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(AGI) – Roma, 16 dic. – "Soprattutto nel primo tempo, c'e' mancato un po' di tutto. Alcuni hanno perso la fiducia, non e' normale non saltare l'uomo o non prendere rischi ma giocare solo lateralmente o all'indietro. Questa sconfitta deve servirci da lezione: non si va da nessuna parte se si gioca coi dubbi". E' amareggiato, Rudi Garcia, nel commentare ai microfoni di RomaTv l'inattesa eliminazione negli ottavi di Tim Cup per mano dello Spezia. "Dobbiamo ritrovare la fiducia e questo spetta solo a noi, nessuno ci puo' aiutare – sottolinea il mister giallorosso – ora sara' fondamentale la gara di domenica contro il Genoa, ci serve una vittoria. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio ma non e' normale segnare nemmeno un gol e andare ai rigori, che come si e' visto sono una lotteria". Il problema della Roma, per il suo coach, e' innanzitutto mentale: "Abbiamo fatto tre gare senza prendere gol ma abbiamo perso equilibrio, non segniamo piu'. Ci manca qualcosa, oggi era normale vincere con la squadra messa in campo e questo e' davvero un fallimento. Restiamo in piedi nella tempesta, ci serve carattere e orgoglio, per dimostrare gia' domenica che possiamo fare molto meglio. Come questa sera invece non va: non dobbiamo mollare ma ritrovare lo spirito dei lupi che avevamo fino al derby. Ora basta con questa striscia senza vittorie, domenica possiamo rimettere tutto a posto". Prima, pero', sara' necessario un confronto aperto con la squadra: "Domani parlero' ai giocatori, forse ascoltero' anche ma stasera non abbiamo alibi. Dopo la buonissima partita a Napoli, giocata con grinta e la consapevolezza di poter essere una grande squadra, stasera forse non tutti hanno capito che questa e' una squadra ed una societa' importante e che dovevamo vincere contro una buonissima squadra di Serie B. Lo devo spiegare ai giocatori".

"Soprattutto nel primo tempo, c'e' mancato un po' di tutto. Alcuni hanno perso la fiducia, non e' normale non saltare l'uomo o non prendere rischi ma giocare solo lateralmente o all'indietro. Questa sconfitta deve servirci da lezione: non si va da nessuna parte se si gioca coi dubbi". E' amareggiato, Rudi Garcia, nel commentare ai microfoni di RomaTv l'inattesa eliminazione negli ottavi di Tim Cup per mano dello Spezia. "Dobbiamo ritrovare la fiducia e questo spetta solo a noi, nessuno ci puo' aiutare – sottolinea il mister giallorosso – ora sara' fondamentale la gara di domenica contro il Genoa, ci serve una vittoria. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio ma non e' normale segnare nemmeno un gol e andare ai rigori, che come si e' visto sono una lotteria". Il problema della Roma, per il suo coach, e' innanzitutto mentale: "Abbiamo fatto tre gare senza prendere gol ma abbiamo perso equilibrio, non segniamo piu'. Ci manca qualcosa, oggi era normale vincere con la squadra messa in campo e questo e' davvero un fallimento. Restiamo in piedi nella tempesta, ci serve carattere e orgoglio, per dimostrare gia' domenica che possiamo fare molto meglio. Come questa sera invece non va: non dobbiamo mollare ma ritrovare lo spirito dei lupi che avevamo fino al derby. Ora basta con questa striscia senza vittorie, domenica possiamo rimettere tutto a posto". Prima, pero', sara' necessario un confronto aperto con la squadra: "Domani parlero' ai giocatori, forse ascoltero' anche ma stasera non abbiamo alibi. Dopo la buonissima partita a Napoli, giocata con grinta e la consapevolezza di poter essere una grande squadra, stasera forse non tutti hanno capito che questa e' una squadra ed una societa' importante e che dovevamo vincere contro una buonissima squadra di Serie B. Lo devo spiegare ai giocatori". (AGI) 

Roma – Dopo i fischi della Champions League, arrivano quelli della Coppa Italia. Incredibile ma vero: lo Spezia acuisce la depressione della Roma e la elimina negli ottavi di finale di Coppa Italia. La crisi si allunga. 

