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(AGI) – Londra, 6 ago. – Impegnato – guarda caso – a lanciare il suo ultimo album solista, Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, ha colto l’occasione di dare maggiore risalto all’evento ricorrendo all’arma dell’insulto gratuito contro gli ex rivali, i Beatles, mettendo fine ad una tradizione di rivalita’ ma mai sconfinata nelle contumelie. Intervistato dal mensile americano Esquire il 71enne Richards ha definito “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, l’ottavo album dei Beatles uscito nel 1967, “pieno di merda. “Alcuni pensano che sia un album geniale ma io penso che sia un guazzabuglio di immondizia, e robba del genere”, ha dichiarato Richards. Il britannico Daily Mail, riportando la notizia, ironizza sul fatto che a Richards forse non sia mai andato giu’ che mentre “Sgt Peppers…” ha venduto oltre 30 milioni di copie e sia stato in testa alle classifica britanniche per mesi, il loro successivo (dicembre 1967, sei mesi dopo quello dei Beatles) album sperimentale, “Their Satanic Majesties Request” non sia mai andato oltre la terza posizione. E’ la seconda volta di seguito che il mensile Esquire ricorre a star musicali degli anni ’70 per risvegliare antiche polemiche. Sulla copertina del mese scorso c’era Paul McCartney che – anche lui impegnato nel lancio del suo ultimo album – ha rivelato che quando apprese dell’assassinio di John Lennon l’8 dicembre del 1980, la prima cosa che gli venne in mente non fu la perdita ma il sentirsi “fristrato” per il fatto che la sua uccisione ne avrebbe fatto “un martire”. “Quando John fu colpito a morte – ha raccontato McCartney – a parte il puro orrore della cosa, la cosa che capii subito e che cio’ che sarebbe rimasto ‘Ok, ora John e’ un martire. Un Jfk (John Fitzgeral Kennedy, il presidente assassinato nel 1963, ndr). E ho inziato a sentirmi frustrato perche la gente avrebbe iniziato a dire, ‘Be i Beatle erano lui’ e io e George (Harrison) e Ringo (Starr) saremmo scomparsi. Ci sarebbe stata molto revisionismo dopo che spararono a Lennon”. (AGI) .

(AGI) – Venezia, 5 ago. – Due nuovi titoli completano il programma della 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che si terra’ al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2015, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta. Tharlo (Orizzonti) e’ un film diretto dal regista tibetano Pema Tseden, tratto da un racconto scritto dal regista stesso. Girato nella regione tibetana del Qinghai, il film vede protagonista un giovane pastore, un uomo semplice la cui grande ambizione e’ “servire il popolo”. Il suo arrivo in citta’ e l’incontro con una ragazza lo porteranno pero’ a perdere le proprie illusioni. Il ruolo del protagonista Tharlo e’ affidato all’attore tibetano, poeta e musicista, Shide’ Nyima. I ricordi del fiume (Fuori Concorso) di Gianluca e Massimiliano De Serio e’ un documentario che racconta il platz, una grande baraccopoli in cui vivono oltre mille persone di diverse nazionalita’, situata sugli argini del fiume Stura a Torino. Il luogo e’ stato recentemente oggetto di un grande progetto di smantellamento e conseguente trasferimento di parte delle famiglie in case normali. I ricordi del fiume racconta la vita di questa baraccopoli nei suoi ultimi mesi di esistenza, tra lacerazioni, drammi, speranze, vita. Il film d’apertura della sezione Orizzonti e’ Un Monstruo de mil cabezas (A Monster with a Thousand Heads) di Rodrigo Pla’ (Messico). Il film verra’ proiettato mercoledi’ 2 settembre alle ore 16.30 in Sala Darsena. Adattamento del romanzo di Laura Santullo, Un Monstruo de mil cabezas (A Monster with a Thousand Heads) racconta la storia di una donna esasperata da una compagnia di assicurazioni corrotta e negligente, che la costringe a ricorrere alle soluzioni piu’ disperate per ottenere le dispendiose cure di cui suo marito – malato di cancro – ha bisogno. (AGI)

