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AGI –  Nuova sfornata di elezioni federali nel fine settimana. Domenica sera saranno 34 le federazioni sportive nazionali sotto l’egida del Coni che avranno già rinnovato il proprio consiglio federale sul totale di 44: poichè Federsci e Federghiaccio andranno al voto il prossimo anno, ne mancheranno 8. Mentre il 13 maggio a Milano si terranno le elezioni del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, in questo weekend saranno ben 3 le federazioni che andranno alle urne. In nessuna delle tre, ovvero arti marziali, pugilato e scherma, ci sarà un candidato unico e solo una, le arti marziali, ripresenterà il presidente uscente.

Sabato alla Nuova Fiera di Roma si terrà la 41esima Assemblea nazionale elettiva della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arte Marziali (Fijlkam). La sfida alle urne sarà tra il presidente in carica Domenico Falcone che guida la Fijlkam dal 2013 e Felice Mariani, primo italiano a vincere una medaglia olimpica nel judo (Montreal ‘76) nonché parlamentare del Movimento 5 Stelle.

Sempre sabato, a Fiumicino, si terrà la 38esima Assemblea nazionale elettiva della Federazione Pugilistica Italiana. Il presidente uscente Vittorio Lai non si ripresenta e quindi la sfida sarà tra Flavio D’Ambrosi , attuale vice presidente vicario, ed Angelo Musone, 57 anni, campano, bronzo olimpico nei pesi massimi alle Olimpiadi di Los Angeles ’84.

Domenica, infine, presso la Sala Sinopoli del Parco della Musica a Roma il presidente Giorgio Scarso, eletto per la prima volta nel febbraio del 2005, dopo 16 anni saluterà la Federscherma. La sfida alle urne sarà tra l’attuale vice presidente Paolo Azzi, da circa 20 anni in seno alla federazione, e Michele Maffei, campione olimpico a squadre nella sciabola a Monaco di Baviera ’72, campione del mondo a Vienna ’71 e altre tre volte argento olimpico sempre con la squadra.

L’agenda delle prossime elezioni prevede il 7 marzo l’assemblea elettiva della Federazione pallavolo che eleggerà, dopo la presidenza di Bruno Cattaneo, l’attuale vicepresidente Giuseppe Manfredi (è candidato unico). Il 7 sarà anche il giorno delle elezioni per la Federazione Tennistavolo: due i candidati, Marcello Cicchitti e il presidente uscente Renato Di Napoli.

Il 13 presso la Nuova Fiera di Roma sono in programma le elezioni della Federazione Rugby con ben 7 candidati (il presidente uscente Alfredo Gavazzi, Marzio Innocenti, Nino Saccà, Giovanni Poggiali, Gianni Amore, Paolo Vaccari ed Elio De Anna). Sempre il 13 assemblee elettive della Federazione Discipline Armi Sportive da Caccia a Chianciano Terme (candidato solo il presidente uscente Felice Buglione) e della Federazione Squash a Riccione.

Domenica 14 elezioni della Federazione Triathlon con due candidati alla presidenza, l’uscente Luigi Bianchi e Riccardo Giubilei. L’assemblea elettiva dell’AeroClub sarà a giugno. C’è una federazione che rischia di non andare al voto entro l’estate: è l’Unione Italiana Tiro a Segno, attualmente commissariata. Il nuovo Statuto è stato approvato dal Coni ma mancano ancora le approvazioni da parte dei due ministeri ai quali è collegato, Difesa che opera di concerto con Economia.

AGI – Serata con i toni chiaroscuri per le italiane impegnate in Europa League. Tutto facile per la Roma che passa 3-1 in casa col Braga; al Milan basta un pareggio in casa con lo Stella Rossa; il Napoli vince 2-1 con il Granada, ma non basta ai partenopei che sono fuori dalla competizione. 

