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Bolzano – E' ripreso stamattina l'atteso processo a carico dei tre imputati della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Nel Tribunale di Bolzano si e' svolta la seconda parte dell'audizione del marciatore altoatesino Alex Schwazer. "Non avevo un buon rapporto con Fischetto, di lui non avevo tanta fiducia anche perche' conosceva i passaporti biologici dei russi. La Iaaf sapeva dei russi". E' quanto ha affermato l'atleta. 

Schwazer e' chiamato a testimoniare nell'ambito del processo a carico dei due ex medici della Federatletica, Giuseppe Teodoro Fischetto (per tanti anni capo settore sanità e membro della commissione medica della Iaaf, la Federazione mondiale di atletica leggera) e Pierluigi Fiorella, nonché dell'ex responsabile del settore sanitario della Fidal, Rita Bottiglieri, iscritti nel registro degli indagati per favoreggiamento omissivo nel caso doping dello stesso Schwazer. "Alla Coppa del mondo in Russia c'erano tante persone che entravano e uscivano dalla sala dall'antidoping e questo mi aveva dato particolare fastidio", ha aggiunto Schwazer. 

Figurano iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di favoreggiamento omissivo, Giuseppe Teodoro Fischetto, 65 anni, primario in pensione dal 2012 e gia' responsabile del settore medico della Fidal, Pierluigi Fiorella, 54 anni, ex medico federale che in particolare seguiva marciatori e maratoneti, e Rita Bottiglieri, 62 anni, che nel luglio 2012 quando Schwazer venne trovato positivo all'eritropoietina e poi squalificato per 3 anni e 9 mesi ricopriva l'incarico di dirigente del settore sanitario.

Il processo assume una particolare importanza anche a seguito dei recenti provvedimenti presi dall'Ufficio di Procura Antidoping della NADO Italia che ha deferito con richiesta di squalifica di due anni ben 26 tesserati della Federatletica con l'accusa di elusione del controllo antidoping e mancata reperibilita'. A firmare le e-mail di richiamo agli atleti ritardatari, con tanto di ammonimento sulla non corretta gestione del programma Wherabouts, era proprio la Bottiglieri.

I casi di doping nello sport provocano "tristezza, disappunto e rammarico" e vanno "contrastati con rigore, precisione e puntualita'". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale gli atleti italiani vincitori di medaglie del 2015. Per il Capo dello Stato quando i casi vengono "appurati con certezza, si deve procedere con severità". (AGI)

(16 dicembre 2015)

 

Zurigo – "A vita! Squalificati a vita! Anche Platini. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso tutti i soldi Fifa e siamo scappati? Abbiamo ucciso qualcuno?". Lo sfogo di Joseph Blatter, in un'intervista esclusiva rilasciata alla Gazzetta dello Sport (oltre che agli spagnoli del Mundo Deportivo e ai francesi di Liberation) alla vigilia dell'audizione davanti al comitato etico. "Non sono il diavolo. Credo in Dio e, se Dio esiste, non puo' esserci l'inferno. Quindi neanche il diavolo", spiega il grande capo del calcio mondiale che confessa di essere "scioccato. Mi hanno sospeso 90 giorni senza neanche ascoltarmi.Voglio essere sentito dai giudici. In Svizzera non possono condannarti a vita senza che ti difenda, e' contro il diritto dell'uomo. Ho scritto a tutte le federazioni perche' sappiano che nella mia vita non ho mai accettato denaro non guadagnato e che ho sempre pagato i miei debiti. Vi assicuro che i 2 milioni di franchi a Platini sono legittimi, sto subendo qualcosa che sembra l'Inquisizione. Non ha senso scoprire dai giornali che saro' radiato, oppure che dovro' pagare 600mila franchi di multa! E' contro i principi della confidenzialita' e la Disciplinare Fifa dovrebbe intervenire: le abbiamo mandato una lettera e non ci hanno nemmeno risposto di averla ricevuta. Un trattamento mai visto. Molti presidenti federali sono ancora con me e un deputato svizzero ha chiesto in Parlamento se vogliamo per caso vendere la Fifa all'America". Blatter parla della storia dei 2 milioni di franchi versati a Platini. "A fine '98 mi ha detto: 'Vorrei lavorare con te'. E io: 'Benvenuto'. Lui ha aggiunto: 'Guarda che sono un po' caro, un milione all'anno'. Gli ho detto: 'Vediamo cosa posso fare'. Un validissimo contratto orale".

