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Firenze – La Fiorentina ha ritrovato lucidita', aggressivita' e soprattutto i tre punti, battendo 2-0 il Torino in casa, nel lunch match della ventunesima giornata della serie A. Un successo importante, firmato da Ilicic (in gol con una punizione magistrale) e da Gonzalo Rodriguez (con il solito impeccabile colpo di testa). In evidenza anche il robusto Babacar, abile a non far "pesare" la partenza del Pepito Rossi. Dopo due sconfitte consecutive, dunque, i gigliati riprendono il loro cammino, dimostrando di poter lottare per la qualificazione alla prossima Champions League sino al termine del campionato. Da rivedere, al contrario, i granata, che stentano a trovare la continuita' e la solidita' delle ultime stagioni.

Nei padroni di casa, orfani dello squalificato Vecino e degli infortunati Badelj e Alonso, Paulo Sousa cambia leggermente modulo dei gigliati, passando al 3-4-1-2 e inserendo dal primo minuto Roncaglia, Gonzalo Rodriguez (rientrato dalla squalifica) e Astori davanti a Tatarusanu; Bernardeschi, Verdu', Borja Valero e Pasqual sulla linea mediana; con Ilicic arretrato sulla trequarti, a sostegno del duo offensivo composto da Babacar e Kalinic. Seduto in panchina Mati Fernandez; in campo nella ripresa Blaszczykowski e i nuovi arrivati Mauro Zarate e Tino Costa. Negli ospiti, privi di Bruno Peres, Obi e Pryima, Giampiero Ventura ha confermato il modulo 3-5-2, puntando su Maksimovic, Glik e Moretti, posizionati a protezione di Ichazo; Zappacosta, Acquah, Vives, Baselli e Molinaro a centrocampo; con il tandem Belotti, Immobile in attacco. Spazio nella ripresa a Benassi e Martinez. Relegati fra le riserve, invece, Quagliarella e Bovo. Quasi a senso unico la prima frazione, nella quale i viola hanno sfiorato la rete al 17' con Astori e a seguire con Ilicic, prima di sbloccare la gara proprio con il trequartista sloveno di origine croata, bravo a battere Ichazo con una punizione diretta calciata a giro con un vellutato tocco mancino. Piu' equilibrata, di contro, la ripresa. Da segnalare in particolare una ghiotta occasione (al 6') capitata sui piedi di Baselli, su sponda di testa di Immobile, e sventata (in corner) dall'attento Tatarusanu; piu' la rete del definitivo 2-0, siglata di testa da Gonzalo Rodriguez su un corner pennellato da Pasqual. Giusto nel complesso il risultato finale della sfida. (AGI)

(24 gennaio 2016)

(AGI) – Cortina d'Ampezzo (Belluno), 24 gen. – Se Eddy Merckx e' stato il 'cannibale' del ciclismo, oggi la statunitense Lindsey Vonn e' il, anzi la 'cannibale' dello sci. Dopo la discesa vinta di ieri sulla pista Olympia delle Tofane, a Cortina, oggi ha dominato anche il superG ampezzano portando a 75 le sue vittorie in Coppa del Mondo, a sole 11 lunghezze dallo svedese Ingmar Stenmark, primatista assoluto con gli 86 successi conquistati negli anni Settanta. E sempre a proposito di record, con quello di oggi si tratta per la trentunenne statunitense dell'undicesima vittoria nella sola Cortina, una piu' della Goetschl. Dei 75 successi finora messi insieme da Lindsey, 37 sono arrivati in discesa, 27 in superG, 5 in combinata, 4 in gigante e 2 in slalom. E per l'americana oggi non era facile su un tracciato disegnato dal tecnico elvetico Roland Platzer, angolato e he quasi mai permetteva di appiattire gli sci sulla neve a caccia di velocita', un tracciato che sembrava disegnato per un furetto come l'elvetica Lara Gut.

