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Durante l’Inside Xbox di aprile, sono state rilasciati molti nuovi dettagli su Gears Tactics. Gears Tactics altro non è che un Gears of War unito a XCOM, cioè uno strategico a turni.

Gears Tactics Game Awards

Come da poco rivelato, Gears Tactics è stato creato per PC, per questo dovrebbe concentrarsi molto di più sulla componente strategica. Queste informazioni sono state rilasciate dagli sviluppatori sul sito web ufficiale. In merito al loro impegno per il gioco su PC, hanno dichiarato quanto segue:

Oltre al nostro impegno su PC, il mese scorso abbiamo annunciato la nostra parnership con Intel. Abbiamo inoltre discusso di come The Coalition abbia lavorato durante lo sviluppo di Gears Tactics per ottimizzare il gioco per l’architettura Xe-LP di Intel. Oggi siamo lieti di annunciare un nuovo bundle con i nostri partner. Questo bundle include una copia di Gears Tactics con l’acquisto di un processore Intel Core i5 o superiore.

Il gioco è ambientato dodici anni prima del primo Gears of War. Protagonista principale della campagna è il tenente colonnello Gabriel “Gabe” Diaz, un eroe di guerra e padre di Kait Diaz (la protagonista di Gears 5). La missione principale è dare la caccia e uccidere lo scenziato delle Locuste, Ukkon, prima che il suo esercito distrugga l’ultima città. Altri membri della squadra di Gabe Diaz sono l’ex guardia di sicurezza della New Hope Research Facility, Sid Redburn e Mikayla Dorn. Durante il  gioco, ogni unità ha tre azioni che può compiere durante il turno, per muoversi, sparare o utilizzare un’abilità.

gears tactics

Gears of War è sempre stato noto per le sue orribili sequenze di morte e anche questo capitolo ne seguirà le orme. L’esecuzione dei nemici garantirà azioni bonus a tutta la squadra, permettendo azioni di difesa o di attacco bonus.

Gears Tactics presenterà anche una profonda personalizzazione estetica dei personaggi. Questa personalizzazione si estenderà ance ad armi e armature. Tutti queste skin saranno sbloccabili lungo il corso della campagna, poichè Gears Tactics non presenterà microtransazioni.

Gears Tactics uscirà su Xbox Game Pass per PC il 28 aprile 2020. Il gioco uscirà anche su Xbox One entro la fine dell’anno ma non si sa ancora una data ufficiale.

L’articolo Gear Tactics: nuovi dettagli svelati proviene da GameSource.

Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi schizza a 214 punti, poi frena ma resta sopra quota 200, dopo che ieri sera l’Eurogruppo si è impantanato sugli eurobond. 

Il differenziale avanza a 205 punti dopo aver terminato ieri la sessione a 191 punti. Il rendimento del titolo italiano è salito fino all’1,748%. A Bruxelles è stallo sulle condizionalità concesse ai paesi membri per poter accedere alle linee di credito del Mes.

Questo, secondo quanto si apprende, il principale motivo di scontro che dopo 16 ore di trattative ha portato al nulla di fatto a riunione Eurogruppo. “Nonostante i progressi nessun accordo ancora all’Eurogruppo. Continuiamo a impegnarci per una risposta europea all’altezza della sfida del Covid-19”, scrive su Twitter il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Lo stallo è sulle condizionalità concesse ai paesi membri per poter accedere alle linee di credito del Mes. L’ipotesi di condizioni minime o nulle per accedere ai fondi del Mes è nettamente respinta dall’Olanda, mentre Italia e Spagna restano sulle loro posizioni, chiedendo che i paesi possano accedere alle linee di credito del Fondo salva Stati con condizionalità speciali per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica del coronavirus.

Sul tavolo resta anche la proposta della Francia, appoggiata dall’Italia, sulla creazione di un fondo per la ripresa attraverso l’emissione di titoli garantiti dal debito comune. Anche su questo punto le posizioni restano lontane, l’Olanda è nettamente contraria, salvo che si tratti di un prestito emesso solo a copertura dell’emergenza sanitaria. Secondo quanto riferito tuttavia, su questo potrebbe esserci uno spiraglio di apertura in una formulazione piu’ vaga

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, rimane “in condizioni stabili” dopo la sua seconda notte in terapia intensiva al St Thomas’ Hospital di Londra. Lo ha riferito il sottosegretario britannico alla Salute, Edward Argar, come riporta la Reuters. “E’ a proprio agio e di buon umore”, ha aggiunto Argar, “gli e’ stato dato dell’ossigeno ma non e’ in ventilazione”

Intanto il numero delle persone contagiate dal coronavirus decedute negli ospedali del Regno Unito cresce di 786 (6.159 il totale, 55.442 i malati) finora il più alto aumento giornaliero. 

