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È risultata positiva al test la turista di Bergamo da ieri in osservazione all’ospedale Cervello di Palermo. Era giunta nel capoluogo siciliano insieme ad alcune amici e aveva accusato sintomi influenzali. Alloggiava in un hotel in città. La donna e il gruppo che viaggiava con lei sono stati isolati.

Nella serata di lunedi è stata registrata la settima vititma: un 62enne di Castiglione d’Adda. In Lombardia i morti sono 6, tutti anziani o con gravi patologie. Nella Regione 173 casi, 33 in Veneto, 18 in Emilia, 3 in Piemonte. Medico italiano positivo al test a Tenerife.

La paura di una pandemia manda a picco i mercati ma volano i bond con gli investitori che scommettono sul taglio dei tassi. Affondano le Borse in Europa, con Milano che perde quasi il 6%, New York e Nikkei in profondo rosso, giù di oltre il 3%. L’oro vola ai massimi da 7 anni. Petrolio in calo del 5%. Economisti: l’Italia rischia un calo del Pil fino all’1%.

Il premier: pronti a interventi sui poteri dei governatori. Il capogruppo del Carroccio alla Camera Molinari: meglio che si riposi un po’. Levata di scudi anche da Fontana: ipotesi irricevibile e offensiva. Oggi riunione ministri-governatori.

Il mondo inizia ad alzare le frontiere. A Parigi niente scuola o università per chi torna dal Nord Italia, gli studenti dovranno osservare una periodo di isolamento di 14 giorni. Pullman da Milano fermato a Lione, ricoverati autista e passeggero. A Mauritius respinti 40 turisti, “un incubo”. Israele sconsiglia i viaggi. E la Paramount ferma le riprese di “Mission impossible 7” a Venezia.
 

L’Oms: il mondo si prepari a una potenziale pandemia. Trump chiede fondi d’emergenza al congresso. Oltre 2000 contagi in 28 Paesi oltre alla Cina, l’epidemia arriva in Afghanistan, Iraq, Bahrein e Kuwait. Il presidente americano: servono 2,5 miliardi di dollari in più, di cui uno per sviluppare vaccino. Quarto decesso sulla Diamond Princess.

Circolazione ferroviaria in tilt con attese fino a 140 minuti per tutta la giornata. Previste riduzioni di treni anche oggi. Domenica a porte chiuse Juve-Inter e le altre partite al Nord.

“Sono assolutamente stupito di questa affermazione del presidente Conte. Francamente spero non sia vera. Noi ci siamo mossi sempre esclusivamente sulla base delle indicazioni definite dal ministero e dal Consiglio superiore della Sanità”. Replica così al premier che sostiene che “c’è stata una falla nella prevenzione della sanità lombarda” l’avvocato Giulio Gallera, di sicuro l’assessore alla Sanità più famoso d’Italia e al tempo stesso anche quello più a rischio di fonte all’emergenza del coronavirus, in un intervista a La Stampa.

Gallera aggiunge anche: “Vorrei ricordare invece che il nostro sistema sanitario, in meno di tre ore giovedì sera, dalle 21, momento in cui è scattato l’allarme, ha individuato il supposto paziente zero. E per farlo abbiamo dovuto risalire almeno 200 contatti diretti che sono stati tutti sottoposti a controlli e abbiamo preso in carico 172 persone”, per poi chiosare così: “Ora se questo al governo sembra una falla…”.

All’assessore lombardo alla Sanità questa reazione è sembrata invece “una reazione straordinaria”, per altro “riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal presidente Mattarella”. Perciò Gallera non si spiega “quale film abbiano visto d a Roma, forse le falle sono da altre parti” mentre semmai “qualcuno ci dovrebbe dire come mai a diverse persone è stato consentito di arrivare nel nostro Paese senza controlli di alcun genere”.

