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(AGI) – Roma, 31 lug.- I mille rocker radunati a Cesena ce l’hanno fatta: i Foo Fighters saranno presto nella citta’ romagnola, nuova tappa del loro tour. La band ha detto si’ con un tweet, rispondendo all’invito piu’ originale di sempre: 1.000 musicisti riuniti al Parco Ippodromo di Cesena e diretti dal maestro Marco Sabiun, hanno suonato ‘Learn to Fly’, uno dei brani piu’ celebri del gruppo. L’esecuzione e’ stata registrata lo scorso 26 luglio in videoclip spedito al gruppo di Seattle e che ha convinto Dave Grohl. Al progetto, nato da un’idea di Fabio Zaffagnini, hanno lavorato per oltre un anno 250 cantanti, 350 chitarristi, 250 batteristi e 150 bassisti. Un obiettivo non facile le cui tappe, dai casting alla raccolta fondi, e’ raccontato sul sito Rocking1000.com. “Questo video – ha detto Zaffagnini prima dell’esecuzione – raggiungera’ un’enorme moltitudine di gente in ogni parte del mondo, ma per essere onesti e’ indirizzato soprattutto a cinque persone: Nate, Chris, Taylor, Pate e Dave, i Foo Fitghers. Questo e’ il Paese in cui non e’ facile realizzare i propri sogni, ma e’ anche una terra di passione, creativita’. Quello che abbiamo realizzato qui e’ una sorta di miracolo. Stiamo lavorando a questo progetto da oltre un anno, svegliandoci ogni giorno con il pensiero di come poterlo realizzare. Mille musicisti, mille rockers, sono arrivati da ogni parte del Paese per suonare una sola canzone, la vostra canzone e chiedervi di venire qui a suonare”. Il video ha gia’ fatto oltre 4 milioni di visualizzazioni su youtube. (AGI) .

(AGI) – Roma, 31 lug. – Una festa doveva essere e una festa e’ stata. Chiassosa, divertente, colorata che ha coinvolto piu’ di 20mila persone, accorse a Capannelle per non perdere l’omaggio che tre artisti romanissimi, hanno voluto tributare alla capitale. Una festa, quella ospitata al Postepay Rock in Roma, che ha visto Niccolo’ Fabi, Max Gazze’ e Daniele Silvestri divertirsi come solo loro sanno fare sulle note dei ‘classici’ e di quelle dell’album realizzato insieme. Un trio ormai sperimentato, ma a tempo determinato, voluto per divertire e diversirsi, e poi tornare ognuno a percorre la propria strada. E un giorno, magari, incrociarsi ancora. Un afflusso di spettatori che ha stupito gli stessi organizzatori e paralizzato da via Appia dal centro di Roma fino all’ippodromo. Ma era, oggettivamente, una festa imperdibile. Ventotto brani cantati insieme o da soli, miscelati in medley travolgenti o eseguiti dalla prima all’ultima nota. Aprendo con ‘Alzo le mani’ e chiudendo con ‘Cohiba’ volando attraverso i successi di ognuno dei tre, da ‘Il solito sesso’ a ‘Cara Valentina’; da ‘L’amore non esiste’ a ‘Favola di Adamo ed Eva’. Non sono mancati, accompagnati da un’ottima sezione di ottoni e da strumentisti affiatati, momenti di puro gioco, come un round di boxe a colpi di hit o ‘Testardo’, con cui Daniele Silvestri ha guidato i 20mila di Capannelle in un ‘mortacci tua’ colletivo, liberatorio come mai in questi giorni di crisi capitolina. (AGI) .

