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Roma – Il duello infinito si alimenta di un'altra puntata. Se la Juve batte in casa il Genoa, il Napoli, alla settima affermazione consecutiva in campionato, passa senza particolari sforzi all'Olimpico, contro una Lazio sterile e, almeno nell'occasione, nettamente inferiore. Lo scudetto resta dunque un affare a due anche dopo il turno infrasettimanale, che gli azzurri mettono in cascina con un 2-0 frutto dei gol, nel primo tempo, di Higuain e Callejon. Senza gli squalificati Matri, Cataldi e Milinkovic-Savic e gli indisponibili: De Vrij, Kishna, Biglia, Radu, Bisevac e Morrison, Pioli si affida a Marchetti tra i pali, ad Onazi in mezzo al campo e al tridente formato da Candreva, Klose e Felipe Anderson. Privo degli squalificati Hysaj ed Allan e dell'infortunato Grassi, Sarri 'rispolvera' Maggio in difesa, opta per Lopez titolare a centrocampo e non rinuncia al tris di attaccanti composto da Callejon, Higuain ed Insigne. La partita e' subito godibile, i padroni di casa sono Candreva-dipendenti e si fanno minacciosi solo quando l'ex livornese trova spazio sulla fascia. Ma i campani gia' al 7' sfiorano il gol: pasticcio di Basta, che mette in movimento Higuain, sul cui diagonale Marchetti si salva in due tempi. Felipe Anderson va a sprazzi, Lulic al 20' alza troppo la mira e, al 24', Higuain timbra il cartellino con la sua 23esima rete in altrettante giornate di campionato: a servirlo e' Callejon, Marchetti non e' impeccabile in uscita e il 'Pipita' sblocca il match.

Passano tre minuti e il Napoli e' sul doppio vantaggio: magia di Insigne per Callejon, che si esibisce in un lob vincente. La Lazio perde Candreva per infortunio (dentro Keita), i partenopei gestiscono e fino all'intervallo soffrono zero. In avvio di ripresa, al 4', il Napoli fa ancora la voce grossa con Higuain che, imbeccato da Jorginho, pretende troppo dalle sue indubbie doti. Per annotare la prima occasione da rete della Lazio bisogna attendere il 16', quando Konko, in tuffo, inzucca di poco a lato.Esce Insigne per Mertens e al 20' Klose, ai limiti dell'off-side, controlla di nuca e spara alto davanti a Reina. E' il momento migliore dei padroni di casa, ancora pericolosi al 21' con Felipe Anderson (e Lulic, caduto in area, reclama vanamente il rigore).Sarri urla ai suoi di restare con la testa nella contesa, la curva invece lancia cori contro Koulibaly e Napoli, costringendo Irrati, al 22', a sospendere la partita per un paio di minuti. Dopo non e' che la musica cambi granche', con lo speaker dello stadio a ricordare le sanzioni a cui si puo' andare incontro. Nel frattempo entrano Mauri e Gabbiadini, Mauricio alla mezzora stacca a lato, poi il Napoli stacca decisamente la spinta e i padroni di casa si rendono protagonisti di un non irresistibile forcing che non mette mai in dubbio l'esito della sfida. Il Napoli porta a casa i tre punti in palio e resta in testa alla classifica, la Lazio puo' solo consolarsi per una reazione d'orgoglio nel finale, davvero poca cosa per una squadra che avrebbe voluto puntare ad un posto in Europa.(AGI)

