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Roma - La Lazio supra l'Udinese all'Olimpico per 2-1 e si qualifica ai quarti di finale di Coppa Italia. Accade tutto nella ripresa, con l'Udinese in vantaggio con Kone al 22' e la Lazio che recupera al 25' con Matri. Al 34' biancocelesti sopra grazie alla rete di Cataldi di testa. Il 20 gennaio, sempre all'Olimpico, la Lazio affronterà la Juventus, vincitrice ieri nel derby con il Torino. "Non può' essere solo una partita a determinare una svolta o una crescita importante. Quello che dovevamo fare oggi lo abbiamo fatto, perché andare sotto e reagire era importante in un momento così. Ora siamo subito impegnati in campionato, è lì che dobbiamo recuperare e fare molto meglio.Vogliamo dimostrare di essere una squadra ancora viva". Lo dice Stefano Pioli al termine di Lazio-Udinese di Coppa Italia. A distanza di soli tre giorni da Lazio-Sampdoria, oggi i biancocelesti hanno dimostrato di credere ancora nel loro allenatore: "Io conosco la mia squadra – precisa il tecnico biancoceleste – conosco benissimo i suoi atteggiamenti e l'ho sempre sostenuto. Se vengo davanti a voi a dire certe cose è perché non vendo fumo ma dico quello che penso. La squadra è compatta e vuole uscire da questo momento delicato, siamo soddisfatti di essere arrivati ai quarti di Coppa Italia, vogliamo arrivare fino in fondo". Un successo che può aumentare il morale in vista di Inter-Lazio, vero crocevia per il futuro di Pioli sulla panchina biancoceleste: "La squadra deve essere consapevole delle proprie qualità - specifica Pioli – ma credo che in questo momento solo risultati ci possono aiutare a giocare come sappiamo.Sappiamo che possiamo fare meglio, ma che è un momento dove non importa tanto essere così belli ma avere momenti positivi". (AGI)

(15 dicembre 2015)

Londra - L'esonero di José Mourinho è ufficiale. Il Chelsea ha confermato che l'avventura del tecnico portoghese a Stamford Bridge è terminata, dopo l'ennesima sconfitta in campionato, lunedì scorso, in casa del Leicester City dell'eterno nemico (sempre sconfitto, finora) Claudio Ranieri, ora in testa alla Premier League con 20 punti di vantaggio su Chelsea. La notizia era stata anticipata dalla Bbc. José Mourinho era sbarcato per la prima volta al Chelsea nel 2004, reduce dalla conquista della Champions League col Porto. Ai Blues resta fino al 2007 e in Inghilterra vince tutto quello che c'era da vincere: due Premier League, due Coppe di Lega, una FA Cup e un Community Shield. Manca l'acuto in Europa, col Chelsea eliminato per due volte in semifinale di Champions. Dopo Inter e Real Madrid, nell'estate 2013 c'è il ritorno, culminato con la conquista del trono d'Inghilterra che gli vale anche un ricco rinnovo quadriennale firmato appena lo scorso agosto.

Ma prima il caso Carneiro, la dottoressa messa ai margini del club e poi licenziata per come aveva gestito l'infortunio di Hazard duranta la gara con lo Swansea, poi alcune intemperanze punite con multe e anche un turno di squalifica, hanno incrinato il rapporto del tecnico di Setubal con Roman Abramovich. E davanti a una classifica preoccupante, col Chelsea ad appena un punto dalla zona retrocessione e a -20 dalla vetta, la società avrebbe così deciso di mettere fine alla seconda era Mourinho. Nemmeno la qualificazione agli ottavi di Champions, dove il Chelsea se la vedrà col Paris Saint Germain, sarebbe così bastata a salvarlo. "Tutti al Chelsea ringraziano José per il suo immenso contributo da quando è tornato nell'estate 2013 – si legge nella nota del club -. Le tre Premier League, la FA Cup, la Community Shield e le tre Coppe di Lega vinte nell'arco delle due esperienze ne fanno il tecnico più vincente nei nostri 110 anni di storia. Ma sia José che la società concordano sul fatto che i risultati non sono stati abbastanza buoni in questa stagione e credono che sia nel miglior interesse di tutti prendere strade diverse. Il club desidera mettere in chiaro che con Josè ci si lascia in buoni rapporti, rimarrà sempre una figura amata, rispettata e significativa al Chelsea. La sua eredità a Stamford Bridge e in Inghilterra è fuori discussione e sarà sempre il benvenuto. Il club è ora concentrato nel far sì che la rosa, piena di talento, possa esprimere il suo potenziale e non ci saranno ulteriori commenti fino a quando non sarà nominato un sostituto". (AGI)