La Roma vince ancora, 3-1 al Braga e passa il turno

La Roma vince anche il ritorno dei sedicesimi di Europa League contro il Braga, strappando definitivamente il pass per gli ottavi di finale. 3-1 il punteggio dell’Olimpico firmato da Dzeko (uscito poi per infortunio), Carles Perez e Borja Mayoral; la rete della bandiera ospite è uno sfortunato autogol di Cristante. Domani la squadra di Fonseca conoscerà il prossimo avversario europeo, in attesa della grande sfida di domenica in campionato contro il Milan.
I giallorossi fanno la partita ma senza accelerare troppo i ritmi, forti del bel risultato ottenuto nella gara d’andata e dell’atteggiamento inizialmente un po’ troppo timido dei portoghesi.

Al 23′ così è la Roma che ne approfitta per passare in vantaggio con Dzeko, bravo a ribattere in rete la respinta del palo sul bel destro a giro di El Shaarawy. Intorno alla mezz’ora prova a reagire il Braga con un paio di conclusioni di Piazon e Sporar, che spaventano ma non fanno male a Pau Lopez. A ridosso del 40′ torna a farsi vedere in avanti la squadra di Fonseca, sfortunata nel colpire una traversa con una conclusione di Pedro su assist di El Shaarawy.

Nella ripresa la Roma non deve far altro che gestire, seppur i portoghesi provino con orgoglio a riaprire il discorso, ma al 75′ il neo entrato Carles Perez realizza il 2-0 che chiude definitivamente i conti, giusto qualche istante dopo un calcio di rigore spedito a lato da Pellegrini. Prima del triplice fischio arrivano prima lo sfortunato autogol di Cristante che accorcia momentaneamente, poi il tris di Borja Mayoral per il definitivo 3-1.

Il Milan soffre ma passa, 1-1 con la Stella Rossa

Al Milan basta un pareggio per eliminare la Stella Rossa e qualificarsi agli ottavi di finale di Europa League. A San Siro finisce 1-1 con le reti di Kessie e Ben Nabohuane: rossoneri avanti in virtu’ dei due gol realizzati fuori casa nella sfida d’andata, terminata sul 2-2. Cuore e carattere non bastano alla formazione di Stankovic, costretta anche all’inferiorità numerica per oltre venti minuti dopo il rosso a Gobeljic.

Giusto una manciata di minuti sul cronometro e i rossoneri trovano subito l’episodio per sbloccare la gara: Krunic calcia e trova la deviazione di mano di Gobeljic, l’arbitro viene richiamato dal Var e assegna il penalty che Kessie trasforma nell’1-0. I serbi non ci stanno e vanno subito a caccia del pareggio, trovandolo al 25′ con la bella conclusione di Ben Nabouhane, giusto qualche istante dopo un gol annullato e una traversa colpita dallo stesso attaccante. Al 37′ il Milan avrebbe una grandissima occasione per tornare avanti, ma Dalot si lascia murare da pochi passi da un attento Borjan.

Nella ripresa entrano Ibrahimovic e Rebic e sono loro due che vanno vicinissimi a confezionare il gol del vantaggio, con lo svedese ad offrire di testa al croato, poco incisivo pero’ a pochi metri dalla porta. Dall’altra parte invece serve un grande intervento di Donnarumma a salvare i suoi sulla conclusione di Sanogo, poi Gobeljic spara alle stelle con la porta semivuota.

Lo stesso numero 77 serbo verrà espulso per doppia ammonizione qualche istante piu’ tardi, lasciando la Stella Rossa in inferiorità numerica. Il Milan prova subito ad approfittarne trovando un gol con Saelemaekers, annullato pero’ per fuorigioco precedente di Ibrahimovic, autore dell’assist. Nel finale la Stella Rossa ci prova in tutti i modi ma non basta a trovare il gol qualificazione. 

Europa League: Napoli vince 2-1 ma non basta, passa il Granada

Una vittoria che lascia l’amaro in bocca al Napoli: il 2-1 di oggi non basta ai partenopei per passare il turno di Europa League, agli ottavi ci va il Granada. Non riesce quindi la grande rimonta alla squadra di Gattuso, a cui non bastano le reti di Zielinski e Fabian Ruiz; in mezzo il sigillo spagnolo di Montoro praticamente letale per gli azzurri.

