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Roma - Il campionato-spezzatino consegna alla storia altri elementi interessanti di questo campionato incertissimo. Il Milan non molla la corsa alla zona Champions: batte in maniera convincente 2-1 il Genoa (con tanto di quasi rissa Mihajlovic-Balotelli) e si riporta a 4 punti dalla terza in classifica (la oma, in attesa della sfida di stasera tra Firentina e Inter). Il Genoa si trova ora invischiato in maniera pesante nella zona retrocessione (con soli tre punti in più del Frosinone) insieme alla Sampdoria, incapace di vincere oggi in casa con l'Atalanta. Un punto in più ha il Palermo – sconfitto oggi in casa dal Torino – mentre due ne ha l'Udinese che subisce un inatteso ko interno col Bologna. Con questa classifica anche Verona a 15 punti e Carpi a 19 punti non sono ancora condannate.

Questi i risultati delle partite della serie A disputate oggi. Nell'anticipo delle 12.30 Milan-Genoa 2-1; nel pomeriggio: Palermo-Torino 1-3, Sampdoria-Atalanta 0-0, Udinese-Bologna 0-1. Alle 20,45 Fiorentina-Inter chiuderà il programma del 25esimo turno.

Nel match dell'ora di pranzo il Milan di Mihajlovic si impone a San Siro sul Genoa con il punteggio di 2-1.Di Carlos Bacca dopo appena 4 minuti la rete che apre le danze, con il colombiano che è abilissimo a battere Perin sugli sviluppi di un'azione iniziata da Honda sulla destra. Il giapponese è l'indiscusso migliore in campo della gara ed è suo il raddoppio nella ripresa, con un gran tiro dai 30 metri che si spegne nell'angolino della porta difesa da Perin. A tempo scaduto è di Cerci il gol dell'ex su di una mezza indecisione di Donnarumma. .

Il Toro si rialza e torna con un bel successo dal "Barbera" dove non vinceva dal 1983 (Coppa Italia). Battuto 3-1 il Palermo dopo una partita dominata. I granata tornano alla vittoria (era accaduto una sola volta nelle ultime dieci partite) dopo cinque turni. Un match senza storia, anche se a sbloccarlo è il Palermo al primo tentativo; Immobile e compagni rialzano la testa e con il passare dei minuti evidenziano la propria superiorità al cospetto di un avversario che si affida solo alla forza di volontà dei singoli ma che è decisamente carente sul piano tattico e che presenta una difesa e un centrocampo imbarazzanti. Segnali poco incoraggianti con la zona pericolo così vicina.

Nel giorno di San Valentino, Mattia Destro regala al Bologna una vittoria d'oro, 0-1 il finale, nello scontro salvezza giocato alla Dacia Arena contro l'Udinese. Risultato che premia l'undici di Donadoni, arrivato alla sesta vittoria in trasferta e padrone del campo per buona parte della gara, ma che lascia l'amaro in bocca ai padroni di casa: poco precisi e sfortunati in area avversaria in troppe occasioni da gol nitide.

A "Marassi" vince la paura di perdere. Sampdoria e Atalanta ci provano senza osare più di tanto, soprattutto nel primo tempo, e così la sfida fra due squadre in affanno finisce con un inevitabile 0-0 che non aiuta nessuno. La squadra di Montella resta quart'ultima e vede scendere a tre punti il vantaggio sul Frosinone, l'Atalanta non vince da dieci giornate. (AGI)

Roma - Nel match dell'ora di pranzo il Milan di Mihajlovic si impone a San Siro sul Genoa con il punteggio di 2-1.Di Carlos Bacca dopo appena 4 minuti la rete che apre le danze, con il colombiano che è abilissimo a battere Perin sugli sviluppi di un'azione iniziata da Honda sulla destra. Il giapponese è l'indiscusso migliore in campo della gara ed è suo il raddoppio nella ripresa, con un gran tiro dai 30 metri che si spegne nell'angolino della porta difesa da Perin. A tempo scaduto è di Cerci il gol dell'ex su di una mezza indecisione di Donnarumma.