(17 dicembre 2015)

Roma. – A sette mesi dal titolo conquistato in Premier League, il Chelsea ha esonerato Jose' Mourinho. Lo rivela la Bbc. Fatale al tecnico portoghese la sconfitta contro il Leicester del "nemico" Claudio Ranieri, lunedi' scorso. Il Chelsea ha perso 9 partite su 16 in premier League, ma si era qualificato per gli ottavi di Champions al primo posto del girone. Tornato a Stamford Bridge nel giugno 2013, dopo una prima stagione a secco di titoli, lo Special One aveva centrato l'accoppiata Premier League-Coppa di Lega. Si fanno gia' i nomi dei possibili sostituti: Pep Guardiola, Guus Hiddink, Brendan Rodgers e Juande Ramos le ipotesi riportate dall'emittente inglese. (AGI)

(17 dicembre 2015)

– Roma – "A nome mio e della societa' chiedo scusa ai tifosi per la partita di oggi. Le mie congratulazioni allo Spezia". Cosi' il presidente della Roma James Pallotta, attraverso l'account twitter della societa' giallorossa, ha commentato la sconfitta di oggi con lo Spezia ai rigori, che ha estromesso la squadra di Garcia dalla Coppa Italia.(AGI)
 

Napoli – Sara' il Napoli a sfidare l'Inter ai quarti di Tim Cup. Al San Paolo, gli uomini di Sarri hanno superato per 3-0 il Verona grazie ai gol di El Kaddouri (4'), Mertens (12') e Callejon (75'). Poco prima del tris dello spagnolo, Hamsik ha sbagliato un calcio di rigore.

Bastano i primi 12 minuti al Napoli per superare la resistenza del Verona e guadagnarsi come l'anno scorso, nella giornata delle trappole per le big, l'incrocio ai quarti di Tim Cup contro l'Inter. El Kaddouri e Mertens danno subito il 'la' alla qualificazione, cui Callejon mette il sigillo a un quarto d'ora dalla fine, subito dopo l'errore dal dischetto (palo) di Hamsik. Sarri e Delneri rivoluzionano le formazioni rispetto ai pareggi con Roma e Milan, ma se il tecnico del Verona rinuncia a Toni, neanche convocato, quello del Napoli – che conferma anche Reina, Koulibaly e Allan – si affida a Higuain.Neanche 4' e i fatti gli danno ragione: Mertens lancia il Pipita, in versione uomo assist, tocco al bacio per El Kaddouri che a porta vuota non puo' sbagliare.

Il Napoli ha fretta di chiudere i conti e al 12' puo' gia' pensare alla sfida con l'Atalanta di domenica: fa tutto Mertens, dribbling su Bianchetti e sinistro sul quale Coppola avrebbe potuto fare di piu'. Il Verona, con Wszolek unica punta e il trio Jankovic-Siligardi-Fares alle sue spalle, si affaccia dalle parti di Reina con Siligardi (solo esterno della rete), ma rischia grosso dietro e viene prima graziato da Higuain – che poco dopo fa trattenere il fiato al pubblico del San Paolo per un infortunio alla caviglia sinistra – poi da Mertens (Coppola c'e', ma che errore Bianchetti!) e David Lopez. Pian piano il Verona prende coraggio: splendida conclusione di Checchin, la traversa salva Reina. Greco per Siligardi la mossa di Delneri in avvio di ripresa, Sarri inserisce Hamsik per l'acciaccato David Lopez.