Al quotidiano che obietta che tuttavia la sensazione è che non ci fosse tutta questa preparazione nemmeno nell’efficientissima Lombardia, specie nell’approvvigionamento del materiale di prima necessità, l’assessore replica che “mascherine e tamponi ce ne sono: abbiamo ovviamente rifornito prima di tutto i nostri presidi. Visto che la Lombardia ha 10 milioni di abitanti e 9 milioni si sono precipitati a comprare di tutto, è normale che dopo i primi due giorni si debbano aspettare i nuovi rifornimenti”. E puntualizza: “I tamponi ci sono e ci stiamo approvvigionando ancora. Ne abbiamo fatti oltre 200 in quattro giorni” anche se ora, spiega, “il quadro epidemiologico è cambiato e non si fanno più a tutti indistintamente, ma solo a chi ha dei sintomi precisi”.

Si avvicina il vaccino contro il Covid-19, lo annuncia il Wall Street Journal. Il quotidiano economico scrive che la farmaceutica Moderna Inc. ha spedito il primo lotto del suo vaccino contro il coronavirus, sviluppato rapidamente, ai ricercatori del governo degli Stati Uniti, che lanceranno i primi test umani per verificare se il vaccino sperimentale possa aiutare a sopprimere l’epidemia originaria della Cina.

Moderna ha inviato ieri fiale di vaccino dal suo impianto di produzione di Norwood, Massachusetts, all’Istituto Nazionale delle Allergie e Malattie Infettive di Bethesda. L’istituto entro la fine di aprile potrebbe iniziare un test clinico su circa 20-25 volontari sani, testando se due dosi del vaccino sono sicure e inducono una risposta immunitaria in grado di proteggere dall’infezione, ha detto il direttore del NIAID Anthony Fauci in un’intervista. I risultati iniziali potrebbero essere disponibili a luglio o agosto. 

La casa sviluppatrice del famosissimo League of Legends, Riot Games, è attualmente accusata e coinvolta in una causa di discriminazione di genere. Alla fine del 2019 il gruppo di ex dipendenti coinvolte ha portato la società in tribunale e, in un primo momento, sembrava che fosse stato accordato un risarcimento di 10 milioni di dollari per le dipendenti. Di recente però queste ultime hanno assunto una nuova squadra di legali nel tentativo di chiedere ulteriori danni. Il nuovo avvocato incaricato avrebbe infatti rifiutato la proposta dei 10 milioni  di dollari, affermando che tale soluzione era solo il risultato di “presunti errori e scorrettezze da parte del precedente avvocato”.

Riot Games

Il nuovo team legale sta cercando di ottenere un compenso maggiore per le ex dipendenti in seguito all’annuncio dei gruppi di lavoro della California incluso il DFEH, ovvero il Dipartimento californiano dell’equo impiego e alloggio, che ha affermato che le dipendenti dovrebbero avere 390 milioni di dollari in più. Ora il totale del risarcimento ammonterebbe dunque a ben 400 milioni di dollari.

In merito a questo recente sviluppo Riot Games ha detto la sua, annunciando in una dichiarazione che l’accordo iniziale di 10 milioni di dollari era “equo e adeguato” date le circostanze. La società mette in discussione le cifre dettate dal DFEH dichiarando che non possiedono “nessuna base in fatti o motivazioni” e che si difenderanno da affermazioni false e ingiuste.

Genie Harrison, avvocato per i diritti delle donne che rappresenta l’ex gruppo di dipendenti di Riot Games, ha dichiarato di essere al lavoro con il suo team per far sì che le querelanti ricevano un equo compenso. Di seguito le sue parole:

Queste donne coraggiose hanno parlato contro la disuguaglianza di genere e il sessismo, e voglio assicurarmi che siano giustamente ricompensate. I nostri statistici qualificati stanno già analizzando i dati salariali. Intendiamo recuperare il risarcimento dovuto alle donne di Riot Games e realizzare riforme istituzionali al fine di livellare il campo di gioco per le donne.