Bastano appena 3 minuti ai partenopei per rimettere in discussione la qualificazione: gli spagnoli perdono una palla sanguinosa, Zielinski ne approfitta per scappare verso la porta e fulminare Silva per l’1-0. Per la squadra di Gattuso pero’ è solo un fuoco di paglia, perché il Granada non si scompone e al 25′ trova l’1-1 con Montoro che taglia praticamente le gambe al Napoli, costretto a segnare altri tre gol per passare il turno. Gli azzurri non ne vogliono comunque sapere di mollare e al 35′ colpiscono un’incredibile traversa con Insigne, che disegna una splendida traiettoria su punizione respinta pero’ dal montante.

Nella ripresa i padroni di casa continuano a premere sull’acceleratore e al 59′ tornano in corsa con la rete di Fabian Ruiz, che lanciato da Insigne non sbaglia davanti al portiere la chance del 2-1. La rimonta rimane comunque impossibile, il Napoli ci prova fino alla fine con cuore ed orgoglio, ma stavolta non basta. Il Granada fa festa e strappa il pass per gli ottavi di finale.

AGI – Ferrari tornerà nella massima categoria del mondiale Endurance dal 2023, a cinquant’anni dall’ultima partecipazione ufficiale. La Ferrari scenderà in pista nella classe Hypercar del Fia World Endurance Championship, un campionato che contribuì attivamente a creare.

La casa di Maranello, informa una nota, dopo una fase di studio e analisi ha dato il via allo sviluppo della nuova vettura Lmh che nelle scorse settimane è già entrato nel vivo con l’avvio delle fasi di progettazione e simulazione. Il programma di collaudi in pista, il nome della vettura e quello dei piloti che costituiranno gli equipaggi ufficiali saranno comunicati in futuro.

Le vetture a ruote coperte di Maranello negli anni hanno riportato grandi successi, come testimoniano i 24 titoli mondiali conseguiti, l’ultimo dei quali conquistato nel 2017, e le 36 vittorie alla 24 Ore di Le Mans.

John Elkann, Presidente di Ferrari, ha commentato: “In oltre 70 anni di competizioni abbiamo portato le nostre vetture a ruote coperte a trionfare sulle piste di tutto il mondo, sperimentando soluzioni tecnologiche d’avanguardia: innovazioni che nascono dai circuiti e rendono straordinaria ogni auto stradale prodotta a Maranello.

Con il nuovo programma Le Mans Hypercar, Ferrari rilancia il suo impegno sportivo e conferma la volontà di essere protagonista nei campionati di eccellenza del motorsport mondiale”. 

AGI – Tutto troppo facile per il Bayern Monaco, che in trasferta al’Olimpico batte la Lazio 4-1 nell’andata degli ottavi di finale e mette una chiarissima ipoteca sul passaggio del turno. Nottata difficile per la squadra di Inzaghi, che paga l’emozione e soprattutto gli errori in occasione di almeno due dei gol realizzati dai tedeschi, oltre all’autorete di Acerbi.

Segnano Lewandowski, Musiala e Sanè, a cui si aggiunge un’autorete di Acerbi. Ai capitolini invece l’unica magra consolazione in una serata amara la regala Correa. Il 17 marzo ci sarà il ritorno, ma all’Allianz Arena servirebbe più di un miracolo ai biancocelesti.

Nell’altra gara della serata, preziosa vittoria esterna per 1-0 del Chelsea sull’Atletico Madrid, firmata da Olivier Giroud.

Nel match dell’Olimpico i bavaresi prendono subito in mano le redini del gioco e al 9′ approfittano di una follia di Musacchio per passare in vantaggio: il retropassaggio del difensore è troppo corto per Reina, Lewandowski lo anticipa e deposita in rete a porta vuota. I biancocelesti fanno quello che possono, ci provano con il carattere e possono recriminare per un rigore (apparso netto) non fischiato a Milinkovic, steso da Boateng appena dentro l’area. Pochi minuti dopo quell’episodio il Bayern raddoppia con il giovane Musiala, poi prima dell’intervallo arriva anche il 3-0 ospite su un altro errore difensivo della Lazio, con Sanè che mette dentro da pochi passi una respinta di Reina su Coman.  

