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Roma – Non è spettacolare come il sorpasso a Lorenzo all'ultima curva del GP della Catalunya, ma la 'sportellata' questa volta Valentino Rossi la dà a Mario Balotelli. Il calciatore resta primo su Instagram, ma su Twitter subisce la 'sverniciata' del pilota di Tavullia, che consolida anche il primato su Facebook.

Nella classifica dei social, risultano in crescita anche Pirlo, Ancelotti e Marchisio. "Anche nel 2015 i tre principali social network vedono il duello tra Mario Balotelli, sempre primo su Instagram – racconta Stefano Chiarazzo dell'Osservatorio Social Vip – e Valentino Rossi, che oltre a consolidare il suo primato su Facebook supera e stacca Balo su Twitter".

FACEBOOK – Su Facebook Rossi è ormai vicino ai 12 milioni di fan, due in più rispetto a Balotelli. Negli ultimi dodici mesi e' pero' Andrea Pirlo a conquistare piu' fan – 2 milioni e mezzo – mantenendo la terza posizione a quota 7,8 milioni. Dal quarto al sesto stabili anche Stephan El Shaarawy, Alessandro Del Piero e Gianluigi Buffon, mentre Carlo Ancelotti sale di  ben quattro gradini ai danni di Giorgio Chiellini, Claudio Marchisio e del wrestler Santino Marella. Mario Balotelli cede la vetta su Twitter a The Doctor.

TWITTER – Quattro milioni i follower per Rossi, un milione in più rispetto al 2014. Andrea Pirlo conquista il podio con 2,1 milioni, una manciata in piu' di Gianluigi Buffon e Carlo Ancelotti. Resta sesto Alessandro Del Piero mentre Giorgio Chiellini perde tre posizioni e finisce settimo. Seguono Stephan El Shaarawy e Fabio Cannavaro. Chiude Claudio Marchisio, che scala quattro gradini e ed entra nella Top 10.

INSTAGRAM - Con 3,3 milioni di seguaci Supermario e' ancora leader di Instagram, ma a crescere di piu' e' Valentino, 1,6 milioni in piu' rispetto al 2014 che gli permettono di soffiare il secondo posto a Stephan El Shaarawy. In forte crescita anche Claudio Marchisio, quarto davanti a Alessandro Del Piero che dall'ottava posizione passa alla quinta. Si inserisce al sesto posto Andrea Pirlo. Poi Leonardo Bonucci, Giorgio Chiellini, la ginnasta Carlotta Ferlito e Christian Vieri.

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Londra - Roman Abramovich vuole strappare Pep Guardiola al Manchester City, Josè Mourinho è pronto a ridursi l'ingaggio pur di sedersi sulla panchina dello United. La stampa inglese punta sul mercato degli allenatori che negli ultimi giorni si è decisamente infiammato dopo l'esonero (ufficialmente rescissione consensuale) dello "special one" da parte del Chelsea, l'addio di Pep Guardiola al Bayern Monaco e il conseguente arrivo di Carlo Ancelotti in Baviera. Il Chelsea ha scelto Guus Hiddink come traghettatore dopo il divorzio con Mourinho, ma Roman Abramovich è già al lavoro per la prossima stagione e sa che è in forte ritardo, rispetto al Manchester City, per l'obiettivo numero 1: Pep Guardiola. Ecco perché, secondo il 'Daily Express' e altri giornali inglesi, il magnate russo avrebbe dato mandato ai suoi dirigenti di convincere a ogni costo il catalano a scegliere Stamford Bridge. Per lo spagnolo pronto un ingaggio da 23 milioni di euro a stagione, uno stipendio che batterebbe di gran lunga ogni record e che farebbe vacillare chiunque.