Torino – Solida ma senza brillare, la Juve batte il Genoa 1-0, centra la 13esima vittoria di fila (Allegri supera la striscia record di Conte) e resta a -2 dal Napoli. Decide un'autorete di De Maio dopo un'invenzione di Cuadrado, il migliore dei suoi. Allegri perde Sturaro in extremis e si affida a Padoin, Cuadrado ed Evra danno il cambio a Lichtsteiner e Alex Sandro mentre Caceres gioca al posto di Chiellini. Davanti Morata e Dybala. Per Gasperini 3-5-2 speculare, subito Gabriel Silva a sinistra e davanti Cerci con Pavoletti. Dopo un avvio coraggioso dei rossoblu', la Juve prende in mano il pallino del gioco ma senza affondare il colpo. Al 13' guizzo di Dybala, con un sinistro che sfiora il palo, ma il Genoa si difende bene e arriva anche al tiro da fuori con Dzemaili. Bianconeri in difficolta': pochi spazi, poco movimento e tanti errori. Il Grifone va prendendo coraggio ma alla mezz'ora si accende Cuadrado: numero sulla destra e palla in mezzo, deviazione di De Maio che beffa Perin. Nel finale di primo tempo fuori Evra per un problema muscolare e dentro Alex Sandro.Ripresa che vede i rossoblu' impegnare Buffon con Cerci, segnale di un Genoa in campo con maggiore determinazione. Entrano Zaza per Morata e Suso per Cerci e l'ex Sassuolo spreca subito la chance del 2-0 a tu per tu con Perin. Gasperini torna al 3-4-3 con Capel per Ntcham mentre Allegri perde anche Caceres (uruguaiano in lacrime, tocca a Rugani). La partita resta bruttina, l'intensita' e' buona ma occasioni zero. Nei rossoblu' entra anche Matavz, nel recupero viene espulso Zaza per un'entrataccia su Izzo ma il muro bianconero resta insormontabile.(AGI)

Roma - Torna il grande appuntamento con il “Panini Tour 2016”. L’iniziativa promozionale per il lancio della collezione “Calciatori 2015-2016” avrà inizio nel weekend del 13-14 febbraio per concludersi a metà marzo: il coloratissimo “villaggio” della Panini girerà tutta l’Italia, da sud a nord, toccando le piazze di alcune grandi città. Dopo il grande successo dello scorso anno, decine di migliaia di fan delle figurine si daranno così appuntamento per partecipare alle “Figuriniadi”, l’attesissimo Campionato nazionale di giochi con le figurine. Piccoli e grandi potranno giocare con le figurine, partecipare a quiz e prove di abilità e vincere premi e splendidi gadget. Il tour sarà anche un’occasione per scambiare le figurine con altri collezionisti o con Panini, per completare così il proprio album

Gli eventi maggiori del “Panini Tour 2015” saranno ospitati nelle piazze di 5 città (Napoli, Roma, Firenze, Torino e Genova): nel grande “villaggio” Panini – articolato su accoglienti tensostrutture ed ampie aree esterne attrezzate – saranno organizzate diverse gare a premi, tra cui “Figu Record”, a chi lancia le figurine più lontano, “Figu Quizzone” a chi risponde al maggior numero di domande sul calcio e sulla collezione “Calciatori”, e “Speedy Attack” a chi attacca più rapidamente le figurine sull’album. Sarà poi possibile scambiare figurine con gli altri collezionisti e anche con la Panini. Coloro che si saranno registrati, avranno partecipato ad almeno due dei tre giochi e avranno vinto almeno una sessione di gioco, potranno scambiare con Panini ben 10 figurine. Scambi con l’azienda anche per chi avrà prenotato attraverso il servizio di Mancolista Online. Chi si presenterà con l’album “Calciatori 2015-2016” completo riceverà un timbro di certificazione e uno speciale kit per il completamento dell’album. Nel “villaggio”, sarà anche presente un’area in cui verranno illustrate le “Figu Regole”, ovvero i 12 punti che ogni perfetto collezionisti rispetta, e saranno celebrati i collezionisti virtuosi.

Oltre alle piazze nelle cinque grandi città, il “Panini Tour 2016” prevede altri eventi che verranno realizzati nei centri commerciali: saranno una sessantina quelli che, in tutta Italia, ospiteranno stand e corner della Panini di diversi formati, con quiz e giochi a premi e la distribuzione di album e figurine della collezione “Calciatori 2015-2016”. In totale, tra piazze e centri commerciali, il tour di quest’anno si svilupperà per un totale di quasi 120 giornate evento. Importante sarà anche la presenza del tour sul web e nei maggiori social. Sarà possibile seguire le varie tappe sul sito internet www.calciatoripanini.it, la pagina Facebook Calciatori Panini, il canale YouTube, i feed di Twitter, il profilo Instagram e la app gratuita iCalciatori. In particolare, sui vari social saranno pubblicati le foto e i video migliori realizzati dai collezionisti.