(AGI) – Roma, 30 lug. – Serata evento ieri all’Isola del Cinema. Il regista Edoardo Falcone ha ricevuto il premio Groupama Assicurazioni Opera Prima e Seconda per “Se Dio Vuole”. Premiata anche la regista Laura Bispuri per “Vergine Giurata”. Si tratta di un premio pensato per valorizzare la nuova cinematografia italiana: Groupama Assicurazioni, main partner della XXI edizione dell’Isola del Cinema, lo ha assegnato al miglior regista fra un gruppo selezionato di film. Una giuria composta da professionisti della cinematografia e della cultura – Gloria Satta, Marco Spagnoli, Mario Mazzarotto, Aureliano Amadei, Stefano Amadio – nel corso dello show condotto da Andrea Delogu, conduttrice televisiva e radiofonica, ha premiato Edoardo Falcone, regista del film “Se Dio vuole”, opera prima uscita nelle sale italiane lo scorso aprile 2015 per aver messo in scena una storia di amicizia e amore familiare che gioca sui toni della commedia brillante, piena di ritmo, con trovate esilaranti. La brillante coppia di attori, Marco Giallini ed Alessandro Gassman, si iscrive a pieno titolo nella tradizione della miglior commedia italiana. Premio del pubblico, invece, per Laura Bispuri con la pellicola Vergine Giurata: il film, che ha registrato le maggiori presenze all’Isola tra quelli in concorso Groupama Assicurazioni Opera Prima e Seconda, e che racconta la storia intensa della giovane Hana che rinuncia alla sua femminilita’ per sfuggire alla cultura arcaica e maschilista del suo paese di origine sulle montagne albanesi. Premi e riconoscimenti nel corso della serata anche per gli altri protagonisti dei film in gara presenti in sala: Premio Speciale L’Isola del Cinema a Michele Alhaique per il film “Senza nessuna pieta’”, Premio miglior Attore a Marco Giallini e miglior Attrice a Alba Rohrwacher. (AGI) red/noc ,

(AGI) – Roma, 30 lug. – Un tempo era la bacheca della scuola o il volantino affisso alla fermata dell’autobus: “chitarrista cerca bassista e batterista per fare rock”. Oggi c’e’ IoSuono.com, il portale che mette a disposizione dei musicisti e dei professionisti del settore funzionalita’ specifiche e di interscambio utili a facilitare la propria attivita’. Gli iscritti possono gratuitamente compilare schede con campi specifici per il tipo di attivita’ svolta, inserendo documenti, musica e informazioni personali o aziendali. In questo modo, grazie a un motore di ricerca tutti i dati sono indicizzati e potranno essere facilmente rintracciati anche da chi non e’ iscritto al sito. Altre funzionalita’ completano il panorama del portale: il mercatino, il forum, gli eventi, recensioni e tutte le attivita’ redazionali come news, interviste, prove tecniche della strumentazione e promozione. (AGI) Uba