Ancelotti detta le condizioni: ok al Bayern se resta Lewandowski

A proposito di ingaggi, invece, Mourinho sarebbe pronto a rinunciare a gran parte dei soldi che prendeva al Chelsea pur di mettersi alla guida del Manchester United. Per il 'Daily Star' lo "special one" sarebbe pronto a firmare un contratto di 8 milioni, sei in meno rispetto ai 14 che percepiva a Londra. Il Manutd, del resto, per far spazio al portoghese dovrebbe esonerare Louis Van Gaal, continuando ad assicurargli gli 8 milioni a stagione che incassa. "Non è una questione di soldi, allenare il Manchester United è sempre stato uno dei suoi obiettivi per il prestigio e la storia che ha il club dell'Old Trafford. Sa che sarebbe una sfida enorme e per questo sarebbe pronto ad accettare una riduzione del suo stipendio", avrebbe detto al 'Daily Star' una persona molto vicina a Mourinho. Intanto già ieri la stampa inglese assicurava di contatti avviati tra il portoghese e la proprietà dei "red devils", delusa dal lavoro di Van Gaal. L'olandese è vicino all'esonero, ma è possibile che il club conceda altre due chance all'ex ct "orange": la gara di sabato 26 con lo Stoke e poi la sfida di lunedì 28 proprio contro il Chelsea. (AGI)

(22 dicembre 2015)

Madrid. – Carlo Ancelotti vuole Robert Lewandowski al centro dell'attacco del suo Bayern Monaco. Secondo il sito del quotidiano madrileno 'As', una delle condizioni poste dal tecnico italiano per dire sì al club tedesco è proprio la conferma del bomber polacco, grande obiettivo di mercato del Real Madrid. Secondo il giornale spagnolo Ancelotti è al corrente del forte interessamento dei "blancos" per l'ex Borussia Dortmund, ma per lui Lewandowski e Douglas Costa sono il presente e il futuro della sua nuova squadra, anche in considerazione dell'eta' e dei continui infortuni di Ribery e Robben. Il polacco non ha nessuna clausola rescissoria, se il Real, che già nell'estate del 2014 provò a ingaggairlo, vorrà acquistarlo dovrà convincere il Bayern a suon di milioni. Il giocatore è al corrente del forte interessamento di Florentino Perez (anche perché il suo agente ultimamente è stato avvistato a Madrid), ma non vuole sbilanciarsi sul suo futuro. "Preferisco non parlarne, non è una situazione facile", le parole di Lewandowski in merito secondo quanto riportato da "As". L'attaccante è legato al Bayern fino al 2019 e guadagna 10 milioni netti a stagione, il Real è pronto a offrirne 12, ma non è tutto: secondo il quotidiano spagnolo c'è anche il Psg che ne offrirebbe 15. Resta da convincere il Bayern, che non ha bisogno di vendere e soprattutto il nuovo allenatore, Carlo Ancelotti, che non ha nessuna intenzione di rinunciare a Lewandowski. (AGI)

(22 dicembre 2015)

Londra – L'Arsenal fa suo il monday night della 17a, battendo 2-1 il Manchester City, volando al secondo posto della Premier League. Arsene Wenger deve rinunciare a Alexis Sanchez, ma trova Walcott e Giroud pronti ad andare in gol, portando i Gunners a soli due punti dal Leicester di Ranieri.A poco serve all'undici di Pellegrini la rete di Yaya Toure' a sette minuti dalla fine. Dopo un buon inizio del City e' l'Arsenal a prendere il comando del gioco, passando in vantaggio al 33' con Theo Walcott che trova l'angolino giusto su un preciso assist di à zil. Il raddoppio dei Gunners allo scadere. Ancora à zil a fornire il passaggio decisivo questa volta a Giroud, che con un preciso diagonale batte per la seconda volta Hart. Il portiere dei Citizens al 15' della ripresa impedisce all'Arsenal di siglare la terza rete. A tu per tu con Ramsey, Hart si salva con il corpo. A sette minuti dalla fine gran gol di Toure', ma non basta per riequilibrare il match, nonostante l'ivoriano trascini i suoi in attacco. Finisce con la vittoria all'Emirates Stadium dei padroni di casa che si aggiudicano il big match e soprattutto impediscono al sorprendente Leicester di prendere il largo.(AGI) 