Già nel 2018 erano trapelate alcune drammatiche accuse riguardo la discriminazione di genere e la “bro culture” (alla lettera “cultura del fratello”) all’interno degli studi di Riot Games. La fonte di tali accuse sostenne che i dirigenti stilavano degli elenchi in cui classificavano le donne per bellezza.

La “cultura del fratello” è così reale. E’ terribilmente reale. E’ come lavorare in una grande confraternita.

dichiarò la fonte.

Riot Games

Ricordiamo che Riot Games è di proprietà del colosso cinese Tencent. Il MOBA free-to-play League of Legends, il gioco più famoso della casa sviluppatrice, frutta miliardi di dollari di entrate ogni anno.

L’articolo Riot Games e la discriminazione di genere proviene da GameSource.

​La paura per il coronavirus manda a picco le Borse europee, con Milano maglia nera, e il petrolio. I mercati temono gli impatti economici della diffusione del virus a fronte dell’alto numero di contagi in Iran, Italia e Corea del Sud. Le borse europee bruciano circa 350 miliardi. Lo Stoxx 600, un indice azionario composto da 600 fra grandi, medie e piccole imprese di 17 Paesi, ha perso il 3,79%. Londra arretra del 3,34% a 7.146 punti. Francoforte cede il 4,01% a 13.035 punti e Parigi il 3,94% a 5.791 punti. Anche Wall Street ha chiuso fortemente negativa sulla scia dei timori per il diffondersi dell’epidemia di coronavirus fuori dalla Cina. Il Dow Jones ha perso oltre mille punti finendo a 27.962,91 punti (-3,6%), il Nasdaq ha segnato -3,7% a 9.221,28 punti mentre lo S&P 500 ha registrato un calo di 3,4% a 3.225,90 punti. 

La peggiore è Milano: l’Ftse Mib nel corso della seduta, arriva a perdere il 6% e chiude in calo del 5,43% a 23.427 punti. La giornata nera fa crollare la capitalizzazione di Borsa Italiana: il listino di Piazza Affari venerdì scorso valeva poco più di 706 miliardi e oggi ha bruciato circa 38,3 miliardi. Segno negativo per tutte le blue chips, con un particolare accanimento per le vendite sui titoli del lusso, gli industriali e i finanziari. Il titolo Juventus Fc perde l’11,83% con l’annuncio della chiusura del museo del club e con la possibilità di disputare le prossime partite di campionato a a porte chiuse. Male anche il settore del lusso (Moncler -5,36%, Ferragamo -8,90%), gli industriali (CnhI -7,65%, Fca -6,13%) e i finanziari con Nexi a -8,61%, Unicredit -6,48%, Ubi Banca -4,13%, Intesa Sanpaolo -5,75%, Generali -5,40%. Telecom Italia cede il 3,97%, mentre tra gli energetici Enel ed Eni terminano in flessione rispettivamente del 4,90 e del 4,67 per cento.

In calo, ma non così profondo, le Borse cinesi: Shanghai lascia sul terreno lo 0,28% mentre l’Hang Seng perde l’1,87% mentre lo Shenzen guadagna l’1,23%. Tokyo è chiusa per festività. 

Anche i prezzi del petrolio sono in picchiata (con perdite vicine al 5%). Pesa non solo il coronavirus ma anche i mal di pancia all’interno dell’Opec. Il Wti cede il 4,51% a 50,97 dollari al barile, il Brent arretra del 4,87% a 55,65 dollari. L’Arabia Saudita sta considerando di uscire dall’alleanza dell’Opec+ con la Russia che va avanti da almeno 4 anni. I prezzi del petrolio sono saliti durante la maggior parte della scorsa settimana, ma nel fine settimana l’Arabia Saudita ha riferito che sta considerando una pausa dai tagli alla produzione concordati con la Russia, dato che l’epidemia di coronavirus della Cina continua a ridurre la domanda globale di petrolio.