"Poi a sorpresa e' stato eletto alla Fifa e all'Uefa, a sorpresa perche' l'Europa non l'amava: era l'unico con me – continua Blatter -. E io non mi sono piu' occupato del pagamento, per una cosa o per l'altra, ma ho dato l'ordine di pagare. La richiesta e' passata per la commissione finanze e il Congresso. La prima parte del pagamento e' nel bilancio, la seconda no, ma io non sono un contabile Fifa. E che fosse o meno nel bilancio era un debito da pagare". Fu pagato solo nel 2011 e l'accusa che viene mossa riguarda il presunto accordo tra i due su una staffetta tra il 2011 e il 2015. "Non e' vero! Ero l'unico candidato e Platini neanche mi ha fatto i complimenti. Non so se questo succede per impedire a Platini di essere il presidente, per mettermi la pietra al collo o per entrambe. Ora le nostre sorti sono legate". Blatter ci tiene a precisare di "non avere nessuna accusa formale. Il comitato etico dovrebbe intervenire se il presidente non ha fatto il suo mestiere, ma e' il Congresso che lo elegge o lo revoca. Spero non sia manovrato, ma non credo". Cinque i candidati alla sua successione. "Sulle loro qualita' non mi pronuncio, ma a maggio ho stravinto contro uno di loro, il principe giordano Ali. E Platini si e' complimentato. Non mi posso schierare con nessuno: lo condannerei. Infantino? C'e' un buon rapporto, siamo di paesi distanti 8 km, quando ci incontriamo ci abbracciamo". Blatter precisa: "non mi sono dimesso, ho rimesso il mandato, e' diverso. Per salvare la Fifa, perche' c'era il caos. Dicevano che la Fifa era la mafia, ora vedono che e' vittima. Sono ancora presidente e dovevano farmi finire il mandato". Secono lo storico capo della Fifa la verita' e' che c'e' "un virus anti-Blatter da debellare. Comincia nell'Uefa e si estende agli inglesi. Il premier britannico era andato all'Ue per dire che non potevo essere presidente Fifa. Una speculazione politica".

"Platini – continua – doveva essere il mio successore naturale, ma non e' andata cosi'. Anche lui e' stato attaccato dallo stesso virus. Platini e' un uomo onesto. Un po' primadonna. Ma non tutta l'Europa oggi lo appoggia, tanti sono con me e contro di lui. Lo spagnolo Villar mi e' stato vicino". Blatter non teme la fuga degli sponsor. "Non c'e' miglior piattaforma del calcio che parla a 6 miliardi di persone e ha 300 milioni di praticanti". Blatter vede una Fifa che "non riesce ad andare avanti, non ha una direzione, non ha piu' gestione amministrativa. Oggi e' alla deriva". Blatter dice: "non ho mai fatto una cosa di cui rimproverarmi dal punto di vista etico, giuridico o penale. Ma sono quasi riusciti a eliminarmi. Il primo novembre sono stato ricoverato d'urgenza: se non fossi stato a Zurigo, scrivereste l'epitaffio, non l'intervista. Due impiegati Fifa hanno avuto seri problemi nervosi: c'e' chi soffre per questa situazione. Anche la mia famiglia: ho una nipotina che subisce mobbing a scuola.Rimpianti? Forse mi sono fidato troppo di alcune persone. Ero segretario e sono diventato presidente: chi era il mio superiore e' stato superato ed e' ancora li'. Magari non l'ha presa bene. E poi non ho ascoltato la famiglia che, dopo il Brasile, mi ha detto: "Fermati". Platini? Il 24 settembre all'Esecutivo Fifa siamo usciti come due amici, la gente ci ha separato e da allora basta. Mi dedichero' alla famiglia, ma non potro' dimenticare quello che e' stato il calcio per 40 anni. La gente mi vuole ancora bene, la vita oggi va veloce e quelli che muoiono escono spesso dalla Storia. Ma io saro' ricordato. Come? Per l'idea di un calcio universale, non europeo o sudamericano. Per lo sviluppo nei Paesi poveri. Per aver reso la Fifa ricca con i diritti tv, permettendo di vedere tutte le partite. Per aver portato il Mondiale in Africa. In ospedale ho visto la morte e ho riflettuto sulla vita. Stupido perdere tempo per cose superficiali. Io al Gala del Pallone d'oro? Sicuro! Credo nella giustizia".(AGI)

(16 dicembre 2015)

Milano – Dopo il danno, la beffa. Amadou Diawara, centrocampista guineano naturalizzato italiano del Bologna, è stato squalificato dal giudice sportivo per una giornata. Il giocatore è stato punito per un gestaccio ai tifosi del Genoa dopo essere stato insultato per il suo colore della pelle.

