri in Parlamento, dopo l'ultimo lancio di un missile a medio raggio, lo scorso venerdì, da parte della Corea del Nord, un missile che ha viaggiato per circa 3.700 chilometri e ha sorvolato il nord dell'arcipelago giapponese.

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Il rapporto spiega anche che il Pentagono prevede di inviare una portaerei nucleare e il suo gruppo di attacco per partecipare alle manovre con le Forze navali sudcoreane a ottobre (anche se il portavoce delle Forze Armate americane in Corea del Sud e del Comando del Pacifico ha riferito che l'invio non è confermato). Il documento non specifica quale delle portaerei della VII Flotta sarà inviata, ma la scorsa primavera era stata schierata nella regione la portaerei nucleare USS Carl Vinson.

Nonostante le crescenti sanzioni che pesano sul regime di Pyongyang, il governo sudcoreano è tornato a insistere sulla necessità di realizzare l'invio di aiuti umanitari per i settori più svantaggiati della popolazione nordcoreana. Il portavoce del ministero dell'Unificazione, Baik Tae-hyun, ha spiegato in una conferenza stampa che l'invio di aiuti "deve mantenersi indipendente dalla situazione politica"; e ha assicurato che la gran parte della comunità internazionale condivide questa posizione del governo di Seul.

Fra tre giorni la Corea del Sud deve decidere se approvare o meno l'invio di circa 8 milioni di dollari in aiuti alimentari destinati principalmente a donne e bimbi, canalizzati attraverso le agenzie dell'Onu.

Nord Corea e riforma dell'Onu. Saranno i cardini del primo discorso di Donald Trump da presidente Usa all'Assemblea generale dell'Onu. Il discorso di domani è stato preceduto da una telefonata con il presidente cinese Xi Jinping, che quest'anno non partecipa all'Assemblea, nella quale i due leader hanno parlato della crisi coreana. L'impegno, segnala la Casa Bianca, è quello di "massimizzare le pressioni" su Pyongyang. "I due leader sono impegnati a massimizzare le pressioni sulla Corea del Nord attraverso un vigoroso rafforzamento delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu", ha fatto sapere l'amministrazione americana.

Meno burocrazia

In un'iniziativa per l'apertura dell'Assemblea, Trump ha sottolineato quello che sarà probabilmente il secondo cardine del suo intervento, la riforma: l'Onu "deve concentrarsi di più sulla gente e meno sulla burocrazia". "La burocrazia ostacola l'Onu", ha aggiunto. Trump ha ricordato che "l'Organizzazione delle Nazioni Unite è stata fondata con scopi veramente nobili, ma in anni recenti non ha espresso il suo potenziale a causa della burocrazia e della cattiva gestione".

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Tornando alla crisi con la Corea del Nord, il presidente americano potrebbe anche svelare i suoi piani riguardo l'intesa del 2015 fra Iran e nordcoreani sullo sviluppo del programma nucleare. Il ministro degli esteri nordcoreano parlerà venerdì alle Nazioni Unite. Intanto, Pyongyang ha definito un "atto ostile" le ultime sanzioni dell'Onu, imposte dal Consiglio di Sicurezza dopo l'ultimo e più potente test nucleare, e ha messo in guardia la comunità internazionale sostenendo che il pressing non farà che accelerare il "completamento della potenza nucleare" dello Stato. "Le iniziative aumentate da parte degli Stati Uniti e delle sue forze vassalle per imporre sanzioni e pressioni sulla Repubblica Popolare Democratica di Corea non faranno che aumentare il nostro cammino verso il completamento della forza nucleare", ha detto il ministero degli Esteri di Pyongyang.

Leggi anche: Bombardieri Usa in volo sulla Corea del Nord la tensione è massima

La tensione con Pyongyang resta a livello massimo

La tensione è ancora altissima tra Stati Uniti e Corea del Nord dopo i ripetuti test missilistici di Pyongyang: il regime di Kim Jong-Un ha fatto sapere che intende "accelerare" verso la sua trasformazione in potenza nucleare. Nelle stesse ore Washington ha compiuto una nuova azione dimostrativa: caccia F-35B Stealth e due bombardieri strategici B-1B hanno simulato un bombardamento nei cieli della penisola coreana, come ha riferito una fonte del governo di Seul. Anche la Cina e la Russia hanno cominciato le esercitazioni navali vicino alla Corea del Nord, in un clima di crescente tensione nell'area. Le manovre congiunte, spiega l'agenzia cinese Xinhua, si svolgono tra la baia Pietro il Grande, proprio all'esterno del porto di Vladivostok, non lontano dal confine tra Russia e Corea del Nord, e la parte meridionale del mar di Okhotsk, a nord del Giappone. Sia la Cina che la Russia, sempre più inquiete per i venti di guerra nella regione, hanno più volte chiesto un soluzione pacifica della crisi.

