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Montmelò - Si ricomincia. Prima giornata di test al Circuit de Catalunya a Montmelò, nei pressi di Barcellona per le nuove monoposto che si sfideranno nel Mondiale di Formula Uno che prenderà il via a metà marzo in Australia. Occhi e obiettivi di telecamere puntati sulla nuova Mercedes WO7 e sulla Ferrari SF16-H. Nel primo duello di una stagione che si spera sia più entusiasmante e combattuta di quella dominata dalle frecce d'argento e da Lewis Hamilton, la meglio l'ha avuto la Ferrari con Sebastian Vettel. Il tedesco che ha girato con le Pirelli a mescola media, così come tutti gli altri piloti in pista, è stato l'unico a scendere sotto il muro dell'1'25, fermando il cronometro su 1'24"939. Hamilton, invece, è stato più lento di 470 millesimi, quasi mezzo secondo, ma è stato di gran lunga il pilota che ha macinato più chilometri di tutti con 156 giri compiuti. Il tedesco della Ferrari, invece, ne ha percorsi circa la metà (69), fermandosi per un paio d'ore al box per alcune regolazioni sulla vettura e sui manettini sul volante.

Il programma di lavoro dei due pluri campioni del mondo era comunque diverso. La W07 è una evoluzione della monoposto che l'ha preceduta e quindi per Hamilton e la Mercedes era necessario fare la differenza tra le due vetture e cercare l'affidabilità più che lo spunto velocistico. Discorso diverso per la rossa di Maranello che ha presentato invece, non una evoluzione, ma una rivoluzione rispetto alla SF15 T. Difficile dire dopo questa prima uscita quali siano i veri valori in campo. Sarà necessario aspettare sicuramente la prima gara per capire se e quanto la Ferrari si è migliorata e se potrà dare battaglia già da Melbourne alla Mercedes. Scorrendo la scala dei tempi odierni, terzo tempo a un secondo e un decimo da Vettel per Daniel Ricciardo con la Red Bull che ha preceduto di 47 millesimi Valtteri Bottas con la Williams. A seguire il pilota di riserva della Force India Alfonso Celis Jr con 1'26"298, ma ottenuto con la gomma morbida. A quattro decimi dal messicano Jenson Button con la nuova McLaren. Anche il pilota britannico ha usato pneumatici di mescola morbida per il suo best lap, ma nonostante qualche problema ha portato a compimento ben 84 giri, cinque in più rispetto a quanti la McLaren-Honda aveva inanellato in tutti e quattro i giorni del primo test della scorsa stagione a Jerez, in quello che è stato un anno molto difficile per il nuovo connubio. Alle spalle di Button Carlos Sainz con la Toro Rosso a 2"2 dal miglior tempo di giornata. Ha girato con la vettura dell'anno passato, invece, la Sauber con Marcus Ericsson.Esordio incoraggiante invece per Pascal Wehrlein al suo esordio con la Manor con un tempo di 3"3 più lento rispetto a Vettel, considerando che alcune parti della nuova monoposto sono arrivare solo ieri sera. Un cedimento all'ala anteriore, invece, ha compromesso la prima uscita della nuova scuderia Haas con il motore Ferrari. Per Romain Grosjean solo 31 giri ed il decimo tempo (1'28"399). Tanti problemi e soli 37 giri infine per Jolyon Palmer con la Renault a quattro secondi da Vettel. (AGI) 

Roma - Francesco Totti regolarmente in campo oggi a Trigoria all'indomani dello "strappo" consumatosi ieri con il tecnico Luciano Spalletti che lo aveva escluso dal match contro il Palermo. Era stato lo stesso tecnico toscano ad annunciare che il capitano giallorosso si sarebbe presentato al primo allenamento della settimana che conduce alla sfida di sabato contro l'Empoli. Lavoro di fisioterapia per De Rossi. Il giorno dopo la rottura, in casa Roma si cerca di ricucire il rapporto col giocatore-simbolo della squadra. Oggi Pallotta parlerà, mentre già ieri sera lo ha fatto Spalletti, raggiante dopo la vittoria della sua Roma col Palermo: "Con Francesco nessun litigio: qualche missile gli è partito e gli ho detto che per la distrazione che ha creato non era della partita e non poteva venire in panchina, poi è andato via". Sul caso Totti, che la società cerca di far rientrare in fretta, hanno parlato oggi anche due suoi ex compagni di squadra (nella Roma e in Nazionale) che danno diverse interpretazioni della querelle.