La nuova collezione “Calciatori 2015-2016” comprende 893 figurine su giocatori e squadre di Serie A TIM, Serie B ConTe.it, Lega Pro, Serie D, Campionato Primavera TIM e Serie A Femminile. L’album di 128 pagine ha una copertina preziosa e colorata: vi spiccano i colori della Serie A riprodotti su bandiere, oltre all’immancabile immagine del “calciatore in rovesciata”. Tante sono le novità di questa raccolta: sale a 22 il numero delle figurine dei calciatori per ciascuna squadra di Serie A TIM; crescono le dimensioni delle figurine fustellate dei singoli calciatori di Serie B ConTe.it; tornano i “Quiz del Tifoso” sul retro delle figurine di Serie A e da quest’anno anche della Serie B; si arricchisce la sezione “Film del Campionato” e arriva la nuova sezione “RafFIGUra la tua squadra” con i disegni realizzati dai collezionisti. (AGI)

Jackson Martinez giocherà in Cina in quello che è l'acquisto più ricco mai compiuto da un club del gigante asiatico. Il 29enne attaccante colombiano lascia l'Atletico Madrid per trasferirsi al Guangzhou Evergrande che ha versato nelle casse dei "colchoneros" 42 milioni di euro. Battuto il record appena stabilito dallo Jangsu Suning che aveva pagato 32 milioni di euro per Ramires dal Chelsea, ina una sessione di mercato che ha visto anche il passaggio dell'interista Fredy Guarin allo Shanghai Grrenlad Shenhua. Martinez ha firmato un quadriennale e raggiungerà la settimana prossima il ritiro di Dubai per mettersi a disposizione di Luiz Felipe Scolari, l'allenatore del Guanghzou che lo ha fortemente voluto. Il tecnico brasiliano la scorsa stagione ha preso il posto di Fabio Cannavaro che a sua volta aveva ereditato la panchina da Marcello Lippi. L'Atletico si consola con una plusvalenza di 7 milioni di euro, visto che la scorsa estate aveva ingaggiato il colombiano dal Porto per 35 milioni. Secondo "Marca" i soldi incassati verranno investiti nella prossima sessione di mercato per il ritorno di Diego Costa dal Chelsea. Jackson Martinez lascia il club allenato da Simeone con appena due gol in 15 partite di campionato. Il colombiano ha avuto tanti infortuni e non e' riuscito a rendere come ci si aspettava. (AGI)

Reggio Emilia – Con i gol segnati da Salah al 10' ed El Shaarawy al 94' la Roma espugna il campo del Sassuolo nell'anticipo della 23esima giornata di serie A. A Reggio Emilia finisce 2-0 per la squadra di Spalletti, alla seconda vittoria consecutiva, altri tre punti che valgono il quarto posto momentaneo in classifica insieme all'Inter, attesa domani dalla sfida casalinga con il Chievo. Gli emiliani, invece, possono recriminare per il calcio di rigore del possibile pareggio sbagliato da Berardi nel finale.

Al Mapei Stadium Spalletti accantona la difesa a tre per tornare al 4-3-3 tanto gradito all'ex tecnico Rudi Garcia. Il tridente offensivo, pero', e' atipico perche', senza Dzeko, l'allenatore toscano lancia l'ultimo arrivato Perotti nell'inedito ruolo di centravanti, con El Shaarawy e Salah larghi. Il Sassuolo risponde con il trio Berardi-Trotta-Sansone e parte bene: ci provano Sansone da fuori e Berardi in contropiede, ma alla prima occasione la Roma trova il gol: Pjanic premia il taglio di Salah, che riceve al limite dell'area, si accentra e batte Consigli con un gran sinistro. Da quel momento i giallorossi prendono fiducia e conquistano il centrocampo, ma non sanno sfruttare la superiorita' nel possesso palla.

