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 Bologna – Bizzarri, con il rigore parato a Destro nella prima frazione di gioco, e Pepe, con la rete messa segno nella seconda parte di gara, regalano una vittoria importantissima al Chievo di Maran, che sbanca il Dall'Ara per 1-0 e conquista tre punti d'oro nella corsa alla salvezza. Dopo l'importante vittoria di inizio anno a San Siro contro il Milan, Donadoni, che vuole dar seguito all'ottimo momento di forma del suo Bologna, prova a sfruttare al meglio il turno casalingo e conferma il 4-3-3, con Mbaye, preferito a Falco, Giaccherini e Destro a formare il tridente offensivo rossoblu'. Sponda Chievo, archiviato lo sfavillante 3-3 casalingo arrivato contro la Roma al Bentegodi, Maran si affida al consolidato 4-3-1-2, con Birsa a ridosso di Inglese e Paloschi. I primi minuti di gara sono intensi ma estremamente spezzettati a causa del tono agonistico messo in campo da entrambe le squadre. Al 17', la prima conclusione offensiva della partita: Destro, dalla distanza, tenta di sorprendere Bizzarri ma il tiro dell'ex giocatore del Milan e' debole e all'estremo clivense non crea problemi. La squadra di Maran prova a scuotersi e, al 22', Birsa cerca l'incrocio dei pali ma il pallone finisce alto sopra la traversa. Il Bologna minuto dopo minuto conquista metri di campo e il solito Giaccherini, al 36', viene atterrato in area da Frey con Gavillucci che non esita a indicare il dischetto del rigore. Dagli undici metri si presenta Destro che calcia forte centralmente, ma Bizzarri e' bravo a intercettare e respingere il pallone con il piede, salvando il risultato sull'unico vero tiro in porta di una prima frazione di gara priva di emozioni.

Al ritorno in campo dagli spogliatoi, Maran e Donadoni confermano rispettivamente lo stesso undici di inizio match, ma il Chievo sembra essere tornato in campo con un altro spirito e nell'arco di qualche minuto, tra il 49' e il 51', prova a mettere i brividi a Mirante, prima con Birsa e poi con Pepe, da calcio di punizione, ma la mancanza di mira dei tiratori clivensi e la retroguardia bolognese non permettono al Chievo di sbloccare il risultato. Arginata la furia iniziale degli ospiti, il Bologna torna a macinare gioco alzando il proprio baricentro di gioco e, al 25', ancora un ispirato Giaccherini prova a sfondare dalla sinistra ma la conclusione alla ricerca del secondo palo dell'attaccante rossoblu viene deviata in angolo dalla difesa clivense. Un minuto dopo, sugli sviluppi del corner conquistato da Giaccherini, Gastaldello, di testa, colpisce bene il pallone ma Bizzarri e' bravo a farsi trovar pronto. I padroni di casa intensificano la propria pressione offensiva, ma il Chievo e' bravo a difendersi e ripartire e nel miglior momento del Bologna, al 34', Pepe, servito da Cacciatore, dal limite dell'area batte Mirante per lo 0-1 con un preciso rasoterra, che chiude di fatto la partita. (AGI)

(10 gennaio 2016)

Roma – Difesa e contropiede. Contro l'Atalanta il Genoa adotta una ricetta antica come il mondo e torna alla vittoria dopo cinque sconfitte consecutive. I rossoblù, oggi in maglia bianca, espugnano l'Atleti Azzurri d'Italia dopo una partita, specie nella ripresa, di puro contenimento e veloci ripartenze. Le reti di Dzemaili e Pavoletti rinsaldano la panchina di Gasperini, che azzecca tutti i cambi, e ufficializzano la crisi dei nerazzurri, al quarto ko di fila. La prima frazione è a dir poco soporifera. Per quaranta minuti non c'è traccia di un tiro in porta (ma anche fuori): squadre bloccate, quasi intimorite, e tanti, troppi errori di impostazione. Sportiello e Perin praticamente non si sporcano la divisa. Gomez suona la sveglia al 41': raccoglie la sponda di Denis e cerca l'angolino con un destro rasoterra, ma Perin si allunga e intercetta. Nel finale si vede il Grifone: Ansaldi sparacchia in curva dalla distanza, poi Rincon centra la traversa dal limite (tiro alzato da Cigarini in scivolata) con Sportiello battuto. Gli ospiti iniziano la ripresa con Capel al posto di Suso e soprattutto con un pizzico di voglia in più, ma le occasioni continuano a latitare.