"E' sempre difficile cambiare posizione all'interno di un contesto come una società di calcio, soprattutto partendo da un punto molto alto, quando sei stato una bandiera e un top calciatore. Per diventare un top manager devi lavorare ancora di più e non è facile trovare un ruolo per chi ha dato tanto in campo, non è facile trovare un posto che non sia in campo per chi del campo ha fatto il suo palcoscenico". Così Damiano Tommasi, ex giocatore della Roma e oggi presidente dell'Aic, l'Assocalciatori, sul caso Totti. "Dopo le parole di Spalletti credo che quello che è emerso sia abbastanza chiaro – aggiunge -. Non so a cosa si riferisse Totti quando parlava di rispetto, di scelta, si sa che la situazione Roma-Totti non è normale ma speciale perchè riguarda Totti, una città come Roma e perché per progettare il futuro bisogna fare scelte che a volte sono quelle che non si vorrebbe fare". Tommasi spera che "ci si parli ancora di più, avendo le idee chiare, sono convinto che troveranno la strada giusta per portare avanti quella che sarà la Roma con Totti nel futuro".

Anche Roberto Donadoni, ex ala della nazionale e allenatore del Bologna, è certo che arriverà una soluzione di buon senso. "E' chiaro che ci sono delle cose che sono imprescindibili, ma con buon senso la società e Totti riusciranno a trovare una soluzione", dice Donadoni ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su Radio1 sul caso Totti. "Sono situazioni delicate, si ha a che fare con una grande società, un grandissimo giocatore che rappresenta gli ultimi 20 anni di storia di questo club – sottolinea il tecnico del Bologna -. Sono valutazioni che solo una società seria, con grande equilibrio e grande responsabilità, deve cercare di fare con un atleta come Totti, che è atleta e personaggio e che deve avere una considerazione diversa da tutti gli altri". "è difficile accettare il declino – continua Donadoni – ma quando si arriva a 39 anni come Francesco, credo che si abbia un metro di valutazione rispetto a quando si aveva 25-26 anni e lui, con grande lucidità, deve fare le sue considerazioni e capire se ha ancora gli stimoli giusti e non solo quello. è abituato a essere grande protagonista e deve capire cosa ancora vuole da se stesso e cosa può dare, può fare qualsiasi cosa in tutte le direzioni, deve avere buon senso e lucidità per capire cosa sia meglio fare". Donadoni ricorda poi la sua esperienza con Totti quando era ct azzurro: "ci fu la sua precisa scelta di non giocare in Nazionale, mi incontrai con lui in albergo e mi ribadì quel concetto, ero aperto a qualsiasi cosa ma ci siamo comportati con assoluta chiarezza". (AGI)

Zurigo - Quella iniziata oggi "è la settimana più importante in 112 anni di storia del calcio". A sostenerlo è Gianni Infantino, segretario generale della Uefa e candidato alla presidenza della Fifa in occasione delle elezioni di venerdì.

"I 209 membri hanno il potere di determinare non solo il proprio destino ma anche quello della Fifa e del calcio di tutto il mondo – spiega Infantino -. La scelta del prossimo presidente e l'approvazione delle riforme possono portare la Fifa su un nuovo sentiero di credibilità, rispetto e crescita commerciale. Entro la fine di questa settimana sapremo se la Fifa ha fatto un passo verso le riforme, una maggiore trasparenza e una nuova era per lo sport più giocato e guardato al mondo. C'e' tantissimo in ballo – ammette – ma so che il calcio è pronto a guardare avanti con determinazione e fiducia. Sarei orgoglioso se venissi eletto presidente di aiutare a guidare la Fifa in una nuova era di crescita, investimenti e rispetto, agendo sempre nell'interesse del calcio e riportando il calcio nel cuore della Fifa. Mi avvicino a questi giorni finali di campagna elettorale con la sensazione che sia un nuovo inizio, un vero crocevia per la Fifa". (AGI)

Bologna – "E' chiaro che ci sono delle cose che sono imprescindibili, ma con buon senso la societa' e Totti riusciranno a trovare una soluzione". Cosi' Roberto Donadoni, ai microfoni di "Radio Anch'io Sport" su Radio1 sul caso Totti. "Sono situazioni delicate, si ha a che fare con una grande societa', un grandissimo giocatore che rappresenta gli ultimi 20 anni di storia di questo club – sottolinea il tecnico del Bologna – Sono valutazioni che solo una societa' seria, con grande equilibrio e grande responsabilita', deve cercare di fare con un atleta come Totti, che e' atleta e personaggio e che deve avere una considerazione diversa da tutti gli altri".