(AGI) – Roma, 30 lug. – Sara’ Corrado Herin, aostano doc e pluripremiato biker, medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo del 1994 nel downhill, a far da guida per la Valle d’Aosta nel settimo appuntamento con la collana di documentari “I Giganti”, in onda su Rai1, domenica 2 agosto alle 9.55. Prodotta da Pepito Produzioni e Rai Cinema, e ideata da Mirco Da Lio e Ugo Barbara, la serie racconta il paese in 21 episodi (uno per regione con Trentino e Alto Adige a se’), tra eccellenze e aspetti meno noti, a partire da un testimonial d’eccezione: il suo piu’ grande albero secolare. Un vero ‘gigante verde’, scelto tra gli Alberi monumentali d’Italia, che sono tanta parte del patrimonio paesaggistico e ambientale del paese, ma anche testimoni di secoli di storia, genti e tradizioni. Sotto le sue fronde, un narratore d’eccezione, scelto tra artisti e campioni della regione, alla scoperta del territorio attraverso i cinque sensi. Domenica 2 agosto, nell’episodio scritto da Daniela Giammusso per la regia di Ottavio Cirio Zanetti, il viaggio nella Valle d’Aosta di Corrado Herin parte sotto al Tiglio di Sant’Orso, gigante di sedici metri d’altezza e 500 anni di vita, che con quel nome imponente preso in prestito dalla Chiesa dei Santi Pietro e Orso sembra quasi sfidare, per nulla intimidito, il campanile romanico che gli e’ accanto, pur ben piu’ alto con i suoi 44 metri. L’uno accanto all’altro, il Tiglio e il campanile, sembrano oggi la metafora della Val d’Aosta, la regione piu’ piccola d’Italia (“appena” 3.263 km quadrati di superficie e poco piu’ di 125mila abitanti), eppure anche quella dove l’occhio piu’ si perde tra le vallate del parco nazionale del Gran Paradiso, i ghiacciai da difendere e la vetta piu’ alta d’Italia, il Monte Bianco. Prima tappa del viaggio e’ l’Olfatto, con un vero paradiso di profumi e colori: il giardino botanico Paradisia, cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Per l’Udito si va invece indietro nei secoli, fino all’Eta’ del ferro e al popolo dei Celti, che tra queste vette si rifugio’, con Celtica, il piu’ antico festival italiano di musica, arte e cultura celtica nel bosco di Peuterey, ai piedi del Monte Bianco. Il Gusto e’ quello dei prodotti dell’Institute Agricole di Aosta, nato sulla tradizione dei monaci della Casa Ospitaliera del Gran San Bernardo, oggi scuola e centro all’avanguardia nelle tecniche di ricerca e recupero della purezza dei prodotti della terra. E ancora, la conquista della montagna, con le mani strette attorno alle corde e la vita puntellata alla roccia, nel Tatto di questa regione che sembra toccare il cielo con un dito, raccontata dalla Societa’ delle Guide di Courmayeur. Fino allo sguardo fiero e combattivo delle sue Regine, le vacche campionesse delle Batailles de Reines, protagoniste della capitolo Vista. Dalla prossima settimana, l’appuntamento con I Giganti raddoppia anche al sabato, sempre su Rai1 alle 9.55, con l’Emilia Romagna raccontata da Isabella Ferrari, l’8 agosto e la Sicilia di Donatella Finocchiaro, il 9. (AGI)

(AGI) – Roma, 30 lug. – Un piccolo eroe, un acrobata della vita e della strada che narra con il suo corpo facendo acrobazie. In compagnia di Pierre suonatore di sax, e Maurice, giocoliere e ladruncolo, intrattiene i passanti e narra la vita, racimolando soldi. E’ “Lajoie, il narratore”, i protagonista del romanzo di Giovanna Nieddu (L’Asino d’oro edizioni), che domani sara’ presentato a Sabaudia, nella Cavea del Parco del Circeo. Lajoie ha poco piu’ di venti anni, e’ orfano di padre (italiano) e all’inizio del racconto lo troviamo vagare in un ospedale, alla ricerca della mamma che morira’ subito dopo. Decide allora di lasciare la capitale francese e di andare alla ricerca delle sue origini in Italia. Inutili saranno i tentativi dei colleghi di strada per trattenerlo, Lajoie partira’ alla volta di un remoto borgo senese per scoprire un altro mondo che gli appartiene. Conoscera’ cosi’ altri personaggi della sua vita e soprattutto la bellissima Verena, diciannovenne, di cui si innamorera’ ricambiato. La ragazza, grazie a Lajoie riuscira’ a migliorare un difetto linguistico che l’affligge fin dalla nascita: la disartria, la difficolta’ nell’articolazione delle sillabe che compongono una parola. Il protagonista inizialmente, portera’ scompiglio nella piccola comunita’ di Settecase per poi riuscire a essere fondamentale collante e risolutore di problemi tra gli abitanti del luogo. Intanto, ne La Ville Lumiere, Pierre e Maurice si innamorano di due ragazze, rimanendo pero’ fedeli al loro stile di vita, alla strada, all’amicizia e al rispetto per l’altro. L’improvvisa morte di quest’ultimo, in una rissa, pero’, richiamera’ Lajoie a Parigi e vi fara’ ritorno anche per separarsi meglio dal suo passato francese, pronto a viversi con reale gioia il proprio futuro, ritornando da Verena. Giovanna Nieddu, scrittrice e poetessa, ha ottenuto numerosi riconoscimenti sia per i suoi romanzi che Di terre lontane (2005) e Sinsilimins (2012), sia per la sua produzione poetica, in cui si annovera la raccolta Un pezzo a piedi (2007). Il suo terzo romanzo Lajoie, il narratore ha ricevuto importanti consensi ancor prima di essere pubblicato: nel 2014 ha vinto il Premio Letterario Zeno e il Premio “Chipiuneart” per la narrativa inedita e ha conseguito la Segnalazione di merito dell’Accademia internazionale “Il Convivio” nell’ambito del XIV Premio internazionale di poesia, prosa e arte figurativa. (AGI) .