Con il Paese in piena emergenza coronavirus, Johnson ha delegato parzialmente le sue funzioni al ministro degli Esteri, Dominic Raab, il quale oggi si è mostrato ottimista sul fatto che “in pochissimo tempo” Johnson possa riprendere le sue funzioni. “Sono fiducioso che ci riuscirà, perché se c’è qualcosa che so di questo primo ministro, è che è un combattente”, ha detto Raab, assicurando che Johnson è anche di “buon umore”.

Secondo esperti, citati dal Daily Mail, il premier rischia di non poter lavorare per uno o due mesi, prima di rimettersi completamente. Un “periodo di inattivita’” in terapia intensiva comporta, spiegano, un a significativa perdita di massa muscolare e forza.

Nelle ultime ore, BoJo ha ricevuto messaggi di sostegno da numerosi leader mondiali, nonché dalla regina Elisabetta, che gli ha augurato un “rapido e completo recupero” in una lettera indirizzata anche alla sua compagna, Carrie Symonds, incinta del loro primo figlio.

“Il primo ministro è ancora il primo ministro”, ha sottolineato il portavoce di Downing Street. Ma i poteri di Raab sono limitati. Il ministro degli Esteri non terrà l’udienza settimanale con la regina, né ha ricevuto istruzioni sigillate per avviare il processo di difesa nucleare, se necessario.

Il potere in quarantena

In caso di contemporanea indisponibilità di Raab, per coronavirus o altri motivi, le redini dell’esecutivo andrebbero al cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak: il numero tre della squadra, il ministro dell’Ufficio di Gabinetto, Michael Gove, che finora è stato il “numero due” di fatto dell’Esecutivo, si è isolato a casa dopo che un membro della famiglia ha mostrato lievi sintomi di Covid-19. E non è ancora tornato al numero 10 di Downing Street l’influente consigliere del premier, Dominic Cummings, che si è autoisolato il 30 marzo con i sintomi della malattia. Sono tornati invece al loro posto sia il ministro della Salute, Matt Hancock, sia il consigliere medico dell’esecutivo, Chris Whitty.

Intanto la Gran Bretagna registra il più alto aumento giornaliero di decessi dall’inizio della crisi. Un aumento che arriva dopo due giorni di calo: domenica la cifra è scesa da 708 a 621, mentre lunedì sono stati segnalati 439 decessi. I numeri riflettono i decessi negli ospedali di persone risultate positive al test, ma non includono quelli nelle case di cura e nelle abitazioni private. I 3.634 nuovi casi di contagio, per un totale di 55.242, rappresentano un aumento inferiore alla più alta crescita giornaliera, registrata domenica scorsa (5.903).

Quindicesima vittima del coronavirus in Basilicata. Si tratta di Donato Sabia, il campione lucano di mezzofondo, due volte finalista negli 800 metri alle Olimpiadi. L’ex atleta potentino, 56 anni, che ha perso il padre per coronavirus giorni fa, era ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Potenza. 

La sirena suona e la partita finisce. Il basket italiano ha preso una decisione coraggiosa ma inevitabile: niente supplementari e stagione definitivamente chiusa. Staccare la spina per ripartire più forti dopo l’estate sperando che la pandemia, nel frattempo, si trasformi in uno spiacevole ricordo. La notizia era nell’aria da diverse settimane ma ora, con una nota ufficiale sul proprio sito, la Federazione (FIP) l’ha messa nero su bianco. Scudetto non assegnato e stop alle retrocessioni. La composizione dei nuovi campionati, Serie A e A2, sarà comunicata nelle prossime settimane. E non sarà solo una questione sportiva perché sarà l’altra crisi, quella economica, a decidere chi avrà la forza di iscriversi e continuare a proferire il verbo la pallacanestro lungo tutto lo stivale.

Quella annunciata dal massimo organo nazionale, e ribadita dalle parole del Presidente Gianni Petrucci a Sky Sport nella serata di martedì, è una decisione “severa ma giusta”. Severa perché priva gli appassionati, pochi rispetto al calcio ma pazzi d’amore per questo sport, dello spettacolo di fine stagione: dal rush finale verso la post-season al clima infuocato, in alcuni casi letteralmente infuocato, che i palazzetti italiani sanno da sempre regalare tra maggio e giugno durante i playoff. Ma anche giusta perché i punti interrogativi erano troppi e i rischi eccessivamente elevati.