In uno stadio semivuoto la squadra di Garcia perde ai calci di rigore dopo lo 0-0 dei primi 120 minuti di gioco: 4 a 2 per i liguri, che hanno avuto occasioni da gol, compattezza e sagacia tattica per tutta la sfida. Una storica vittoria, con il sogno semifinale.

I giallorossi, al termine dei tempi regolamentari e dei supplementari, non riescono a sbloccare il match e si arrendono ai rigori, dopo gli errori fatali di Pjanic e Dzeko, emblema di una squadra in crisi di gioco e di idee.

Lo Spezia fa festa e, dopo i tiri dagli undici metri, entra nella storia qualificandosi nei quarti contro l'altra 'outsider', l'Alessandria, che ieri ha fatto fuori il Genoa.

La Roma invece incassa una delle delusioni piu' cocenti: la panchina di Garcia e' sempre meno solida. Sole e quattromila tifosi liguri in un Olimpico che, oltre alla contestazione dei fans di casa, risente anche dell'orario lavorativo. Di Carlo ha voglia di fare lo sgambetto ad una grande in un momento non brillante, Garcia non puo' rischiare figuracce e si affida ad un turn-over contenuto, inserendo Emerson e Vainqueur, oltre a Maicon e Castan, e lasciando in panca De Rossi, Florenzi, Nainggolan, Digne e Manolas. In porta tocca a De Sanctis per Szczesny. La gara ha un copione prevedibile: Roma col pallino del gioco, Spezia rintanato e pronto a tentare la ripartenza. I padroni di casa non trovano spazi e gli ospiti tengono bene il campo in un primo tempo sbiadito e privo di emozioni forti. La vera palla gol e' per i liguri ed arriva al 26': De Sanctis non trattiene una conclusione di Situm, Castan e' provvidenziale nel togliere il tap-in vincente a Nene'.

I giallorossi sono macchinosi e prevedibili e al 36' vanno in gol con Dzeko, che pero' e' in leggero fuorigioco al momento della partenza. Non cambia granche' la musica in avvio di ripresa, con lo Spezia che ha un'altra chance per rompere il ghiaccio al 16' con Nene', che spara fuori dopo l'uno contro uno con Rudiger.Garcia capisce che c'e' bisogno di qualita' e muscoli e allora inserisce Florenzi per uno spento Iturbe e De Rossi per Vainqueur. La Roma si fa davvero pericolosa, per la prima volta, al 20' con un'azione caparbia di Salah, che non centra pero' lo specchio di Chichizola. La Roma prova il forcing nel finale ma senza troppa convinzione e prima dell'ultimo recupero Ucan impegna l'estremo ospite con un tiro a giro da fuori. Si va dunque ai supplementari, dove capita davvero poco. Florenzi, tra i piu' freschi, prova a prendere in mano una Roma poco incisiva, Castan alla lunga risente dello sforzo e, prima degli inevitabili calci di rigore, tocca a Pjanic sparare nella curva vuota da posizione invitante.

E proprio il bosniaco, dal dischetto, stampa la sfera sulla traversa il primo penalty, poi sbaglia Dzeko e la squadra di Di Carlo approda con merito nei quarti di quarti con un complessivo 4-2. (AGI)

Parigi - L'indiscrezione di stamane si e' rivelata veritiera: Michel Platini non si presentera' venerdi' a Zurigo per essere sentito dalla camera giudicante del Comitato Etico. L'audizione era prevista nell'ambito del procedimento disciplinare che lo aveva visto gia' sospeso per 90 giorni per la storia dei due milioni di franchi svizzeri ricevuti da Blatter – pure lui sospeso per 90 giorni e atteso domani per essere interrogato – nel 2011 ma per una consulenza svolta per la Fifa fra il '99 e il 2002. Platini, che nei giorni scorsi si era visto anche bocciare il ricorso al Tas contro la sospensione, ha fatto sapere attraverso i suoi legali di non voler andare dal Comitato Etico "visto che il verdetto e' stato gia' annunciato alla stampa da un portavoce, ignorando la presunzione d'innocenza". Il riferimento e' alle dichiarazioni dei giorni scorsi di Andrea Bantes, portavoce della Camera inquirente della Fifa, secondo il quale il presidente della Uefa sarebbe stato "sicuramente sospeso per diversi anni". Platini, a rischio radiazione, ha deciso cosi' di boicottare l'audizione "per mostrare la sua piu' profonda indignazione per una procedura che considera unicamente politica, volta a impedirgli di candidarsi per la presidenza della Fifa". (AGI) 

(16 dicembre 2015)

Bolzano – E' ripreso stamattina l'atteso processo a carico dei tre imputati della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Nel Tribunale di Bolzano si e' svolta la seconda parte dell'audizione del marciatore altoatesino Alex Schwazer. "Non avevo un buon rapporto con Fischetto, di lui non avevo tanta fiducia anche perche' conosceva i passaporti biologici dei russi. La Iaaf sapeva dei russi". E' quanto ha affermato l'atleta. 