A nulla servono le proteste di El Shaarawy per un contrasto sospetto nell'area avversaria con Vrsaljko, ma le vere occasioni per il raddoppio romanista capitano sui piedi di Maicon e Salah poco dopo la mezz'ora: in entrambi i casi, pero', gli uomini di Spalletti sono imprecisi. Superata la tempesta, il Sassuolo prova a riorganizzarsi e riesce finalmente a sviluppare il suo gioco in velocita' nella meta' campo avversaria innescando i rapidi attaccanti.

Nel finale del primo tempo prima Berardi, poi Trotta provano a impensierire Szczesny da fuori area, senza pero' spaventarlo. La ripresa riparte con un Sassuolo ancor piu' intraprendente, forse incoraggiato dall'ennesimo problema per la difesa giallorossa, l'uscita di scena di Daniele De Rossi a due minuti dalla fine del primo tempo, sostituito da Gyomber. Sansone ci prova subito fuori, poi Berardi ha un'ottima occasione, ma Szczesny si distende e respinge il suo sinistro.

La Roma adesso fatica, anche se al 10' Salah avrebbe ancora sui piedi il pallone del raddoppio, ma lo spreca tirando addosso a Consigli da due metri. Il Sassuolo continua a fare la partita, la Roma si difende con ordine nonostante i numerosi calci d'angolo battuti dagli emiliani, sfiora il raddoppio con El Shaarawyy ma al 43' del secondo tempo rischia grosso: Nainggolan atterra Pellegrini, rigore e secondo giallo per il belga, ma Berardi calcia alto. Nel finale El Shaarawy chiude i conti sull'assist di Perotti e i giallorossi tornano a casa con tre punti fondamentali nella corsa Champions.(AGI)

 

Manchester – Adesso c'è anche l'ufficialità: Pep Guardiola sarà l'allenatore del Manchester City nella prossima stagione.

Il club inglese ha annunciato in una nota che nelle scorse settimane sono iniziate le trattative col tecnico catalano e che si è giunti a un accordo: Guardiola firmerà un triennale e dalla prossima stagione siederà sulla panchina dell'Etihad Stadium.

"In segno di rispetto verso Pellegrini e i giocatori – si legge nella nota del club che conferma come la trattativa con Guardiola sia stata riallacciata dopo un primo approccio nel 2012 – desideriamo rendere pubblica questa decisione per togliere di mezzo qualsiasi inutile speculazione. Manuel, d'accordo con la decisione di fare questa comunicazione, resta completamente concentrato sugli obiettivi di questa stagione".

Lo stesso tecnico cileno aveva anticipato oggi in conferenza stampa, alla vigilia della sfida col Sunderland, il suo addio al termine della stagione: "ho parlato col club e chiuderò il mio contratto a giugno".

La notizia dell'arrivo di Guardiola al City circolava ormai da tempo, soprattutto dopo che l'ex allenatore del Barcellona aveva annunciato la volontà di lasciare il Bayern Monaco – che nel frattempo ha ingaggiato Carlo Ancelotti – per misurarsi con la Premier League.

Guardiola ritroverà al City Ferran Soriano e Begiristain, rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo, entrambi con lui ai tempi del Barca. (AGI)
 

Sepang (Malesia) – Sepang è stato il palcoscenico del primo test ufficiale del Mondiale MotoGp 2016.

I 21 protagonisti della classe regina sono ritornati in pista per la prima volta da novembre ma se il test post Gp di Valencia è servito per dare solo un assaggio di come sarebbe stata la futura stagione, la prima di Sepang è servita anche per dare risposta alle domande di questi mesi: come avrebbero potuto mescolare le carte le novità introdotte per il campionato, centralina unica e gomme Michelin su tutte? E' presto, ma la risposte date da questo lunedì possono raccontarci di poche variazioni e di un Jorge Lorenzo in linea con l'anno scorso: veloce e davanti a tutti.