Giocare a porte chiuse, l’opzione B, era affascinante solo per gli amanti dei rumori da parquet. Lo stridio delle scarpe sul legno, il suono irregolare del rimbombo del pallone, gli schemi offensivi urlati insieme ai cambi difensivi. Tutto estremamente ovattato senza le curve, i cori, le bandiere, gli applausi e i fischi. No tifo, no party. Le porte serrate, del resto, sarebbero state un incubo anche per i ragionieri delle squadre di serie A che, senza gli introiti derivanti dai biglietti strappati ogni weekend, avrebbero fatto davvero fatica a far quadrare i conti.

I giocatori, poi. Molti americani ripartiti per stare vicino alle famiglie al di là dell’oceano erano in attesa di ricevere lumi sull’eventuale ritorno. Ma c’era anche chi aveva già salutato strappando il. biglietto aereo di ritorno e chi, in fondo, iniziava già a pensare al prossimo anno e al prossimo ingaggio.

Certo, la stagione non è finita per l’Olimpia Milano visto che l’Eurolega non ha ancora deciso quando e come ripartire. E neanche per la Virtus Bologna e la Reyer Venezia che attendono novità per riprendere il loro cammino in Eurocup. Per i felsinei regalare una finale europea, e la conseguente prospettiva di salire di livello dalla prossima stagione, potrebbe essere la spinta decisiva per dimenticare di essere stati a lungo i dominatori della regular season di questa sfortunata annata italiana.

Ora la partita si giocherà fuori dal campo: quanti sponsor, dopo questa batosta, saranno disposti a continuare il loro impegno all’interno del mondo della pallacanestro? Quali risorse alternative si possono trovare per non far sparire società gloriose? Quali risorse l’intero movimento può mettere “in campo” a settembre per riempire, speriamo, i palazzetti? Come si può promuovere meglio il prodotto basket in termini di diritti televisivi e comunicazione negli anni a venire? Davanti a queste domande, molto più importanti dell’esito di una sola stagione, il semaforo rosso per il basket sembra essere la decisione più giusta. Severa, ma giusta.

Ottimista perché “la pandemia finirà, il vaccino si troverà, l’economia tornerà a correre”, ma anche “amareggiato e arrabbiato” perché “ci stiamo facendo del male da soli”. In un’intervista al Corriere della Sera l’ex ministro della Funzione pubblica dei governi di centrodestra a guida Berlusconi dichiara che “rischiamo di pagare un prezzo spropositato mentre poteva essere l’occasione di un rilancio per Italia e Ue”.

Secondo l’ex ministro di Forza Italia manca un piano mentre “noi chiediamo e proponiamo ma c’è un muro di gomma-“. E si chiede, Brunetta: “Può un Paese che rischia di perdere interi settori della propria economia non avere un’idea complessiva di futuro?”. Secondo l’ex ministro questa “è la responsabilità più grave e del governo” che rischia di farci “morire di incertezza”.

Poi Brunetta afferma: “La crisi è asimmetrica” e sempre con tempistiche diverse “sta colpendo tutti i Paesi allo stesso modo” e perciò “servono tanti bazooka che sparino insieme” oppure la crisi può farsi “asimmetrica e i Paesi più forti ed efficienti ne usciranno prima e meglio, quelli più in difficoltà invece pagheranno il conto per tutti”. E “sarà salatissimo” garantisce l’ex ministro di FI alla funzione pubblica.   

La collaborazione tra il governo e il centrodestra, sollecitata più volte dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non riesce a decollare e segna un nuovo ‘inciampo’ sul decreto ‘Cura Italia’. Malgrado tre riunioni in 36 ore, esecutivo e minoranza non riescono a trovare l’accordo sugli emendamenti al decreto.

Nel corso dell’ultima cabina di regia, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia lamentano la scarsa attenzione del governo davanti alle loro proposte e chiedono di cominciare a votare gli emendamenti ‘segnalati’ in commissione Bilancio al Senato. La riunione della commissione viene rinviata a martedì mattina, con il rischio che la collaborazione salti del tutto, se non si troverà un compromesso nelle prossime ore.

“Non hanno accolto quasi nulla delle nostre proposte, soltanto – a parole – la proposta di uso in deroga dei volontari della Protezione civile”, lamentano fonti di via Bellerio. “Non c’è alcun impegno, su alcuna nostra proposta e non ci dicono nulla dei provvedimenti al vaglio dell’esecutivo. Del decreto Scuola abbiamo appreso dalla tv perché il ministro è andato da Fazio ieri”, attaccano.