Schwazer e' chiamato a testimoniare nell'ambito del processo a carico dei due ex medici della Federatletica, Giuseppe Teodoro Fischetto (per tanti anni capo settore sanità e membro della commissione medica della Iaaf, la Federazione mondiale di atletica leggera) e Pierluigi Fiorella, nonché dell'ex responsabile del settore sanitario della Fidal, Rita Bottiglieri, iscritti nel registro degli indagati per favoreggiamento omissivo nel caso doping dello stesso Schwazer. "Alla Coppa del mondo in Russia c'erano tante persone che entravano e uscivano dalla sala dall'antidoping e questo mi aveva dato particolare fastidio", ha aggiunto Schwazer. 

Figurano iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di favoreggiamento omissivo, Giuseppe Teodoro Fischetto, 65 anni, primario in pensione dal 2012 e gia' responsabile del settore medico della Fidal, Pierluigi Fiorella, 54 anni, ex medico federale che in particolare seguiva marciatori e maratoneti, e Rita Bottiglieri, 62 anni, che nel luglio 2012 quando Schwazer venne trovato positivo all'eritropoietina e poi squalificato per 3 anni e 9 mesi ricopriva l'incarico di dirigente del settore sanitario.

Il processo assume una particolare importanza anche a seguito dei recenti provvedimenti presi dall'Ufficio di Procura Antidoping della NADO Italia che ha deferito con richiesta di squalifica di due anni ben 26 tesserati della Federatletica con l'accusa di elusione del controllo antidoping e mancata reperibilita'. A firmare le e-mail di richiamo agli atleti ritardatari, con tanto di ammonimento sulla non corretta gestione del programma Wherabouts, era proprio la Bottiglieri.

I casi di doping nello sport provocano "tristezza, disappunto e rammarico" e vanno "contrastati con rigore, precisione e puntualita'". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale gli atleti italiani vincitori di medaglie del 2015. Per il Capo dello Stato quando i casi vengono "appurati con certezza, si deve procedere con severità". (AGI)

(16 dicembre 2015)

 

Zurigo – "A vita! Squalificati a vita! Anche Platini. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso tutti i soldi Fifa e siamo scappati? Abbiamo ucciso qualcuno?". Lo sfogo di Joseph Blatter, in un'intervista esclusiva rilasciata alla Gazzetta dello Sport (oltre che agli spagnoli del Mundo Deportivo e ai francesi di Liberation) alla vigilia dell'audizione davanti al comitato etico. "Non sono il diavolo. Credo in Dio e, se Dio esiste, non puo' esserci l'inferno. Quindi neanche il diavolo", spiega il grande capo del calcio mondiale che confessa di essere "scioccato. Mi hanno sospeso 90 giorni senza neanche ascoltarmi.Voglio essere sentito dai giudici. In Svizzera non possono condannarti a vita senza che ti difenda, e' contro il diritto dell'uomo. Ho scritto a tutte le federazioni perche' sappiano che nella mia vita non ho mai accettato denaro non guadagnato e che ho sempre pagato i miei debiti. Vi assicuro che i 2 milioni di franchi a Platini sono legittimi, sto subendo qualcosa che sembra l'Inquisizione. Non ha senso scoprire dai giornali che saro' radiato, oppure che dovro' pagare 600mila franchi di multa! E' contro i principi della confidenzialita' e la Disciplinare Fifa dovrebbe intervenire: le abbiamo mandato una lettera e non ci hanno nemmeno risposto di averla ricevuta. Un trattamento mai visto. Molti presidenti federali sono ancora con me e un deputato svizzero ha chiesto in Parlamento se vogliamo per caso vendere la Fifa all'America". Blatter parla della storia dei 2 milioni di franchi versati a Platini. "A fine '98 mi ha detto: 'Vorrei lavorare con te'. E io: 'Benvenuto'. Lui ha aggiunto: 'Guarda che sono un po' caro, un milione all'anno'. Gli ho detto: 'Vediamo cosa posso fare'. Un validissimo contratto orale".