La ripresa si apre ancora nel segno dei bavaresi, che dopo pochi istanti trovano il poker con un incredibile autogol di Acerbi, ma dall’altra parte un sussulto d’orgoglio laziale vale il gol dell’1-4 di Correa. Dopodiché i ritmi calano, la squadra di Flick sembra accontentarsi del discreto vantaggio e si preoccupa più di gestire il risultato che di affondare ancora il colpo. E il risultato non cambia più. 

AGI – “Se vogliamo guardare alla partecipazione di Alex alle Olimpiadi di Tokyo, bisognerà fare molto presto istanza al Comitato Olimpico Internazionale che è ente supremo così potrà verificare tutta questa incredibile situazione”. Così in un’intervista con l’AGI, Gerhard Brandstaetter, avvocato bolzanino che sin dal 2012 difende Alex Schwazer, parla della strategia difensiva che molto probabilmente verrà adottata nelle prossime settimane per non lasciare intentata la possibilità di partecipazione del suo assistito alle Olimpiadi di Tokyo 2020 che si terranno tra cinque mesi.

Le gare di marcia e maratona non si svolgeranno a Tokyo bensì a Sapporo dove le temperature dovrebbero essere più basse rispetto alla capitale. Schwazer, 36 anni, campione olimpico della 50 km di marcia nel 2008 a Pechino, nel 2012 era stato trovato positivo ad un controllo antidoping per aver assunto, come lui ha confessato, eritropoietina.

Un caso esploso cinque anni fa

Nel 2016 ad un mese dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, era arrivata la notizia che nel controllo antidoping di quel giorno di Capodanno (oltre sei mesi prima), era risultato positivo al testosterone sintetico dopo che quelle urine erano già state certificate negative al doping.Una vicenda apparsa sin da subito ricca di torbidità, singolare in tutto il suo iter, dalla non anonimità delle provette di urine al lungo braccio di ferro tra il laboratorio di Colonia, che non voleva consegnare la provette di urine, e la giustizia italiana che le aveva richieste per farle analizzare dai carabinieri del Ris di Parma.

L’ordinanza del Gip di Bolzano

Schwazer, assieme al suo allenatore Sandro Donati e ai legali, ha iniziato una causa che ha portato pochi giorni fa all’archiviazione sotto l’aspetto penale da parte del Gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino perché, come scritto, “il fatto non sussiste”. Nell’ordinanza di archiviazione di 87 pagine, il giudice ha ritenuto che “i campioni di urina prelevati ad Alex Schwazer l’1.01.2016 siano stati alterati allo scopo di risultare positivi” e denunciato il  sistema “autoreferenziale sistema da parte di Wada e Iaaf che non tollerano affatto controlli dall’esterno e pronte a tutto per impedirlo, al punto da produrre dichiarazioni false e porre in essere frodi processuali”.  

Il ricorso

“In questi giorni stiamo valutando la strada da percorrere, presenteremo ancora istanza alla Corte federale svizzera e anche alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo dove, però, i tempi si prospettano lunghi – ha aggiunto Brandstaetter –. Il Comitato Olimpico Internazionale è ente supremo e per questo chiederemo un suo intervento”.

L’ira della Wada

Rispondendo alla domanda su un commento alla presa di posizione dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada) che si è detta “inorridita” delle motivazioni del Gip Pelino, Brandstaetter dice, “è molto triste che la Wada perda la sua posizione di terzietà e che cerchi di attaccare un provvedimento della magistratura italiana anche perché l’Italia come Paese sostiene la Wada”. Il legale altoatesino ha aggiunto, “è molto triste che mettano in discussione il provvedimento e, quando dicono che si inorridiscono, sono io che mi inorridisco”.

Brandstaetter tramite l’AGI accusa la Wada: “non è vero che hanno collaborato, durante l’incidente probatorio ha contrapposto tantissimi ostacoli” e conclude, “auspico che chi di dovere possa intervenire in questa situazione, altrimenti andremo avanti noi”.