“Il governo si sta comportando usando i ‘pieni poteri’ di Orban, ma, diversamente del premier ungherese, senza la legittimazione del Parlamento” è l’accusa, durissima, dei leghisti. Il tema è accelerare e favorire l’approvazione del ‘Cura Italia’, che dovrebbe approdare mercoledì in Aula al Senato. Da giorni – lo ha domandato espressamente anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – il governo ha chiesto all’opposizione, e ai partiti di maggioranza, di ‘asciugare’ il numero di emendamenti depositati, trasformando quelli meno urgenti in ordini del giorno.

“Solo alcune delle nostre proposte sono state accolte, l’interlocuzione è stata molto blanda”, protestano da FI, “serve l’intervento di Conte: bisogna intestare all’opposizione alcuni emendamenti”. Dall’inizio dell’emergenza, FI chiede “l’uso dei voucher in agricoltura, liquidità per le aziende, la tutela della aziende strategiche italiane, la proroga della Cig e dei congedi parentali”.

“Da giorni lavoriamo alla cabina di regia tra governo e opposizioni per cercare di dare il nostro contributo e migliorare il decreto ‘Cura Italia’, che per noi ha diverse criticità. Purtroppo, finora non c’è stato nulla da fare: la maggioranza è totalmente arroccata sulle sue posizioni”, ha lamentato, dal canto suo, Giorgia Meloni.

Tutti e tre i partiti di opposizione negano di aver fatto ostruzionismo in commissione. “Sono stato lì due ore. Abbiamo chiesto di cominciare a votare subito gli emendamenti segnalati, non ne abbiamo votato neanche uno”, dice Matteo Salvini, che ha voluto seguire i lavori di persona. “Ci chiediamo dove sia la disponibilità” del governo, aggiunge Meloni, “perché non è molto chiaro”.

“A questo punto avremmo potuto dire ‘fate da soli’ e metterci a fare ostruzionismo – prosegue – ma l’Italia non può permettersi tatticismi in questo momento. Fratelli d’Italia ha deciso di ritirare i propri 168 emendamenti e lasciarne solo 20, a cui si aggiungono 6 ordini del giorno. Sono meno di 30 proposte, tutte sensate e serie, come ad esempio quella di utilizzare i percettori di reddito di cittadinanza per portare la spesa agli anziani che non possono muoversi o quella che prevede di rimborsare le famiglie per il pagamento delle rette scolastiche”.

“Noi – conclude la presidente di FdI- chiediamo al governo risposte su queste 26 proposte e poi saranno gli italiani a giudicare”. Il problema è che la collaborazione tra maggioranza e opposizione non è mai decollata, protestano da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Fonti di FI definiscono “disastrose” tutte le ultimi riunioni. “Ieri sera non voleva nemmeno presentarsi Roberto Gualtieri, i nostri capigruppo e rappresentanti economici hanno dovuto minacciare Federico D’Incà di andarsene per farlo venire”, sostengono.

Lunedì mattina “non avevano nemmeno i numeri dello scostamento, cioè la dimensione della ‘mini -manovra’, dunque abbiamo giudicato completamente inutile la discussione: se non sai quanto soldi hai, cosa decidi? Poi si è capito che non è risolto lo scontro interno alla maggioranza su Sace e altro – affermano – Il risultato è che non hanno preso impegni concreti su nessuna delle proposte dell’opposizione”.  

La Bbc ha pubblicato una classifica dei Paesi in grado di riemergere più velocemente dalla crisi economica provocata dalla pandemia del Covid-19. Tra questi (130 in tutto ) al primo posto c’è la Norvegia, seguita da Danimarca, Svizzera e Germania, mentre l’Italia è al 31esimo posto, Gli Stati Uniti sono noni, la Gran Bretagna decima, la Francia 14esima e la Spagna 23esima. Agli ultimi tre posti Haiti, la peggiore, seguita da Venezuela ed Etiopia. 

Più nel dettaglio la Bbc si è rivolta all’indice di resilienza globale 2019 della compagnia assicurativa FM Global, che classifica la capacità di resilienza delle aziende in 130 paesi, sulla base di fattori quali stabilità politica, governo societario, ambiente di rischio e logistica e trasparenza della catena di approvvigionamento.