Anche i padroni di casa, nonostante un certo predominio territoriale, faticano a penetrare nell'area avversaria e devono affidarsi alle conclusioni da lontano, completamente sballata nel caso di Cigarini (18') o murata dai difensori, come capita a D'Alessandro e Denis. La spinta orobica lentamente si spegne e la squadra di Gasperini ne approfitta. Il primo campanello d'allarme per Sportiello arriva al 28': cross basso e teso di Laxalt dalla sinistra, mancino al volo di Capel e decisiva deviazione in angolo di Brivio. Il vantaggio ospite arriva cinque minuti dopo con un'azione fotocopia: a crossare stavolta è Rincon, che pesca Dzemaili in area, il cui sinistro al volo prende in controtempo Sportiello. Passano altri trecento secondi e c'è il raddoppio: Rincon lancia la discesa sulla sinistra di Laxalt, che serve al centro il solissimo Pavoletti. Il cecchino genoano non sbaglia ed è 2-0. La reazione ospite è tutta nel clamoroso errore del neo entrato Monachello, che manca la porta da due passi. Poi Perin chiude su D'Alessandro e Capel spreca il 3-0 in contropiede. Partita brutta da vedere, ma per il Genoa contava invertire il trend: la zona retrocessione ora è distante 4 punti e fa un pò meno paura. (AGI)

(10 gennaio 2016)

Torino - Cinque vittorie nelle ultime sei partite: è il ruolino di marcia dell'Empoli, che chiude il girone d'andata battendo all'Olimpico il Torino per 1-0 con una rete, all'11' della ripresa, del solito Maccarone, e piazzandosi al quinto posto in classifica a quota 30, in piena bagarre per l'Europa. Per i granata, invece, si certifica una piccola crisi: terza sconfitta consecutiva e un 'caso Quagliarella' da risolvere al piu' presto, magari con l'arrivo di Immobile. Senza lo squalificato Acqua e l'indisponibile Obi, Ventura cambia la coppia offensiva, schierando per la prima volta assieme Martinez e Belotti e spedendo in panchina Quagliarella, ancora beccato dai suoi tifosi per le scuse ai supporters napoletani, e Maxi Lopez. Una scelta di cui il mister granata si pentirà, viste le due chance sprecate proprio da Martinez. Novità anche nell'undici di Giampaolo, che al fianco di Maccarone schiera Livaja e non Pucciarelli. La prima chance, in un incontro sempre interessante, è per l'Empoli, con Bruno Peres che, al 5', cerca vanamente di superare con un lob Skorupski. E' però Martinez, al 15', a divorarsi la prima delle due occasioni che capitano sui suoi piedi: il lancio di Benassi è perfetto, l'estremo ospite gli chiude lo specchio. Al 23' si rendono minacciosi con una conclusione di poco a lato di Maccarone e vanno vicini al vantaggio al 31' con una punizione di Mario Peres che rimbalza sulla traversa.

Ma è ancora l'attaccante venezuelano, al 42', a far arrabbiare l'Olimpico: Maksimovic lo serve a puntino ma, davanti a Skorupski, fallisce l'appuntamento con il gol. Al 45', prima parata vera di Padelli, che dice no ad una conclusione da fuori di Zielinski. La musica non cambia in avvio di ripresa, con Martinez ancora pericoloso al 9', dopo il doppio cambio operato da Giampaolo con gli ingressi di Pucciarelli e Croce. All'11', non così a sorpresa, ecco il vantaggio per l'Empoli: un rimpallo tra Gazzi e Pucciarelli favorisce Maccarone, che infila Padelli sotto le gambe per la sua ottava rete in campionato. Belotti, al 12', calcia su Skorupski ma al 17' l'Empoli fallisce clamorosamente il raddoppio con Saponara, stoppato in mezzo all'area dal corpo di Padelli. Al 25' Skorupski si salva su un gran destro da fuori di Bruno Peres e poi, al 35', è super su un tiro-cross di Zappacosta sporcato da Barba, vicissimo all'autogol. Nel finale, l'ultimo brivido lo regala Paredes, con una botta di poco out che legittima la vittoria dell'Empoli, anche se Glik, nel recupero, sfiora di testa il bersaglio grosso. (AGI)

(10 gennaio 2016)

Roma - Il Napoli è campione d'inverno. Stravincendo 5-1 in casa del Frosinone (Albiol, doppietta di Higuain, Hamsik, per i ciociari in gol Sammarco), la squadra di Sarri scavalca l'Inter salendo a 41 punti, due in più dei nerazzurri battuti a loro volta in casa dal Sassuolo, eirraggiungibile per la Juventus (36 punti), impegnata stasera aMarassi contro la Sampdoria.

