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(AGI) – Roma, 13 lug. – Prosegue l “Vivavoce Tour” di Francesco De Gregori che torna a gran richiesta a Roma (mercoledi’ 15 luglio alla Cavea – Auditorium Parco della Musica di Roma). La data di Roma vedra’ sul palco due special guest, Ambrogio Sparagna e Luigi “Grechi” De Gregori, che si esibiranno con Francesco sulle note di alcuni bravi “Il Bandito e il Campione” e “Senza Regole”, in cui Francesco suonera’ l’armonica. Sul palco, i due fratelli saranno accompagnati da Paolo Giovenchi (chitarre), Lucio Bardi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Alessandro Arianti (hammond e piano), Stefano Parenti (batteria). “Ho gia’ condiviso il palco di Francesco nel 1989 nel tour “Miramare” – racconta Luigi – quando insieme al bluesman Francis Kuipers aprivamo i suoi concerti. Allora non avevo ancora scritto “Il Bandito e il Campione” e adesso sara’ emozionante, per me che l’ho scritta, proporla al pubblico insieme a Francesco che l’ha portata al successo. E poi lo avro’ accanto a suonare l’armonica in “Senza Regole”: l’ho sempre apprezzato con quello strumento che suona sin da ragazzo e che e’ quasi una “seconda” voce, per la naturalezza istintiva con cui la suona.” E’ da poco uscita la raccolta “Tutto quel che ho 2003-2013” (su etichetta Caravan e distribuzione iCompany), che contiene 18 brani tratti dai precedenti album di Luigi “Grechi” De Gregori (“Angeli e Fantasmi”, “Pastore di Nuvole” e “Ruggine”) e ripercorre i successi del cantautore ispirati al mondo musicale d’oltreoceano ma anche a tematiche “di casa nostra”. Le canzoni scelte, estrapolate dai loro album di origine e assortite in questa collection, si susseguono come in uno spettacolo dal vivo dando una continuita’ quasi inaspettata a questo progetto discografico. L’album, in bilico tra il folk e l’alt-country, ripropone brani che non sono invecchiati ma che hanno ora una nuova vita. La collection, che racchiude i brani piu’ rappresentativi del cantautore in cui si mescolano storie e personaggi a lui molto cari, e’ disponibile in digital download, su tutte le piattaforme streaming e in tutti i negozi tradizionali. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 lug. – Spotify ha stilato una classifica internazionale sui gusti dei cittadini di 1000 citta’ del mondo. Si chiama “Mappa Musicale: Citta’ del Mondo” e riflette i gusti musicali di ogni singola area, basati sulla musica “distintiva” di ogni area. La Mappa e’ una guida illustrata interattiva su come le persone ascoltano la musica nelle diverse citta’ del mondo. Navigandola, infatti si ritrovano alcune playlist citta’ per citta’ in cui si possono ascoltare band e artisti di quella regione che ricevono maggiori stream su quella che e’ la principale piattaforma di streaming del mondo. La mappa mostra circa 1000 playlist di citta’ specifiche che riflettono i gusti musicali di ogni singola area. Spotify ha creato la mappa basandosi sulla musica “distintiva” di ogni area – vale a dire quelle canzoni che sono ascoltate di frequente in alcune citta’ e non in altre. La playlist si aggiorna automaticamente ogni due settimane permettendo agli ascoltatori di viaggiare musicalmente nel mondo e stare al ritmo dello scenario musicale di ogni citta’. Ogni aggiornamento include l’analisi di circa 20 miliardi di canzoni ascoltate dagli utenti di Spotify. La piattaforma, analizzando i dati ha scoperto che e’ l’Hip Hop il genere piu’ ascoltato stando alla mappa e che la componente locale regna – gli artisti locali sono molto piu’ popolari nelle aree in cui vivono e vale per tutti i generi musicali.