Il mallorchino della Yamaha ha fatto registrare un 2'00"684 come miglior tempo della giornata staccando di oltre un secondo il suo compagno di squadra e rivale Valentino Rossi. Le condizioni climatiche hanno inciso sulle prestazioni. Il caldo di fuoco con punte di oltre 50 gradi sull'asfalto si è fatto sentire in questi primi test dove la preparazione atletica dei piloti non è ancora ai livelli ottimali e, dopo qualche giro, molti apparivano già fisicamente provati.

Nella tabella dei tempi Lorenzo è di soli 0.078 secondi più lento del suo giro più veloce qui nel 2015: con le nuove gomme e la nuova elettronica è un inizio positivo per il cinque volte iridato. Appena dietro di lui Rossi che ha completato 55 giri attestando il suo miglior 2'01"717 solo al suo 52esimo passaggio.

Le previsioni climatiche parlavano di possibili precipitazioni ma il "pericolo" test bagnati è stato scongiurato. Non solo Lorenzo è stato il migliore sul giro secco ma il pilota Yamaha ha completando sette giri sotto i 2'02" con tre di questi addirittura a fermare il cronometro sui 2'00".

Il suo giro più veloce è arrivato al 32esimo passaggio sui trentasette effettuati, nel frattempo il suo compagno di box ha toccato il tempo di 2'01" una sola volta attestandosi costantemente sui 2'02". Dietro i due portacolori Yamaha c'è Dani Pedrosa.

Il pilota spagnolo della Honda ha lavorato molto sul motore, punto debole della moto e troppo aggressivo nel 2015. L'attenzione sulla gestione della potenza è l'obiettivo dichiarato di casa HRC nella tre giorni di test malesi. Quarto Danilo Petrucci a 1"127 da Lorenzo. L'italiano su Ducati ha preceduto Andrea Iannone, pilota ufficiale della scuderia di Borgo Panigale, attardato di 0"101 secondi dal corridore satellite. Sotto Iannone Scott Redding, che quest'anno sarà in sella ad un GP15 del team Ducati Paramarc.

Desmosedici dell'anno scorso anche per il pilota di Vasto nella maggior parte del lavoro fatto in pista. La nuova versione 2016 è stata usata con il contagocce preferendo la raccolta di dati sul vecchio prototipo. Hector Barbera è stato il terzo ducatista nei primi sei piloti più veloci, dietro di lui col settimo crono Marc Marquez che ha stabilito un 2'02"278 come miglior giro a circa un secondo e mezzo da Lorenzo.

Scott Redding, Aleix Espargarò e Cal Crutchlow hanno completato la top ten tutti a due secondi dal più veloce del lunedì.

Andrea Dovizioso, pilota ufficiale Ducati, ha trascorso la maggior parte del suo tempo sulla GP15 completando 40 giri.

Fine test sfortunato invece per il suo compagno di squadra Eugene Laverty: caduto alla curva quattro si è fratturato il polso destro finendo anzitempo il suo lavoro a Sepang.

Per domani è stato annunciato che anche Casey Stoner si unirà ai piloti MotoGP. L'australiano ritornerà in pista per un test ufficiale dopo quattro anni. (AGI) 

Roma – Sarà Montpellier la sede del ritiro della Nazionale italiana di calcio in occasione della fase finale di Euro 2016 in Francia. La Federcalcio ha infatti ufficialmente confermato l'opzione già comunicata alla Uefa nei mesi scorsi.

Situata nel sud del Paese, Montpellier è oggi l'ottava città della Francia per popolazione ed è un centro universitario di prestigio che ospita migliaia di nostri connazionali. E' il capoluogo della regione di Linguadoca-Rossiglione e del dipartimento dell'Herault, gli azzurri si alleneranno presso il centro sportivo del 'Montpellier Herault Sport Club' a Grammont e alloggeranno presso il 'Courtyard by Marriott Hotel'.

