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(AGI) – Roma, 6 lug. – Il Postepay Rock in Roma si prepara a uno degli appuntamenti piu’ attesi: il concerto di Robbie Williams. Dopo le date ‘indoor’ del suo tour ‘Let me entertain you’ che ha fatto tappa nei palazzetti dello sport di diverse citta’ europee, l’ex Take That incendiera’ domani, 7 giugno, il main stage del festival rock della capitale. Dopo la prima tranche di concerti, il tour ha toccato a giugno e continuera’ ad agosto alcuni dei piu’ importanti festival europei, tra cui il Pinkpop di Landgraaf, il Rock Wave di Atene, lo Sziget di Budapest. Il Rock in Roma, sul cui palco si sono gia’ esibite star del calibro di Slash e Mumford and Sons, proseguira’ il 9 luglio con un altro grande ‘ex’: Noel Gallagher, chitarrista e frontman con il fratello Liam degli Oasis. Gallagher sara’ a Roma con i suoi High Flying Birds con i quali ha inciso due album, uno dei quali uscito il 25 febbraio. Il 18 luglio, poi, l’appuntamento piu’ atteso: quello con i Muse per la loro data unica in Italia. (AGI)

(AGI) – Roma, 7 lug. – E’ dedicato al cinema d’autore, con le immagini di Antoine Doinel/Jean-Pierre Leaud e in primo piano dell’attrice Nastassia Kinski, il manifesto della 72.ma Mostra di Venezia, ideato e realizzato per il quarto anno da Simone Massi. Una figura femminile che rimanda alle fattezze di un’icona del cinema d’autore degli Anni Ottanta, Nastassja Kinski. Questa volta, il film potrebbe essere ‘Paris, Texas’ di Wim Wenders. Sullo sfondo, il protagonista del manifesto precedente, ispirato invece dall’inquadratura finale de ‘I 400 colpi’ di Francois Truffaut e del suo protagonista, Antoine Doinel/Jean-Pierre Leaud. Osservate l’una di seguito all’altra, le quattro immagini generano un effetto di mise en abyme, offrendosi allo sguardo dello spettatore come le tessere di un mini-racconto che ciascuno puo’ liberamente interpretare, lasciandosi guidare dalle suggestioni evocate dai rimandi e dalle citazioni cinematografiche. La 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta, si svolgera’ al Lido dal 2 al 12 settembre 2015. .

(AGI ) – Napoli, 6 lug. – Sono Alessandro Siani e Ezio Greggio i ‘Kings of Comedy 2015’ al 13esimo Ischia Global Film and Music fest (12-19 luglio). Siani ha firmato il maggior successo italiano dell’anno con ‘Si accettano miracoli’, record d’incassi con 15,5 milioni di euro e sara’ premiato il 14 luglio. A Ezio Greggio, creatore tra l’altro del Montecarlo Film festival de la comedie, il riconoscimento alla carriera sara’ consegnato dall’anchorman italoamericano Jimmy Kimmel nella serata inaugurale, domenica 12 luglio. L’annuncio e’ di Giancarlo Carriero, presidente dell’Accademia Arte Ischia che promuove il festival con Mibact, Regione Campania, ICE e Comune di Forio. Il programma completo del festival sara’ presentato mercoledi’ a Roma (Hotel de Russie, ore 15) con la madrina Chiara Baschetti e del produttore Aurelio De Laurentiis honorary board member di Ischia Global. Ad aprire le proiezioni speciali, l’ anteprima europea dell’ultimo film di Robin William, “Boulevard” di Dito Montiel. L’Ischia Global Fest e’ promosso in associazione con Anica, Apt e Film Commission Regione Campania. (AGI) .

(AGI) – Londra, 5 lug. – All’eta’ di 92 anni e’ morta a Los Angeles di cancro l’attrice americana Diana Love Dill Douglas, prima moglie di Kirk Douglas e mamma di Michael. A dare la notizia il vedovo Donald Webster. Inizio’ la sua carriera di attrice con la Warner Bros. Recito insieme al primo marito Kirk e al figlio Michael nel 2003 nel film ‘Vizio di famiglia’. (AGI) .