Il Milan prosegue la sua rincorsa alla zona Champions battendo con grande autorità allo Stadio Meazza il Genoa di Gian Piero Gasperini. Parte subito forte la squadra di Mihajlovic, che prima sfiora la rete con un tiro da fermo di Honda che esalta Perin e poi, dopo appena 4 minuti, passa in vantaggio con Bacca. Palla larga sulla destra per Bonaventura, che consapevole di essere in fuorigioco la lascia scorrere, sulla sfera si avventa Honda che è bravo a mettere al centro, tocco di Niang per il colombiano, il quale è bravissimo a mettere in rete come sempre al suo primo tiro in porta. Il Milan non smette di attaccare e al 20' riesce a costruire un'altra buona occasione da rete ma Niang, smarcatosi sulla destra, non trova Bacca e Bertolacci a rimorchio. Ancora Bacca alla mezz'ora avrebbe sui piedi la palla del raddoppio su assist di Antonelli, ma Perin è bravissimo in uscita a sventare il pericolo. Prima occasione anche per il Genoa al 33', con Fiamozzi (scuola Milan), che mette al centro un pallone invitante, sul quale però Laxalt, abilmente sbilanciato da De Sciglio, non arriva. Nella ripresa Gasperini prova la carta dell'ex avvelenato, inserendo in campo Cerci, fischiatissimo dal pubblico di San Siro. è però ancora il Milan a fare la partita, ispirato dal giapponese Honda e dall'intraprendenza di Antonelli. Sale di ritmo anche Niang, in ombra nel primo tempo, sul quale Perin deve uscire di piede al 15' della ripresa per evitare il secondo gol. Ci prova anche Bonaventura da lontano, ma non impensierisce l'estremo difensore genoano. (AGI) red/Cav (Segue) (AGI/ITALPRESS) – Roma, 14 feb. – Il raddoppio rossonero è nell'aria e arriva grazie all'assoluto migliore in campo, il giapponese Honda, il quale fa partire un missile dai trenta metri che si infila nell'angolino alle spalle di Perin. Il Milan gioca molto più sciolto e sfiora la terza rete anche con Riccardo Montolivo, che su di uno schema di calcio d'angolo riceve palla dal limite e fa partire un gran sinistro, che però si stampa sul palo. Approfittando del buon momento del Milan, Mihajlovic concede un quarto d'ora di gioco anche a Menez, assente dallo scorso mese di aprile. A tempo ormai scaduto c'è anche il tempo per il gol della bandiera dell'ex di turno Cerci, il quale approfitta di una mezza indecisione di Donnarumma per siglare il 2-1. I rossoneri soffrono per un paio di minuti, con Mihajlovic inviperito per lo scarso contributo di Balotelli, ma alla fine vincono con merito e si portano a 43 punti in classifica, immediatamente alle spalle delle squadre impegnate nella lotta al terzo posto utile per la Champions, in attesa della prova del nove della prossima giornata, quando gli uomini di Mihajlovic incontreranno il Napoli di Higuain. (AGI) red/Cav

Roma - Ha visto oggi la luce a Giacarta la nuova Repsol Honda RC213V con cui Marc Marquez e Dani Pedrosa daranno l'assalto al titolo nel prossimo Mondiale MotoGp.Grande festa nella capitale del Paese asiatico alla presenza anche del ministro dello Sport, Imam Nahrawi, che ha confermato la voglia dell'Indonesia di ospitare presto una gara del campionato.

I due piloti spagnoli, scesi poi in pista sul circuito di Sentul, sono stati travolti dall'entusiasmo dei tifosi. "Il fatto che qui in Indonesia la gente ami in modo incondizionato la MotoGp non smette mai di sorprendermi – confessa Marc Marquez – per cui è un onore svelare ufficialmente qui la nostra RC213V". Il giovane fuoriclasse di Cervera è però già proiettato verso la seconda tornata di test ufficiali per la prossima stagione in programma a Philipp Island dal 17 al 19 febbraio.