"La qualità delle strutture – sottolinea il presidente della Figc, Carlo Tavecchio – soddisfa pienamente le nostre esigenze e permetterà al ct e alla squadra di poter lavorare nel migliore dei modi. La calorosa accoglienza ricevuta dalle istituzioni locali nel corso dei sopralluoghi effettuati in questi mesi, la professionalità e la disponibilità mostrate dal Montpellier HSC e la presenza di una numerosa comunità italiana nell'area rappresentano una garanzia del legame tra la città e la Nazionale, un coinvolgimento che sono convinto potrà contribuire a infondere ulteriore entusiasmo nei nostri ragazzi".

Dopo la visita del ct Antonio Conte a dicembre, la Federcalcio ha avviato il processo organizzativo che dovrà preparare la spedizione: nelle scorse settimane, una delegazione della Federcalcio ha incontrato i rappresentanti della Ville de Montpellier, della Montpellier Mediterranee Metropole e quelli del club francese di Ligue 1. A breve saranno definite tutte le iniziative collegate alla permanenza della Nazionale e le sedi di 'Casa Azzurri' e del Media Centre.

In vista della fase finale del campionato europeo, che si svolgerà dal 10 giugno al 10 luglio, la Nazionale si radunerà presso il Centro tecnico federale di Coverciano qualche giorno dopo la conclusione del campionato di Serie A e quindi si trasferirà a Montpellier la settimana precedente l'esordio nel torneo contro il Belgio, in programma il 13 giugno a Lione.

Gli Azzurri affronteranno poi la Svezia il 17 giugno a Tolosa e il 22 giugno se la vedranno con la Repubblica d'Irlanda a Lille. (AGI) 

(1 febbraio 2016)

Milano – "Mi scuso per un gesto di rabbia che non avrei dovuto fare". Roberto Mancini, a mente fredda, fa mea culpa via Twitter per il dito medio mostrato ai tifosi rossoneri mentre stava lasciando il campo dopo l'espulsione nel derby.

Il tecnico jesino è tornato anche sulla sconfitta: "Sono molto dispiaciuto, capisco l'amarezza dei tifosi. Per uscire da questa situazione serve lavoro e pazienza da parte di tutti". Ieri Mancini è apparso molto nervoso, in campo e fuori. Davanti alle telecamere, nel post partita, ha anche apostrofato una conduttrice che gli chiedeva se l'errore di Icardi dal dischetto poteva essere la conseguenza delle critiche del tecnico della settimana scorsa ("quel gol lo segnavo anche a 50 anni", ndr): "questa è una stronzata", ha risposto il Mancio, per poi concudere: "dite cagate".

 

Oggi, intanto, Marcello Nicchi, presidente dell'Aia, ai microfoni di "Radio Anch'io Sport" risponde a Roberto Mancini, che ieri si era lamentato della direzione di Damato nel derby ed è stato espulso per proteste. "Chi dice che gli arbitri sono permalosi, non li conosce e non li frequenta. Non siamo permalosi, siamo coloro che hanno il dovere e l'obbligo di applicare il regolamento. Può capitare di sbagliare ma è fisiologico. Qualche volta l'errore può diventare importante, ma quando l'allenatore comincia ad attaccare la classe arbitrale è perchè percepisce che la sua squadra in crisi".

Secondo Nicchi "gli allenatori purtroppo hanno da difendere il proprio contratto e ogni volta che vedono la squadra in crisi, quale miglior cosa se non attaccare gli arbitri? Ma è una cosa che non paga più. Auspicherei che un allenatore, a fine partita, prima di esprimersi si rilassi un attimo".

E quanto a Montella, Nicchi dice "non fa del bene a lui stesso e al calcio quando dice di auspicare che un arbitro abbia la stessa personalità in tutte le gare. Fabbri, di personalità, ne ha da vendere". (AGI)

(1 febbraio 2016)

Milano - Al Diavolo i sogni scudetto. Il derby va al Milan che ne rifila tre a
 un'Inter che precipita a -9 dal Napoli, a -7 dalla Juve e perde anche il
 terzo posto.