Leggi anche: L'arma per fermare Kim ce l'ha Pechino: è una bomba petrolifera. La userà?

Il nodo delle sanzioni alimentari

La settimana scorsa il palazzo di Vetro ha imposto nuove sanzioni, tra cui il divieto di importazione tessile e la limitazione della fornitura di benzina. Nonostante le crescenti sanzioni che pesano sul regime di Pyongyang, il governo sudcoreano è tornato a insistere sulla necessità di realizzare l'invio di aiuti umanitari per i settori più svantaggiati della popolazione nordcoreana. Il portavoce del ministero dell'Unificazione, Baik Tae-hyun, ha spiegato in una conferenza stampa che l'invio di aiuti "deve mantenersi indipendente dalla situazione politica"; e ha assicurato che la gran parte della comunità internazionale condivide questa posizione del governo di Seul. Fra tre giorni la Corea del Sud deve decidere se approvare o meno l'invio di circa 8 milioni di dollari in aiuti alimentari destinati principalmente a donne e bimbi, canalizzati attraverso le agenzie dell'Onu.

Spogliata, derubata e violentata a Villa Borghese. Una donna di 57 anni, tedesca, è stata soccorsa nella notte (intorno all'una)  da un tassista che stava percorrendo viale Washington, a Villa Borghese: la donna aveva le mani legate con una corda ed era in evidente stato di choc. Ha raccontato in un italiano stentato di essere stata aggredita "da un ragazzo", che l'avrebbe legata, derubata di 40 euro e costretta a un rapporto sessuale. Il tassista ha immediatamente chiamato i soccorsi e la donna è stata trasportata al Santo Spirito per le cure del caso. Sull'episodio indaga la polizia.  Nel nostro Paese da circa sei mesi, la donna non avrebbe una fissa dimora. 

Il racconto della violenza

La donna avrebbe raccontato che l'aggressore sarebbe un giovane di circa 20 anni probabilmente straniero, forse dell'est europeo, ma che parlava italiano. Secondo quanto si è appreso, gli accertamenti medici avrebbero confermato la violenza. Scrive il quotidiano Repubblica: "Mi ha afferrato per i capelli, picchiato e violentato. A un certo punto sono riuscita a scappare, ma lui mi ha raggiunto, mi ha legato i polsi per non farmi muovere e sono continuati gli abusi".

Le indagini sono in corso e gli inquirenti avrebbero anche uno o più filmati che potrebbero essere utili all'individuazione del presunto stupratore. Guarda qui il video realizzato dalla Stampa sul luogo dell'accaduto. Molte le dichiarazioni di politici che hanno espresso sdegno per la violenza. Ha scritto la sindaca Virginia Raggi su Twitter: "Ancora violenza sulle donne. L'ennesimo atto mostruoso, ignobile e inaccettabile che non deve restare impunito".

Poco più di una settimana fa una giovane turista finlandese è stata stuprata da un ragazzo di 23 anni di origine bengalese. In settimana si terrà un comitato per l'ordine e la sicurezza presso la Prefettura di Roma per affrontare anche il tema delle misure da prendere per rendere la città più sicura per le donne. Al vaglio, anche l'uso di telecamere e l'illuminazione in alcune zone della città.

 

Roberto Saviano 'si candida' a premier per il Movimento 5 Stelle. La provocazione è stata postata quindici minuti fa su Facebook. "Questa mattina – scrive Saviano – mi sono svegliato con il desiderio di omaggiare Marco Pannella e la sua eterna capacità di sorprendere e sparigliare le polverose strutture della politica tradizionale. Nel 2007 si candiò alle primarie del PD ma fu escluso perché non soddisfaceva i requisiti richiesti dal neonato Partito democratico”.

“Ebbene, approfitto di questa sede per ufficializzare la mia candidatura a premier per il M5S. Lo faccio anche per trarre il MoVimento dall'impaccio di una situazione patetica per non dire bulgara. Per spezzare una lancia in mio favore, ammetto di non essere iscritto al MoVimento, ma condivido con Luigi Di Maio lo status di indagato per diffamazione (incidenti del mestiere). Votatemi!". 

Saviano quindi apre il fuoco sui 5 Stelle poco dopo l'ufficializzazione del candidato premier (non l'unico, il M5S ne ha otto in tutto). Una provocazione che gli ricorda Pannella. Ma anche lo stesso Grillo provò a candarsi alle primarie del Pd nel 2009 contro Bersani, Franceschini e Marino: "Offro un'alternativa al nulla" disse allora. Nel 2017 mancano le alternative. 