Il prezzo dell’oro, bene rifugio per eccellenza, continua ad aumentare e schizza verso quota 1.700 dollari a 1.690 dollari l’oncia, ai massimi da 7 anni.

Schizza anche lo spread: il differenziale Btp/Bund, dopo aver toccato per una breve frazione di tempo i 150 punti, chiude in rialzo a quota 144, sui livelli dell’apertura e di 10 punti sopra la chiusura di venerdì scorso. Il rendimento del Btp avanza allo 0,958%, dopo un massimo dell’1,002%.

Il Financial Times sottolinea che per i mercati, il problema del coronavirus “non è più un problema esclusivamente asiatico”, citando le parole di Robert Carnell, capo economista dell’Asia-Pacifico presso Ing. ​Secondo Warren Patterson, responsabile della strategia delle materie prime di Ing, “in precedenza, la maggior parte della preoccupazione del mercato petrolifero era l’impatto che la Covid-19 avrebbe avuto sulla domanda cinese. Ma – aggiunge – chiaramente, visto il numero crescente di casi al di fuori della Cina, questo inizierà a destare preoccupazioni sulla domanda in altri paesi e regioni”.

Omicidio davanti alla discoteca ‘Millennium’ di Terrasini, in provincia Palermo. Il 21enne Paolo La Rosa è stato ucciso a coltellate nella notte. Trasportato in ambulanza nell’ospedale di Partinico, è morto durante il tragitto. Diversi i fendenti, almeno quattro, assestati allo stomaco e al torace, alla vittima, al culmine, a quanto pare, di una lite esplosa intorno alle quattro. Indagano i carabinieri.

Mostrato nei giorni scorsi attraverso un apposito Nintendo Direct, Animal Crossing: New Horizons è uno dei giochi più attesi dell’anno. Ma, dietro una grande attesa, c’è sempre motivo per taluni per creare polemiche: in questo frangente, l’ira funesta di alcuni utenti si sarebbe riversata sulle politiche di gestione dei salvataggi intraprese dalla Grande N.


Come annunciato nello stesso Direct di cui sopra, Nintendo ha annunciato che il titolo non avrebbe supportato i salvataggi cloud comunemente intesi, nemmeno per gli utenti abbonati al Nintendo Switch Online, ma che sarebbe stato impostata una infrastruttura di “emergenza” al fine di consentire il recupero dei dati unicamente per quegli utenti alle prese con difficoltà di carattere tecnico eventualmente correlate alla Nintendo Switch. Ma, dopo un brevissimo accenno di polemica di alcuni utenti, la dicitura relativa alla limitazione di un recupero dei salvataggi è stata rimossa nel video ora disponibile su YouTube.

Ragazza Animal Crossing New Horizons

Non è ovviamente dato sapere il perchè della mossa “in sordina” di Nintendo, ma è lecito aspettarsi un cambio di politica o quantomeno un ripensamento parziale sulla questione. Ricordiamo che Animal Crossing New Horizons arriverà su Nintendo Switch il prossimo 20 Marzo.

L’articolo Animal Crossing: Nintendo cambia idea sui salvataggi? proviene da GameSource.

Avvio pesante per Piazza Affari dopo il boom di contagi da coronavirus nel Nord Italia e le misure restrittive prese dalle autorità: il Ftse Mib apre in calo del 3,4% a 23.930 punti. Per l’All share il calo è del 3,61% a 25.943 punti.

Oggi il Financial Times aveva annunciato il rischio nel suo titolo di apertura: per i mercati, il problema del coronavirus “non è più un problema esclusivamente asiatico”. Citando le parole di Robert Carnell, capo economista dell’Asia-Pacifico presso ING, il quotidiano finanziario ha riassunto i primi orientamenti del mercato in una settimana che si preannuncia turbolenta a causa dei timori per il coronavirus.