Barcellona – Lionel Messi è rimasto coinvolto in una lite all'aeroporto di Tokyo e ha colpito con un pugno un tifoso del River Plate che gli aveva sputato. Il fuoriclasse argentino si trovava nell'area deputata al controllo di passaporti per rientrare a Barcellona dopo il trionfo mondiale dei blau-grana, quando è stato riconosciuto da alcuni connazionali, fan della squadra di Buenos Aires sconfitta nella finale di domenica.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo As, sono immediatamente partiti insulti e sputi contro l'asso del Barcellona, che ha reagito sferrando un pugno al tifoso che gli aveva sputato. La situazione è tornata alla normalità grazie all'intervento del tecnico del Barca Luis Enrique e di due compagni di squadra di Messi, l'argentino Javier Mascherano e il centravanti Luis Suarez. Secondo quanto riferito da un altro quotidiano, Mundo Deportivo, Messi è tornato "sereno e sorridente" podo dopo l'incidente. Secondo il quotidiano Marca anche Mascherano, ex River Plate, è stato insultato dal gruppo di tifosi argentini, che gli imputavano di aver "dimenticato" le sue origini. (AGI)

(21 dicembre 2015)

Roma - Rompete le righe pressoche' generale per le squadre di serie A. I calciatori usufruiscono di alcuni giorni di vacanza prima della ripresa in vista dei match in programma il 6 gennaio 2016. Molti hanno scelto i rispettivi Paesi d'origine per trascorrere queste festivita', molti invece delle mete esotiche dove potersi ritemprare in vista della ripresa. La Roma di Garcia, rinfrancata dalla vittoria sul Genoa, ha dato appuntamento per la ripresa degli allenamenti martedi' 29 dicembre, di mattina. Otto giorni di liberta' per i giocatori, che si dividono tra chi, come i greci Torosidis e Manolas, il francese Digne e l'olandese Strootman, tornano a casa per stare in famiglia e chi, invece, fa il turista, come Szczesny che va in Thailandia e Nainggolan, con le valigie pronte per New York. Scelta particolare quella di Totti, che restera' nella Capitale.

Le porte di Trigoria saranno aperte per lui: con Dzeko squalificato, c'e' ancor piu' bisogno del suo ritorno. Tra i viola della Fiorentina, secondi in graduatoria in compagnia del Napoli e dietro solo all'Inter, Pepito Rossi va a New York, Khouma El Babacar si dividera' tra Dakar e Parigi, Josip Ilicic a Prijedor (Slovenia), Ciprian Tatarusanu a Bucarest, Gonzalo Rodriguez a Buenos Aires, Borja Valero e Marcos Alonso a Madrid, Mario Suarez a Miami, Matias Vecino a Canelonas (Uruguay), Luigi Sepe a Napoli, Federico Bernardeschi negli Stati Uniti, Nikola Kalinic si dividera' tra Spalato e Firenze, infine Kuba Blascsykowski andra' a Varsavia. Una settimana di vacanza e poi tutti di nuovo a lavoro per mettere nel mirino la sfida dell'Olimpico contro il Carpi del 6 gennaio per la Lazio di Pioli.