"Adesso andiamo in Australia e non vediamo l'ora di proseguire il nostro lavoro sul nuovo motore e sulla nuova elettronica. Abbiamo fatto qualche passo nella giusta direzione nella tre giorni di Sepang ma dobbiamo fare di più a Phillip Island. Sono però convinto che gli ingegneri della HRC e il mio team tireranno fuori altri miglioramenti mentre ci andiamo adattando al nuovo software".

"Mi sento davvero fiero di aver speso tutta la mia carriera in MotoGp alla Repsol Honda – commenta invece Pedrosa – Quest'anno, fisicamente, mi sento in buona forma e non vedo l'ora che cominci la nuova stagione. Stiamo affrontando molti cambiamenti e abbiamo tanto lavoro da fare ma l'entusiasmo dei tifosi indonesiani è una bella spinta verso Phillip Island. Sono contento che quest'anno i test vengano fatti su tre diversi circuiti e in diverse condizioni atmosferiche, penso che saranno utili a capire meglio il nuovo motore e le novità relative a elettronica e gomme". (AGI) 

(AGI) – Roma, 13 feb. – Nel big match di Torino tra Juventus e Napoli, riesce il colpaccio ai bianconeri, che segnano a tre minuti dalle fine, con Zaza e battono la capolista Napoli per 1-0. La Juventus schizza a 58 punti e supera in classifica i partenopei, che restano a quota 57 punti.

Un big match non all'altezza delle aspettative ma capace di cambiare il vertice della classifica. Allo Juventus Stadium, Juve e Napoli non regalano uno spettacolo memorabile, si annullano quasi sino alla fine ma, a 3' dal novantesimo, una botta di Zaza (deviata) consegna i tre punti ai bianconeri, che dunque la spuntano per 1-0. Con questa vittoria, i campioni d'Italia salgono a quota 57 e tolgono la leadership del campionato al Napoli, ora secondo a 56. Allegri recupera Khedira in extremis e piazza Morata accanto a Dybala in attacco, Sarri conferma l'undici titolare con il tridente Insigne-Higuain-Callejon. L'incontro e' subito aperto e vibrante, con Insigne che, all'11', scappa in contropiede per poi sbagliare il passaggio ad Higuain. Al 16' scontro Bonucci-Khedira, con l'azzurro visibilmente acciaccato, mentre al 20' Pogba, con una bella punizione, sfiora il bersaglio. Al 35' Bonucci salva su Higuain, che al 38' non riesce ad impattare su cross di Callejon. Al 40' Reina blocca senza problemi su Marchisio. In avvio di ripresa, al 1', Insigne si insinua nella difesa bianconera, impegnando Buffon. Al 6' Evra calcia alle stelle da buona posizione, poi Bonucci si arrende ed entra Rugani. C'e' spazio per Zaza (fuori Morata) e, al 18', arriva la prima occasione vera del match con una girata di Dybala, ispirata da Pogba, di poco oltre la traversa. Al 35' il Napoli, che ha Mertens per Insigne, risponde con un gran sinistro dalla distanza di Hamsik che mette un po' di apprensione a Buffon. Quando il risultato sembra quasi acquisito, ecco il sussulto juventino, un sinistro da fuori di Zaza che, a 2' dal novantesimo, beffa con una deviazione Reina per l'1-0 che riporta la Juve in testa alla classifica. (AGI) 

Verona – Nel terzo anticipo della 25esima giornata di serie A, Chievo e Sassuolo pareggiano per 1-1 al Bentegodi di Verona. Le reti, tutte nel primo tempo, di Birsa su rigore (29') e Sansone (30'). In classifica, gli emiliani salgono a 35 punti, i veneti a 31.