I prezzi del petrolio e i mercati azionari asiatici hanno subito un forte calo, ricorda Ft, seguito dell’ondata di nuovi casi di coronavirus in Italia, Corea del Sud e Iran durante il fine settimana, che ha acuito le preoccupazioni per l’impatto globale del virus. Secondo Warren Patterson, responsabile della strategia delle materie prime di ING, “in precedenza, la maggior parte della preoccupazione del mercato petrolifero era l’impatto che la Covid-19 avrebbe avuto sulla domanda cinese. Ma – ha aggiunto – chiaramente, visto il numero crescente di casi al di fuori della Cina, questo inizierà a destare preoccupazioni sulla domanda in altri paesi e regioni”.

Carnell ha detto che gli osservaotri seguiranno da vicino gli sforzi europei per contenere l’epidemia di virus. I mercati azionari, che negli Stati Uniti hanno raggiunto i massimi storici la scorsa settimana, si stanno “lentamente svegliando con il fatto che qualcosa non va”. Il Ft ricorda che il prezzo del brent, il benchmark internazionale del petrolio, è sceso del 3,4 per cento a 56,53 dollari al barile nel trading asiatico, mentre i futures S&P 500 sono scesi dell’1,3 per cento. L’oro, considerato un bene rifugio sicuro per gli investitori, è aumentato anche dell’1 per cento. 

In Iran, conservatori e ultraconservatori iraniani si avviano a festeggiare una vittoria schiacciante nelle elezioni parlamentari di venerdì scorso: come previsto, il voto consegnerà loro il controllo del Majlis (l’Assemblea legislativa) con oltre i due terzi dei 290 seggi totali.

I risultati finali sono ancora da annunciare, ma i riformisti – il gruppo più ampio del Parlamento uscente – sono i grandi sconfitti della consultazione popolare, svoltasi in un clima di generale malcontento per la crisi economica, apatia verso la politica e da ultimo nella paura dell’epidemia del nuovo coronavirus. L’affluenza, secondo i primi conteggi, è stata la più bassa dalla nascita della Repubblica islamica nel 1979: circa il 45% a livello nazionale, contro il 62% delle precedenti legislative quattro anni fa e il 66% del 2012.

La partecipazione più bassa si era registrata nel 2004 con il 51%. A Teheran, con un’affluenza intorno al 20%, tutti e 30 i seggi in ballo sono stati vinti da candidati conservatori, in testa l’ex sindaco della capitale ed ex capo dell’aviazione dei Guardiani della Rivoluzione, Mohammad Bagher Qalibaf, dato anche come futuro speaker del Parlamento. In alcuni collegi dove i candidati non sono arrivati al 20% delle preferenze, si terranno i ballottaggi ad aprile, come prevede la legge. Si tratta di un risultato che capovolge gli equilibri interni della politica iraniana; basti pensare che Teheran e le grandi città erano state finora un fortino dei riformisti, il fronte che appoggia l’attuale governo del presidente Hassan Rohani.

E proprio con l’associazione a Rohani, l’uomo che ha siglato l’accordo sul nucleare (Jcpoa) con gli Usa, si spiega in parte la dèbacle delle forze iraniane, secondo Hamed Mousavi, professore al dipartimento di Studi regionali della facoltà di Legge e scienze politiche all’Università di Teheran. “La sconfitta del fronte riformista è dovuta ai cattivi risultati in economia del governo Rohani e il motivo di questo è l’amministrazione Trump”, commenta il professore all’AGI.

“Siccome la situazione economica è molto grave”, spiega, “la gente ce l’ha con Rohani, ma non è solo colpa sua: in economia stava procedendo abbastanza bene con misure liberali, prima che gli Usa decidessero di ritirarsi dal Jcpoa e reintroducessero le sanzioni assestando un duro colpo al movimento riformista: la volatilità della valuta è aumentata, l’inflazione è arrivata al 40% e i salari continuano ad essere aggiustati in modo non corretto”.