(AGI) – Londra, 5 lug. – Caduta di stile di Sir Paul McCartney che ha confessato come la sua prima ed immediata reazione alla notizia della morte di John Lennon l’8 dicembre del 1980 fu di “frustrazione” perche’ la sua uccisione ne aveva fatto un martire “elevandolo al livello di James Dean ed anche oltre”. Il 73enne co-fondatore ed autore di alcune delle piu’ belle canzoni della storia della musica, in un’intervista alla rivista americana Esquire ha rivelato alcuni aspetti del suo carattere che confermano come talvolta sia meglio limitarsi ad apprezzare le opere di un’artista, ignorando tutto dell’autore. “Quando John fu colpito a morte – ha affermato McCartney – a parte il puro orrore della cosa, la cosa che capii subito e che cio’ che sarebbe rimasto ‘Ok, ora John e’ un martire. Un Jfk (John Fitzgeral Kennedy, il presidente assassinato nel 1963, ndr). E ho iniziato a sentirmi frustrato perche’ la gente avrebbe iniziato a dire, ‘Be i Beatle erano lui’ e io e George (Harrison) e Ringo (Starr) saremmo scomparsi. Ci sarebbe stata molto revisionismo dopo che spararono a Lennon”. Nell’intervista concessa in occasione della pubblicazione del suo 17esimo album solista Sir Paul prosegue: “Certamente John era il piu’ brillante di noi. John fece un sacco di grandi cose. E dopo i Beatles fece ancora grandi cose ma anche cose di non grande qualita’ ma ora il fatto che e’ stato fatto martire lo ha elevato a livello di James Dean ed anche oltre”. McCartney, che dopo la fine dei Beatles ha creato altri autentici capolavori, da solo o con i Wings, ma anche delle canzoni del tutto dimenticabili, ha anche rivelato risentimento per come solo per essere arrivato in ritardo ad un appuntamento con Lenon ed il loro primo manager, Brian Epstein, fu messo di fronte al fatto compiuto che le loro canzoni sarebbero sempre apparse sugli album come opera di “Lennon-McCartney”. Lui disse, “Ok ma che ne pensate di alternarci o di mettere invece McCartney-Lennon per quelle scritte da me?”. I due, riferisce McCartney prima dissero di si’ ma poi non accadde mai. “Ed io non me la presi”, sostiene anche se nel caso di alcuni canzoni “la cosa divenne un problema” come per Yesterday nella cui creazione Lennon non ebbe alcun ruolo: “Il disco originale diceva ‘Yesterday di John Lennon e Paul McCartney’ ed aveva una foto di John sopra. Io protestai ma non vollero cambiare nulla”. Ora spiega che la cosa lo infastidisce molto quando ad esempio sul suo iPad “non c’e’ abbastanza spazio” per il nome completo degli autori: “Ad esempio se cerchi “Hey Jude (altra canzone al 100% di McCartney, ndr) e appare di John Lennon e….perche’ (sullo schermo) non c’e’ spazio”. (AGI) .