Maran posiziona Birsa alle spalle dell'inedita coppia formata da Inglese e da un fresco ex come Floro Flores; Di Francesco invece si affida al tridente composto da Sansone, Berardi e Falcinelli. L'avvio di gara e' tutto di marca neroverde, che hanno il dominio del campo pur senza costruire grandi occasioni. I padroni di casa si difendono senza affanni ma faticano a ripartire. Prime conclusioni, fuori dallo specchio, di Duncan e Magnanelli, fiocca qualche cartellino di troppo ma il match si accende definitivamente al 29' con il vantaggio del Chievo: Rigoni viene steso in area da Peluso, Gherini indica deciso il dischetto e Birsa spiazza Consigli. Passa un minuto ed il Sassuolo pareggia: il merito e' tutto di Sansone, che ritrova la gioia personale dal limite, con una botta di destro all'incrocio. Bizzarri, al 32', non ha problemi su Berardi ma al 35' rischia il pasticcio con un dribbling di troppo su Falcinelli mentre nel recupero Sansone non centra lo specchio da posizione invidiabile. Anche nella ripresa gli emiliani partono piu' convinti per poi perdere, strada facendo, la necessaria lucidita'. Al 9' Falcinelli, su assist di Duncan, manca l'impatto per un soffio, anche Frey e Birsa si fanno male lasciando il posto rispettivamente a Sardo e Costa. Al 19' Duncan tenta senza fortuna la soluzione personale, arriva il momento di Trotta (per Falcinelli) e, al 31', Inglese, su sponda di Rigoni, sfiora il palo con uno stacco al centro dell'area. Dopo un sinistro a giro di Berardi, Di Francesco ordina il doppio cambio, stravolgendo del tutto il tridente iniziale con gli ingressi di Defrel e Politano. Il volto dell'incontro non cambia e anche il recupero, con qualche scintilla, serve solo ad archiviare la sfida sul pari. (AGI) 

Barcellona - Il Barcellona e la Juventus si sono sfidate nell'ultima finale di Champions League, ma continueranno a farlo anche nella prossima estate. Chissà forse ancora in campo, ma di sicuro, questa è la certezza della stampa spagnola, lo faranno in sede di mercato. I due gioielli più splendenti del club bianconero, infatti, occupano le prime pagine delle edizioni on-line dei più importanti quotidiani sportivi catalani. Il "Mundo Deportivo" si concentra su Paulo Dybala, "Sport" sceglie di soffermarsi ancora sul tormentone Pogba. Per quanto riguarda l'argentino, secondo "MD", è il prescelto per dare la possibilità a Luis Suarez di tirare un po' il fiato, ma è anche l'uomo ideale per raccogliere l'eredità del 29enne uruguaiano quando sarà finita la sua avventura azulgrana. Dybala sarebbe anche l'uomo giusto per far rifiatare Messi e Neymar ed ecco perchè nell'agenda dei dirigenti catalani "il suo nome è scritto in maiuscolo. Dribbla, segna, ha doti da leader ed è molto giovane", sottolinea il Mundo Deportivo, aggiungendo che anche lo stesso Messi lo considera un fuoriclasse tanto da averne consigliato la convocazione al ct argentino, Tata Martino. Inoltre Dybala sarebbe felice di giocare con la "Pulce".

Il primo a fare il nome de "La Joya" in casa Barca è stato Ariedo Braida che segue il ragazzo fin dai tempi del Palermo. Il problema, sottolinea il "Mundo", è che il suo cartellino va oltre i 60 milioni di euro e la Juve non vuole privarsene. Il quotidiano catalano, per quanto riguarda il reparto offensivo, fa altri nomi, a cominciare da Marco Reus (Borussia Dortmund) per continuare con Luciano Vietto (Atletico Madrid) e Nolito (Celta Vigo), ma Dybala sarebbe in cima alla lista. Dal "Mundo Deportivo" a "Sport" che sposta le sue attenzioni su Paul Pogba. Sarebbe stato lo stesso centrocampista della Juventus a riaprire il dialogo con il club catalano. Il francese vuole il Barca e sarebbe pronto ad abbassare le sue pretese economiche per favorire la trattativa e invogliare i campioni del Mondo e d'Europa a puntare su di lui. Secondo l'edizione online del giornale spagnolo, Manchester City e Chelsea non sono interessate al francese e lo stesso discorso vale per il Psg che intende puntare su Verratti e cercare, nel prossimo mercato estivo, un grande attaccante. Un'altra pista porta al Real Madrid di Zinedine Zidane, francese come Pogba, e, secondo "Sport", molto amico di Mino Raiola, agente del centrocampista juventino. Florentino Perez, però, non vedrebbe di buon occhio l'affare considerandolo economicamente poco conveniente. Il "Barca", in passato, si sarebbe ritirato dalla trattativa dopo la richiesta di 12 milioni di euro a stagione avanzata dall'entourage del giocatore, ecco perchè Pogba sarebbe pronto a ridurre le sue pretese pur di giocare con Messi. Il Barcellona non andrebbe oltre gli 8 milioni di ingaggio, la Juventus non intende scendere sotto gli 80 per il cartellino del francese, ma "Sport" assicura che i contatti proseguono. (AGI) 