AGI – Luna Rossa ha vinto la Prada Cup, battendo due volte nella rada di Auckland l’equipaggio la britannica Ineos e portando dopo 21 anni un’imbarcazione italiana in finale della America’s Cup. Con le due vittorie nella notte la barca italiana ha chiuso la sfida con Ineos sul 7-1. Dal 6 al 15 marzo l’equipaggio guidato da Max Sirena sfiderà il Team New Zealand per decidere chi vincerà il trofeo più difficile e più antico nello sport internazionale. Per la seconda volta nei suoi sei tentativi, Luna Rossa Prada Pirelli entra nell’esclusiva lista degli appena 36 contendenti che hanno fatto i 170 anni della storia della Coppa America. Come successo 21 anni fa, Defender Emirates Team New Zealand affronterà l’equipaggio italiano nel Golfo neozelandese di Hauraki

“Siamo italiani”

“Siamo italiani”, il commento a caldo del timoniere Checco Bruni dopo il trionfo. E’ la terza volta che una barca italiana vince la selezione degli sfidanti, ora chiamata Prada Cup: la prima fu nel 1992 con il Modo di Venezia di Gardini e Cayard, la seconda era stata nel 2000 con un’altra Luna Rossa, quella di Francesco De Angelis. Ci sono quindi voluti 21 anni e cinque tentativi falliti prima di riportare il tricolore nella sfida per l’America’s Cup. Protagonista dell’impresa lo skipper Max Sirena che nel frattempo aveva vinto due edizioni dell’America’s Cup con New Zealand nel 2017 e Oracle Usa nel 2010.

Una sfida durissima

La sfida con Emirates Team New Zealand si annuncia difficilissima ma anchge le ultime due regate vinte con Ineos hanno confermato la forza di Luna Rossa. Nella prima sono bastati due bordi alla barca italiana per prendere il largo e alla fina ha chiuso con un vantaggio di un minuto e 45 secondi. Nella seconda Luna Rossa ha vinto la partenza ma era in leggero anticipo sulla linea e quindi ha preso una penalità lasciando 50 metri di vantaggio agli inglesi, ma poi è riuscita ugualmente a recuperare e a vincere.

AGI. – La barca inglese Ineos ha vinto la prima regata contro Luna Rossa, che ne ha vinta un’altra, e continua ad essere in testa per 5 a 1 nella coppa Prada, una sorta di “semifinale” della Coppa America, in cui si decide, al meglio delle 14 gare, chi sarà la sfidante di New Zealand.

Mancano ancora due vittorie alla barca italiana per assicurarsi la sfida; le prossime due si svolgeranno domani all’alba nella rada di Auckland. 

Nella prima regata della giornata, con vento più leggero, Luna Rossa è partita in testa e ha mantenuto la prima posizione sugli inglesi fino alla fine, conquistando quindi il quinto punto. Ma, come si legge nel sito della America’s Cup, prima della seconda gara il vento è aumentato, una condizione più favorevole a Ineos che è quindi riuscita a partire bene, per la prima volta in 6 regate, e ha portato a casa il primo punto. Le regate di oggi erano state rinviate dallo scorso mercoledì.

La squadra britannica non pare intenzionata a lasciare la vittoria agli italiani senza combattere; secondo le valutazioni tecniche riportate sul sito ufficiale della gara in corso in Nuova Zelanda, le due barche hanno prestazioni equivalenti, e il tutto si gioca nella tattica dei timonieri nei minuti immediatamente precedenti alla partenza: chi inizia in testa, finora ha sempre vinto. Il prossimo appuntamento è per domani, con le regate 7 e 8. 

AGI – Il Gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Alex Schwazer per “non aver commesso il fatto“. Il ‘fatto’ era quello legato alla presunta, ma soprattutto nebulosa, positività al doping emersa dal controllo del primo gennaio 2016 e che nell’agosto dello stesso anno aveva portato una squalifica di Schwazer, per recidiva al doping, di ben otto anni.