L’altra ragione della sconfitta dei riformisti, secondo Mousavi, è legata alla squalifica di numerosi candidati di spicco di questa area, operata dalla censura del Consiglio dei Guardiani, l’organismo che valuta l’idoneità degli aspiranti deputati secondo la loro fedeltà ai valori della Rivoluzione islamica. “Non è stato un fattore fondamentale a livello nazionale, ma ha avuto un forte impatto su realtà come Teheran e le grandi città, come pure la bassa affluenza”, sostiene il professore tenendo a sottolineare che dietro la vittoria dei conservatori “non c’è quindi un aumento di consenso nei loro confronti”.

Una cosa appare già certa rispetto a quello che sarà il prossimo Parlamento a maggioranza conservatrice: “Cercherà una politica estera più aggressiva e tornare a un negoziato con gli Usa sull’accordo nucleare sarà ancora più difficile”. A detta di Mousavi, un altro fattore di difficoltà per Rohani – che dovrà terminare il suo mandato il prossimo anno con un Parlamento che non lo sostiene – è la gestione dell’emergenza coronavirus. L’epidemia, sulla cui reale dimensione si teme che il regime non abbia ancora fornito dati attendibili, ha già fatto otto morti partendo dalla città santa di Qom. La Guida suprema, Ali Khamenei, ha accusato i media di “propaganda negativa” con l’obiettivo di “minare” la partecipazione degli elettori, con il pretesto di una malattia e di un virus”.

Ma al di là delle dietrologie i timori anche dell’Oms sono concreti. “Il coronavirus in Iran ha già avuto un effetto immediato”, conclude Mousavi, “tenere lontano diverse persone dai seggi venerdì, ma avrà anche un effetto di lungo termine: sarà un altro test per il governo Rohani, che dovrà adottare maggiore trasparenza di quanto fatto finora. Per esempio, con la decisione dell’aumento dei prezzi della benzina, su cui non sono state date informazioni chiare alla popolazione”, che è poi scesa in piazza a manifestare a novembre, in tutto il Paese. In quei giorni, con internet bloccato dal regime e migliaia di persone in strada, la repressione ha ucciso centinaia di manifestanti. Ma il numero esatto dei morti ancora non si conosce.

“Noi siamo disponibili alla collaborazione, ma nessuno si illuda che questa emergenza possa salvare il governo. Non si inventino scuse per tirare a campare”. Lo dice la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un’intervista a La Stampa nel corso della quale dice di avere contatti diretti con l’esecutivo attraverso il premier Conte e il ministro della Salute Speranza.

Quindi, “inutile fare polemiche” su come il governo si è mosso di fronte all’emergenza coronavirus. “Dobbiamo sapere tutto dai cinesi, ma finora temo non sia stato così. Ho grossi dubbi. Diamo e daremo una mano ma dobbiamo sapere di cosa stiamo parlando” perché “troppe cose non tornano. I cinesi hanno isolato 90 milioni di persone – precisa Meloni – e noi all’inizio abbiamo trattato il virus come una forte influenza. Le due cose non vanno d’accordo – chiosa – anche per questo abbiamo chiesto dall’inizio di mettere in quarantena tutti coloro che venivano dalla Cina”.

A Meloni Conte ha detto che il fatto che in Italia ci sia un così alto numero di contagi rispetto al resto d’Europa “è dovuto alla nostra elevata soglia di controllo, una soglia più alta rispetto agli altri Paesi europei” e che “secondo lui questo ci consente di individuare prima degli altri le persone contagiate. Se la sua tesi è giusta – chiosa Meloni – allora dovrebbe sospendere Schengen. Ma purtroppo ci sono tre decessi in Italia, un dato che non ha nessun altro in Europa, forse perché hanno attuato da subito la quarantena”.