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Melbourne (Australia) – Si e' concluso al terzo turno il cammino di Roberta Vinci nel torneo di doppio femminile degli Australian Open. La 32enne tarantina e la russa Svetlana Kuznetsova hanno ceduto con il punteggio di 6-1 6-3 alla coppia numero uno del tabellone formata dalla svizzera Martina Hingis e dall'indiana Sania Mirza.(AGI)

25 gennaio 2016

Roma - E sono undici. Pogba inventa, Dybala segna e la Juve supera la Roma 1-0 al termine di una gara bruttina. Ma tanto basta per rimanere in scia al Napoli.Confermate le indiscrezioni della vigilia: nella Juve torna Barzagli, con Lichsteiner ed Evra larghi e in avanti Dybala-Mandzukic, Roma col 3-4-1-2 che vede De Rossi centrale di difesa, Pjanic e Vainqueur in mezzo e Nainggolan dietro Dzeko e Salah. Prima conclusione di marca bianconera ma la punizione dal limite di Dybala è centrale, la risposta è un tiro di Florenzi dalla distanza. La squadra di Allegri fa la partita ma la Roma difende con ordine. Al 23' doppia chance per Evra ma il suo sinistro non inquadra la porta, poco dopo incornata alta di Pogba.Ritmi molto bassi e poche emozioni. Giallorossi pericolosi al 37': sponda di Dzeko per Florenzi, conclusione sballata da posizione angolata.

Serie A: Napoli vince 4-2 con la Samp e vola a 47. Bene Lazio, Palermo e Bologna

Nel finale tentativo morbido di Dybala. La musica non cambia nella ripresa, con la squadra di Spalletti che chiude tutti gli spazi, soffocando la manovra bianconera. Ci prova Nainggolan al 19' ma tiro deviato in angolo. Allegri gioca la carta Cuadrado per Lichtsteiner e al 24' Juve pericolosa con Evra ma Szczesny si fa trovare pronto mentre alla mezz'ora si registra il destro da fuori di Pogba. E dal piede del francese nasce il gol bianconero: imbucata per Dybala e sinistro velenoso dell'argentino sul quale il portiere giallorosso non può fare nulla. Roma vicina al pari con una punizione di Pjanic ma non basta: Juve sempre a -2 dal Napoli, giallorossi quasi tagliati fuori dalla corsa scudetto. (AGI)

(24 gennaio 2016)

Genova – Il poker del Napoli è servito sul prato del 'Ferraris' di Genova. La Juventus potrà anche battere la Roma nel posticipo di questa sera, ma gli azzurri, alla quinta vittoria di fila in campionato, resteranno ugualmente in testa alla classifica grazie al 4-2 inflitto alla Sampdoria, brava a tornare due volte sotto (anche dopo l'espulsione per doppio giallo di Cassani) ma punita dal migliore attacco della Serie A, che nell'occasione ha mandato in gol Higuain, Insigne, Hamsik e Mertens. Con Soriano squalificato e Mesbah indisponibile, Montella schiera Cassano al fianco di Eder, in un attacco che può contare anche sull'estro di Correa e sulla velocità di Carbonero. Archiviate le polemiche con Mancini, Sarri si ritrova la squadra al completo e non rinuncia certo al tridenteo composto da Insigne, Higuain e Callejon, supportato da Hamsik ed Allan. Parte troppo timorosa la Samp, che già al 4' rischia grosso: la difesa di casa si addormenta e Higuain, direttamente da rilancio di Reina, spare in curva davanti a Viviano. E anche al 9', in occasione del vantaggio partenopeo, sono i doriani a fare harakiri: è uno sciagurato retropassaggio di Barreto e lanciare in velocità Higuain, che stavolta si avventa con cattiveria sulla sfera per firmare lo 0-1. Il pomeriggio nero di Barreto si completa al 17', allorché il centrocampista paraguaiano atterra in area Albiol. Orsato indica l'inevitabole dischetto, Higuain lascia la battuta a Insigne, che batte d'un soffio Viviano.