Roma, 10 gen. – Il Napoli si laurea campione d'inverno candidandosi prepotentemente per la vittoria finale visto che i campioni d'inverno quasi sempre vincono il titolo. I partenopei di Sarri, che temeva questa trasferta, viaggiano a forza 5 e vincono al Matusa con merito battendo il Frosinone con il punteggio di 5-1 grazie alle reti nel primo tempo di Albiol e di Higuain su rigore e nella ripresa di Hamsik, ancora Higuain che, con il suo 18esimo sigillo, fa sognare i tifosi partenopei ed infine un eurogol di Gabbiadini. Di Sammarco la rete della bandiera per la formazione di Stellone. Il Torino attacca e fa la partita sbagliando diverse occasioni da gol, l'Empoli però espugna l'Olimpico grazie alla rete di Maccarone nella ripresa. Poco dopo Saponara avrebbe potuto raddoppiare ma Padelli ha salvato i granata, che registrano comunque la terza sconfitta di seguito. Il Bologna cede in casa al Chievo, che raccoglie tre punti grazie alla rete nel finale di gara segnata da Simone Pepe. Gli ospiti devono ringraziare Bizzarri che al 37' del primo tempo ha respinto un rigore calciato da Destro. Il Genoa vince a Bergamo battendo 2-0 l'Atalanta, al quarto ko di fila e dunque in crisi di risultati. La sfida che rilancia la squadra di Gasperini (che veniva da 5 ko di seguito) si decide negli ultimi 15' grazie alle reti di Dzemaili e subito dopo del solito Pavoletti, all'ottava rete stagionale personale. Il Verona deve ancora rimandare l'appuntamento con la prima vittoria stagionale e chiude il girone d'andata con 8 punti. Gli scaligeri hanno giocato una buona gara, ma il Palermo ha espugnato il Bentagodi approfittando di un errore della difesa che ha favorito la rete di Vazquez. La squadra di Delneri le ha provate tutte trovandosi di fronte un ottimo Sorrentino, fino all'ultimo in dubbio dopo un diverbio di ieri con il tecnico Ballardini. (AGI)

(10 gennaio 2016)

Roma – Tante sorprese ed emozioni nel lunch match dell'ultima giornata di andata di serie A fra la capolista Inter e il Sassuolo, vinto dai neroverdi, per 1-0 (dal dischetto) all'ultimo minuto. Una "stecca" per i nerazzurri, che rischiano ora di perdere il titolo d'inverno, ai danni del Napoli, impegnato alle 15 a Frosinone. Bella e intensa la sfida di San Siro. Un risultato stringato, maturato soltanto grazie all'abilita' dei due portieri, autori di diversi interventi miracolosi.

Nei padroni di casa, orfani dello squalificato Felipe Melo, Roberto Mancini ha puntato sul modulo 4-3-3, dando spazio in avvio a D'Ambrosio, Miranda, Murillo e Nagatomo a protezione di Handanovic (con il giapponese a destra e l'ex granata a sinistra); a Kondogbia, Medel e Brozovic, schierati sulla linea mediana, con Perisic e Ljajic a sostegno di Icardi.

In campo nella ripresa Palacio e (per pochi minuti) Jovetic, per un Inter quanto mai aggressiva. Modulo speculare per gli ospiti, privi dello squalificato Pellegrini, del "partente" Floccari e dell'indisponibile Terranova. In scena, dopo le scelte di Eusebio Di Francesco, dunque, Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi e Peluso, schierati davanti a Consigli; Missiroli, Magnanelli e Duncan a centrocampo; con Berardi, Falcinelli e Sansone a comporre il tridente offensivo. In campo nella ripresa, invece, Defrel (sempre piu' al centro di voci di calciomercato) e Floro Flores. Tantissime le azioni degne di menzione. Al 4' Icardi manca il bersaglio; un minuto dopo lo imita Ljajic.

Al 14' Handanovic compie il primo super intervento su Sansone. A ruota Ljajic spedisce alle stelle da due passi e il portiere dell'Inter ferma prima Missiroli e poi ancora Sansone. Allo scadere della prima frazione, poi, Consigli nega la rete a Ljajic. Nella ripresa la musica non cambia: al 17' il portiere degli ospiti si supera su Ljajic, al 20' Handanovic chiude su Falcinelli. Intenso l'ultimo quarto d'ora di gioco. Prima Consigli blocca Kongdobia, poi Handanovic si supera su Cannavaro. A seguire il portiere dei neroverdi chiude su Ljajic e poi su Jovetic.