Modena - La Roma ritrova Edin Dzeko e il terzo posto in classifica, seppur momentaneo. Allo stadio Braglia di Modena, nel secondo anticipo della 25esima giornata di serie A, i giallorossi battono 3-1 il Carpi dopo una partita sofferta, grazie ai gol segnati nel finale dall'attaccante bosniaco e poi da Mohamed Salah. Per Dzeko si tratta del primo gol dopo quasi tre mesi, per la Roma e' il ritorno in zona Champions League, davanti a Fiorentina e Inter che si affronteranno domenica sera nello scontro diretto. Sotto la pioggia di Modena Luciano Spalletti sceglie una formazione molto offensiva, con Vainqueur perno centrale e quattro uomini – Salah, Nainggolan, Perotti ed El Shaarawy – a sostegno del rientrante Dzeko.

Una Roma forza cinque, ma cotanta forza offensiva non produce nulla nella prima mezz'ora, se non qualche velleitario e impreciso tiro dalla distanza. Il Carpi e' ben disposto in campo, con una difesa a tre che si trasforma subito in un muro composto da cinque uomini, con l'aiuto del trio di centrocampo formato da Crimi, Cofie e Lollo. Davanti Castori a Mancosu e Mbakogu, nella speranza di sorprendere la difesa giallorossa in velocita'. Nel primo tempo il piano riesce una sola volta, al 39', quando l'attaccante nigeriano sorprende Szczeny in libera (e imprecisa) uscita, ma poi non riesce a concludere verso la porta sguarnita da posizione defilata. Per il resto, pochi secondo dopo, il Carpi chiede un rigore ma rimedia solo l'ammonizione per simulazione di Mancosu. Nell'altra meta' campo, dopo la noiosa prima mezz'ora, qualcosa invece succede.

Salah e Dzeko si scaldano con una bella ma imprecisa combinazione al 21', poi ci provano Florenzi e lo stesso attaccante bosniaco con tiri deboli, infine ecco la grande occasione proprio nel finale del primo tempo: Dzeko libera Salah con una precisa sponda di testa, l'egiziano batte a colpo sicuro da pochi metri ma centra in pieno la traversa. Troppo poco, del resto, per una Roma reduce da tre vittorie consecutive e in lotta per il terzo posto.

E allora, al rientro dagli spogliatoi, Spalletti lascia fuori uno spento El Shaarawy e inserisce Pjanic, spostando Perotti sulla sinistra. Il centrocampista bosniaco si presenta con una punizione imprecisa, ma il ritmo della partita non cambia almeno fino all'11', quando Digne trova un angolo impossibile con un sinistro da venticinque metri e segna il secondo gol in serie A, entrambi a Carpi: Roma in vantaggio e la sfida, finalmente, si infiamma. La squadra di Castori reagisce, grazie allo scatenato Mbagoku, che prima scalda i guanti di Szczeny con un destro dal limite dell'area, poi ruba il pallone all'addormentato Rudiger e libera Lasagna davanti alla porta: siamo al 16' e la sfida torna in parita'. A questo punto, pero', il Carpi ha finito le energie.