Per tutti il rientro e' fissato il 28 dicembre, ad esclusione dei sudamericani Anderson, Biglia, Gentiletti e Mauricio, che hanno ottenuto una dispensa per posticipare il rientro. Lo stesso vale per Oikonomidis, che volera' nella sua Australia. Tra le mete preferite dai calciatori biancocelesti, un viaggio in una capitale europea. Ad eccezione di alcuni, tra cui il tecnico, che hanno puntato sul relax in montagna. Molti faranno invece rientro nei loro paesi natali per festeggiare in famiglia. E' il caso di Kishna, gia' volato in Olanda, oppure di Basta e Djordjevic, che faranno ritorno in Serbia, oppure Lulic che passera' le feste nella sua casa in Svizzera. Neve a Courmayeur per il milanista Nocerino, vacanza in Colombia per Zapata e in Brasile per Luiz Adriano. Tra i giocatori del Palermo, il portiere Sorrentino sara' tra Bergamo e Torino, Gilardino a Viareggio, Vazquez in Argentina, Gonzalez rimane a Palermo dal momento che la moglie e' incinta, Lazaar andra' in Marocco, Brugman a Dubai, Chochev torna in Bulgaria, Trajkovski in Serbia, Struna ed Andelkovic in Slovenia, Hiljemark in Svezia, mentre il tecnico Ballardini sara' nella sua Ravenna. E dopo aver battuto proprio ieri il Palermo, tra i sampdoriani Eder vola in Brasile, Muriel in Colombia, Silvestre in Argentina, Soriano in Germania, Viviano a Brescia, De Silvestri a Roma, Palombo a Ferentino, mentre Fernando non torna in Sudamerica ma resta a Genova. Ritorno in patria per tutti gli atleti stranieri dell'Udinese, ad eccezione di Felipe che vive a Udine e quindi rimarra' in citta'. I pochissimi italiani andranno a casa, compreso Di Natale che sara' ad Empoli. Quindi il Torino, le cui destinazioni sono le citta' e i paesi di origine delle rispettive famiglie: Glik, fresco di rinnovo di contratto, sara' in Polonia, Maxi Lopez a Buenos Aires, Quagliarella a Napoli. Tra i protagonisti della rivelazione Empoli, non ci sono mete particolari. Quasi tutti gli stranieri torneranno a casa per passare le vacanze in famiglia, ad esempio Diousse in Senegal e Paredes in Argentina. Infine, i giocatori del Frosinone sono rimasti a casa, nessuno ha prenotato vacanze. (AGI) 

(21 dicembre 2015)

Zurigo - Stangata sui capi del calcio mondiale: otto anni di squalifica, con effetto immediato, per Joseph Blatter e Michel Platini. Il presidente della Uefa vede di fatto chiudersi la sua carriera politica nel calcio quando stava per compiere il passo più importante, la candidatura lla presidenza Fifa. Fino a pochi mesi fa, infatti, era lui il grande favorito per le elezioni del 26 febbraio che designeranno il nuovo presidente della Federazione internazionale. La camera giudicante di quel Comitato Etico che aveva sospeso per 90 giorni i due dirigenti lo scorso ottobre non ha avuto pietà. In ballo quei due milioni di franchi svizzeri che Blatter, nel 2011, fece versare a Platini a saldo di una consulenza svolta dall'ex calciatore francese per la Fifa ma fra il '98 e il 2002. Un pagamento finito prima nel mirino della giustizia svizzera, che indaga su Blatter per appropriazione indebita e gestione fraudolenta, e poi in quello della Fifa. Che, come si legge nella nota del Comitato Etico, non crede alla versione fornita dai due interessati. 

"Blatter – si legge nella nota del Comitato Etico - nella sua posizione di presidente della Fifa, ha autorizzato il pagamento a Platini che non aveva alcuna base legale nell'accordo sottoscritto da entrambi il 25 agosto 1999. Ne' nella sua dichiarazione scritta ne' durante la sua audizione, Blatter è stato in grado di dimostrare l'esistenza di un'altra base legale per quel pagamento. La sua affermazione a proposito di un accordo orale è stata ritenuta non convincente ed è stata respinta". Per il Comitato etico non ci sono prove sufficienti per ritenere Blatter colpevole di corruzione ma ha sicuramente violato una serie di norme del codice etico, che comprendono l'articolo 20 ("offerta e accettazione di doni e altri benefit"), l'articolo 19 ("conflitto d'interesse"), l'articolo 15 ("lealtà") e l'articolo 13 ("regole generali di condotta"). Il 79enne dirigente svizzero, insomma, ha agito senza basi legali, in una situazione di conflitto d'interesse nonostante la quale ha continuato a svolgere il suo ruolo e senza rivelare l'esistenza di tale situazione e di interessi personali legati alle sue potenziali attività. Non solo: per il Comitato Etico non ha dato priorità agli interessi della Fifa nè "si è astenuto dal fare qualcosa che potesse essere contrario agli interessi della Fifa. Blatter ha violato il suo dovere fiduciario nei confronti della Fifa" oltre a non mostrare alcun impegno a osservare un comportamento etico, anzi, ha dimostrato semmai di abusare della sua posizione. Da qui la squalifica di otto anni e una multa di 50 mila franchi svizzeri.