Il centrocampista, sul sito ufficiale del Bologna, ricostruisce così l'episodio: "Ero felicissimo come tutti i miei compagni per il gol arrivato proprio all'ultimo minuto di una partita combattuta e sofferta. Dopo aver abbracciato Rossettini ho semplicemente mimato la gestualità del gorilla come reazione a degli ululati che avevo sentito provenire da alcuni spettatori dietro la porta di Perin. Non è stato assolutamente un gesto volgare o offensivo, ma una semplice risposta a quella che ho reputato una mancanza di rispetto nei miei confronti. Sono molto dispiaciuto che il mio gesto sia stato equivocato: in futuro farò tesoro di questa esperienza".

E così oggi è arrivata la 'sentenza' del giudice sportivo: una giornata di squalifica che gli costerà la gara di sabato sera contro l'Empoli. 

Ecco gli altri provvedimenti del giudice sportivo di Serie A: tre turni di squalifica al calciatore del Genoa Diego Perotti. L'argentino, espulso dal campo, paga "per avere, al 34' del secondo tempo, con il pallone non a distanza di gioco, colpito con una violenta gomitata al volto un calciatore avversario".

Un turno inoltre a Kurtic, Cherubin (Atalanta), De Jong e Kucka (Milan), Zukanovic (Sampdoria), Pisano (Verona). 

Roma – "Un pareggio che vale piu' di una vittoria, ho trovato una squadra che ha avuto un atteggiamento compatto da squadra. Non meritavamo la sconfitta. Ho visto una reazione da grande squadra, un atteggiamento che ci dovra' accompagnare sempre". Lo ha detto Vincenzo Montella al termine di Lazio-Sampdoria finita con un pareggio maturato al 48' della ripresa con un gol di Zukanovic in risposta al vantaggio di Matri."Appena subito il gol mi e' caduto il mondo addosso, ma negli ultimi 7-8' ho visto una reazione importante e ci ho creduto", ha aggiunto l'aeroplanino a Sky. "Se il pareggio libera la mente? Assolutamente si', ma credo che la mente si fosse liberata durante la partita. Siamo sulla strada giusta – ha specificato il tecnico doriano – sono veramente orgoglioso di questa squadra per l'atteggiamento messo in campo. La scintilla va alimentata, ora abbiamo le basi e sopra dobbiamo assolutamente migliorare la squadra ma con questi presupposti si puo' iniziare a lavorare meglio". Quanto alla scelta di tenere fuori Muriel fino al 70', Montella motiva: "Pensavo che mi facesse vincere partita negli ultimi 20'. Ha avuto l'atteggiamento giusto, quando la sua mente capira' che deve farlo per 90' diventera' un grande campione. Oggi e' entrato bene e poteva decidere la partita". (AGI)ù

 

14 dicembre 2015

Roma – "E' un grosso dispiacere per una partita dominata. Subiamo un tiro e' un gol, e' un periodo cosi'". Sono le parole di Alessandro Matri al termine del match pareggiato per 1-1 tra Lazio e Sampdoria. Per l'ex rossonero la terza rete in biancoceleste che oggi ha avuto solo l'effetto di illudere gli uomini di Pioli, a cui manca il successo da sette partite: "Adesso contano i risultati – prosegue Matri ai microfoni di Mediaset – la prestazione c'e' stata il punteggio no. La panchina di Pioli per noi non e' in discussione, continueremo a giocare per lui e per questa Lazio". (AGI)