Higuain spara in curva la punizione a due concessa da Irrati per un tocco di Coppola con le mani su retropassaggio di Checchin, in generale ritmi decisamente ridotti e Mertens sempre brillante. Suo l'assist a Higuain murato da Pisano in extremis, poi e' Coppola a dire no all'argentino sostituito al 71' da Callejon. Il nuovo guizzo di Mertens, steso in area da Fares, porta Hamsik sul dischetto: lo slovacco pero' centra in pieno il palo. Al 75' il tris arriva comunque: lo firma Callejon, a secco in campionato ma implacabile nelle serate di Coppa: sull'assist di El Kaddouri, lo spagnolo fa 3-0 e fa calare il sipario su una partita senza storia. Il Napoli avanza senza problemi ai quarti di Coppa Italia, la corsa del Verona si ferma: per Delneri c'e' il miracolo salvezza da centrare.(AGI) 

(16 dicembre 2015)

(AGI) – Torino, 16 dic. – La Juventus ha superato il Torino per 4-0 negli ottavi di finale di Coppa Italia. Doppietta di Zaza che ha aperto le marcature al 28' del primo tempo e ha poi raddoppiato al 6' della ripresa, terza rete al 28' del secondo tempo di Dybala e poker finale siglato su punzione a otto minuti dal termine da Pogba.

Saranno quindi i bianconerio ad affrontare la vincente di Lazio-Udinese nei quarti di finale il prossimo 20 gennaio. Stasera, in casa, gli uomini di Allegri hanno vinto il derby numero 192 della storia superando il Torino con un pesantissimo 4-0. Bis dopo la vittoria in campionato ottenuta lo scorso 31 ottobre quando la truppa di Allegri si impose invece di misura per 2-1 solo nei minuti finali. Bisogna partire dal 28' del primo tempo per raccontare Juventus-Torino di Coppa Italia perche' francamente fino a quel momento era successo poco o nulla. Due squadre esattamente speculari che si erano studiate e annullate.Poco gioco, tanto possesso palla e nessun acuto. Gia' perche' in 28 minuti neanche un tiro, ne' fuori ne' tanto meno nello specchio. Ritmi blandi, gioco che stagnava a centrocampo e qualche sortita individuale per altro poco degna di nota. Ventotto minuti, si diceva, come quelli che sono serviti alla Juventus per passare al culmine di una prima vera azione degna di nota: gran bella giocata di Morata sulla sinistra, lo spagnolo e' stato abile a saltare in dribbling prolungato Bruno Peres e Bovo, quindi il cross basso sul quale si e' avventato Zaza che di prima intenzione ha messo la palla all'incrocio, imparabile per Ichazo. Due dei tre assist di Morata in questa stagione sono stati proprio per l'ex attaccante del Sassuolo. La reazione del Toro e' riassumibile in un'unica giocata firmata dal duo Baselli-Belotti, con il secondo che ha chiuso il triangolo calciando la sfera distante dalla porta difesa da Neto.

A due minuti dal riposo ci ha provato ancora Zaza, che gia' ammonito poco prima aveva rischiato il rosso per un'entrata su Ichazo: stavolta la conclusione rasoterra dalla distanza e' stata facile presa del portiere granata. In avvio di ripresa la Juventus ha subito cercato il colpo del ko, ma sulla conclusione di Morata e' stato bravo il portiere a distendersi e a mettere in corner. A complicare la situazione agli uomini di Ventura ci ha pensato al 4' Molinaro che, gia' ammonito, con un'entrata scellerata su Lichtsteiner ha costretto l'arbitro Doveri a estrarre il secondo cartellino giallo. Oltre al danno pure la beffa perche' dagli sviluppi della punizione, al 6', e' stato ancora Zaza a battere Ichazo: sulla battuta hanno pasticciato Glik e Gazzi, il pallone e' arrivato all'attaccante lucano che ha messo ancora alle spalle del portiere granata. Al quarto d'ora e' stato poi Belotti a cercare gloria personale per la seconda volta, ma dopo aver lasciato sul posto Bonucci ha calciato sull'esterno della rete, mentre due minuti piu' tardi e' stato il neo entrato Dybala a provarci con un tiro a giro che ha sfiorato il palo alla destra di Ichazo. L'argentino non ha invece sbagliato al 28' quando, servito da Morata, ha calciato col mancino dal limite infilando il pallone nell'angolino basso di sinistra, laddove il povero estremo difensore granata non e' riuscito ad arrivare. A calare il poker e' stato invece Pogba che a otto minuti dal termine con una millimetrica punizione ha infilato la sfera sotto l'incrocio sinistro mettendo la definitiva parola fine alla gara.(AGI) 

(16 dicembre 2015)

– Roma – Novanta minuti che sembrano decisivi, per la Lazio che si gioca la qualificazione ai quarti di Coppa Italia. Vale a dire, l'unica via ad oggi percorribile per restare in Europa e mantenere l'obiettivo. D'altro canto, la sfida contro i friulani domani all'Olimpico diventa fondamentale anche per il futuro di Stefano Pioli, sempre piu' in bilico dopo il pareggio con la Sampdoria lunedi' scorso, settima partita consecutiva senza vittoria per i biancocelesti.