Insigne e Higuain non si adagiano sugli allori ma i blucerchiati, incassato il raddoppio, escono dal letargo per prendere lentamente campo. Al 32' la prima chance per i padroni di casa con Correa, la cui conclusione, rimpallata, mette Reina in imbarazzo. Il 'Pipita' al 42' calcia senza convinzione e, un minuto dopo, la Samp torna in partita: cavalcata di Carbonero con cross basso in area, velo di Eder e piattone di Correa che accorcia le distanze. Nella ripresa, al 4', Viviano rischia grosso in uno scontro in uscita su Higuain, i doriani sembrano più vivi ma Cassani, al 13', rimedia ingenuamente una seconda ammonizione che lascia i suoi in inferiorità numerica. Un ghiotto regalo che il Napoli sfrutta subito: Hamsik, al 15', si infila tra il neo entrato Alvarez e Moisander e timbra di punta il 3-1 per gli azzurri. Montella fa debuttare anche Dodò, ma è Higuain a tenere sempre in apprensione la retroguardia di casa, che al 25' rischia grosso su un sinistro a giro del bomber argentino. Al 28', però, ci pensa Eder a tenere alta l'attenzione, con un colpo di testa che vale il 2-3. Il Napoli però spinge sui pedali e, pochi secondi dopo una clamorosa occasione divorata da Higuain, fa poker con un sinistro di Mertens, subentrato ad Insigne. Nel finale gli ospiti potrebbero arrotondare ancora ma resta sul 4-2 per un Napoli che infligge la terza sconfitta di fila ai liguri e che si conferma leader della Serie A grazie alla sua funambolica fase offensiva, il punto di forza di una squadra che crede decisamente allo scudetto. (AGI)

(24 gennaio 2016)

Milano – Una pessima Inter si fa rimontare in pieno recupero da un Carpi che in 10 compie l'impresa a San Siro: è Lasagna a gelare Handanovic al 92', bloccando sull'1-1 la squadra di Mancini, spesso in difficoltà nonostante il vantaggio firmato al 39' da Palacio. Figurone Carpi, figuraccia Inter. E l'obiettivo Champions League per i nerazzurri in questo modo si complica maledettamente. Un paio di iniziative di Perisic da fuori non spaventano Belec, mentre in avvio dubbi su un gol annullato a Mbakogu dopo un contrasto Murillo-Mancosu e successivamente per un contatto sospetto Suagher-Icardi in area emiliana. Il Carpi se la gioca alla pari: Mbakogu brucia Juan Jesus, preferito al diffidato (in ottica derby) Miranda ma spara addosso ad Handanovic; poi lo sloveno anticipa Mancosu. La replica dell'Inter è firmata Palacio: colpo di testa a scavalcare Belec, sulla linea è decisivo Crimi. Pressa l'Inter: Murillo sfiora, Perisic controlla male e Belec è salvo.

Al 39', sfruttando un contropiede Telles-Perisic, l'Inter passa: sul tiro del croato c'è la deviazione di Suagher che innesca Palacio, troppo facile per l'argentino realizzare il primo gol stagionale a porta praticamente vuota. Prima dell'intervallo dialogo stretto Ljajic-Perisic, l'ex Wolfsburg centra il palo esterno da posizione defilata. Poi un braccio sospetto di Murillo sulla conclusione di Bianco: Gervasoni lo ignora. In casa Inter fuori Telles in avvio di ripresa, dentro Miranda e difesa a tre con Murillo e Juan Jesus, Montoya e Perisic esterni. Proprio Perisic al tiro: gran risposta di Belec, poi attento sul destro da fuori di Felipe Melo. Il Carpi c'è sempre e Juan Jesus è due volte decisivo: in recupero su Mbakogu e in opposizione su Crimi. Poi numero di Martinho, ci mette il piede Miranda. Doppia super parata di Belec e il Carpi resta in corsa: lo sloveno è perfetto su Felipe Melo e Palacio. Non è finita, anche se Pasciuti all'83' si fa espellere per un'entrata su Miranda e Icardi poi spreca sulla rimonta di Romagnoli. Quasi all'ultimo assalto, in contropiede, Lasagna buca Handanovic e spedisce l'Inter all'inferno. Castori porta a casa un punto pesantissimo, Mancini dovrà rivedere molte cose. (AGI)

(24 gennaio 2016) .

Roma - Vince il Napoli e allunga in classifica, solo un pari casalingo per l'Inter. I partenopei espugnano il Ferraris battendo 4 a 2 la Sampdoria, mentre i nerazzurri si fanno imporre l'1-1 a San Siro dal Carpi. Higuain, 21esima rete stagionale, apre le danze per la squadra di Sarri, mentre il raddoppio arriva su rigore con Insigne. Nel finale di tempo Correa riapre il match, poi Hamsik, la Samp resta in dieci per il rosso a Cassani ma trova il 2-3 con Eder e mette paura fino all'ultimo alla squadra di Sarri. Mertens si incarica di chiudere definitivamente il match. A San Siro la prima (fortunosa) rete in campionato di Palacio stava per regalare il decimo 1-0 all'Inter di Mancini, ma nel finale anche se con un uomo in meno (rosso a Pasciuti) il Carpi di Castori ha trovato la forza per trovare il pareggio con Kevin Lasagna