Foto – Lindsey Vonn, sono la piu' forte di sempre

 

Ma Lindsey e' una cannibale, non lascia niente, la parola 'arrendersi' o 'resa' non e' nel suo vocabolario, e lo si e' visto dopo i gravi infortuni alle ginocchia patiti. Cosi' oggi e' sgtata attenta a non forzare e non ha cercato di primeggiare sul suo terreno preferito, la discesa, ma ha scelto di pennellare le curve, sfruttando al massimo la conduzione e la risposta elastica degli sci. Bastava vedere quanto piccoli fossero gli sbuffi di neve in coda ai suoi cambi di direzione per capire come la pista fosse sua. Il podio alle sue spalle di questo superG che ha chiuso il weekend di Cortina e' davvero un podio d'eccellenza: Tina Wierather, del Lietchenstein, al secondo posto staccata di 69/100, terza la tedesca Vicktoria Rebensburg a 1"15, e a seguire quarta l'austriaca Cornelia Huetter (1"19) e solo quinta Lara Gut a 1"31. Quanto alle azzurre, la migliore e' stata Federica Brignone, nona a 2"03, quindi Elena Curtoni decima a 2"18, Sofia Goggia quindicesima a 2"31, a pari merito con Nadia Fanchini. Per tutte queste campionesse l'appuntamento con Cortina e' per l'anno prossimo, quando, oltre a discesa e superG sara' in programma anche il gigante. E potrebbe essere il momento in cui a quel punto della stagione 2016-2017 la Vonn completi l'inseguimento al record di 'Ingo' Stenmark. (AGI) 

(24 gennaio 2016)

Roma – "Il problema non e' che Sarri abbia offeso me: non mi sento toccato dai suoi insulti, figuriamoci. Lui in realta' ha offeso tante persone, tanti poveri ragazzi che in Italia o in altre parti del mondo vengono presi in giro, vengono derisi da gente che pronuncia certe paroline con tanta facilita'…poi magari ogni tanto capita che qualcuno si suicidi perche' non ce la fa piu'. Quante volte abbiamo letto di storie simili?". In un'intervista rilasciata a "La Repubblica", Roberto Mancini torna sull'infuocato finale di Napoli-Inter, sugli insulti che gli ha rivolto Maurizio Sarri. "Non sono il paladino di nessuno. Pero' come si fa a sentire ancora queste cose…siamo nel 2016! Tra l'altro la cosa che mi faceva arrabbiare di piu' era che mentre Sarri mi diceva "frocio" e "finocchio" era a un passo dal guardalinee e dal quarto uomo e quelli impassibili. Anzi io gli facevo notare le offese e loro mi dicevano "lascia stare, dai". Ma lui mi insultava, e faceva pure il gesto con la mano, tipo "vattelo a prendere nel c…". Incredibile".

Mancini e' stato allontanato dall'arbitro e ha lasciato in anticipo il terreno di gioco, ma negli spogliatoi del San Paolo un nuovo confronto. "Sono entrato nello spogliatoio, io, da solo, contro tutti loro. E lui faceva ancora lo sbruffone: "E vabbe' scusa, t'ho chiesto scusa, che vuoi ancora?", diceva. Allora ho risposto in malo modo: "Ma non hai capito che hai 60 anni e certe cose non le devi proprio dire?". (Repubblica informa che i testimoni riferiscono di un insulto di Mancini seguito dalla frase "Tornatene ad allenare in C"). Poi sono uscito, ho aspettato il quarto uomo e gli ho ripetuto perche' avesse fatto finta di niente. Ha solo chiamato l'arbitro per dirgli di espellere i due allenatori". "Mi avesse detto figlio di…o pezzo di m…non me ne fregava niente, era chiaro che sarebbe rimasto un fatto di campo – prosegue Mancini -. Ma e' ora di finirla con certe offese, quando ci sono persone che tutti i giorni le subiscono e soffrono e ci si rovinano la vita. Per giunta non possono arrivare da una persona di 60 anni e che allena in serie A. Era stata una partita tranquilla, non avevo protestato mai, non c'erano stati screzi fra me e lui, niente. Protesto solo col quarto uomo al 90' perche' secondo me aveva dato un recupero eccessivo e Sarri esplode in quel modo. Ha perso completamente il lume della ragione. Ma lui e' cosi', dev'essere la sua natura. Pare che ne avesse gia' fatte, di battute simili. Poi ha peggiorato tutto con quello che ha detto in tv. Cosa avrebbe dovuto dire? La cosa piu' semplice del mondo: 'Ho detto delle fesserie, mi scuso' e finiva li'. Invece e' andato a fare il simpatico, dicendo che mi aveva chiamato "democristiano". Cosi' ha offeso pure i democristiani…Un livello basso, ma veramente basso".