(AGI) – Roma, 14 dic. – Nella sfida tra deluse del campionato prevale la paura, la Lazio si aggrappa ad Alessandro Matri che di testa al 33' della ripresa illude, poi al 48' Zukanovic pareggia su punizione facendo sorridere Ferrero. E regalando il primo punto della gestione Montella. Pioli invece non vede luce dal 25 ottobre, data dell'ultima vittoria biancoceleste in campionato. Il tecnico biancoceleste conferma le attese della vigilia, puntando su un quasi inedito 4-3-1-2 dove Candreva ha il compito di agire da trequartista e da raccordo tra centrocampo e attacco, composto dalla coppia Klose-Djordjevic. A centrocampo, per proteggere Biglia, ci sono Parolo e Cataldi, confermato dopo l'incoraggiante prestazione di Saint-Etienne. Perso invece Basta, alla fine a destra torna titolare in campionato Konko, dalla parte opposta Radu. Al centro della difesa, squalificato Mauricio, avanti con la coppia Gentiletti-Hoedt. Dall'altra parte, Montella stravolge la Samp: indisponibile Eder lascia in panchina anche Muriel e si affida a un 4-3-3 con Carbonero e Christodolopulos ai lati di Cassano che agisce da falso nueve. In mezzo al campo, Fernando e Soriano ai lati di Barreto. Gara piuttosto noiosa, al 9' lampo di Candreva da destra, spunta la testa di Klose che fa tutto bene ma spedisce alle stelle da buona posizione. La gara si accende al 17', prima il tedesco che spara a botta sicura ma viene sbarrato dalla difesa blucerchiata, sugli sviluppi Parolo sfiora dopo deviazione.

A spaccare i ritmi del match il solo Candreva, che spazia da sinistra a destra e sforna cross a ripetizione. Ma a Miro manca la mira, mentre Djordjevic e' piu' bravo a nascondersi. Quantomeno la Lazio ci prova con l'orgoglio e al 22' arrivano i primi applausi per un intervento di Radu in scivolata. Una flebile risposta dopo partite di nulla cosmico, ma serve di piu' per uscire dalla crisi.In verita', la spinta biancoceleste si smorza lentamente e alla mezzora la Samp prende coraggio. Il primo tiro in porta arriva al 29': De Silvestri penetra in area ma anziche' tirare preferisce servire in mezzo costringendo Soriano al tiro sbilenco. Nella ripresa Pioli cambia: dentro Felipe Anderson, fuori Cataldi e si torna al 4-4-2 di ultima matrice con il brasiliano e Candreva esterni. Gli esiti pero' non cambiano, da una parte e dall'altra regna il terrore. Poco meglio con le accelerazioni di Muriel, che Montella getta nella mischia per concludere il match in crescendo e approfittare dei pochi contropiede a disposizione nel finale.Contro la lenta difesa laziale il colombiano ha vita facile, ma anche a lui manca la mira. E quando i circa 5.000 paganti si stavano gia' abituando all'idea di un pareggio, ecco la testa di Matri. Ma il copione presenta la fine infima proprio nel recupero: Zulkanovic calcia su punizione, la deviazione di Anderson e' decisiva e Berisha (subentrato a Marchetti nel finale) viene ingannato. Esulta solo Ferrero. (AGI) 

14 dicembre 2015

Roma - Non solo Champions amara per le italiane. Anche in Europa League le squadre di casa nostra pescano malissimo: questi gli accoppiamenti dei sedicesimi di Europa League dopo il sorteggio di Nyon. Gare d'andata in programma il 18 febbraio, ritorno il 25 dello stesso mese.

Valencia (Esp) – Rapid Vienna (Aut)

Fiorentina (ITA) – Tottenham (Eng)

Borussia Dortmund (Ger) – Porto (Por)

Fenerbahce (Tur) – Lokomotiv Mosca (Rus)

Anderlecht (Bel) – Olympiacos (Gre)

Midtjylland (Den) – Manchester United (Eng)

Augsburg (Ger) – Liverpool (Eng)

Sparta Praga (Cze) – Krasnodar (Rus)

Galatasaray (Tur) – Lazio (ITA)

Sion (Sui) – Braga (Por)

Shakthar Donetsk (Ukr) – Schalke (Ger)

Marsiglia (Fra) – Athletic Bilbao (Esp)

Siviglia (Esp) – Molde (Nor)

Sporting Lisbona (Por) – Bayer Leverkusen (Ger)

Villarreal (Esp) – Napoli (ITA)

Saint Etienne (Fra) – Basilea (Sui). (AGI)

(14 dicembre 2015)

(AGI) – Roma - Urne amare, anzi amarissime per le italiane in Champions: sarà il Real Madrid l'avversario della Roma negli ottavi mentre la Juve se la vedrà col Bayer Monaco. Questo l'esito del sorteggio effettuato a Nyon. Le gare di andata saranno giocate dalle italiane in casa. la Roma giocherà l'andata il 17 febbraio all'Olimpico, ritorno l'8 marzo al Bernabeu; la Juve giocherà l'andata allo Stadium il 23 febbraio, ritorno il 16 marzo all'Allianz Arena. 