Anticipo delle 12.30: Fiorentina-Torino 2-0

Vittoria in rimonta della Lazio al cospetto del Chievo. Cesar in avvio di match porta in vantaggio i veronesi, in avvio di ripresa si fa espellere per doppio giallo e i biancocelesti prima pareggiano con Candreva su rigore e poi mettono la freccia con Cataldi che mette dentro al volo dal limite. Ancora Candreva segna il 3-1, poi Paloschi si fa deviare un rigore da Berisha (rosso a Radu nell'occasione) e nel finale Keita segna il definito 4-1. Inizia con una vittoria (anche qui 4-1) l'avventura in panchina del Palermo, anche se ancora come dirigente accompagnatore e non come allenatore, dell'argentino Guillermo Schelotto. I rosanero si sono liberati dell'Udinese grazie alle reti di Quaison nel primo tempo, quindi Hiljemark, Lazaar e Trajkovski nella ripresa. Di Thereau la rete del momentaneo 3-1 per la squadra di Colantuono. Una rete di Giaccherini nel secondo tempo e nel finale dell'ex Floccari permette al Bologna di espugnare il campo del Sassuolo e fare proprio il derby emiliano. Infine, niente da fare ancora per il Verona che rimanda l'appuntamento con la prima vittoria in questo campionato. Il Genoa passa in vantaggio grazie ad un'autorete di Coppola su punizione di Suso, Pazzini (terza rete stagionale) pareggia poco dopo ma gli scaligeri non hanno la forza di vincere. (AGI)

(24 gennaio 2016)

Firenze – La Fiorentina ha ritrovato lucidita', aggressivita' e soprattutto i tre punti, battendo 2-0 il Torino in casa, nel lunch match della ventunesima giornata della serie A. Un successo importante, firmato da Ilicic (in gol con una punizione magistrale) e da Gonzalo Rodriguez (con il solito impeccabile colpo di testa). In evidenza anche il robusto Babacar, abile a non far "pesare" la partenza del Pepito Rossi. Dopo due sconfitte consecutive, dunque, i gigliati riprendono il loro cammino, dimostrando di poter lottare per la qualificazione alla prossima Champions League sino al termine del campionato. Da rivedere, al contrario, i granata, che stentano a trovare la continuita' e la solidita' delle ultime stagioni.

Nei padroni di casa, orfani dello squalificato Vecino e degli infortunati Badelj e Alonso, Paulo Sousa cambia leggermente modulo dei gigliati, passando al 3-4-1-2 e inserendo dal primo minuto Roncaglia, Gonzalo Rodriguez (rientrato dalla squalifica) e Astori davanti a Tatarusanu; Bernardeschi, Verdu', Borja Valero e Pasqual sulla linea mediana; con Ilicic arretrato sulla trequarti, a sostegno del duo offensivo composto da Babacar e Kalinic. Seduto in panchina Mati Fernandez; in campo nella ripresa Blaszczykowski e i nuovi arrivati Mauro Zarate e Tino Costa. Negli ospiti, privi di Bruno Peres, Obi e Pryima, Giampiero Ventura ha confermato il modulo 3-5-2, puntando su Maksimovic, Glik e Moretti, posizionati a protezione di Ichazo; Zappacosta, Acquah, Vives, Baselli e Molinaro a centrocampo; con il tandem Belotti, Immobile in attacco. Spazio nella ripresa a Benassi e Martinez. Relegati fra le riserve, invece, Quagliarella e Bovo. Quasi a senso unico la prima frazione, nella quale i viola hanno sfiorato la rete al 17' con Astori e a seguire con Ilicic, prima di sbloccare la gara proprio con il trequartista sloveno di origine croata, bravo a battere Ichazo con una punizione diretta calciata a giro con un vellutato tocco mancino. Piu' equilibrata, di contro, la ripresa. Da segnalare in particolare una ghiotta occasione (al 6') capitata sui piedi di Baselli, su sponda di testa di Immobile, e sventata (in corner) dall'attento Tatarusanu; piu' la rete del definitivo 2-0, siglata di testa da Gonzalo Rodriguez su un corner pennellato da Pasqual. Giusto nel complesso il risultato finale della sfida. (AGI)

(24 gennaio 2016)