La Roma si butta in avanti, ci provano Dzeko, poi Nainggolan da ottima posizione sull'assist del bosniaco, poi ancora Digne. Ma serve una grande giocata di Salah a sei minuti dalla fine per liberare Dzeko solo davanti alla porta vuota. Roma di nuovo avanti e sessanta secondi dopo e' lo stesso egiziano a chiudere la partita dopo un'incursione di Nainggolan. Spalletti festeggia la quarta vittoria consecutiva, anche se dovra' valutare le condizioni fisiche di Salah uscito nei minuti di recupero. Per il Carpi, invece, la salvezza e' sempre piu' difficile. (AGI) 

Genova - Una vita al massimo. Antonio Cassano ha ormai messo la testa a posto da tempo, negli ultimi mesi ha lavorato sodo per guadagnarsi un posto da titolare alla Sampdoria e in cuor suo spera ancora di convincere Conte a portarlo in Francia. Ma guardandosi alle spalle e alla chance sprecata al Real Madrid, ecco emergere un pizzico di rammarico. In una lunga intervista al quotidiano spagnolo As, il 33enne attaccante blucerchiato ricorda i trascorsi con la camiseta blanca, le scorribande, le liti ma anche il piacere di giocare con grandi fenomeni. E l'ammissione di essere stato anche sesso-dipendente. Poi ha conosciuto colei che e' diventata sua moglie, e quindi testa a posto. "Nel mio cuore ci sono tre squadre: la prima e' la Samp, poi c'e' l'Inter di cui sono tifoso sin da piccolo, e quindi il Parma, soprattutto dopo tutto quello che e' successo. Il resto l'ho gia' dimenticato, anche il Real dove avro' giocato 3-4 volte – sorride – Ma e' stata colpa mia, e poi allora c'erano i migliori del mondo e della storia come Ronaldo, Zidane e Raul". "Non potevo dire no al Real – prosegue Cassano – Molta gente avrebbe pagato per giocare li' ma in campo andava solo uno fra me e Robinho. Ho cominciato bene, segnando, ma quando vai a Madrid puoi fare due cose: stare con la famiglia, concentrato, o andare in giro a fare lo stupido. E io ho fatto la seconda. C'e' rimpianto, non mi sono reso conto di essere nella squadra piu' grande della storia, solo uno stupido poteva comportarsi come ho fatto io a Madrid. Ho pero' giocato con due dei cinque migliori calciatori della storia, Zidane e Ronaldo il Fenomeno. E se avesse avuto la testa e la professionalita' giusta, lo sarebbe stato anche Guti". Bello il ricordo che conserva ancora di Zizou. "Non parlava mai, in un anno e mezzo lo avra' fatto tre volte, ma in quelle occasioni tutti lo ascoltavano senza fiatare. Penso che sara' un grande allenatore, pochi hanno la personalita' e la sicurezza che ha lui. Ha fatto la storia".

Fuori dal campo Cassano aveva piu' successo di Beckham. "Lui era perfetto ma era anche una brava persona ed era sposato. Il 100% delle ragazze volevano conoscere lui ma non era possibile. Io ero fidanzato quando sono arrivato a Madrid, ma dopo un mese… Cibo, sesso e calcio, ma fino al 2 febbraio 2008, quando ho conosciuto la mia attuale moglie. Prima di allora ero sesso-dipendente: quando hai 20 anni e ti piacciono le ragazze hai una forza che puoi farlo ogni giorno. E avevo la possibilita', ero Cassano, un giocatore del Real. Avessi fatto un altro lavoro non mi avrebbe guardato nessuno, nemmeno mia madre. Sono una brava persona ma mica bello.A Madrid pero' – ci tiene a precisare – non giocavo perche' avevo 10 chili di troppo". Eppure il sesso prima di una gara ha avuto anche i suoi vantaggi. "Alla vigilia di un Roma-Juve 4-0 ho rubato le chiavi di Trigoria e sono tornato alle sei del mattino. Poi ho giocato la mia miglior partita, mi sono guadagnato un rigore e ho segnato due gol". Al cibo ancora oggi fatica a rinunciare. "Il mio peso ideale e' 83 chili ma a inizio stagione sono arrivato alla Samp che ne pesavo 95, ora sono 83 ma so che posso ingrassare di 7-8 chili in un mese". Tornando al Real, Cassano nega di essere stato messo da parte da Capello per la sua famosa imitazione a bordocampo "ma perche' litigai con lui a Xerez. Vincevamo 3-1 e mi ha lasciato a riscaldarmi per 45 minuti. Ero fuori di me, quasi siamo arrivati alle mani. Aveva le sue ragioni e le ha ancora, ha tirato fuori il meglio di me, era un martello". "Sono stato un disastro nei miei primi 16 anni di vita, potete definirmi ribelle o pazzo, poi e' stato difficile cambiare quando ho iniziato a fare il calciatore professionista. Ma sono felice cosi'. Io – continua ancora Cassano – vengo dalla strada e ho una personalita' molto forte, pensavo che il calcio fosse come la strada ma non era cosi', solo ora ne sono cosciente. Anche avere dei figli ti cambia la vita".