Associando questi fattori la classifica dei Paesi in grado di riemergere più velocemente dalla crisi vede al primo posto la Norvegia, con 100 punti, al secondo posto la Danimarca (97,2), al terzo la Svizzera (97), al quarto la Germania (96,6), seguita da Finlandia (94,3), Svezia (94,1), Lussemburgo, Austria, Usa (92,4)e Gran Bretagna (91). L’Italia è al 31esimo posto (72,2), mentre la Francia e’ 14esima (90,1), la Spagna 23esima (84,2). 

Per la prima volta in Cina non è stato registrato alcun decesso legato al coronaviurs. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie di Pechino nell’aggiornamento quotidiano. Mentre invece negli Usa si registra  un nuovo triste record di decessi negli Usa per il coronavirus. Secondo la Johns Hopkins University, sono morte 1.150 persone in 24 ore.

Intanto gli Usa superano così quota 10 mila morti per coronavirus: sono a 10.986 e oltre 368.000 casi registrati. Peggio soltanto Italia, con 16.523 morti e Spagna con 13.341. Nell’epicentro americano della pandemia, lo stato di New York, i morti sono 4.750 e i casi oltre 130.000.

I numeri del contagio in Italia: trend stabile, in calo

Sale a 132.547 il numero di casi totali di coronavirus in Italia, +3.599 rispetto a ieri. Si conferma dunque il trend in calo della crescita: ieri l’aumento era stato di 4.316 nuovi casi, sabato di 4.805.

Sono i dati forniti dal bollettino delle 18 della Protezione Civile. I decessi sono 16.523, +636 rispetto a ieri, quando l’aumento era stato di 525. I guariti sono cresciuti di 1.022 unità (ieri di 818), portando il totale a 22.837. Cala dunque la crescita delle persone attualmente positive, +1.941 oggi (contro i 2.972 di ieri), per un totale di 93.187.

Si conferma anche il buon trend sui ricoveri: quelli in degenza ordinaria salgono di appena 27 unità (ieri erano addirittura scesi di 61), portando il totale a 28.976. Quelli in terapia intensiva invece confermano per il terzo giorno di fila il calo assoluto: -79 oggi (contro -17 di ieri), con il totale che scende a 3.898. Infine, 60.313 persone positive sono in isolamento domiciliare. 

I servizi di streaming saranno probabilmente la direzione verso cui si volgerà l’intero settore videoludico, tant’è che aziende come Microsoft stanno investendo tantissimo in tali programmi (Xbox Game Pass ne è un chiaro esempio). Anche Sony, tuttavia, si sta impegnando nel supportare il proprio servizio, PS Now, e sembra che il mese di aprile veda l’arrivo – sulla piattaforma – di Spider-Man e Just Cause 4.

Questa prospettiva è, però, illustrata da nient’altro che un rumor e, pertanto, non si può affermare nulla con certezza. L’indiscrezione si è diffusa a partire da un sito francese, Jeuxvideo, che ha prontamente eliminato l’annuncio. Nell’immagine, oltre a Spider-Man e Just Cause 4, è stato inserito tra i giochi in arrivo ad aprile su PS Now anche The Golf Club 2019.

PS Now Spider-Man Just Cause 4

Per il momento, quindi, non bisogna fare altro che aspettare che Sony rilasci qualche annuncio ufficiale. Solo allora si potrà capire con certezza se Spider-Man e Just Cause 4 saranno inclusi nel servizio PS Now ad aprile o verranno scelti altri giochi.

L’articolo PS Now: Spider-Man e Just Cause 4 in arrivo? proviene da GameSource.

Anche se formalmente non è un premier ad interim, di fatto il ministro degli Esteri Dominic Raab, in qualità di primo segretario di Stato, è l’uomo che porterà avanti le attività del governo britannico ora che il premier Boris Johnson, è stato trasferito in terapia intensiva.

Cintura nera di karate, euroscettico e alfiere della Brexit, Raab fino a tre anni fa non era neppure al governo e oggi ha presieduto la riunione del Comitato per le emergenze, Cobra, in assenza del primo ministro e ora ha in mano le redini della risposta di Londra all’emergenza coronavirus.

Quarantasei anni, del Buckinghamshire, il capo del Foreign Office è stato ministro per la Brexit nel precedente governo, salvo lasciare tre mesi dopo l’incarico in polemica con l’allora premier, Theresa May, che a suo dire aveva fatto troppe concessioni a Bruxelles.

Figlio di un ebreo di origine ceca che fuggì dai nazisti trasferendosi in Gran Bretagna nel 1938, Raab perse il padre quando aveva 12 anni. Studi a Oxford e Cambridge, avvocato specializzato in diritto internazionale, è sposato e ha due figli.