"Poi a sorpresa e' stato eletto alla Fifa e all'Uefa, a sorpresa perche' l'Europa non l'amava: era l'unico con me – continua Blatter -. E io non mi sono piu' occupato del pagamento, per una cosa o per l'altra, ma ho dato l'ordine di pagare. La richiesta e' passata per la commissione finanze e il Congresso. La prima parte del pagamento e' nel bilancio, la seconda no, ma io non sono un contabile Fifa. E che fosse o meno nel bilancio era un debito da pagare". Fu pagato solo nel 2011 e l'accusa che viene mossa riguarda il presunto accordo tra i due su una staffetta tra il 2011 e il 2015. "Non e' vero! Ero l'unico candidato e Platini neanche mi ha fatto i complimenti. Non so se questo succede per impedire a Platini di essere il presidente, per mettermi la pietra al collo o per entrambe. Ora le nostre sorti sono legate". Blatter ci tiene a precisare di "non avere nessuna accusa formale. Il comitato etico dovrebbe intervenire se il presidente non ha fatto il suo mestiere, ma e' il Congresso che lo elegge o lo revoca. Spero non sia manovrato, ma non credo". Cinque i candidati alla sua successione. "Sulle loro qualita' non mi pronuncio, ma a maggio ho stravinto contro uno di loro, il principe giordano Ali. E Platini si e' complimentato. Non mi posso schierare con nessuno: lo condannerei. Infantino? C'e' un buon rapporto, siamo di paesi distanti 8 km, quando ci incontriamo ci abbracciamo". Blatter precisa: "non mi sono dimesso, ho rimesso il mandato, e' diverso. Per salvare la Fifa, perche' c'era il caos. Dicevano che la Fifa era la mafia, ora vedono che e' vittima. Sono ancora presidente e dovevano farmi finire il mandato". Secono lo storico capo della Fifa la verita' e' che c'e' "un virus anti-Blatter da debellare. Comincia nell'Uefa e si estende agli inglesi. Il premier britannico era andato all'Ue per dire che non potevo essere presidente Fifa. Una speculazione politica".

"Platini – continua – doveva essere il mio successore naturale, ma non e' andata cosi'. Anche lui e' stato attaccato dallo stesso virus. Platini e' un uomo onesto. Un po' primadonna. Ma non tutta l'Europa oggi lo appoggia, tanti sono con me e contro di lui. Lo spagnolo Villar mi e' stato vicino". Blatter non teme la fuga degli sponsor. "Non c'e' miglior piattaforma del calcio che parla a 6 miliardi di persone e ha 300 milioni di praticanti". Blatter vede una Fifa che "non riesce ad andare avanti, non ha una direzione, non ha piu' gestione amministrativa. Oggi e' alla deriva". Blatter dice: "non ho mai fatto una cosa di cui rimproverarmi dal punto di vista etico, giuridico o penale. Ma sono quasi riusciti a eliminarmi. Il primo novembre sono stato ricoverato d'urgenza: se non fossi stato a Zurigo, scrivereste l'epitaffio, non l'intervista. Due impiegati Fifa hanno avuto seri problemi nervosi: c'e' chi soffre per questa situazione. Anche la mia famiglia: ho una nipotina che subisce mobbing a scuola.Rimpianti? Forse mi sono fidato troppo di alcune persone. Ero segretario e sono diventato presidente: chi era il mio superiore e' stato superato ed e' ancora li'. Magari non l'ha presa bene. E poi non ho ascoltato la famiglia che, dopo il Brasile, mi ha detto: "Fermati". Platini? Il 24 settembre all'Esecutivo Fifa siamo usciti come due amici, la gente ci ha separato e da allora basta. Mi dedichero' alla famiglia, ma non potro' dimenticare quello che e' stato il calcio per 40 anni. La gente mi vuole ancora bene, la vita oggi va veloce e quelli che muoiono escono spesso dalla Storia. Ma io saro' ricordato. Come? Per l'idea di un calcio universale, non europeo o sudamericano. Per lo sviluppo nei Paesi poveri. Per aver reso la Fifa ricca con i diritti tv, permettendo di vedere tutte le partite. Per aver portato il Mondiale in Africa. In ospedale ho visto la morte e ho riflettuto sulla vita. Stupido perdere tempo per cose superficiali. Io al Gala del Pallone d'oro? Sicuro! Credo nella giustizia".(AGI)

(16 dicembre 2015)

Milano – Dopo il danno, la beffa. Amadou Diawara, centrocampista guineano naturalizzato italiano del Bologna, è stato squalificato dal giudice sportivo per una giornata. Il giocatore è stato punito per un gestaccio ai tifosi del Genoa dopo essere stato insultato per il suo colore della pelle.