Il gruppo piu’ ascoltato a New York e’ The Chainsmokers, ad Atlanta fa tendenza Tamia. Los Angeles non puo’ fare a meno di Grupo Maximo Grado mentre Chicago e’ fan di King Louie. Spotify dedica attenzione non solo alle tendenze degli Stati Uniti e tra le pricipali citta’ del mondo la mappa evidenzia come Berlino sia sensibile al fascino dello stile di Mia, come Rio de Janeiro ami Mc Nego do Borel. Londra preferisce le note di Jamie xx e Milano preferisce il rap dei Low Low (AGI)

(AGI) – Roma, 13 lug. – “Il popolo e’ come l’acqua su cui naviga la barca dell’Impero” cantano gli artisti dello Jiangsu Performing Arts Group. Lo sa da sempre chi governa la Cina: il potere si regge sul benessere della gente. Chi governa in modo dispotico viene punito con la perdita del mandato del Cielo. Va in scena al Teatro Argentina “Il Canale del Destino” la prima opera lirica cinese in tournee europea che racconta la costruzione del Grande Canale, il fiume artificiale piu’ lungo del mondo – 1,776 km – che collega il Fiume Giallo e il Fiume Yangtse, voluto dall’ultimo imperatore della dinastia Sui (581-618 AD).

Un patrimonio di grande valore che ha domato le acque portando ricchezza ma causato profonde sofferenze umane nella fase di edificazione. L’imperatore Yang Guang vuole completare l’opera ciclopica sotto il suo regno chiedendo al popolo sacrifici enormi. Per avviare i lavori il sovrano paga il prezzo della sua ambizione con la ribellione e la caduta dell’Impero. Il Canale resta l’opera piu’ importante di Yang ma segna anche la sua rovina. Alla prima l’Argentina ha registrato il tutto esaurito.

La storia in Cina e’ ciclica, ogni cosa e’ gia’ accaduta. “Uno spettacolo che esprime con la forza della musica e del canto la saggezza politica dei governanti cinesi acquisita in millenni di amministrazione dei corsi d’acqua” dichiara l’Ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu. Per un caso fortunato l’opera approda in un tempio della lirica italiana dove ando’ in scena la prima del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini nel 1816. “Il Fiume del destino” lo chiamano i cinesi, parte da Pechino e attraversa Tianjin, scendendo verso le province dell’Hebei, dello Shandong, dello Jiangsu, del Zhejiang fino ad arrivare ad Hangzhou.

Un’opera maestosa, recentemente dichiarata patrimonio Unesco. “Nasce cosi’ l’idea di trasformarlo in opera lirica” dice all’Agi il vice presidente del Jiangsu International Culture Association Li Chaorun arrivato a Roma dopo le tappe di Bruxelles e Ginevra insieme alla troupe e al direttore del Jiangsu Highhope John Lee che ha finanziato l’iniziativa. “Mi sembrava assurdo che il Canale del Destino fosse meno famoso della Grande Muraglia, nel 2013 ho deciso quindi di scrivere un’opera lirica per far riscoprire ai cinesi un pezzo importante della loro storia e provare a raccontare la nostra cultura al resto del mondo utilizzando il linguaggio universale dell’opera”.

Un genere artistico poco frequentato dagli artisti cinesi che hanno sempre nutrito ammirazione per la tradizione lirica occidentale. “Noi abbiamo l’opera di Pechino, voi avete Puccini. Vogliamo raccontare al mondo la cultura cinese con il linguaggio di Puccini” dichiara il tenore Dai Yuqiang. “Un’opera meravigliosa” dice il responsabile dell’Aula Confucio del Convitto di Roma, Francesco Alario al termine dello spettacolo. “Mettendo in scena la storia dell’imperatore Yang con i suoi trionfi e la sua uccisione, gli artisti ci hanno raccontato la storia di lotte per il potere, di amori delicati, di un popolo in lotta che si ribella al tiranno. L’opera e’ maestosa, imperiale per i testi; la musica e la scenografia sono incantevoli, l’interpretazione semplicemente superba. Questo spettacolo e’ un’ottima opportunita’ per conoscere ancor meglio la cultura cinese”. (AGI)

(AGI) – Roma, 13 lug. – Il cantante Giovanni Scialpi ha annunciato il suo prossimo “matrimonio”, l’unione civile con il proprio compagno Roberto Blasi. Dopo sei anni di felice convivenza, la coppia ha deciso, durante un recente viaggio all’estero, di compiere questo passo. I preparativi sono in corso, la cerimonia dovrebbe tenersi alla fine del mese di agosto,luogo, data e dettagli sono ancora top secret. Al rito civile seguira’ un grande evento, per festeggiare il loro sentimento e questo cambiamento epocale. In Italia Scialpi e’ il primo personaggio pubblico a compiere questo passo. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 lug. – Il cantante Giovanni Scialpi ha annunciato il suo prossimo “matrimonio”, l’unione civile con il proprio compagno Roberto Blasi. Dopo sei anni di felice convivenza, la coppia ha deciso, durante un recente viaggio all’estero, di compiere questo passo. I preparativi sono in corso, la cerimonia dovrebbe tenersi alla fine del mese di agosto,luogo, data e dettagli sono ancora top secret. Al rito civile seguira’ un grande evento, per festeggiare il loro sentimento e questo cambiamento epocale. In Italia Scialpi e’ il primo personaggio pubblico a compiere questo passo. (AGI) .