Questi tutti gli accoppiamenti degli ottavi di finale di Champions League dopo il sorteggio di Nyon:

Gent (Bel) – Wolfsburg (Ger)

Roma (ITA) – Real Madrid (Esp)

Paris Saint Germain (Fra) – Chelsea (Eng)

Arsenal (Eng) – Barcellona (Esp)

Juventus (ITA) – Bayern Monaco (Ger)

Psv Eindhoven (Ned) – Atletico Madrid (Esp)

Benfica (Por) – Zenit San Pietroburgo (Rus)

Dinamo Kiev (Ukr) – Manchester City (Eng).

Massimiliano Allegri cita il Maestro Yoda di 'Guerre Stellari' per commentare, con un tweet, il sorteggio di Champions League che ha accoppiato la Juventus, negli ottavi, ai tedeschi del Bayern Monaco. "Fare o non fare, non c'è provare", 'cinguettà il tecnico livornese, consapevole che per passare il turno ci sarà bisogno di un mezzo miracolo. "Più che un #EuroJuve servirà una #JuveStellare!", è la chiosa di Allegri. (AGI)

(14 dicembre 2015)

(AGI) – Roma - Urne amare, anzi amarissime per le italiane in Champions: sarà il Real Madrid l'avversario della Roma negli ottavi mentre la Juve se la vedrà col Bayer Monaco. Questo l'esito del sorteggio effettuato a Nyon. Le gare di andata saranno giocate dalle italiane in casa fra il 16/17 e il 23/24 febbraio, ritorno fra l'8/9 e il 15/16 marzo. Questi tutti gli accoppiamenti degli ottavi di finale di Champions League dopo il sorteggio di Nyon: Gent (Bel) – Wolfsburg (Ger; Roma (ITA) – Real Madrid (Esp); Paris Saint Germain (Fra) – Chelsea (Eng); Arsenal (Eng) – Barcellona (Esp); Juventus (ITA) – Bayern Monaco (Ger); Psv Eindhoven (Ned) – Atletico Madrid (Esp); Benfica (Por) – Zenit San Pietroburgo (Rus); Dinamo Kiev (Ukr) – Manchester City (Eng). (AGI)

(14 dicembre 2015)

Boston – Aldo Montano regala una notte indimenticabile. L'azzurro sfodera tutto il suo talento e conquista la vittoria al Grand Prix Fie di sciabola maschile a Boston. Sulle pedane dell'universita' di Harvard, Aldo Montano sale sul gradino piu' alto del podio, incamerando punti preziosi nella corsa verso la qualificazione a Rio2016, ma soprattutto lanciando un messaggio ben chiaro al mondo della sciabola.

Emblematico il suo percorso finale: ai quarti ha affrontato e sconfitto per 15-10 il russo Alexey Yakimenko, campione del Mondo 2015 e vincitore dei primi due appuntamenti di Coppa del Mondo della stagione. In semifinale ha avuto la meglio, col punteggio di 15-9 sul romeno Tiberiu Dolniceanu, medaglia di bronzo ai Mondiali di Budapest2013, Kazan2014 e Mosca2015.

In finale, poi, l'azzurro ha trovato sulla sua strada il campione olimpico di Londra2012, l'ungherese Aron Szilagyi, sconfitto col punteggio di 15-12.Un trittico finale di vittorie che hanno dato seguito ai successi, nei primi turni di giornata, contro l'altro romeno Galatanu per 15-14, contro il sudcoreano Kim Junho per 15-10 e contro l'altro magiaro Decsi per 15-8. "Gli Stati Uniti mi portano bene – ha commentato Aldo Montano subito dopo il successo -. Dopo Dallas, Las Vegas e New York, salgo sul podio anche Boston e non so se e' un caso o se da questa parte dell'Oceano c'e' qualcosa di particolare. Sono molto soddisfatto per la vittoria di oggi e non solo per il risultato. In pedana ho ritrovato sensazioni positive che mancavano da qualche tempo. La corsa alla qualificazione individuale a Rio ci sta sottoponendo ad un periodo assai intenso sia dal punto di vista tecnico-fisico che mentale".