Il centrocampista, sul sito ufficiale del Bologna, ricostruisce così l'episodio: "Ero felicissimo come tutti i miei compagni per il gol arrivato proprio all'ultimo minuto di una partita combattuta e sofferta. Dopo aver abbracciato Rossettini ho semplicemente mimato la gestualità del gorilla come reazione a degli ululati che avevo sentito provenire da alcuni spettatori dietro la porta di Perin. Non è stato assolutamente un gesto volgare o offensivo, ma una semplice risposta a quella che ho reputato una mancanza di rispetto nei miei confronti. Sono molto dispiaciuto che il mio gesto sia stato equivocato: in futuro farò tesoro di questa esperienza".

E così oggi è arrivata la 'sentenza' del giudice sportivo: una giornata di squalifica che gli costerà la gara di sabato sera contro l'Empoli. 

Ecco gli altri provvedimenti del giudice sportivo di Serie A: tre turni di squalifica al calciatore del Genoa Diego Perotti. L'argentino, espulso dal campo, paga "per avere, al 34' del secondo tempo, con il pallone non a distanza di gioco, colpito con una violenta gomitata al volto un calciatore avversario".

Un turno inoltre a Kurtic, Cherubin (Atalanta), De Jong e Kucka (Milan), Zukanovic (Sampdoria), Pisano (Verona). 

Roma – "Un pareggio che vale piu' di una vittoria, ho trovato una squadra che ha avuto un atteggiamento compatto da squadra. Non meritavamo la sconfitta. Ho visto una reazione da grande squadra, un atteggiamento che ci dovra' accompagnare sempre". Lo ha detto Vincenzo Montella al termine di Lazio-Sampdoria finita con un pareggio maturato al 48' della ripresa con un gol di Zukanovic in risposta al vantaggio di Matri."Appena subito il gol mi e' caduto il mondo addosso, ma negli ultimi 7-8' ho visto una reazione importante e ci ho creduto", ha aggiunto l'aeroplanino a Sky. "Se il pareggio libera la mente? Assolutamente si', ma credo che la mente si fosse liberata durante la partita. Siamo sulla strada giusta – ha specificato il tecnico doriano – sono veramente orgoglioso di questa squadra per l'atteggiamento messo in campo. La scintilla va alimentata, ora abbiamo le basi e sopra dobbiamo assolutamente migliorare la squadra ma con questi presupposti si puo' iniziare a lavorare meglio". Quanto alla scelta di tenere fuori Muriel fino al 70', Montella motiva: "Pensavo che mi facesse vincere partita negli ultimi 20'. Ha avuto l'atteggiamento giusto, quando la sua mente capira' che deve farlo per 90' diventera' un grande campione. Oggi e' entrato bene e poteva decidere la partita". (AGI)ù

 

14 dicembre 2015

Roma – "E' un grosso dispiacere per una partita dominata. Subiamo un tiro e' un gol, e' un periodo cosi'". Sono le parole di Alessandro Matri al termine del match pareggiato per 1-1 tra Lazio e Sampdoria. Per l'ex rossonero la terza rete in biancoceleste che oggi ha avuto solo l'effetto di illudere gli uomini di Pioli, a cui manca il successo da sette partite: "Adesso contano i risultati – prosegue Matri ai microfoni di Mediaset – la prestazione c'e' stata il punteggio no. La panchina di Pioli per noi non e' in discussione, continueremo a giocare per lui e per questa Lazio". (AGI)