Una stracittadina infernale per i nerazzurri, da ricordare per i
 rossoneri che con i gol di Alex, Bacca e Niang portano a casa una
 vittoria che potrebbe cambiare il campionato della squadra di
 Mihajlovic, ora sesta a -6 dal terzo posto e a -5 dalla stessa Inter.
 Una sconfitta pesante per gli uomini di Mancini, espulso per proteste,
 un ko che pesera' tantissimo anche sulla testa di Icardi che, sull'1-0,
 ha calciato un rigore sul palo.

 Tre minuti dopo il mancato 1-1, al 73esimo, il raddoppio di Bacca,
 poi al 77esimo il definitivo 3-0 di Niang.
     Serata magica per il Milan, devastante per l'Inter che nelle ultime
 4 gare ha portato a casa solo due punti. Al fischio d'inizio nessuna
 sorpresa nell'11 iniziale del Milan, tante, e di un certo rilievo,
 nell'Inter. Mihajlovic si affida al 4-4-2 con la coppia Niang-Bacca in
 attacco. In panchina l'ex Balotelli.

    Il "Mancio" schiera un coraggioso 4-2-3-1, tanti giocatori
 offensivi, ma nessun centravanti visto che Mauro Icardi e' il grande
 escluso. Jovetic finto centravanti, sulla trequarti Ljajic e Perisic
 esterni, il nuovo acquisto Eder in mezzo. Ritmi subito alti e intensi,
 in campo e' battaglia, partono meglio i nerazzurri, ma i rossoneri
 crescono con il passar dei minuti, trascinati dalla grinta di un Kucka a
 tutto campo. In avvio, pero', e' Eder a mettersi in mostra, prima
 cercando Jovetic (bravo Alex in anticipo), poi sbagliando il colpo di
 testa in tuffo su un bel cross di Perisic. E' Brozovic, al decimo, il
 primo a calciare in porta, ma Donnarumma (da stasera nella storia come
 il piu' giovane di sempre a giocare il derby), para in due tempi.

     Il Milan comincia a svegliarsi, Kucka recupera decine di palloni,
 imposta, calcia, litiga e trascina i suoi che cominciano a venir su e a
 prendere coraggio, anche perche' per l'Inter, in mezzo, c'e' solo Medel
 a fare legna. Salgono di tono anche Bonaventura e Honda che sugli
 esterni trovano gli spazi per affondare. Dopo un sinistro di Jovetic
 bloccato da Donnarumma, al 35esimo il Milan passa in vantaggio. Dopo
 aver sfiorato la deviazione vincente, sugli sviluppi di un corner Honda
 disegna un bel cross, in area svetta Alex che di testa batte Handanovic:
 1-0. Mancini infuriato, Milan attento e che rischia solo al 43esimo ma
 Donnarumma e Abate fanno buona guardia rispettivamente su Perisic e
 Jovetic.

     Nella ripresa nessun cambio, Icardi resta in panchina, Mancini la
 lascia al quintio per proteste: Donnarumma sbaglia il rinvio, alza un
 campanile e deve lanciarsi su Eder, anticipa l'ex Samp e si salva, anche
 se i nerazzurri chiedono il rigore, lo fa con insistenza Mancini che
 viene allontanato su segnalazione del quarto uomo. Ci stava, invece, la
 punizione in 2 in area per i nerazzurri. Ora il match lo fa l'Inter, ma
 il Milan e' pericoloso in contropiede. Al 19esimo dentro Icardi, fuori
 Jovetic. Cinque minuti dopo Ljajic innesca l'argentino, bravo Donnarumma
 a respingerne il diagonale, ma poi Alex atterra il numero 9 nerazzurro e
 Damato concede il rigore. Sul dischetto va lo stesso Icardi che con il
 piatto destro centra il palo. Da li' in poi l'Inter crolla, il Milan si
 esalta: raddoppia al 28esimo con il solito gol di Bacca che mette dentro
 su assist di Niang, poi triplica proprio con il francese che il
 Leicester stava per portare in Premier League. Finisce 3-0, Mihajlovic
 batte l'amico Mancini, il Milan torna a sorridere, l'Inter torna a
 vedere il tricolore come un sogno e non come una possibilita'. (AGI)