(AGI) – Londra, 5 lug. – Caduta di stile di Sir Paul McCartney che ha confessato come la sua prima ed immediata reazione alla notizia della morte di John Lennon l’8 dicembre del 1980 fu di “frustrazione” perche’ la sua uccisione ne aveva fatto un martire “elevandolo al livello di James Dean ed anche oltre”. Il 73enne co-fondatore ed autore di alcune delle piu’ belle canzoni della storia della musica, in un’intervista alla rivista americana Esquire ha rivelato alcuni aspetti del suo carattere che confermano come talvlta sia meglio limitarsi ad apprezzare le opere di un’artista, ignorando tutto dell’autore. “Quando John fu colpito a morte – ha affermato McCartney – a parte il puro orrore della cosa, la cosa che capii subito e che cio’ che sarebbe rimasto ‘Ok, ora John e’ un martire. Un Jfk (John Fitzgeral Kennedy, il presidente assassinato nel 1963, ndr). E ho inziato a sentirmi frustrato perche la gente avrebbe iniziato a dire, ‘Be i Beatle erano lui’ e io e George (Harrison) e Ringo (Starr) saremmo scomparsi. Ci sarebbe stata molto revisionismo dopo che spararono a Lennon”. (AGI) – Londra, 5 lug. – Nelli”intervista concessa in occasione della pubblicazione del suo 17esimo album solista Sir Paul prosegue: “Certamente John era il piu’ brillante di noi. John fece un sacco di grandi cose. E dopo i Beatles fece ancora grandi cose ma anche cose di non grande qualita’ ma ora il fatto che e’ stato fatto martire lo ha elevato a livello di James Dean ed anche oltre”. McCartney, che dopo la fine dei Beatle ha creato altri autentici capolavori, da solo o con i Wings, ma anche delle canzoni del tutto dimenticabili, ha anche rivelato risentimento per come solo per essere arrivato in ritardo ad un appuntamento con Lenon ed il loro primo manager, Brian Epstein, fu messo di fronte al fatto compiuto che le loro canzoni sarebbero sempre apparse sugli album come opera di “Lennon-McCartney”. Lui disse, “Ok ma che ne pensate di alternarci o di mettere invece McCartney-Lennon per quelle scritte da me?”. I due, riferisce McCartney prima dissero di si’ ma poi non accadde mai. “Ed io non me la presi”, sostiene anche se nel caso di alcuni canzoni “la cosa divenne un problama” come per Yesterday nella cui creazione Lennon non ebbe alcun ruolo: “Il disco originale diceva ‘Yesterday di John Lennon e Paul McCartney’ ed aveva una foto di John sopra. Io protestai ma non vollero cambiare nulla”. Ora spiega che la cosa lo infastidisce molto quando ad esempio sul suo iPad “non c’e’ abbastanza spazio” per il nome completo degli autori: “Ad esempio se cerchi “Hey Jude (altra canzone al 100% di McCartney, ndr) e appare di John Lennon e….perche’ (sullo schermo) non c’e’ spazio”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 lug. – “Note D’Autore” la rassegna ideata e diretta da Fabrizio Bosso compie sei anni e ritorna a Piossasco in provincia di Torino dal 9 al 13 luglio con un programma ricco di concerti, attivita’ sportive, letterarie, naturalistiche e turistiche. L’edizione 2015 si rinnova con un cartellone che, oltre a ospitare grandi nomi del jazz e dare spazio a nuove promesse della musica, offre al pubblico diverse attivita’ a contatto con la natura per rafforzare il legame tra musica e territorio. Tra i vari artisti che si esibiranno sul palco, Chiara Civello, Peppe Servillo con Girotto e Mangalavite, Antonello Salis, Gegé Telesforo, Francesco Bearzatti e Claudio Filippini. A inaugurare il festiva, giovedi’ 9 luglio, come ogni anno, sono gli appuntamenti a ingresso libero del Jazz Diffuso, con il meglio delle nuove formazioni piemontesi che si esibiranno all’interno del centro storico. “Note D’Autore” – Piossasco Jazz Festival e’ realizzata dalla Fondazione Alessandro Cruto per la Citta’ di Piossasco, con il sostegno della Regione Piemonte, di importanti aziende private e con il patrocinio della Citta’ Metropolitana di Torino. (AGI) (AGI) .

(AGI) – Londra, 4 lug. – Sir Antonio Pappano, il celebre direttore d’orchestra britannico naturalizzato italiano, a capo dell’Orchestra di Santa Cecilia a Roma dal 2005 e contemporaneamente dal 2002 di quella della Royal Hopera House al Covent Garden di Londra, e’ finito nel mirino del severissimo, con lui, critico musicale del Daily Telegraph, Rupert Chistiansen. Quest’ultimo sostiene che Sir Antonio guadagnerebbe un po’ troppo, cosI’ come, scrive, il direttore della Royal Opera House, Kasper Holten, meno noto in Italia. Christiansen, da 16 anni critico del Telegraph, inizia ricordando: “Negli ultimi anni ho fatto piccole donazioni ogni anno ad istituzioni (culturali) che mi hanno dato particolare piacere. Da sempre in cima alla lista c’e’ stata la Royal Opera House”. Ora ha spiegato che dara’ i suoi soldi ad altre realta’ artistiche perche’ cio’ “che mi rende ostile e mi fa arrabbiare e’ la somma pagata al direttore musicale Sir Antonio Pappano….che ha guadagnato, secondo il bilancio 2013-2014 104.000 sterline (145.000 euro) per l’incarico di direttore musicale e 435.000 sterline (609.000 euro) per aver condotto personalmente 26 rappresentazioni per un totale di 539.000 sterline (755.00 euro)”. Il critico del quotidiano conservatore spiega di “non voler affatto che Pappano sia fatto fuori. Ha fatto uno splendido lavoro nel corso di 13 anni al Covent Garden conducendo un repertorio ampio ad altissimi standard qualitativi e promuovendo entusiasticamente la causa della Royal Opera e dell’opera in generale”. Il problema e’, secondo Chistiansen, che “le responsabilita’ di Pappano come Direttore Musicale non sono cosi’ incredibilmente pesanti: lui partecipa, svolge un ruolo di facciata, e ha uno ‘ius primae noctis’ (nel testo originale in francese ‘droit de seigneur’) su cio che dirige, ma Holten (il direttore) e il responsabile del casting Peter Katona svolgono la parte maggiore del lavoro. La Vienna Staatsoper non ha neanche un direttore musicale. Il suo omologo alla English National Opera, Edward Gardner, ha fatto un ottimo lavoro come lui ma per quanto posso saperne per un quarto di quando guadagna Pappano”. Chistiansen, estremamente duro con Sir Antonio, sostiene che sarebbe meglio “aumentare i salari dei meno pagati alla Royal Opera House, come il coro ed il copro di balletto e quanti lavorano dietro il palco….viviamo in una era di auSterita’ in cui la Royal Opera House, una istituzione semi-pubblica che riceve ogni anno 25 milioni di sterline del denaro prelevato ai contribuenti e non ci puo’ essere alcuna giustificazione per la prodigalita’ in un tempo il cui il Paese, cosi’ come li”Opera in generale, sta combattendo per tenere a posti i conti”. (AGI) .