"E' difficile accettare il declino – continua Donadoni – ma quando si arriva a 39 anni come Francesco, credo che si abbia un metro di valutazione rispetto a quando si aveva 25-26 anni e lui, con grande lucidita', deve fare le sue considerazioni e capire se ha ancora gli stimoli giusti e non solo quello. E' abituato a essere grande protagonista e deve capire cosa ancora vuole da se stesso e cosa puo' dare, puo' fare qualsiasi cosa in tutte le direzioni, deve avere buon senso e lucidita' per capire cosa sia meglio fare". Donadoni ricorda poi la sua esperienza con Totti quando era ct azzurro: "ci fu la sua precisa scelta di non giocare in Nazionale, mi incontrai con lui in albergo e mi ribadi' quel concetto, ero aperto a qualsiasi cosa ma ci siamo comportati con assoluta chiarezza". (AGI) 

Roma – "Domani Totti torna ad allenarsi, e' stato solo un momento". Cosi' il tecnico della Roma Luciano Spalletti ha provato a chiudere il caso Totti dopo la rotonda vittoria contro il Palermo. "C'e' stato tanto rumore per nulla, Totti avrebbe giocato, ma dopo le sue dichiarazioni non ho potuto fare altro. Nella gestione di un gruppo bisogna pensare al collettivo e a tutti i giocatori. Tutti meritano rispetto" ha detto Spalletti.

Totti in tribuna all'Olimpico

"Ho avvertito la societa' dopo la decisione, c'e' stato un grande dispiacere da parte mia nel pensare a questa soluzione, era quello che non volevo, ma sono segnali che dobbiamo dare alla squadra: mi hanno chiamato perche' la situazione non andava e devo fare attenzione ai particolari". Il dopo partita di Luciano Spalletti e' riservato quasi esclusivamente alla vicenda Totti, escluso per il match con il Palermo, vinto 5-0 dai capitolini, dopo lo sfogo al Tg1 del capitano giallorosso. "Quando e' nervoso i missili gli partono, qualche cosa me l'ha detta ed e' difficile accettare senza reagire – spiega l'allenatore toscano – E se rispetti uno, non rispetti gli altri 22. Mi dispiace, non voglio alcun duello con nessuno, voglio solo che la Roma faccia risultato".

Donadoni "dalla Roma e da Totti arriverà una soluzione di buon senso"

Capitolo rinnovo del numero 10 romanista. "Toccai subito questo tasto quando arrivai qui, dicendo che non voglio entrarci. Francesco e' giusto che faccia cio' che vuole, gli ho messo a disposizione qualsiasi ruolo, bisogna che cominci a pensare al futuro. Gli ho chiesto se vuol fare Giggs o Nedved o ancora il calciatore, io pero' devo ritirare su le sorti di una squadra, non possi concedergli niente.Qualche debolezza l'ho avuta, a casa ho 7-8 sue maglie, miei figli stanno a Roma e il piu' hrande mi ha chiesto se ho litigato con Totti…". E ancora: "Nell'ultimo periodo si e' allenato abbastanza bene e ha contribuito a far salire il ritmo dell'allenamento con il suo piede e la qualita'".

La societa' – aggiunge Spalletti – sa che sto dalla parte di Francesco, non sono uno piovuto dal cielo, so quale e' la bellezza di questo ambiente ed il grande sentimento dei romani. Stasera lo incitavano e hanno fatto bene, lo avrei fatto anche io. Assoluto rispetto per la storia di un grandissimo campione ma ora facciamo delle scelte: se continua, qualche partita gliela faccio giocare, stasera l'avrei messo dall'inizio, cosi' vedevo quanto durava.Sotto l'aspetto della corsa da' meno degli altri, sotto l'aspetto della qualita' fa ancora cose in allenamento che sa fare solo lui.Ma non posso accettare che convochi una conferenza con chi vuole e parli: se lo accettassi, domani magari farebbero lo stesso anche gli altri, io invece devo dare un po' di ordine". Spalletti smentisce che ci sia stato tra i due un litigio: "Qualche missile gli e' partito, gli ho detto che per la distrazione che ha creato non era della partita e non poteva venire in panchina, poi e' andato via. Mi dicono che domani verra' l'allenamento e chiariro' di piu', si vede che e' dispiaciuto". Qualche parole anche sulla partita con il Palermo: "Siamo partiti piano, la palla viaggiava lenta, non c'era smarcamento di squadra, sembravamo piatti di testa. Poi, dopo quel gol mancato da Dzeko, la situazione e' peggiorata: per fortuna Edin ha poi sbloccato la partita con un bel gol e la squadra ha fatto vedere un buon spirito. Bisogna pero' migliorare, quando riconquistiamo palla non sappiamo se gestire o andare a far male". (AGI)