Stessi ragionamenti e stessi articoli del codice etico violati per Platini, che a differenza di Blatter però ha disertato l'audizione ritenendo che il procedimento a suo carico fosse un "processo politico" volto a impedirgli di candidarsi per la presidenza della Fifa. Per il Comitato Etico il 60enne ex calciatore francese è stato pagato senza che ci fossero basi legali nell'accordo firmato con Blatter e anche nel suo caso l'affermazione che ci fosse un'intesa orale è stata ritenuta non convincente. Platini, dunque, non è stato ritenuto colpevole di corruzione ma di conflitto d'interesse e slealtà, violando le generali norme di condotta. Per la camera giudicante l'ex giocatore "non ha agito con credibilità e integrità, mostrando di non conoscere l'importanza dei suo doveri e delle relative responsabilità". E oltre agli otto anni di squalifica dovrà pagare una multa da 80 mila franchi svizzeri. Blatter, la cui replica è attesa a brevissimo, vede così chiudersi con 'disonore' la lunga carriera nella Fifa che comunque si sarebbe chiusa fra pochi mesi: in carica come presidente dal '98 e confermato lo scorso maggio per il quinto mandato, dopo il polverone sollevato dall'Fbi aveva annunciato le dimissioni sognando però di dirigere il Congresso straordinario che a febbraio sceglierà il suo successore. Successore che quasi certamente non potrà essere Platini, che è anche presidente della Uefa dal 2007 e le cui ultime speranze sono riposte nel ricorso che presenterà al Tas di Losanna.

Blatter: sono stato trattato come un punching-ball

"Sono davvero dispiaciuto perchè sono stato trattato come un punching-ball. Sono dispiaciuto per la Fifa, l'ho servita per oltre 40 anni. E sono dispiaciuto per me, per come sono stato trattato. Ma continuerò a combattere, per me e per la Fifa. Sono stato sospeso per 8 anni ma per cosa?". Questo il primo commento di Joseph Blatter alla squalifica per 8 anni che gli è stata inflitta dal Comitato Etico della Fifa per la storia dei due milioni di franchi svizzeri pagati a Michel Platini per una consulenza. "A me e Platini è stato chiesto separatamente di questa storia sin dal primo giorno e abbiamo dato la stessa risposta – aggiunge Blatter – Ora però dicono che non è rilevante e questo significa che siamo due bugiardi. Ma non è giusto perciò andrò avanti con la giustizia sportiva, faremo ricorso alla corte d'Appello, al Tas, ci rivolgeremo alla giustizia svizzera dove, per essere sospesi per otto anni, devi aver commesso qualcosa di molto grave. L'unica cosa che avrebbero dovuto dire è che 'se questo accordo esisteva, dovevi registrarlo sui librì e su questo sono d'accordo. Ma si tratta di una procedura amministrativa e finanziaria, non ha niente a che fare con l'etica". "Sono un uomo di principi, mai prendere soldi che non ti sei guadagnato e paga i tuoi debiti. Ora dicono che ho provato, attraverso Platini, a comprare i voti per le elezioni del 2011".