Nello sfogo del dopo-partita e per alcune dichiarazioni di Mancini, qualcuno ha creduto di capire che il tecnico dell'Inter avesse fatto pure un coming out…"Magari nella foga del discorso si e' capito male: ho solo detto che se gli uomini fossero tutti come Sarri, allora sarei orgoglioso di essere gay. Quanto al resto, ovviamente rispetto tutti i gusti sessuali, pero' a me piacciono le donne e solo quelle". La vicenda e' arrivata sui giornali di tutto il mondo in un batter d'occhio, Mancini non e' per nulla sorpreso. "Mi pare normale, giusto. All'estero c'e' una sensibilita' diversa su queste storie. Infatti ribadisco quello che ho detto li' per li': in altri paesi, tipo in Inghilterra, un allenatore che pronunci parole simili contro un collega non metterebbe piu' piede in campo. Come finira'? E come deve finire? All'italiana, no? Due giornate di squalifica e via…Piuttosto le chiedo una cosa: dal Napoli non dicono niente? Il presidente del Napoli non ha nulla da dichiarare? Incredibile".(AGI) 

(21 gennaio 2016)

Roma – Grazie al gol di Lichtsteiner (66'), assegnato con la goal line tecnology, la Juventus batte la Lazio all'Olimpico di Roma e conquista la semifinale di Coppa Italia, dove affrontera' l'Inter, che ieri ha sconfitto per 2-0 il Napoli al San Paolo. L'altra semifinale sara' tra Milan e Alessandria.

"C'e' da fare i complimenti alla Lazio, perche' c'e' stato un primo tempo equilibrato, con ritmi molto alti. La Juventus nella seconda parte li ha mantenuti alti, ha fatto una partita solida, perche' non ha concesso neanche un tiro alla Lazio se non la ripartenza di Keita. Poi dopo il gol abbiamo avuto varie occasioni per chiuderla. Non era semplice, e ora pensiamo alla Roma". Massimiliano Allegri commenta cosi', ai microfoni di Rai Sport, la qualificazione alla semifinale di Tim Cup contro l'Inter grazie al successo dell'Olimpico contro la Lazio firmato da Lichtsteiner. "Turnover? Non mi piace come parola, ho una rosa molto competitiva, in questo momento lasciar fuori giocatori dispiace – osserva il tecnico bianconero -. Stasera hanno fatto bene Sturaro, Zaza, Caceres fisicamente ha fatto una partita buona, ha impegnato Keita, lo stesso Neto ha fatto 2-3 uscite importanti, per andare avanti serve che la rosa abbia buone condizioni fisiche e mentali, bisogna restare umili e soprattutto pensare alla partita di domenica". Ora il derby d'Italia? "Sara' una bella semifinale, come e' stato bello il quarto di stasera o l'ottavo col Torino, per arrivare in fondo bisogna affrontarle tutte. Intanto pensiamo alla Roma, poi – conclude Allegri – penseremo all'Inter. Teniamo molto a questa competizione, come e' giusto che sia". La testa e' alla Roma intanto. "Non sara' facile, non ci sara' una favorita, e non e' detto che se battiamo la Roma la eliminiamo dalla corsa allo scudetto. Corsa a tre per il tricolore? Assolutamente no, le prime cinque del campionato hanno la possibilita' di vincere". (AGI) 

(20 gennaio 2016)

Roma - "Non giochero' mai in altro club europeo. Il Barcellona e' la mia casa e voglio ritirarmi qui.Potrei anche chiudere la carriera in Argentina ma qualunque cosa possa accadere in futuro, voglio rimanere qui". Lionel Messi, in un'intervista a "France Football", mette a tacere una volta per tutte le indiscrezioni sul suo futuro, giurando amore eterno ai colori blaugrana. "Sto meglio rispetto agli ultimi anni, nel 2013 e nel 2014 ho avuto degli infortuni e non sono stato al massimo, ma ora lo sono, credo di essere tornato ai livelli di 3-4 stagioni fa", assicura l'argentino, che in avanti fa le fortune del Barcellona assieme a Neymar e Suarez.