Oggi il tecnico ha ribadito di credere nel suo futuro alla Lazio: "Assolutamente si' – ha risposto con decisione -, sto studiando, sto analizzando, sto vicino ai miei giocatori, sto con la mia squadra e ci credo veramente". Anche se lo stesso tecnico parmense in apertura di conferenza aveva precisato: "Qualsiasi allenatore sarebbe in discussione, ma non voglio piu' parlare di questo. Chiedete a Lotito e a Tare, non ho intenzione di rispondere su questo, io parlo della partita".

Rimandando alla societa' anche le responsabilita' per migliorare la squadra nel mercato di riparazione: "La societa' sa benissimo quelle che sono le mie scelte, i problemi della squadra e quelli che saranno interventi anche urgenti al mercato di gennaio", dice Pioli. Che poi conclude lapidario: "Ma al mercato di gennaio bisogna arrivarci…". Guardando l'altra faccia della medaglia, in una situazione di crisi cosi' duratura, meglio tornare subito in campo perche' l'unica medicina alla depressione resta la vittoria. "Stiamo lavorando bene, crediamo di poter uscire da questo momento. Teniamo molto a questa competizione", tiene a far sapere Pioli, che dalla sua ha invece un ruolino in Europa League da assoluto protagonista con quattro vittorie e due pareggi nel girone di qualificazione.

Out Marchetti, domani spazio ancora a Berisha, in un 4-3-3 con Djordjevic punta supportato da Candreva e Felipe Anderson. A centrocampo, spazio a Cataldi e Milinkovic-Savic ai lati di Biglia, mentre in difesa Gentiletti non ce la fa (trauma allo stesso ginocchio operato lo scorso anno) quindi largo a Mauricio e Hoedt con Konko e Braafheid sugli esterni. Gara fondamentale per Pioli, anche se la sensazione e' che la fiducia al tecnico e' scaduta da tempo e la societa' biancoceleste sta soltanto aspettando il momento giusto per voltare pagina. Restera' comunque ancora lui il tecnico biancoceleste fino alla sfida con l'Inter di domenica. Probabile formazione (4-3-3): Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Braafheid; Cataldi, Biglia, Milinkovic; Candreva, Djordjevic, Felipe Anderson.

(AGI) – Firenze, 16 dic. – Il Carpi espugna l'"Artemio Franchi" negli ottavi di finale di Coppa Italia battendo la Fiorentina con il punteggio di 1-0. Decisivo un gol di Antonio Di Gaudio al 31' della ripresa. Ai quarti di finale, il 20 gennaio, la squadra di Castori affrontera' in trasferta la vincente di Sampdoria-Milan in programma domani alle 21.

Il Carpi sogna in grande e dopo Alessandria e Spezia, ecco il terzo colpo a sorpresa degli ottavi di finale di Coppa Italia. Eliminata la Fiorentina di Paulo Sousa all'"Artemio Franchi", per la prima volta nella sua storia il Carpi e' ai quarti di finale. Dopo una gara di pazienza e contropiede che al 31' della ripresa manda Di Gaudio a prendere la mira e superare Sepe per il gol qualificazione. Il primo grande successo di Castori quest'anno, che ora attende il confronto tra Sampdoria e Milan di domani. Comunque andra', per i biancorossi sara' una trasferta che vale una semifinale. Paulo Sousa schiera una squadra vera, in avanti punta ancora sul bomber Kalinic supportato da Rebic e Babacar, a sorpresa ancora panchina per Giuseppe Rossi. Dall'altra parte Castori alleggerisce la mediana ma in attacco sceglie Borriello e l'ex Matos.