(AGI) – Palermo, 4 lug. – A meno di 48 ore dallo sgombero, il Teatro Mediterraneo di Palermo e’ stato rioccupato. Numerosissime sono state le dimostrazioni di solidarieta’ ricevute in questi due giorni da parte di artisti, realta’ politiche, di movimento, associazionistiche, cittadinanza attiva, “dimostrando – secondo gli organizzatori dell’iniziativa – quanto comune fosse la percezione del danno arrecato con lo sgombero e di come questo non sia stato altro che un mero atto di forza da parte dell’amministrazione comunale contestualizzato per di piu’ in un percorso avviato di partecipazione e di dialogo”. Ripartiranno, dunque, le iniziative artistiche, culturali, laboratoriali all’interno della Fiera del Mediterraneo. .

(AGI) – Roma, 4 lug. – Sara’ Massimo Ghini a far da guida per il Lazio nel terzo appuntamento con la collana di documentari “I Giganti”, in onda su Rai1 domani 5 luglio alle 9.55. Prodotta da Pepito Produzioni e Rai Cinema e ideata da Mirco Da Lio e Ugo Barbara, la serie racconta il paese in 21 episodi, tra eccellenze e aspetti meno noti, a partire da un testimonial d’eccezione: il suo piu’ grande albero secolare. Un vero ”gigante verde”, scelto tra gli Alberi monumentali d’Italia, che sono tanta parte del patrimonio paesaggistico e ambientale del paese, ma anche testimoni di secoli di storia, genti e tradizioni. Sotto le sue fronde, un narratore d’eccezione, scelto tra artisti e campioni della regione, alla scoperta del territorio attraverso i cinque sensi. Domenica 5 luglio, nell’episodio scritto da Tommaso Di Giulio per la regia di Simone Aleandri, il viaggio nel Lazio di Massimo Ghini parte sotto all’Olivo di Canneto, l’albero piu’ famoso della regione. Grazie al saggio gigante che veglia sul Lazio e insieme al nostro testimonial, scopriremo come camminare possa essere una pratica estetica particolarmente illuminante, specialmente se si cammina per Roma con uno sguardo “diverso”. Ci saranno poi due particolari incontri musicali: Il muro del canto e Alessandro Mandarino, realta’ artistiche che esprimono, in maniera diversa, le nuove vibrazioni che nascono dalla tradizione laziale. Con il gusto capiremo quante cose si possono fare con i mirtilli, come ad esempio far funzionare una calcolatrice. Ce lo spiegano i Dyers, spin off dell’Universita’ di Tor Vergata a Roma. Tre degli odori piu’ caratteristici ed evocativi del Lazio sono i protagonisti del capitolo dedicato all’olfatto: lo zolfo, l’incenso e la cera, tre odori che rimandano a luoghi e sensazioni ancestrali. Con il nostro testimonial abbiamo visitato alcune suggestive terme, ci siamo fatti spiegare da un’esperta le proprieta’ dell’incenso ed abbiamo visitato una vera istituzione in fatto di cera: la cereria Di Giorgio. Per concludere il viaggio attraverso i sensi si parlera’ di contatto ed incontreremo maestri ed allievi della scuola di ballo e compagnia Sciarabballo. Sciarabballo non e’ pero’ una semplice scuola/compagnia di ballo poiche’ ha improntato la sua filosofia di vita sul rapporto con il territorio e sul contatto con le tradizioni e la loro divulgazione. Il documentario e’ stato realizzato con il supporto di Regione Lazio – Fondo regionale per l’Audiovisivo. La collana I Giganti proseguira’ domenica 12 luglio con Geppi Cucciari e la Sardegna e il 19 luglio con Neri Marcore’ e le Marche. (AGI)