Uefa: Michael Platini ha dirtto al giusto prcesso

La Uefa ribadisce, ancora una volta, il suo sostegno a Michel Platini e al suo "diritto a un giusto processo e all'opportunità di difendere la propria reputazione". Così, in una nota, commentano da Nyon la squalifica di 8 anni inflitta a Le Roi dal Comitato Etico della Fifa. La Uefa "prende nota" della decisione e si dice "estremamente dispiaciuta", ricordando però "è soggetta a ricorso". (AGI)

(21 dicembre)

Ginevra – L'ex 'patron' della Fifa, Joseph Blatter, e Michel Platini, presidente della Uefa dal 2007, sono stati sospesi per otto anni da tutte le attivita' legate al calcio. Lo ha deciso la commissione etica della Fifa in relazione all'inchiesta interna relativa a un pagamento sospetto di 1,8 milioni di euro, in capo ai due dirigenti. I due, un tempo le personalita' piu' potenti del mondo del calcio, potranno presentare appello alla Fifa e poi anche dinanzi alla Corte arbitrale per lo sport. Ma la tempistica del ricorso rischia di impedire a Platini di candidarsi alla presidenza della Fifa il 26 febbraio prossimo. (AGI)

Milano - Una brutta Inter viene battuta per 2-1 da una Lazio in chiara ripresa e trascinata da Candreva, autore di una doppietta (5' e 87'). In mezzo il momentaneo pari di Icardi. Mancini conserva il primato ma le inseguitrici si avvicinano: Napoli e Fiorentina sono a un punto, la Juve a tre, la Roma a quattro. Gol-lampo della Lazio dopo soli 5': splendido gol di Candreva, destro di prima intenzione su corner di Biglia.

Vincono anche Fiorentina, Napoli, Juve, Roma, Milan, Samp e Udinese

L'Inter accusa il colpo e fatica a reagire, soffrendo le ripartenze degli esterni biancocelesti, Candreva e Felipe Anderson, 'gestitì da Biglia. La Lazio fa un figurone, l'Inter è troppo prevedibile. E rischia il tracollo prima dell'intervallo, sulla percussione di Anderson che Candreva, a tu per tu con Handanovic, spreca malamente. Al rientro niente cambi e prima occasione, fortuita, per i nerazzurri su punizione a due nell'area piccola: Telles non trova lo spiraglio. Brozovic e Ljajic le mosse di Mancini per scuotere un'Inter e la svolta, complice anche il cambio di modulo e il passaggio al 4-3-3, in qualche modo arriva. Perisic innesca Icardi, tenuto in gioco da Hoedt: piattone di destro sotto le gambe di Berisha e 1-1. Ancora mezz'ora da giocare, la partita si gioca sul filo dell'episodio: occasioni potenziali per Candreva e Anderson, a Ljajic manca il passaggio decisivo. La Lazio ne ha di più nel finale: Felipe Melo affossa Milinkovic in area: rigore netto che Candreva segna dopo la respinta di Handanovic. Manca la risposta nerazzurra anche perchè ancora Melo si fa espellere per un'entrataccia su Biglia, quindi Milinkovic-Savic, già ammonito, si becca un altro giallo perchè allontana il pallone a gioco fermo. Rinasce la Lazio, l'Inter va al tappeto. E lo scudetto è sempre più un affare a cinque. (AGI)

(20 dicembre 2015)

Roma - Il Milan soffre nel primo tempo, va sotto a Frosinone grazie alla rete di Daniel Ciofani, poi dopo il forcing alla fine del primo tempo, nella ripresa entra in campo un'altra squadra che ribalta il punteggio e porta a casa tre punti. Abate pareggia dopo 5', poi Bacca porta in vantaggio i rossoneri e Alex segna l'1-3. I ciociari riaprono il match con Dionisi ma la squadra di Mihajlovic con Bonaventura segna nel finale il 2-4 e puoò affrontare adesso la sosta con maggiore autostima.Prima vittoria di Montella sulla panchina della Sampdoria. A farne le spese il Palermo, caduto sotto i colpi nella ripresa di Soriano e Ivan.Sconfitta casalinga per il Torino, che si fa superare dall'Udinese. Perica segna la rete della vittoria, con i bianconeri che giocano buona parte della ripresa in dieci per il rosso a Wague. (AGI)

(20 dicembre 2015)