(AGI) – Lecce, 4 ago.- “Ci sara’ la musica elettronica, il rock e tanta pizzica, contaminata dalle sonorita’ sudamericane” Ad annunciarlo e’ il nuovo maestro concertatore de La Notte della Taranta, Phil Manzanera, storico chitarrista dei Roxy Music, in vista del concerto finale della manifestazione in programma a Melpignano il 22 agosto. Sul palco anche ci sara’ anche Luciano Ligabue, che cantera’ quattro brani di cui uno in dialetto salentino e uno in griko, lingua minoritaria del Salento. “Sara’ una sorpresa che la gente gradira’ – sottolinea Manzanera – Ligabue e’ un artista di grande esperienza, molto carismatico e anche un brillante cantautore. Ed io amo il timbro della sua voce”. Il maestro concertatore ricorda che oltre ad una “orchestra fantastica” ci saranno musicisti come Paul Simonon, Tony Allen, Andrea Echeverri, Anna Phoebe e Raul Rodriguez, ” li ho scelti per creare una conversazione musicale fra culture e radici diverse e la musica popolare salentina”. “Mi sono concentrato – aggiunge – sugli elementi percussivi della pizzica, derivati dal Tarantismo e incorporati nella musica popolare salentina, e ho creato una trance ipnotica, una sorta di fusione fra il tamburello e i ritmi sudamericani, in mezzo ai quali sono cresciuto. Qualcosa che non e’ mai stato fatto prima. Naturalmente, io suonero’ la mia chitarra elettrica”. Manzanera e’ da alcuni giorni nel Salento, dove ha cominciato le prove con l’orchestra Popolare della Notte della Taranta.”I musicisti sono bravissimi, ce ne sono alcuni molto talentuosi ed e’ un piacere lavorare con loro. Qui nel Salento sono stato accolto benissimo, ho scoperto una bellissima terra e una grandissima cultura” ammettendendo di essere stato “morso dalla Taranta quando Juanjo e Dominic, i manager che seguono me e Brian Eno, sono venuti a trovarmi a Londra lo scorso novembre per spiegarmi la proposta di diventare il maestro concertatore. E’ un altro di quei progetti musicali interessanti e stimolanti, che rappresentano quasi una sfida, che mi sono trovato a fare negli ultimi 50 anni della mia vita”. La diciottesima edizione del festival, cominciata ieri da Corigliano d’Otranto, e’ dedicata a Sergio Torsello, storico direttore artistico scomparso prematuramente il 19 Aprile scorso. “Quando ho spiegato a Sergio -ricorda Manzanera – quello che volevo fare lui era molto contento ed aveva un grande sorriso sul volto. E’ veramente un peccato che lui non sia qui e che non potra’ assistere a quello che anche lui immaginava”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 ago. – Svelato il cast della serie tv di Paolo Sorrentino, ‘The young Pope’, 8 episodi prodotti da Sky con HBO e Canal +, le cui riprese sono iniziate la scorsa settimana a Roma. Dopo l’annuncio del due volte nominato agli Oscar Jude Law e dell’attrice premio Oscar Diane Keaton (Jude Law interpreta Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, con Diane Keaton nel ruolo di Suor Mary, una suora americana), rivelati ora i nomi degli altri attori. Silvio Orlando (‘Il caimano’) nel ruolo del cardinale Voiello, il Segretario di Stato; Scott Shepherd (‘Mai cosi’ vicini’) e’ il cardinale Dussolier, un prelato sudamericano. Cecile de France (‘Hereafter’) e’ stata scelta per il ruolo di Sofia, responsabile marketing del Vaticano mentre Javier Camara (‘Parla con lei’) interpreta il cardinale Gutierrez, Cerimoniere del Vaticano. Ludivine Sagnier (‘Swimming Pool’) e’ Esther, moglie di una guardia svizzera mentre l’attore italiano Tony Bertorelli (‘L’ora di religione’) da’ il volto al cardinale Caltanissetta. A James Cromwell (‘L.A. Confidential’) il ruolo del cardinale Michael Spencer, mentore di Lenny. Altri interpreti della serie sono Guy Boyd, Andre Gregory, Sebastian Roche’, Marcello Romolo, Ignazio Oliva, Vladimir Bibic e Nadie Kammalaweera. The Young Pope racconta l’inizio del controverso pontificato di Pio XIII, un personaggio complesso e contraddittorio, cosi’ conservatore nelle sue scelte da rasentare l’oscurantismo ma allo stesso tempo straordinariamente pieno di compassione per poveri e i deboli. Un uomo di potere, che caparbiamente resiste a coloro che corteggiano il Vaticano, noncurante delle implicazioni derivanti dalla propria autorita’. Nel corso della serie, il Papa si trovera’ a confrontarsi con l’abbandono degli affetti personali e con la costante paura di essere abbandonato anche dal suo Dio. Egli e’ tuttavia un uomo che non ha paura di farsi carico della millenaria missione di difendere proprio quello stesso Dio e il mondo che Lo rappresenta. Parlando della serie, Paolo Sorrentino ha affermato: “I segni evidenti dell’esistenza di Dio. I segni evidenti dell’assenza di Dio. Come si cerca la fede e come si perde la fede. La grandezza della santita’, cosi’ grande da ritenerla insopportabile. Quando si combattono le tentazioni e quando non si puo’ fare altro che cedervi. Il duello interiore tra le alte responsabilita’ del capo della Chiesa Cattolica e le miserie del semplice uomo che il destino (o lo Spirito Santo) ha voluto come Pontefice. Infine, come si gestisce e si manipola quotidianamente il potere in uno Stato che ha come dogma e come imperativo morale la rinuncia al potere e l’amore disinteressato verso il prossimo. Di tutto questo parla The Young Pope”. .