(AGI) – Roma, 14 dic. – Nella sfida tra deluse del campionato prevale la paura, la Lazio si aggrappa ad Alessandro Matri che di testa al 33' della ripresa illude, poi al 48' Zukanovic pareggia su punizione facendo sorridere Ferrero. E regalando il primo punto della gestione Montella. Pioli invece non vede luce dal 25 ottobre, data dell'ultima vittoria biancoceleste in campionato. Il tecnico biancoceleste conferma le attese della vigilia, puntando su un quasi inedito 4-3-1-2 dove Candreva ha il compito di agire da trequartista e da raccordo tra centrocampo e attacco, composto dalla coppia Klose-Djordjevic. A centrocampo, per proteggere Biglia, ci sono Parolo e Cataldi, confermato dopo l'incoraggiante prestazione di Saint-Etienne. Perso invece Basta, alla fine a destra torna titolare in campionato Konko, dalla parte opposta Radu. Al centro della difesa, squalificato Mauricio, avanti con la coppia Gentiletti-Hoedt. Dall'altra parte, Montella stravolge la Samp: indisponibile Eder lascia in panchina anche Muriel e si affida a un 4-3-3 con Carbonero e Christodolopulos ai lati di Cassano che agisce da falso nueve. In mezzo al campo, Fernando e Soriano ai lati di Barreto. Gara piuttosto noiosa, al 9' lampo di Candreva da destra, spunta la testa di Klose che fa tutto bene ma spedisce alle stelle da buona posizione. La gara si accende al 17', prima il tedesco che spara a botta sicura ma viene sbarrato dalla difesa blucerchiata, sugli sviluppi Parolo sfiora dopo deviazione.

A spaccare i ritmi del match il solo Candreva, che spazia da sinistra a destra e sforna cross a ripetizione. Ma a Miro manca la mira, mentre Djordjevic e' piu' bravo a nascondersi. Quantomeno la Lazio ci prova con l'orgoglio e al 22' arrivano i primi applausi per un intervento di Radu in scivolata. Una flebile risposta dopo partite di nulla cosmico, ma serve di piu' per uscire dalla crisi.In verita', la spinta biancoceleste si smorza lentamente e alla mezzora la Samp prende coraggio. Il primo tiro in porta arriva al 29': De Silvestri penetra in area ma anziche' tirare preferisce servire in mezzo costringendo Soriano al tiro sbilenco. Nella ripresa Pioli cambia: dentro Felipe Anderson, fuori Cataldi e si torna al 4-4-2 di ultima matrice con il brasiliano e Candreva esterni. Gli esiti pero' non cambiano, da una parte e dall'altra regna il terrore. Poco meglio con le accelerazioni di Muriel, che Montella getta nella mischia per concludere il match in crescendo e approfittare dei pochi contropiede a disposizione nel finale.Contro la lenta difesa laziale il colombiano ha vita facile, ma anche a lui manca la mira. E quando i circa 5.000 paganti si stavano gia' abituando all'idea di un pareggio, ecco la testa di Matri. Ma il copione presenta la fine infima proprio nel recupero: Zulkanovic calcia su punizione, la deviazione di Anderson e' decisiva e Berisha (subentrato a Marchetti nel finale) viene ingannato. Esulta solo Ferrero. (AGI) 

14 dicembre 2015

Roma - Non solo Champions amara per le italiane. Anche in Europa League le squadre di casa nostra pescano malissimo: questi gli accoppiamenti dei sedicesimi di Europa League dopo il sorteggio di Nyon. Gare d'andata in programma il 18 febbraio, ritorno il 25 dello stesso mese.

Valencia (Esp) – Rapid Vienna (Aut)

Fiorentina (ITA) – Tottenham (Eng)

Borussia Dortmund (Ger) – Porto (Por)

Fenerbahce (Tur) – Lokomotiv Mosca (Rus)

Anderlecht (Bel) – Olympiacos (Gre)

Midtjylland (Den) – Manchester United (Eng)

Augsburg (Ger) – Liverpool (Eng)

Sparta Praga (Cze) – Krasnodar (Rus)

Galatasaray (Tur) – Lazio (ITA)

Sion (Sui) – Braga (Por)

Shakthar Donetsk (Ukr) – Schalke (Ger)

Marsiglia (Fra) – Athletic Bilbao (Esp)

Siviglia (Esp) – Molde (Nor)

Sporting Lisbona (Por) – Bayer Leverkusen (Ger)

Villarreal (Esp) – Napoli (ITA)

Saint Etienne (Fra) – Basilea (Sui). (AGI)

(14 dicembre 2015)

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