Fiorentina subito pericolosa al 5' con Rebic, al 20' doppia chance Carpi: Gagliolo si coordina e colpisce il palo, sulla ribattuta Sepe respinge su Zaccardo da posizione defilata. I biancorossi prendono coraggio ma al 35' in contropiede e' Kalinic a provare a sorprendere Brkic con un diagonale che si spegne di poco al lato. Al 41' Carpi ancora salvo, stavolta grazie a Zaccardo che sventa sulla linea di porta un tentativo di Rebic. Decisiva anche una deviazione di Brkic che poco dopo per poco non la combina grossa agevolando con un'uscita kamikaze il tentativo di Badelj dalla distanza che si stampa sulla traversa.

Nella ripresa Sousa inserisce prima Ilicic, poi Alonso. I due tecnici non vogliono disperdere ulteriori energie in vista del campionato e nel finale e' una corsa a testa bassa a chi fa prima meglio sotto porta.La viola ci va piu' vicina, ma al 31' e' il Carpi a passare: Tomovic temporeggia, Di Gaudio calcia dal vertice e la palla supera Sepe. Solo a quel punto viene chiamato in causa Rossi, al 35' Ilicic va vicino al pareggio su punizione, poi e' la volta di Alonso e Astori che sfiora il palo prima dell'espulsione di Rodriguez e Mbakogu. Niente da fare, oggi il Carpi aveva alzato il muro. (AGI)

(AGI) – Roma, 16 dic. – "Soprattutto nel primo tempo, c'e' mancato un po' di tutto. Alcuni hanno perso la fiducia, non e' normale non saltare l'uomo o non prendere rischi ma giocare solo lateralmente o all'indietro. Questa sconfitta deve servirci da lezione: non si va da nessuna parte se si gioca coi dubbi". E' amareggiato, Rudi Garcia, nel commentare ai microfoni di RomaTv l'inattesa eliminazione negli ottavi di Tim Cup per mano dello Spezia. "Dobbiamo ritrovare la fiducia e questo spetta solo a noi, nessuno ci puo' aiutare – sottolinea il mister giallorosso – ora sara' fondamentale la gara di domenica contro il Genoa, ci serve una vittoria. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio ma non e' normale segnare nemmeno un gol e andare ai rigori, che come si e' visto sono una lotteria". Il problema della Roma, per il suo coach, e' innanzitutto mentale: "Abbiamo fatto tre gare senza prendere gol ma abbiamo perso equilibrio, non segniamo piu'. Ci manca qualcosa, oggi era normale vincere con la squadra messa in campo e questo e' davvero un fallimento. Restiamo in piedi nella tempesta, ci serve carattere e orgoglio, per dimostrare gia' domenica che possiamo fare molto meglio. Come questa sera invece non va: non dobbiamo mollare ma ritrovare lo spirito dei lupi che avevamo fino al derby. Ora basta con questa striscia senza vittorie, domenica possiamo rimettere tutto a posto". Prima, pero', sara' necessario un confronto aperto con la squadra: "Domani parlero' ai giocatori, forse ascoltero' anche ma stasera non abbiamo alibi. Dopo la buonissima partita a Napoli, giocata con grinta e la consapevolezza di poter essere una grande squadra, stasera forse non tutti hanno capito che questa e' una squadra ed una societa' importante e che dovevamo vincere contro una buonissima squadra di Serie B. Lo devo spiegare ai giocatori".

"Soprattutto nel primo tempo, c'e' mancato un po' di tutto. Alcuni hanno perso la fiducia, non e' normale non saltare l'uomo o non prendere rischi ma giocare solo lateralmente o all'indietro. Questa sconfitta deve servirci da lezione: non si va da nessuna parte se si gioca coi dubbi". E' amareggiato, Rudi Garcia, nel commentare ai microfoni di RomaTv l'inattesa eliminazione negli ottavi di Tim Cup per mano dello Spezia. "Dobbiamo ritrovare la fiducia e questo spetta solo a noi, nessuno ci puo' aiutare – sottolinea il mister giallorosso – ora sara' fondamentale la gara di domenica contro il Genoa, ci serve una vittoria. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio ma non e' normale segnare nemmeno un gol e andare ai rigori, che come si e' visto sono una lotteria". Il problema della Roma, per il suo coach, e' innanzitutto mentale: "Abbiamo fatto tre gare senza prendere gol ma abbiamo perso equilibrio, non segniamo piu'. Ci manca qualcosa, oggi era normale vincere con la squadra messa in campo e questo e' davvero un fallimento. Restiamo in piedi nella tempesta, ci serve carattere e orgoglio, per dimostrare gia' domenica che possiamo fare molto meglio. Come questa sera invece non va: non dobbiamo mollare ma ritrovare lo spirito dei lupi che avevamo fino al derby. Ora basta con questa striscia senza vittorie, domenica possiamo rimettere tutto a posto". Prima, pero', sara' necessario un confronto aperto con la squadra: "Domani parlero' ai giocatori, forse ascoltero' anche ma stasera non abbiamo alibi. Dopo la buonissima partita a Napoli, giocata con grinta e la consapevolezza di poter essere una grande squadra, stasera forse non tutti hanno capito che questa e' una squadra ed una societa' importante e che dovevamo vincere contro una buonissima squadra di Serie B. Lo devo spiegare ai giocatori". (AGI) 