(AGI) – New York, 4 ago. – Will Smith ha smentito la voce che abbia divorziato dalla moglie Jada Pinkett, con cui e’ sposato da 17 anni. L’attore, interprete di ‘Men in Black’ e ‘Independence Day’ ha scritto su Facebook: “In condizioni normali di solito non rispondo a sciocchezze (perche’ sarebbe contagioso). Ma stavolta cosi’ tante persone mi hanno espresso le loro ‘profonde condoglianze’ che mi sono detto: e che cavolo… posso essere sciocco anche io. Cosi’ nell’interesse del superfluo, ecc ecc…. Jada ed io… NON STIAMO DIVORZIANDO!!!!!!!!!!!!!”. L’attore 46enne ha anche promesso che nel caso decidesse di divorziare… “vi GIURO che prima lo diro’ a me stesso”. .

(AGI) – New York, 4 ago. – Will Smith ha smentito la voce che abbia divorziato dalla moglie Jada Pinkett, con cui e’ sposato da 17 anni. L’attore, interprete di “Men in Black” e “Independence Day” ha scritto su Facebbok: “In condizioni normali di solito no rispondo a sciocchezze (perche’ sarebbe contagioso). Ma stavolta cosi’ tante persone mi hanno espresso le loro ‘profonde condoglianze’ che mi sono detto’ e che cavolo …posso essere sciocco anche io’. Cosi’ nell’interesse del superfluo, ecc ecc ….Jada ed io… NON STIAMO DIVORZIANDO!!!!!!!!!!!!! (Maiuscolo e punti esclamativi inclusi)”. L’attore 46enne ha anche promesso che nel caso decidesse di divorziare…”vi GIURO che prima lo diro’ a me stesso”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 3 ago. – Nel sito archeologico di Pompei riapre la Palestra grande, chiusa dal 2008. All’interno dell’edificio, che e’ stato oggetto di un intervento di restauro, sono anche stati collocati gli straordinari affreschi del complesso di Moregine, finora esibiti in mostre internazionali. I lavori conclusi sono consistiti in interventi di “restauro e adeguamento per allestimenti espositivi della Palestra grande” e sono seguiti ad un primo lotto di interventi di restauro architettonico e strutturale che aveva interessato tutto l’edificio. Gli interventi recenti hanno reso fruibile il portico meridionale della Palestra al fine di ospitare gli affreschi di Moregine. Per il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, “la riapertura della Palestra Grande, a pochissimi giorni da quella della Basilica, con i suoi affreschi recuperati dagli scavi del noto Complesso dei Triclini in localita’ Moregine, e’ un ulteriore segnale dei progressi che stiamo registrando nella conservazione dell’intero sito archeologico e nella sua gestione”. A Pompei, aggiunge il titolare del Collegio Romano, che si e’ recato oggi nell’area archeologica per questa riapertura, “e’ stato fatto un lavoro silenzioso, lungo; rispettando i tempi concordati con l’Unione Europea per spendere i 105 milioni del Grande Progetto Pompei. Ci sono molti cantieri aperti e sono state impegnate persone nuove, giovani ricercatori. E’ in aumento il numero di turisti e visitatori. Questa estate si attuera’ anche un ricco programma di attivita’ culturali gia’ iniziato il 25 luglio con la bella serata che ha visto protagonista Roberto Bolle”. Insomma, conclude Franceschini, “c’e’ una rinascita di Pompei e l’hanno riconosciuto anche gli ispettori Unesco”. Gli affreschi di Moregine trovano nel portico meridionale della palestra la loro definitiva e prestigiosa collocazione, in un allestimento che prevede una suggestiva installazione sonora, realizzata appositamente dal Centro di ricerca musicale. (AGI) .