(AGI) – Roma, 29 lug. – Una ‘Festa’ con Max Gazze’, Daniele Silvestri e Niccolo’ Fabi chiudera’ domani la prima parte del Postepay Rock in Roma. Il trio sara’ al Festival, nella loro citta’, per l’ultima tappa del tour. La data al Postepay Rock in Roma e’ stata fortemente voluta dagli organizzatori che daranno inoltre la possibilita’ a chi ha gia’ acquistato il biglietto per Verona, di assistere gratuitamente al live di Roma. Il progetto di Niccolo’, Daniele e Max e’ iniziato con un viaggio in Sud Sudan, denso di emozioni ed esperienze, dal quale sono tornati con la convinzione che fosse arrivato il momento di condividere un tratto del loro percorso musicale e artistico. A distanza di un anno e’ stato pubblicato “Il padrone della festa”, disco d’oro in meno di 2 settimane. Il loro tour europeo, conclusosi lo scorso ottobre, ha registrato il tutto esaurito in ognuno dei concerti dei sette Paesi visitati. Nella scaletta del concerto il trio rivisita 25 anni di musica, oltre a proporre le versioni live dei brani de “Il padrone della festa”; il concerto e’ l’occasione nella quale ascoltare le voci dei tre cantautori intrecciarsi e creare versioni inedite delle canzoni che hanno segnato le loro carriere individuali. Con Niccolo’, Daniele e Max, sei amici musicisti: Roberto Angelini (chitarre elettriche e slide), il polistrumentista Dedo (Massimo de Domenico), Gianluca Misiti (tastiere), Piero Monterisi (batteria), Jose’ Ramon Caraballo Armas (percussioni e tromba), Adriano Viterbini (chitarre elettriche). (AGI) .

(AGI) – Roma, 29 lug. – Saranno quattro gli italiani in concorso alla 72esima Mostra del cinema di Venezia: Marco Bellocchio, con “Sangue del mio sangue”, Luca Guadagnino con “A bigger splash”, Giuseppe Gaudino con “Per amor vostro” e Piero Messina con “L’attesa”. Il festival di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre al Lido vede fuori concorso altri tre importanti registi italiani: Gianfranco Pannone col documentario “L’esercito piu’ piccolo del mondo”, Franco Maresco col documentario “Gli uomini di questa citta’ io non li conosco” e, uno degli aventi piu’ attesi del festival, il film postumo di Claudio Caligari, “Non essere cattivo”. Questa mattina sono stati resi noti, durante la conferenza stampa a Roma, i programmi e i film che saranno presentati nella 72.ma edizione della kermesse veneziana diretta da Alberto Barbera. Due sono infine le pellicole italiane in concorso nella sezione Orizzonti: “Italian gangster” di Renato De Maria e “Pecore in erba” di Alberto Caviglia.