Roma – Dopo i fischi della Champions League, arrivano quelli della Coppa Italia. Incredibile ma vero: lo Spezia acuisce la depressione della Roma e la elimina negli ottavi di finale di Coppa Italia. La crisi si allunga. 

In uno stadio semivuoto la squadra di Garcia perde ai calci di rigore dopo lo 0-0 dei primi 120 minuti di gioco: 4 a 2 per i liguri, che hanno avuto occasioni da gol, compattezza e sagacia tattica per tutta la sfida. Una storica vittoria, con il sogno semifinale.

I giallorossi, al termine dei tempi regolamentari e dei supplementari, non riescono a sbloccare il match e si arrendono ai rigori, dopo gli errori fatali di Pjanic e Dzeko, emblema di una squadra in crisi di gioco e di idee.

Lo Spezia fa festa e, dopo i tiri dagli undici metri, entra nella storia qualificandosi nei quarti contro l'altra 'outsider', l'Alessandria, che ieri ha fatto fuori il Genoa.

La Roma invece incassa una delle delusioni piu' cocenti: la panchina di Garcia e' sempre meno solida. Sole e quattromila tifosi liguri in un Olimpico che, oltre alla contestazione dei fans di casa, risente anche dell'orario lavorativo. Di Carlo ha voglia di fare lo sgambetto ad una grande in un momento non brillante, Garcia non puo' rischiare figuracce e si affida ad un turn-over contenuto, inserendo Emerson e Vainqueur, oltre a Maicon e Castan, e lasciando in panca De Rossi, Florenzi, Nainggolan, Digne e Manolas. In porta tocca a De Sanctis per Szczesny. La gara ha un copione prevedibile: Roma col pallino del gioco, Spezia rintanato e pronto a tentare la ripartenza. I padroni di casa non trovano spazi e gli ospiti tengono bene il campo in un primo tempo sbiadito e privo di emozioni forti. La vera palla gol e' per i liguri ed arriva al 26': De Sanctis non trattiene una conclusione di Situm, Castan e' provvidenziale nel togliere il tap-in vincente a Nene'.

I giallorossi sono macchinosi e prevedibili e al 36' vanno in gol con Dzeko, che pero' e' in leggero fuorigioco al momento della partenza. Non cambia granche' la musica in avvio di ripresa, con lo Spezia che ha un'altra chance per rompere il ghiaccio al 16' con Nene', che spara fuori dopo l'uno contro uno con Rudiger.Garcia capisce che c'e' bisogno di qualita' e muscoli e allora inserisce Florenzi per uno spento Iturbe e De Rossi per Vainqueur. La Roma si fa davvero pericolosa, per la prima volta, al 20' con un'azione caparbia di Salah, che non centra pero' lo specchio di Chichizola. La Roma prova il forcing nel finale ma senza troppa convinzione e prima dell'ultimo recupero Ucan impegna l'estremo ospite con un tiro a giro da fuori. Si va dunque ai supplementari, dove capita davvero poco. Florenzi, tra i piu' freschi, prova a prendere in mano una Roma poco incisiva, Castan alla lunga risente dello sforzo e, prima degli inevitabili calci di rigore, tocca a Pjanic sparare nella curva vuota da posizione invitante.

E proprio il bosniaco, dal dischetto, stampa la sfera sulla traversa il primo penalty, poi sbaglia Dzeko e la squadra di Di Carlo approda con merito nei quarti di quarti con un complessivo 4-2. (AGI)