(AGI) – Roma, 3 ago. – Universal Music Italia mette sul mercato oltre 2.000 cd e dvd del catalogo classico e jazz che erano stati decatalogati negli ultimi anni. “E’ un’operazione commerciale e culturale al tempo stesso”, ha spiegato all’Agi Mirko Gratton, direttore della divisione Classica, “che porta la nostra offerta al massimo storico. Tutto cio’ che e’ stato pubblicato negli ultimi 15 anni torna a essere disponibile”. Si parte subito con 410 titoli, e “da settembre con un altro paio di centinaia”. La filosofia di Universal Music, dunque, sembra quella controcorrente nella risposta alla crisi: “Vi sono molte lacune da colmare, e di dimensioni superiori rispetto alle sofferenze del mercato, ed e’ a questa considerazione che bisogna partire”, sottolinea Gratton. Con questa operazione Universal Music “diventa forse l’azienda che fornisce piu’ dischi al mondo”.

(AGI) – Roma, 3 ago. – Universal Music Italia mette sul mercato oltre 2.000 cd e dvd del catalogo classico e jazz che erano stati decatalogati negli ultimi anni. “E’ un’operazione commerciale e culturale al tempo stesso”, ha spiegato all’Agi Mirko Gratton, direttore della divisione Classica, “che porta la nostra offerta al massimo storico. Tutto cio’ che e’ stato pubblicato negli ultimi 15 anni torna a essere disponibile”. Si parte subito con 410 titoli, e “da settembre con un altro paio di centinaia”. La filosofia di Universal Music, dunque, sembra quella controcorrente nella risposta alla crisi: “Vi sono molte lacune da colmare, e di dimensioni superiori rispetto alle sofferenze del mercato, ed e’ a questa considerazione che bisogna partire”, sottolinea Gratton. Con questa operazione Universal Music “diventa forse l’azienda che fornisce piu’ dischi al mondo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 3 ago. – Universal Music Italia mette sul mercato oltre 2.000 cd e dvd del catalogo classico e jazz che erano stati decatalogati negli ultimi anni. “E’ un’operazione commerciale e culturale al tempo stesso”, ha spiegato all’Agi Mirko Gratton, direttore della divisione Classica, “che porta la nostra offerta al massimo storico. Tutto cio’ che e’ stato pubblicato negli ultimi 15 anni torna a essere disponibile”. Si parte subito con 410 titoli, e “da settembre con un altro paio di centinaia”. La filosofia di Universal Music, dunque, sembra quella controcorrente nella risposta alla crisi: “Vi sono molte lacune da colmare, e di dimensioni superiori rispetto alle sofferenze del mercato, ed e’ a questa considerazione che bisogna partire”, sottolinea Gratton. Negli ultimi cinque anni-sottolinea l’etichetta- il personale della divisione classica e jazz e’ rimasto praticamente intatto. La divisione ha dato il via a una serie di produzioni nazionali, che ormai ha superato il centinaio e si e’ stabilizzata in oltre quindici l’anno, garantendo visibilita’ internazionale a tantissimi giovani concertisti italiani e producendo l’incisione classica di maggior successo in Italia dell’ultimo decennio (Gershwin-Rhapsody, con Stefano Bollani e Riccardo Chailly). Nell’ultimo anno e’ stato lanciato il marchio Verve Italy, con il meglio del jazz contemporaneo italiano su questa etichetta, e due anni fa e’ stata acquisita l’etichetta jazz Blue Note. Infine e’ stata avviata un’attivita’ di ripubblicazione del patrimonio storico Universal, con la produzione di numerosi cofanetti antologici dedicati alle piu’ grandi figure artistiche del gruppo. Questo ha permesso di rimettere in catalogo incisioni spesso non disponibili da decenni, con grande apprezzamento di pubblico e critica, oltreche’ degli artisti stessi e dei loro eredi. “Tre anni fa -conclude Gratton abbiamo registrato un balzo di oltre il 20% nel prodotto fisico del repertorio classico e negli ultimi dieci anni sono state almeno 200 le registrazioni di artisti italiani, e tra quelli non italiani ricordo il contratto che con noi firmo’ Daniil Trifonov” per il suo album di debutto nell’aprile del 2011. “Adesso, con questa operazione sul catalogo, diventiamo forse l’azienda che al mondo fornisce piu’ dischi”. (AGI) .