"Quando il rapporto non e' buono nello spogliatoio, e' difficile vincere dei titoli ma il nostro buon rapporto e' qualcosa di naturale e ci permette di trovarci in campo a occhi chiusi. Ogni volta che ho il pallone posso darlo a Luis e Neymar, che creano spazi e mi offrono piu' possibilita' di creare dei pericoli. Suarez e' un ragazzo incredibile, siamo amici e lo sono anche le nostre moglie. Neymar un giorno vincera' il Pallone d'Oro perche' ha tutto per riuscirci. E' un calciatore che ha classe e che arrivera' dove vuole arrivare. E' veloce, tecnico e bravo nell'uno contro uno".Messi, che non e' ossessionato dai premi individuali ("se arrivera' un altro Pallone d'Oro, perfetto, altrimenti va bene cosi', sono ossessionato solo dai titoli di squadra"), riserva poi belle parole per Cristiano Ronaldo: "siamo rivali ma ci siamo sempre rispettati e c'e' ammirazione reciproca. Ha meritato di vincere gli ultimi due Palloni d'Oro". (AGI) 

(20 gennaio 2016)

Roma – Scoppia il caso Sarri dopo le accuse omofobe del tecnico del Napoli nei confronti di Roberto Mancini. "Sarri si è scusato, ma non capisco e non posso condividere la sua spiegazione sulle frasi pronunciate in campo. In virtù del ruolo che ricopre, lui sa che non è possibile circoscrivere al campo cio' che accade sul terreno di gioco. Spero comunque che lui e Mancini si possano presto dare la mano". E' il commento del presidente del Coni, Giovanni Malago', sul diverbio avvenuto ieri sera, al termine della partita di Tim Cup tra Napoli e Inter, tra Maurizio Sarri e Roberto Mancini, con il tecnico del club campano che avrebbe dato dell'omosessuale al collega nerazzurro.

"Non conosco personalmente Sarri – ha aggiunto Malago', parlando a margine della presentazione del nuovo tecnico della nazionale di basket, Ettore Messina – mi piace moltissimo come allenatore, il suo Napoli è la vera novità tecnica del campionato insieme a Sassuolo ed Empoli. Ma non è possibile condividere la sua giustificazione sulle frasi pronunciate in campo". (AGI) Red/Rap

GAY CENTER – "Sarri ci ricasca. Dopo due anni torna agli insulti omofobi, questa volta contro il tecnico dell'Inter Mancini, apostrofato come 'frocio, finocchio' al termine della partita di Coppa Italia". Lo dichiara in una nota il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo. "Come napoletano e tifoso del Napoli mi vergogno per le parole di Sarri, per cui chiediamo una sanzione esemplare – afferma Marrazzo -. Chiediamo ad Aurelio De Laurentis e a Tavecchio di incontrarci, ci piacerebbe che il calcio lanciasse una grande campagna contro l'omofobia, uno sport così popolare non puo' permettersi messaggi di violenza".

LE ACCUSE DI MANCINI - Al termine della gara Napoli-Inter, Roberto Mancini ha accusa il tecnico partenopeo di "razzismo. Sarri non può stare nel mondo del calcio. E' un razzista e gli uomini come lui non possono stare nel calcio. Ha usato parole razziste. Mi sono alzato per parlare con il quarto uomo e chiedere come mai cinque minuti di recupero e lui – racconta Mancini – mi ha detto 'frocio, finocchio'. Io, casomai, sono orgoglioso di esserlo! Le persone come lui non possono stare nel calcio, siamo stati allontanati tutti e due". Accuse pesantssime, che il diretto interessato ha povato a smentire: "Mi ero innervosito per la decisione su Mertens, non ce l'avevo con lui, ho visto che si lamentava per l'entità del recupero. Sono cose da campo che dovrebbero finire li', mi hanno insegnato così. Era meglio se non succedeva, ma sono le classiche litigate da campo. Negli spogliatoi gli ho chiesto subito scusa, credo che domani accetterà le scuse e mi aspetto anche da lui le scuse, perchè da uomini di sport si accettano le scuse e dovrebbe finire tutto. Omofobo mi sembra un'esagerazione, era solo rabbia, non ce l'ho con Mancini, mi è scappata una parola, dall'espulsione di Mertens ho perso lucidità, mi e' sembrata un'ingiustizia forte, la simulazione mi e' sembrata un po' troppo. Mi è sembrata anche poca l'entità del recupero".