(AGI) – Il Cairo, 12 lug. – Nessuna star di Hollywood ha assistito ai funerali al Cairo di Omar Sharif, il grande attore egiziano spentosi all’eta’ di 83 anni dopo una lotta contro l’Alzheimer. Nella grande moschea di Mushir Tantawi, nella zona est della capitale, c’erano i familiari, qualche amico, il ministro della Cultura, Abdel-Wahed El-Nabawi, e tantissimi giornalisti. La bara era avvolta nella bandiera rossa, bianca e nera dell’Egitto. In prima fila e visibilmente commosso c’era Tarek, figlio nato dal matrimonio con l’amatissima attrice Faten Hamama, da cui Sharif aveva divorziato nel 1974 e che si era spenta sei mesi fa.

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“Omar ha rappresentanto l’Egitto nel mondo nel miglior modo possibile”, ha dichiarato Hussein Fahmy, uno dei tanti attori egiziani presenti alla cerimonia. L’indimenticabile “Dottor Zivago” e’ poi stato sepolto nel cimitero El Sayeda Nafis, nel sud del Cairo. .

(AGI) – Napoli, 12 lug. – Ezio Greggio sceneggiatore e protagonista di un film drammatico ambientato in Italia nel secondo dopoguerra. A raccontarlo lo stesso attore che e’ a Ischia per essere ‘incoronato’ re della comedia da Jimmy Kimmel, anchorman americano che nel suo show mischia comicita’ e informazione, al 13esimo Ischia Global film and music fest. “Non ve ne rivelo il titolo – dice – e’ legato a un libro di cui ho acquistato di diritti. Sto scrivendo insieme a Giovanni Veronesi e allo scrittore Filippo Bologna. Veronesi si e’ innamorato subito della mia idea”. La pellicola sara’ girata in Albania, “paese con studios straordinari e che cura molto la cultura, il teatro e il cinema”. La sua collaborazione storica con ‘Striscia la notizia’ continua, “in 27 anni siamo a circa 4mila puntate. Un percorso importante e con Ricci c’e’ una storia bellissima e di grande coerenza, da Drive Inn in poi. E’ normale che ogni tanto mi stacchi e mi dedichi ad altre cose”. L’esperienza dell’incontro con Kimmel lo emoziona, dato che anche lui “e’ un conduttore comico che fa informazione”, ma certo, osserva Greggio, “show come il suo o quello di David Letterman in Italia non sono riproducibili”. .

(AGI) – Roma, 10 lug. – Gli YES, la leggendaria band di rock progressive, saranno in Italia per 4 imperdibili date a maggio 2016. Il tour europeo che partira’ da Glasgow (Scozia) il prossimo 27 aprile, tocchera’ 27 citta’ e si concludera’ proprio in Italia. Queste le date: 28 maggio Milano (Barclays Teatro Nazionale), 29 maggio Padova (Gran Teatro Geox), 31 maggio Firenze (Obihall), 1 giugno Roma (Teatro Olimpico). In questo tour i fan avranno l’opportunita’ di vivere un’esperienza unica: la band suonera’ dal vivo, per intero, due album tra i piu’ rappresentativi della loro carriera, “Fragile” (del 1971) e, per la prima volta in assoluto, “Drama” (del 1980). Il pubblico avra’ cosi’ l’occasione di ascoltare i brani piu’ amati, tra cui “Roundabout”, “Long Distance Runaround”, “Heart of the Sunrise”, “Machine Messiah”, “Into the Lens” e “Tempus Fugit”. Non solo. Gli YES li presenteranno nello stesso ordine in cui apparivano negli album di studio originali. “E’ la prima volta che suoneremo interamente Drama – commenta Steve Howe, chitarrista della band – Non abbiamo suonato la maggior parte della canzoni di Drama per 30 anni”. Aggiunge Alan White, batterista degli Yes: “Drama e’ un album magnifico, e abbiamo deciso che era ora di riportare sul palco tutta la sua energia. Penso che i fan impazziranno quando ascolteranno i brani di Fragile e Drama per intero, sicuramente noi non vediamo l’ora di suonarli”. Fondati da Jon Anderson e Chris Squire nel 1968, vincitori dei premi Grammy, gli YES hanno scritto canzoni tra le piu’ importanti ed influenti della storia del rock, tra cui brani simbolici quali “Roundabout”, “Close to the Edge”, “I’ve Seen All Good People”, “Owner of a Lonely Heart” ed innumerevoli altri. Nella loro quarantennale carriera hanno venduto decine di milioni di dischi, e continuano a creare musica magistrale che e’ fonte di ispirazione a musicisti e fan in tutto il mondo. (AGI) .