Infine al 95' Berardi castiga l'Inter dagli undici metri, dopo il giusto penalty concesso per l'atteramento di Defrel, steso da Miranda.

(10 gennaio 2016)

Roma- La Lazio fa muro per Felipe Anderson. Tare, ds biancoceleste, assicura che il Manchester United non ha ora offerto 50 milioni di euro per il brasiliano, ma lo ha fatto – con tanto di 'no grazie' di Lotito – a fine agosto. E da allora, nonostante un evidente calo di Anderson, nulla e' cambiato nelle intenzioni della Lazio, pronta a resistere a nuovi assalti. Anche perche' El Shaarawy, pensato come sostituto del numero 10 laziale, non e' nel mirino: di ritorno dal Monaco, il Faraone potrebbe invece finire alla Roma, con Perotti che invece potrebbe a sorpresa approdare al Milan. Del resto i rapporti tra Galliani e Preziosi sono ottimi, come dimostra l'affare Suso che potrebbe essere bissato con il trasferimento di Cerci: ormai fuori dai piani di Mihajlovic, l'ex granata trascorrera' la seconda parte della stagione alla corte di Gasperini, ma serve l'ok dell'Atletico Madrid, al momento contrario a un nuovo prestito. Si vedra'. Con Zidane sulla panchina del Real Madrid, il primo obiettivo dei blancos per la prossima campagna acquisti e' diventato Pogba: in Spagna scrivono che la societa' del presidente Perez e' disposta a offrire, non per gennaio ma per l'estate prossima, circa 133 milioni di euro per strappare il centrocampista francese ai bianconeri. Pogba e' nel mirino di tanti altri club, tra cui Barcellona e Manchester City.

Allegri, intanto, punta in alto. "Per migliorare questa rosa ci vuole un grande giocatore e i grandi giocatori e' difficile trovarli a gennaio. Se non si migliora la qualita' tecnica della rosa, non ha senso comprare". Isco e' l'obiettivo, ma l'arrivo di Zidane al Real complica ulteriormente le cose. E intanto Goetze, vecchio obiettivo della Juve, spiega che a gennaio non si muovera', a giugno chissa'. La Fiorentina insiste per Lisandro Lopez, mantiene nel mirino Missiroli e accantona l'ipotesi El Shaarawy. Mancini, intanto, vorrebbe Eder ma sa che la Sampdoria non ha alcuna intenzione di cedere l'italo-brasiliano, almeno a gennaio. In blucerchiato, invece, potrebbero finire Dodo' e Ranocchia. Immobile non lontano dal ritorno in Italia. L'ex Borussia Dortmund piace al Torino (sarebbe un ritorno), ma sulle sue tracce ci sono anche Sampdoria e Sassuolo. Pista francese per il Verona: i gialloblu', ultimi in classifica, hanno messo nel mirino Rose, difensore classe 1993 del Lione. Rose potrebbe arrivare all'Hellas con la formula del prestito fino al termine della stagione, con opzione di acquisto.

(9 gennaio 2016) 

Modena – Nel primo anticipo della 19esima e ultima giornata di andata di Serie A, il Carpi ha superato al 'Braglia' di Modena l'Udinese con il punteggio di 2-1. Padroni di casa in vantaggio al 26' con Pasciuti e poi sul 2-0 al 25' della ripresa con Lollo; ospiti che riaprono la partita al 27' con Zapata. Palo di Badu nel finale. In classifica, gli emiliani di Castori salgono a quota 14 punti, mentre i friulani di Colantuono restano a 24.

E questa terza vittoria in campionato del Carpi accende anche la lotta nella parte bassa della classifica perche' gli emiliani si portano ad una sola lunghezza dalla terz'ultima, il Frosinone, dimostrando di essere vivi e vegeti.