(AGI) – Cortina d'Ampezzo (Belluno), 24 gen. – Se Eddy Merckx e' stato il 'cannibale' del ciclismo, oggi la statunitense Lindsey Vonn e' il, anzi la 'cannibale' dello sci. Dopo la discesa vinta di ieri sulla pista Olympia delle Tofane, a Cortina, oggi ha dominato anche il superG ampezzano portando a 75 le sue vittorie in Coppa del Mondo, a sole 11 lunghezze dallo svedese Ingmar Stenmark, primatista assoluto con gli 86 successi conquistati negli anni Settanta. E sempre a proposito di record, con quello di oggi si tratta per la trentunenne statunitense dell'undicesima vittoria nella sola Cortina, una piu' della Goetschl. Dei 75 successi finora messi insieme da Lindsey, 37 sono arrivati in discesa, 27 in superG, 5 in combinata, 4 in gigante e 2 in slalom. E per l'americana oggi non era facile su un tracciato disegnato dal tecnico elvetico Roland Platzer, angolato e he quasi mai permetteva di appiattire gli sci sulla neve a caccia di velocita', un tracciato che sembrava disegnato per un furetto come l'elvetica Lara Gut.

Foto – Lindsey Vonn, sono la piu' forte di sempre

 

Ma Lindsey e' una cannibale, non lascia niente, la parola 'arrendersi' o 'resa' non e' nel suo vocabolario, e lo si e' visto dopo i gravi infortuni alle ginocchia patiti. Cosi' oggi e' sgtata attenta a non forzare e non ha cercato di primeggiare sul suo terreno preferito, la discesa, ma ha scelto di pennellare le curve, sfruttando al massimo la conduzione e la risposta elastica degli sci. Bastava vedere quanto piccoli fossero gli sbuffi di neve in coda ai suoi cambi di direzione per capire come la pista fosse sua. Il podio alle sue spalle di questo superG che ha chiuso il weekend di Cortina e' davvero un podio d'eccellenza: Tina Wierather, del Lietchenstein, al secondo posto staccata di 69/100, terza la tedesca Vicktoria Rebensburg a 1"15, e a seguire quarta l'austriaca Cornelia Huetter (1"19) e solo quinta Lara Gut a 1"31. Quanto alle azzurre, la migliore e' stata Federica Brignone, nona a 2"03, quindi Elena Curtoni decima a 2"18, Sofia Goggia quindicesima a 2"31, a pari merito con Nadia Fanchini. Per tutte queste campionesse l'appuntamento con Cortina e' per l'anno prossimo, quando, oltre a discesa e superG sara' in programma anche il gigante. E potrebbe essere il momento in cui a quel punto della stagione 2016-2017 la Vonn completi l'inseguimento al record di 'Ingo' Stenmark. (AGI) 

(24 gennaio 2016)

Roma – "Il problema non e' che Sarri abbia offeso me: non mi sento toccato dai suoi insulti, figuriamoci. Lui in realta' ha offeso tante persone, tanti poveri ragazzi che in Italia o in altre parti del mondo vengono presi in giro, vengono derisi da gente che pronuncia certe paroline con tanta facilita'…poi magari ogni tanto capita che qualcuno si suicidi perche' non ce la fa piu'. Quante volte abbiamo letto di storie simili?". In un'intervista rilasciata a "La Repubblica", Roberto Mancini torna sull'infuocato finale di Napoli-Inter, sugli insulti che gli ha rivolto Maurizio Sarri. "Non sono il paladino di nessuno. Pero' come si fa a sentire ancora queste cose…siamo nel 2016! Tra l'altro la cosa che mi faceva arrabbiare di piu' era che mentre Sarri mi diceva "frocio" e "finocchio" era a un passo dal guardalinee e dal quarto uomo e quelli impassibili. Anzi io gli facevo notare le offese e loro mi dicevano "lascia stare, dai". Ma lui mi insultava, e faceva pure il gesto con la mano, tipo "vattelo a prendere nel c…". Incredibile".