(AGI) – Roma, 10 lug. – L’attore Omar Sharif e’ morto all’eta’ di 83 anni. Fu interprete dei famosi film ‘Lawrence d’Arabia’ e ‘Dottor Zivago’. Soffriva di Alzheimer. Nel 2009, alla Mostra del Cinema di  Venezia, racconto: “Fellini voleva girare con me ‘La citta’ delle donne’ ma mi scarto’ quando scopri’ che non sono pazzo”. Omar Sharif, in concorso con il film egiziano ‘El Mosafer’ (‘The Traveller’) di Ahmed Maher, racconto’: “A Fellini non piacevano gli attori intellettuali.


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Girava soprattutto con Marcello Mastroianni, ma mi chiese di fare un film con lui. Ma pose una condizione: vivere insieme per 15 giorni. Accettai e andai a Fregene. Alla fine mi disse: ‘non mi interessa fare un film con te perché non sei pazzo’. Dissi che ero disposto a fare il pazzo, ma non gli basto’ e per ‘La città delle donne’ riprese Mastroianni”.

 

Morte Omar Sharif: tutte le notizie nell’archivio – Agi

L’attore egiziano da anni si era ritirato dal cinema, seppure nel 2009 aeva presentato a Venezia ‘El Mosafer’ (‘The Traveller’) di Ahmed Maher. Il cinema di oggi non gli piaceva. “Non ho mai visto un film di Tarantino o degli altri registi di oggi che fanno della violenza il soggetto dei loro film – ha detto -. Non vado più al cinema e talvolta mi faccio venire delle pellicole a casa. Ma amo guardare soprattutto i vecchi film, le opere di registi come Fellini con attori e colleghi come Marcello Mastroianni”.

Omar Sharif, da ‘Lawrence d’Atrabia’ a ‘Dottor Zivago’

(AGI) – Roma, 10 lug. – Il 13, 14 e 15 luglio il Colosseo si trasformera’ in teatro. In scena, la Medea di Seneca, diretta dal regista Paolo Magelli. Il progetto, promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma, in collaborazione con Rai5 per le riprese video, e’ organizzato da Electa con la produzione artistica della Fondazione Inda. L’impulso nasce dal ministro dei Beni e delle Attivita’ Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che immagina il monumento simbolo dell’Italia non solo per la fruizione culturale, ma anche come luogo dove realizzare la ripresa cinematografica o televisiva di spettacoli particolarmente prestigiosi che, dalla potente scenografia offerta dal monumento, possano trarre un valore aggiunto per una “platea globalizzata”. “Questo straordinario monumento – afferma il titolare del Collegio Romano – potra’ ospitare rappresentazioni teatrali e concerti di elevata qualita’ culturale, recuperando l’antica vocazione allo spettacolo e permettendo al pubblico di goderne appieno la bellezza. Grazie a questa virtuosa collaborazione tra l’Inda, la Soprintendenza Speciale per l’Area archeologica di Roma, Electa e la Rai sara’ adesso ancora piu’ facile comprendere la portata del grande progetto di tutela e valorizzazione per ricreare l’arena del Colosseo”. Spiega il soprintendente Francesco Prosperetti: “Il Colosseo nasce nell’eta’ dei Flavi come un grandioso luogo di spettacolo, una macchina del consenso che affascinava tutte le genti e i popoli dell’impero romano. Farlo diventare una arena in cui allestire particolari spettacoli che, attraverso media come la televisione, raggiungono anche luoghi lontanissimi, e’ un modo contemporaneo per cogliere il suo spirito originario”. .