Sulla vicenda è intervenuto anche il nuovo tecnico della nazionale italiana di basket, Ettore Messina: "Non ho sentito cosa ha detto Sarri e dunque mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Dico solo che noi siamo persone pubbliche, tutto cio' che facciamo e diciamo ha un valore particolare: per questo non concordo sul fatto che le cose dette in campo restino in campo".

(20 gennaio 2016)

 

Melbourne (Australia) – Esordio positivo per Simone Bolelli e Fabio Fognini nel torneo di doppio agli Australian Open.La coppia azzurra, testa di serie numero 5, che a Melbourne lo scorso anno conquisto' uno storico titolo, ha battuto per 7-6(1) 3-6 6-3 l'australiano Rameez Junaid e il kazako Mikhail Kukushkin.Al secondo turno i due italiani affronteranno i francesi Adrian Mannarino e Lucas Pouille.(AGI) 

(20 gennaio 2016)

(AGI) – Melbourne (Australia) – Roberta Vinci approda al terzo turno degli Australian Open femminili, il primo Slam stagionale in corso sui campi in cemento di Melborune. La 32enne tennista tarantina, testa di serie numero 13, si e' sbarazzata con il punteggio di 6-2 6-3 della 25enne statunitense Irina Falconi, 74esima del ranking mondiale. Venerdi' l'azzurra trovera' la tedesca Anna-lena Friedsam, 21 anni e numero 82 Wta, finalista lo scorso anno a Linz, che per la prima volta in carriera ha superato il secondo turno in uno Slam battendo con il punteggio di 6-3 6-4 la qualificata cinese Qiang Wang. Tra le due non ci sono precedenti.(AGI) 

(20 gennaio 2016)

Napoli – Napoli-Inter finisce nel caos. Non per il risultato, uno 0-2 che manda i nerazzurri in semifinale di Coppa Italia. Ma per le parole di Roberto Mancini nel dopopartita "Sarri e' un razzista, non puo' stare nel mondo del calcio". "Il battibecco? Dovete domandare a Sarri, e' un razzista e gli uomini come lui non possono stare nel calcio. Ha usato parole razziste. Mi sono alzato per parlare con il quarto uomo e chiedere come mai cinque minuti di recupero e lui – racconta Mancini – mi ha detto 'frocio, finocchio'. Io, casomai, sono orgoglioso di esserlo! Le persone come lui non possono stare nel calcio, siamo stati allontanati tutti e due".

Coppa Italia: Inter batte Napoli 2-0 e va in semifinale

Accuse pesantssime, che il diretto interessato ha povato interessato ha provato a smentire ma non ha smentito, "Mi ero innervosito per la decisione su Mertens, non ce l'avevo con lui, ho visto che si lamentava per l'entita' del recupero. Sono cose da campo che dovrebbero finire li', mi hanno insegnato cosi'. Era meglio se non succedeva, ma sono le classiche litigate da campo. Negli spogliatoi gli ho chiesto subito scusa, credo che domani accettera' le scuse e mi aspetto anche da lui le scuse, perche' da uomini di sport si accettano le scuse e dovrebbe finire tutto. Omofobo mi sembra un'esagerazione, era solo rabbia, non ce l'ho con Mancini, mi e' scappata una parola, dall'espulsione di Mertens ho perso lucidita', mi e' sembrata un'ingiustizia forte, la simulazione mi e' sembrata un po' troppo. Mi e' sembrata anche poca l'entita' del recupero".

(20 gennaio 2016)