Mancini e' stato allontanato dall'arbitro e ha lasciato in anticipo il terreno di gioco, ma negli spogliatoi del San Paolo un nuovo confronto. "Sono entrato nello spogliatoio, io, da solo, contro tutti loro. E lui faceva ancora lo sbruffone: "E vabbe' scusa, t'ho chiesto scusa, che vuoi ancora?", diceva. Allora ho risposto in malo modo: "Ma non hai capito che hai 60 anni e certe cose non le devi proprio dire?". (Repubblica informa che i testimoni riferiscono di un insulto di Mancini seguito dalla frase "Tornatene ad allenare in C"). Poi sono uscito, ho aspettato il quarto uomo e gli ho ripetuto perche' avesse fatto finta di niente. Ha solo chiamato l'arbitro per dirgli di espellere i due allenatori". "Mi avesse detto figlio di…o pezzo di m…non me ne fregava niente, era chiaro che sarebbe rimasto un fatto di campo – prosegue Mancini -. Ma e' ora di finirla con certe offese, quando ci sono persone che tutti i giorni le subiscono e soffrono e ci si rovinano la vita. Per giunta non possono arrivare da una persona di 60 anni e che allena in serie A. Era stata una partita tranquilla, non avevo protestato mai, non c'erano stati screzi fra me e lui, niente. Protesto solo col quarto uomo al 90' perche' secondo me aveva dato un recupero eccessivo e Sarri esplode in quel modo. Ha perso completamente il lume della ragione. Ma lui e' cosi', dev'essere la sua natura. Pare che ne avesse gia' fatte, di battute simili. Poi ha peggiorato tutto con quello che ha detto in tv. Cosa avrebbe dovuto dire? La cosa piu' semplice del mondo: 'Ho detto delle fesserie, mi scuso' e finiva li'. Invece e' andato a fare il simpatico, dicendo che mi aveva chiamato "democristiano". Cosi' ha offeso pure i democristiani…Un livello basso, ma veramente basso".

Nello sfogo del dopo-partita e per alcune dichiarazioni di Mancini, qualcuno ha creduto di capire che il tecnico dell'Inter avesse fatto pure un coming out…"Magari nella foga del discorso si e' capito male: ho solo detto che se gli uomini fossero tutti come Sarri, allora sarei orgoglioso di essere gay. Quanto al resto, ovviamente rispetto tutti i gusti sessuali, pero' a me piacciono le donne e solo quelle". La vicenda e' arrivata sui giornali di tutto il mondo in un batter d'occhio, Mancini non e' per nulla sorpreso. "Mi pare normale, giusto. All'estero c'e' una sensibilita' diversa su queste storie. Infatti ribadisco quello che ho detto li' per li': in altri paesi, tipo in Inghilterra, un allenatore che pronunci parole simili contro un collega non metterebbe piu' piede in campo. Come finira'? E come deve finire? All'italiana, no? Due giornate di squalifica e via…Piuttosto le chiedo una cosa: dal Napoli non dicono niente? Il presidente del Napoli non ha nulla da dichiarare? Incredibile".(AGI) 

(21 gennaio 2016)

Roma – Grazie al gol di Lichtsteiner (66'), assegnato con la goal line tecnology, la Juventus batte la Lazio all'Olimpico di Roma e conquista la semifinale di Coppa Italia, dove affrontera' l'Inter, che ieri ha sconfitto per 2-0 il Napoli al San Paolo. L'altra semifinale sara' tra Milan e Alessandria.

"C'e' da fare i complimenti alla Lazio, perche' c'e' stato un primo tempo equilibrato, con ritmi molto alti. La Juventus nella seconda parte li ha mantenuti alti, ha fatto una partita solida, perche' non ha concesso neanche un tiro alla Lazio se non la ripartenza di Keita. Poi dopo il gol abbiamo avuto varie occasioni per chiuderla. Non era semplice, e ora pensiamo alla Roma". Massimiliano Allegri commenta cosi', ai microfoni di Rai Sport, la qualificazione alla semifinale di Tim Cup contro l'Inter grazie al successo dell'Olimpico contro la Lazio firmato da Lichtsteiner. "Turnover? Non mi piace come parola, ho una rosa molto competitiva, in questo momento lasciar fuori giocatori dispiace – osserva il tecnico bianconero -. Stasera hanno fatto bene Sturaro, Zaza, Caceres fisicamente ha fatto una partita buona, ha impegnato Keita, lo stesso Neto ha fatto 2-3 uscite importanti, per andare avanti serve che la rosa abbia buone condizioni fisiche e mentali, bisogna restare umili e soprattutto pensare alla partita di domenica". Ora il derby d'Italia? "Sara' una bella semifinale, come e' stato bello il quarto di stasera o l'ottavo col Torino, per arrivare in fondo bisogna affrontarle tutte. Intanto pensiamo alla Roma, poi – conclude Allegri – penseremo all'Inter. Teniamo molto a questa competizione, come e' giusto che sia". La testa e' alla Roma intanto. "Non sara' facile, non ci sara' una favorita, e non e' detto che se battiamo la Roma la eliminiamo dalla corsa allo scudetto. Corsa a tre per il tricolore? Assolutamente no, le prime cinque del campionato hanno la possibilita' di vincere". (AGI) 

(20 gennaio 2016)

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