 Rio de Janeiro, 21 feb. – Francesca Schiavone e' tornata a conquistare un titolo Wta a quasi tre anni dall'ultimo successo. La 35enne milanese ha vinto il "Rio Open", torneo Wta International dotato di un montepremi di 250mila dollari sulla terra rossa di Rio de Janeiro, in Brasile. In finale ha battuto la statunitense Shelby Rogers, di 12 anni piu' giovane, in tre set: 2-6, 6-2, 6-2 in un'ora e 49 minuti di gioco. (AGI)
 

Milano, 21 feb. – Dopo vent'anni, l'EA7 Emporio Armani Milano si riprende la Coppa Italia, la quinta della sua storia. Lo fa battendo 82-76 la Sidigas Avellino in una finale tosta fin dall'inizio, con errori al tiro, anche palle perse, ma grande tenuta fisica, mentale e una difesa sempre in controllo. L'Olimpia ha giocato ancora senza Batista e Barac ma ha dominato a rimbalzi di cui cinque nel primo tempo dell'eroico Cerella. Sanders, a referto con 17 punti, e' l'Mvp ma e' stata una grande vittoria di squadra, che ha punito il quintetto irpino di Sacripanti, che puo' consolarsi solo per i 22 punti siglati da Nunnally. 

Frosinone - Piace piu' al Frosinone che alla Lazio il pareggio del Matusa. E' successo poco o nulla nel derby laziale ma alla fine sono i gialloblu' di Stellone a gradire maggiormente il punticino, che accorcia le distanze dalla Sampdoria a una settimana dal delicatissimo scontro diretto di Marassi. Per Pioli altra serata carica di rimpianti: la zona Europa League resta un miraggio, a causa di un attacco che ha faticato a inquadrare il bersaglio se non dopo gli innesti di Keita e soprattutto Milinkovic-Savic, sul quale e' stato strepitoso Leali. Sul fronte opposto Marchetti si e' limitato all'ordinaria amministrazione, anche perche' Ciofani ha sprecato malamente l'unica vera opportunita' ciociara della partita. 

Berlino – Partita interrotta per 'ritiro' dell'arbitro in Bundesliga. Il direttore di gara di Bayern Leverkusen-Borussia Dortmund, valida per la 22esima giornata del campionato tedesco, ha abbandonato la partita a venti minuti dalla fine, irritato con il tecnico locale, Roger Schmidt, che lui aveva espulso ma si era rifiutato di lasciare la panchina. Felix Zwayer, questo il nome del fischietto tedesco, aveva cacciato Schmidt per proteste tra i fischi del pubblico locale, ma lui non si è voluto adeguare alla decisione arbitrale. A quel punto l'arbitro ha deciso di andarsene negli spogliatoi da cui è rientrato solo qualche minuto piu' tardi, quando e' ripresa la partita. In quel momento, il Borussia Dortmund vinceva 0-1 con un gol segnato qualche minuto prima da Pierre-Emerick Aubameyang e al termine la squadra ospite si e' portata a casa i tre punti. (AGI)

Bergamo – Paulo Sousa l'aveva definitita "gara chiave" e la Fiorentina non ha deluso le attese andando a vincere sul campo dell'Atalanta, rimanendo con forza al terzo posto che varrebbe i preliminari di Champions. Non e' stato facile sbloccare la gara, ma i viola con calma sono riusciti a passare nella ripresa con Mati Fernandez e subito dopo a raddoppiare con Tello. La squadra di Reja, mai doma, l'ha subito riaperta con Conti, ma Kalinic l'ha definitivamente chiusa tornando al gol e firmando l'1-3 in favore dei gigliati. Pinilla allo scadere sigla il 2-3.Il Sassuolo resta in dieci, va sotto, ma riesce a ribaltare il risultato e battere l'Empoli, nel frattempo rimasta anch'essa in dieci. Rosso a Missiroli al 32', Empoli in vantaggio con Zielinski, toscani in dieci per il rosso a Tonelli e pareggio neroverde con eurogol di Berardi. Nella ripresa, decide in avvio la doppietta di Defrel che firma il 3-1, poi Maccarone su rigore rende meno amaro il ko.Il Genoa torna alla vittoria dopo oltre un mese, ma soffre contro l'Udinese che passa in vantaggio con Adnan su punizione complice un'indecisione di Perin. Cerci su rigore pareggia per i rossoblu', Laxalt addirittura porta in vantaggio la squadra di Gasperini e nel finale Perin si rifa' dell'errore sul gol respingendo a 2' dalla fine un rigore calciato da Toto' Di Natale.Il Torino, con i tifosi polemici nei confronti di Ventura, non va oltre lo 0-0 casalingo contro il Carpi, ma puo' recriminare per un rigore calciato da Maxi Lopez e ben parato da Belec. (AGI)

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