Diventato molto religioso dopo l'intervento al cuore nel 2011, Cassano confessa che da piccolo sognava da sempre di giocare con Totti, che il suo idolo e' Maradona "ma ora per me il calcio e' uno solo, il numero 10 del Barcellona. E' lui il numero uno, poi si passa direttamente al numero tre, al numero quattro. E parlo di tutta la storia, anche meglio di Maradona". A giudizio di Cassano "Cristiano Ronaldo e' come Nadal e Messi come Federer. Nadal e' un fenomeno ma se cala fisicamente non puo' vincere tutto. Federer, a 35 anni e con la qualita' che ha, e' sempre al top". Alla Juve Cassano non e' mai voluto andare "perche' io sono molto latino e li' sembrano dei soldati. Sono dei professionisti e vincono. Ma io devo essere sovrappeso, mangiare quello che voglio, mandare a quel paese qualcuno, l'ho fatto con quasi tutti gli allenatori". In campo nella finale di Euro 2012 persa con la Spagna ("ma non potevamo vincere, dopo 10 secondi abbiamo perso la palla e se la sono passata per due minuti e mezzo, e' li' che ho pensato 'siamo morti'"), Cassano confessa che non ha ancora perso la speranza di andare in Francia. "Sogno di andare ai prossimi Europei ma credo di avere una possibilita' su un milione. Conte non mi ha chiamato in due anni, la squadra funziona ma quest'anno ho sacrificato tutto quello che potevo e ho anche raggiunto il mio peso ideale". (AGI)

Roma - Una vera e propria petizione su change.org per chiedere a 'Cupido' di spostare la festa di San Valentino. 

La giocosa e simpatica iniziativa è stata lanciata da Dmax, (canale 52), emittente di proprietà del gruppo Discovery Italiache trasmetterà in esclusiva tutto il torneo del 6 Nazioni.

Il perchè lo spiega la stessa emittente: "Domenica è San Valentino, ma è anche il giorno di Italia-Inghilterra di rugby. Dilemma: fare felice la morosa o tifare gli Azzurri? Per risolvere il problema, Dmax ha lanciato la petizione #spostiamosanvalentino. Perché la partita non si può spostare… ma San Valentino, sì".

E così dal primo febbraio è andata online su Dmax.it la petizione per chiedere a 'Cupido' di spostare la festa degli innamorati (1350 le adesioni in pochi giorni su Change.org). "Grazie a questa iniziativa, chi ama il rugby potrà festeggiare prima con la fidanzata, poi godersi la partita con gli amici il 14 guardando Dmax o andando allo stadio".

Il giorno della partita, sui maxischermi dello Stadio Olimpico di Roma e in diretta in tv al Rugby Social Club, verrà proiettato il video in cui si racconta la serata speciale che hanno vissuto due fidanzati romani appassionati di rugby.

Dmax è il canale ufficiale del torneo RBS 6 Nazioni. “Rugby Social Club” è il programma contenitore che offre la diretta di tutti i match con approfondimenti e commenti pre e post partita.