Beppe Grillo, la dinastia Casaleggio, il Blog e Rousseau: in un lungo articolo, il Financial Times fa il punto sul M5S, riassumendone i principali punti critici, a cominciare proprio dalla figura di Davide Casaleggio, il figlio di Gianroberto, co-fondatore del partito morto ad aprile 2016. Davide, 41enne presidente della Casaleggio Associati, la società di consulenza digitale che gestisce il Blog di Beppe Grillo e Rousseau, la piattaforma del M5S, viene definito "la più importante forza dietro i Cinque Stelle".

I dubbi sulla Casaleggio e sul blog di Grillo

I dubbi riportati dal Financial Times riguardano anche altri aspetti: la fonte di profitti della società di Casaleggio e il funzionamento del blog di Grillo, la trasparenza nella gestione dell'attività politica, la sicurezza delle votazioni che il M5S propone su Rousseau, il sistema che nelle dichiarazioni dei grillini dovrebbe rappresentare lo strumento di partecipazione degli iscritti alla vita del M5S, consentendo ai militanti del Movimento di votare per scegliere i candidati e per definire le posizioni del partito, oltre a proporre leggi, il Financial Times spiega come i numeri raccontino una verità diversa da quella democrazia diretta e trasparente un tempo al centro delle promesse grilline. "Ad oggi gli iscritti sono 140mila, su un totale di 9 milioni di voti raccolti alle elezioni del 2013, e solo chi è membro del partito da prima di luglio 2016 può votare sui temi principali", quelli che dettano la linea politica.

I problemi di sicurezza di Rousseau, il gioiello di famiglia

Dal Movimento fanno sapere che l'obiettivo è portare a un milione il numero di sottoscrizioni al sito, che peraltro è stato ripetutamente violato nel corso dell'estate, rivelando grosse falle nella sicurezza. Le procedure sono lente a causa delle necessarie verifiche dei profili, dicono dal partito, ma c'è chi crede che tenere un basso numero di iscrizioni possa servire a "minimizzare l'opposizione interna", scrive il Financial Times. Ma il dibattito è in corso anche nella vera e propria arena politica, prosegue il quotidiano britannico, che riporta come "anche alcuni membri del Movimento stesso chiedano maggiore democrazia".

Anche per quanto riguarda il Blog, poi, il Financial Times rivela i propri dubbi: "Non è chiaro chi decide quali post vengono pubblicati e nemmeno chi li scriva". Un sito che di fatto "è il principale veicolo di informazione di partito", ma che è "privo di una chiara responsabilità". 

Giornali, riviste e strenne sconosciuti ai biografi di Matilde Serao saranno esposti da mercoledì  20 settembre nelle sale dell’Emeroteca-Biblioteca Tucci, al secondo piano del Palazzo delle Poste di Napoli.

Titolo della mostra: “Viaggio alla scoperta della Serao giornalista attraverso 70 rare testate italiane e francesi”. All’inaugurazione seguirà la proiezione di un filmato e un dibattito sulla grande napoletana di Patrasso nel novantesimo anniversario della morte.

Leggi anche: La prima direttrice di un quotidiano italiano parlava di fake news, 125 anni fa

Finora gli studiosi della Serao avevano citato e preso in esame, al più, una trentina di testate su cui era apparsa la firma della scrittrice e giornalista, ma la ricerca intensificata soprattutto nel 2017 dalla "Tucci" (che pure festeggia il centodecimo anno di vita), animata dal presidente Salvatore Maffei, allarga l'orizzonte in misura significativa. Da qui in avanti, chi si occuperà di Matilde Serao sarà obbligato a muoversi su un territorio ben più ampio di quello, ancorché vasto, ritenuto esplorato.

Da "Le Monde moderne" a "Les Annales"

Tra le pubblicazioni esposte ve ne sono diverse che mancano a tutte le biblioteche italiane, come  “Il Pungolo della domenica” del 1883,  “Le Monde moderne” del 1898, “Mon dimanche” e  “Le Gaulois du Dimanche”  del 1908, ma anche in quelle non esclusive sono stati trovati scritti della Serao di cui s’ignorava l’esistenza, come in “Rivista Nuova di Scienze Lettere e Arti” e  “Il Convegno” del 1880, “La Tavola Rotonda” del 1892,  “La Tribuna Illustrata” del 1893,  “La piccola antologia” del 1894,  “Capitan Cortese” del 1896, “Corriere d’Arte”  del 1898, “Illustrazione Meridionale” del 1900,  “Mater Suavissima” del 1901, “Rinascimento” del 1905, “Per la Calabria” e “Pro Calabria” del 1906,  “La Gioventù” del 1907,  “Les Annales Politiques et Litteraires”  del 1908, “Les Heures Litteraires” del 1909, “L’Arte Muta e il “Nuovo Convito” del 1916 e molte altre ancora.