La cronaca. Dopo il confortante pareggio all'Olimpico con la Lazio, Castori schiera un undici privo degli indisponibili Fedele, Bubnjic e Matos, affidando le sorti dell'attacco a Mbakogu, sostenuto da Lollo. Colantuono, privo di Merkel, Domizzi e Pasquale, spedisce in panchina Di Natale e schiera davanti la coppia Perica-Thereau. I padroni di casa iniziano col piglio giusto ma la prima occasione e' per gli ospiti che, al 16', impegnano in corner Belec con una botta da fuori di Thereau. E' ancora piu' ghiotta, pero', la palla gol che il Carpi non concretizza al 18' con Zaccardo che, agevolato dalla sponda di Mbakogu, si ritrova a tu per tu con Karnezis, bravo a respingere con un piede. Gli emiliani spingono e, al 26', vanno in gol con uno stacco preciso di Pasciuti su invito di Bianco. Il centrocampista di casa entra cosi' nella storia, avendo segnato praticamente in tutti i campionati, dalla Serie D al massimo torneo. Al 33' Letizia sfiora il raddoppio con una conclusione di poco a lato, l'Udinese sembra incapace di reagire e si va all'intervallo con i locali sull'1-0.

In avvio di ripresa si fa subito vedere Thereau e le due panchine pescano forze fresche come Lasagna, Di Natale, Zapata e Crimi. Al 14' Lasagna, imbeccato da Di Gaudio, trova un Karnezis provvidenziale e cosi', al 15', veste i panni dell'assist-man, invitando a rimorchio Lollo, che di prima insacca il 2-0. Due minuti dopo, pero', l'Udinese si rimette subito in partita con Zapata, che di sinistro batte Belec. I friulani cambiano atteggiamento e ritmo, oltre che il modulo, e al 38' sono anche sfortunati: Di Natale serve Badu che, in mischia, prende il palo. Nel finale capita poco: il Carpi gestisce con criterio e senza affanno, l'Udinese paga a caro prezzo la scarsa 'fame' con cui ha approcciato al match, dimostrando di vivere un momento di involuzione generale che non fara' piacere a patron Pozzo.

(9 gennaio 2016)

Zauchensee (Austria) – Lindsey Vonn in testa dopo la prima manche della discesa sprint di Zauchensee, valida per la Coppa del Mondo di sci alpino. Sulle nevi austriache la campionessa statunitense ha fermato il cronometro sull'1'04"94, precedendo di quasi un secondo (+0.91) la canadese Larissa Yurkiw e Tina Weirather (Liechtenstein), terza in 1'05"86. Non si e' qualificata per la seconda manche la svizzera Laura Gut. La migliore delle azzurre e' Daniela Merighetti, nona al fianco della tedesca Viktoria Rebensburg in 1'06"44. Tredicesima Nadia Fanchini, in 1'06"58, 20esima Francesca Marsaglia in 1'06"79, 22esima Elena Fanchini (1'06"85), subito dietro Elena Curtoni, 23esima in 1'06"97, 30esima Johanna Schnarf in in 1.07.48. Gara a lungo interrotta per la brutta caduta della norvegese Lotte Sejersted, portata in ospedale in elicottero.(AGI)

(9 gennaio 2016)

Zurigo – La Fifa ha reso noto che la Camera arbitrale del Comitato Etico, presieduta da Hans-Joachim Eckert, ha notificato a Joseph Blatter e Michel Platini, rispettivamente numero 1 della Federcalcio internazionale e presidente Uefa, le motivazioni delle squalifiche di 8 anni inflitte a entrambi lo scorso 21 dicembre. L'organo della Fifa sottolinea di "aver rispettato l'impegno di fornire le motivazioni entro la prima metà di gennaio". Adesso sia Blatter che Platini possono presentare i rispettivi ricorsi alla Commissione d'Appello della Fifa e, in caso di conferma delle sanzioni o di un verdetto per loro insoddisfacente, rivolgersi al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. Inoltre la Camera arbitrale del Comitato Etico della Fifa ha deciso di estendere per altri 45 giorni, oltre ai 90 finiti di scontare proprio oggi, la squalifica inflitta a Worawi Makudi, ex presidente della Federcalcio thailandese ed ex membro del Comitato Esecutivo della Fifa. I 45 giorni cominceranno a decorrere da domani. (AGI)

(9 gennaio 2016)

Roma - L'Ethics Board della federazione mondiale di atletica leggera (Iaaf) ha squalificato a vita Papa Massata Diack, figlio dell'ex presidente della Iaaf, Lamine, nonche' gia' consulente marketing della stessa federatletica mondiale, l'ex numero uno della Federazione russa di atletica leggera (Araf), Valentin Balakhnichev, ed Alexei Melnikov, in passato capo settore per la federazione russa di marcia e maratona. Cinque anni di squalifica a Gabriel Dolle', gia' direttore del dipartimento antidoping della Iaaf. (AGI)

(7 gennaio 2016)