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Intanto Jacques Brunel, ct della nazionale italiana di rugby, ha ufficializzato la formazione che affronterà l'Inghilterra domenica (calcio d'inizio alle 15) allo Stadio Olimpico di Roma nella seconda giornata del 6 Nazioni 2016.

Un solo cambio nel XV azzurro rispetto alla partita di Parigi, con Luke McLean che parte estremo dal primo minuto in sostituzione di David Odiete, infortunatosi alla caviglia nel primo turno del torneo.

Confermata per il resto la formazione titolare, con Biagi recuperato dal problema muscolare alla coscia e tornato proprio quest'oggi ad allenarsi con il gruppo dopo aver lavorato a parte nel corso della settimana.

In panchina Brunel inserisce altri due potenziali esordienti dopo aver lanciato in Francia sei nuovi azzurri: trovano posto nella lista gara il flanker della Benetton Treviso Abraham Steyn, ex campione del mondo U20 con il Sudafrica nel 2012, e il giovane mediano d'apertura delle Zebre Edoardo Padovani. Maglia numero 23 infine per il centro/ala della Benetton Treviso Andrea Pratichetti, che ha la chance di conquistare il suo secondo cap a quasi quattro anni dalla sua unica apparizione, a Toronto contro il Canada nel tour estivo del 2012.

Questa la formazione dell'Italia: 15 Luke McLean (Benetton Treviso, 76 caps), 14 Leonardo Sarto (Zebre Rugby, 24 caps), 13 Michele Campagnaro (Exeter Chiefs, 19 caps), 12 Gonzalo Garcia (Zebre Rugby, 40 caps), 11 Mattia Bellini (Petrarca Padova, 1 cap), 10 Carlo Canna (Zebre Rugby, 8 caps), 9 Edoardo Gori (Benetton Treviso, 48 caps), 8 Sergio Parisse (Stade Francais, 115 caps)- capitano, 7 Alessandro Zanni (Benetton Treviso, 95 caps), 6 Francesco Minto (Benetton Treviso, 24 caps), 5 Marco Fuser (Benetton Treviso, 7 caps), 4 George Fabio Biagi (Zebre Rugby, 9 caps), 3 Lorenzo Cittadini (Wasps Rugby, 45 caps), 2 Ornel Gega (Benetton Treviso, 1 cap), 1 Andrea Lovotti (Zebre Rugby, 1 cap). A disposizione: 16 Davide Giazzon (Benetton Treviso, 25 caps), 17 Matteo Zanusso (Benetton Treviso, 1 cap), 18 Martin Castrogiovanni (Racing '92, 116 caps), 19 Valerio Bernabò (Zebre Rugby, 28 caps), 20 Abraham Steyn (Benetton Treviso, esordiente), 21 Guglielmo Palazzani (Zebre Rugby, 16 caps), 22 Edoardo Padovani (Zebre Rugby, esordiente), 23 Andrea Pratichetti (Benetton Treviso, 1 cap). (AGI) 

Roma  - Una domanda polemica da parte di un giornalista presente in Lega Calcio, provoca una reazione scomposta da parte del presidente della Sampdoria Massimo Ferrero.

Il numero uno blucerchiato, che al suo arrivo all'assemblea dei presidenti di Serie A aveva precisato ai giornalisti: "vi rispondo, basta che non mi fate domande stronze", dopo aver risposto ad una serie di quesiti sull'andamento della squadra e sulla guida di Vincenzo Montella, si è infatti infuriato alla domanda di un giornalista che gli aveva chiesto se "la Sampdoria fara' la stessa fine del Parma?".

Visibilmente adirato, il numero uno della Samp è immediatamente passato agli insulti: "Lei è capace di andare a fare in c…", ha risposto al giornalista allontanandosi dalla sala stampa.

Il battibecco è poi proseguito davanti all'ascensore, quando Ferrero ha urlato al giornalista: "Lei se l'e' cercata. Lei fa del male al calcio!". (AGI)

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