Dell’enorme materiale rintracciato dalla “Tucci” nei propri scaffali e nelle librerie delle province italiane e francesi resterà traccia in un ampio catalogo illustrato.

La mostra completa con nuove sfumature di colore il ritratto di una donna che profuse – senza dissiparlo – inesausto talento fino alla sera del 25 luglio 1927, quando reclinò per sempre il capo sul tavolo da lavoro nel suo appartamento di piazza Vittoria, proprio mentre scriveva l'ultimo pezzo. Aveva settantun anni.
 

"Credo che una volta sgomberato il campo con la legge Finanziaria sia possibile approvare la legge sullo Ius Soli". Lo ha affermato Romano Prodi ospite di Radio Capital (l’articolo di Repubblica). "È ancora possibile farcela – ha aggiunto Prodi -. Dipende dall'insistere sul contenuto vero dell'operazione: bisogna capire che questi ragazzi hanno studiato qui, che hanno bisogno di lavoro, i più bravi di questi se ne vanno via perché si trovano fuori dal nostro paese. Abbiamo speso per farli studiare e poi non gli diamo la cittadinanza".

"Legge non permissiva, dibattito andato in un'altra direzione"

"Non è una legge totalmente permissiva – ha aggiunto Prodi -. Il problema è che il dibattito è scivolato in un'altra direzione". Importante sarà, secondo Prodi, "ritrovare una politica europea che avrà effetto tra tanti, tanti anni. Operare insieme, ma la politica internazionale è piuttosto caotica". "L'Europa è fatta per dare un futuro a tutti noi e di fronte a Usa e Cina che stanno dominando il mondo l'Europa deve diventare solidale". 

 

 
 
 
 

Aggiornamento: l'articolo è stato modificato nel numero dei passeggeri coinvolti (da 385mila a 400mila) alle 16.40.

400mila passeggeri potrebbero essere danneggiati dalle concellazioni dei voli decisi da Ryanair. Lo riferisce Bloomberg. Secondo il Corriere della Sera “saranno circa 2.000, alla fine di ottobre, i voli cancellati da Ryanair a partire da sabato 16 settembre”. Il titolo della compagnia ha perso fino al 3% in Borsa e attualmete cede poco più del 2% a Dublino. Venerdì scorso la compagnia aerea low cost irlandese ha annunciato l'intenzione di tagliare 40-50 tratte al giorno nelle prossime sei settimane, per un totale compreso tra 1.680 e 2.100 voli, per migliorare la propria puntualità.

La lista dei voli cancellati da Ryanair

L’azienda ha pubblicato sul sito una lista delle cancellazioni previste. Una scelta che appare obbligata, per la società, con l’obiettivo di garantire lo smaltimento ferie di tutto il personale, equipaggi di bordo inclusi naturalmente, dopo l’allineamento al calendario di lavoro gregoriano (Il Mattino), chiesto dall’Autorità irlandese del volo. In totale la compagnia regina del low cost cancellerà 50 voli al giorno per la prossima settimana. Il problema – dicono dalla società irlandese – sono le ferie arretrate degli equipaggi, che hanno portato a un crollo della puntualità. Per questo Ryanair ha deciso di ridurre del 2% i voli fino alla fine di ottobre

Su Twitter la protesta contro la compagnia irlandese

"Annullando meno del 2% dei nostri voli fino al debutto dell'orario invernale a novembre, possiamo riportare il nostro tasso di puntualità al livello del nostro obiettivo annuale del 90%", ha spiegato il capo della comunicazione della compagnia irlandese, Robin Kiely. La stessa aviolinea ha fatto sapere che il tasso di puntualità è precipitato sotto l'80% nelle prime due settimane di settembre. Le scuse della compagnia non sono bastate a calmare la rabbia dei clienti colpiti dalla misura che hanno scelto Twitter per manifestare la propria indignazione. Le autorità di Bruxelles hanno fatto sapere che Ryanair dovrà probabilmente rimborsare i clienti per le cancellazioni. 

Ryanair tonfo in borsa dopo la pubblicazione della lista dei voli cancellati

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore le azioni di Ryanair sono finite in ribasso di quasi il 5% nel corso della mattinata, per poi recuperare leggermente (-1,8%). La compagnia low cost sta scontando il danno di immagine provocato dall’annuncio della cancellazione di una media di 40-50 voli al giorno (su 2.200 collegamenti quotidiani) fino a fine ottobre. 

 

 
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