"Devo ringraziare tutto lo staff tecnico della Nazionale, ma anche ogni singolo compagno di squadra e lo staff medico, perche' e' molto importante lo spirito di gruppo e soprattutto ho molto apprezzato la loro vicinanza – prosegue Montano – Aver vinto qui a Boston in una prova Grand Prix significa tanto e soprattutto mi infonde tanta fiducia in me stesso in vista dell'anno olimpico. La strada verso il Brasile e' ancora lunga ma le sfide difficili mi stimolano". Il successo di Montano corona un'ottima prestazione corale del gruppo azzurro. Su tutti Diego Occhiuzzi che si ferma ai piedi del podio, uscendo sconfitto ai quarti di finale contro il tedesco Benedikt Wagner per 15-5. Nel suo percorso di gara aveva avuto ragione, nel primo turno, del francese Zatko per 15-6, quindi nel tabellone dei 32 aveva vinto il derby azzurro contro Luigi Samele per 15-14, per poi superare, con lo stesso punteggio, il quotato giovane sudcoreano Junghwan Kim. "Era da un po' che non tiravo cosi' bene – ha commentato Occhiuzzi sui suoi profili social -.Tutto cio' mi da fiducia, ma devo lavorare ancora tanto perche' se vanno via le energie posso perdere da chiunque. L'importante e' pensare positivo". Stop nel turno dei 16 invece per Luigi Miracco, al rientro dopo un infortunio, sconfitto per 15-12 dal russo Kovalev, e per Giovanni Repetti, fermato al cospetto del sudcoreano Bongil Gu col punteggio di 15-12. Nel turno dei 32 invece, oltre a Luigi Samele sconfitto nel derby da Occhiuzzi, era uscito di scena anche Massimiliano Murolo eliminato dal tedesco Hartung per 15-12. Quest'ultimo, nel primo assalto di giornata, aveva eliminato per 15-9 l'altro azzurro, Luca Curatoli.

A fermarsi nel primo assalto di giornata erano stati anche Riccardo Nuccio, eliminato per mano dello spagnolo Moreno per 15-12, e Gabriele Foschini superato 15-9 dallo statunitense Eli Dershwitz. Nella fase di qualificazione svoltasi ieri si era interrotta la gara di Enrico Berre', Alberto Pellegrini e Lorenzo Romano.Note positive per l'Italia arrivano anche dalla sciabola femminile, dove la migliore delle azzurre e' stata Loreta Gulotta, fermatasi alle porte del podio. L'atleta siciliana, cosi' come nell'ultima prova di Coppa del Mondo ad Orleans, ha concluso tra le prime otto in classifica finale, sfiorando l'accesso in semifinale. A fermare il suo cammino ai quarti di finale e' stata la russa Viktoria Kovaleva col punteggio di 15-8. Per cio' che concerne le altre italiane, Irene Vecchi viene battuta al terzo turno per 15-13 dalla francese Balzer che in precedenza aveva gia' eliminato Caterina Navarria e Sofia Ciaraglia. A fermarsi nel turno delle 32 sono state anche Martina Criscio e Rossella Gregorio. Stop nel primo turno di giornata anche per Lucrezia Sinigaglia."Sono complessivamente soddisfatto per le prestazioni del gruppo – commenta a conclusione il ct Giovanni Sirovich -. Il successo di Aldo Montano, ma anche quanto mostrato da Diego Occhiuzzi, cosi' come le prestazioni di Luigi Miracco, Giovanni Repetti e di Loreta Gulotta e Irene Vecchi in ambito femminile, attestano il processo di crescita complessiva di tutti i nostri atleti. Si chiude nel migliore dei modi il 2015 che ci ha visto festeggiare, tra gli altri successi, il titolo maschile di campioni del Mondo a squadre. Adesso pronti ad affrontare un 2016 che si annuccia particolarmente intenso".