Il giudice ritiene “con alto grado di credibilità che i campioni di urina prelevati ad Alex Schwazer l’1.01.2016 siano stati alterati allo scopo di risultare positivi” così da “ottenere la squalifica e il discredito dell’atleta come pure del suo allenatore Sandro Donati”.

Il gip nei punti successivi parla di “falso ideologico” e “frode processuale” e parla di “pressioni” esercitate sul laboratorio di Colonia come emergono dalle mail intercorse tra Ross Wenzel (consulente legale della World Athletics, ex Iaaf), Thomas Capdevielle (responsabile settore antidoping World Athletics) e Hans Geyer, direttore del laboratorio di Colonia dove erano custodite le provette contenenti le urine di Schwazer durante il controllo dell’1 gennaio 2016. 

Lo scorso mese di dicembre, la Procura di Bolzano aveva chiesto l’archiviazione dell’intricato caso nei confronti dell’ex marciatore azzurro, campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008. Il ‘caso Schwazer 2’ sin dall’inizio non era stato particolarmente chiaro e che ha visto coinvolte anche l’agenzia mondiale antidoping (Wada), la federazione mondiale di atletica leggera (World Athletics, ex Iaaf) e il laboratorio antidoping di Colonia dove le provette del controllo incriminato sono rimaste dal 2 gennaio 2016 fino al febbraio 2018 quando, a fatica, sono state consegnate alle autorità italiane incaricate al prelievo delle stesse.

Parlando con l’AGI, Sandro Donati rivolge un pensiero di ringraziamento ai vertici del Comitato Olimpico Nazionale Italiano: “Dico grazie a questo giudice coraggioso ma anche a chi in tutti questi anni è rimasto dietro alle quinte, il presidente del Coni, Giovanni Malagò che è sempre stato vicino a livello personale, e il segretario generale del Coni, Carlo Mornati”.

Nei confronti dell’ex marciatore altoatesino, oggi allenatore di amatori non tesserati nella zona di Vipiteno, resta la squalifica sportiva di 8 anni che scadrà nell’agosto del 2024.

AGI –  Finisce 2-1 l’andata degli ottavi di finale di Champions League della Juventus contro il Porto. Una rete di Chiesa nel secondo tempo ha evitato il peggio lasciando aperta la speranza di una rimonta per la partita di ritorno.

Una partita sofferta per i bianconeri che sono passati in svantaggio all’inizio del match, al 2′ grazie alla rete di Taremi che ha approfittato di un passaggio sbagliato di Bentancur per Szczesny.

Nel primo tempo la Juve è apparsa poco determinata e molto lenta e incapace di rimontare. Al 35′ un infortunio al polpaccio destro costringe all’uscita Chiellilni, che viene sostituito da Demiral. Inutili i tentativi della Juve di pareggiare con Demiral di testa e Rabiot in rovesciata.

Alla ripresa il Porto sorprende ancora i bianconeri dopo appena pochi secondi con una rete di Marega che sfrutta un’altra distrazione difensiva dopo un passaggio di Manafà.

Dopo l’ingresso in campo di Morata al 63′ al posto di McKennie la Juve è apparsa più aggressiva ma la rete del 2-1 è arrivata solo al 82′ grazie a Federico Chiesa a conclusione di un’azione di Rabiot.

Nel recupero la Juventus ha chiesto un rigore per un contatto tra Cristiano Ronaldo e Zaidu ma che l’arbitro lo ha giudicato regolare. 

AGI  –  La Federcalcio ha reso noto che il procuratore federale ha deferito il presidente della Lazio, Claudio Lotito ,“per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti”. 

Deferiti inoltre Ivo Pulcini e Fabio Rodia, rispettivamente, responsabile sanitario e medico sociale del club “ciascuno per quanto di rispettiva competenza e/o, comunque, in concorso tra loro per non aver rispettato le norme in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti”.

Deferita infine anche la Lazio “per il comportamento posto in essere dal presidente Lotito e per responsabilità oggettiva per il comportamento posto in essere dai medici Pulcini e Rodia.