“Abbiamo ricevuto tantissimi film, oltre 3.000 da tutto il mondo. Solo tra gli italiani abbiamo visionato 178 lungometraggi e 148 cortometraggi, una quantita’ enorme”. Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del Cinema per il quarto anno, rivela durante l’incontro stampa che la produzione nel nostro Paese e’ aumentata motissimo. Una evidenza, dimostrata anche dai film presentati, che pero’ il critico non vede con favore. “Nell’ultimo anno sono stati prodotti circa 250 film – spiega – ossia due volte e mezzo quelli che si producevano due anni fa ma con le stesse risorse. Conseguenza di questo e’ il livello delle pellicole realizzate, decisamente piu’ basso. Il fatto che a Cannes ci fossero tre film italiani – aggiunge – e che ce ne sono addirittura quattro a Venezia, uno in piu’ rispetto agli anni scorsi, non significa che la nostra cinematografia goda di buona salute”. Barbera ribadisce quello che gia’ aveva detto Nanni Moretti a Cannes, ossia che si tratta di casi isolati e che “una rondine non fa primavera”. Tra le pellicole italiane alla Mostra, spiega ancora Barbera, due presenti al di fuori del concorso Venezia 72 sono particolarmente interessanti. C’e’ il film di Claudio Caligari presentato fuori concorso e quello di Alberto Caviglia in gara nella sezione Orizzonti. Il primo e’ un film del regista di culto di ‘Amore tossico’, recentemente scomparso. “Il film e’ stato portato a termine da Valerio Mastandrea – spiega Barbera – che lo ha fortemente voluto e prodotto. Un film forte, volutamente fuori tempo massimo, pasoliniano”. In quanto a ‘Pecore in erba’, il mockumentary (finto documentario) dell’ex assistente di Ferzan Ozpetek, Barbera assicura che il film di Caviglia “e’ il piu’ divertente e uno dei piu’ sorprendenti tra quelli selezionati”.

Tante star e film su fatti reali; Barbera, “vi spiazzeremo”

Un festival destinato a spiazzare pubblico e critica, dove tornano le star e l’Italia si presenta con una pattuglia di 9 film (piu’ tre nelle sezioni Venezia Classici e Biennale College). Alberto Barbera sintetizza cosi’, durante la conferenza stampa di presentazione della 72esima Mostra del Cinema di Venezia, all’Hotel Excelsior di Roma, la sua quarta volta alla direzione del festival piu’ importante d’Italia. “Presentiamo un programma che spiazzera’ molti, dove accanto a numerosi esordienti ci sono grandi autori, registi sconosciuti provenienti da Paesi lontani, film hollywoodiani, ritorni eccellenti. Le pellicole di quest’anno – continua – non presentano un filone comune. L’unico che mi sembra di individuare, e’ lo stesso che caratterizza l’intera cinematografia mondiale degli ultimi anni: i film si ispirano alla realta’, a fatti reali di cronaca o storici”. A Venezia, Barbera ha portato quest’anno ben 51 pellicole (un record per lui) e 21 nel concorso principale di cui 16 di registi che non avevano mai partecipato alla competizione. Oltre ai quattro italiani, da segnalare la pellicola sull’ultimo giorno di vita dell’ex premier israeliano, ‘Rabin, the last day’ di Amos Gitai; il film sul museo del Louvre di Aleksandr Sokurov, ‘Francofonia’; l’ultima pellicola del regista premio Oscar, Tom Hooper, ‘The Danish girl’; il film di Cary Fukunaga, acclamato regista della serie tv ‘True detective’, prodotto da Naxus: ‘Beasts of No Nation’.

Fuori concorso, da segnalare il film di apertura del festival, ‘Everest’ di Baltasar Kormakur con Josh Brolin, Robin Wright e Keira Knightley; ‘Black mass’ di Scott Cooper che vedra’ il ritorno al Lido di Johnny Depp dopo 8 anni; ‘Spotlight’ di Thomas McCarthy con Michael Keaton e Stanley Tucci; il divertissement di Martin Scorsese, ‘The Audition’, un cortometraggio di 11 minuti con un cast stellare: Robert De Niro, Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e lo stesso Martin Scorsese. Le pellicole selezionate per il suo festival, assicura ancora Barbera, non solo “spiazzeranno”, ma spesso “disturberanno” per contenuti e temi. “Sono film scelti seguendo la solita linea che privilegia la ricerca per fare un festival che non si pone contro il mercato – conclude – ma che neppure si adegua alle sue aspettative. Cosa che puntualmente riportera’ in auge la polemica sul fatto che a volte i film dei festival sono poco vendibili”. A margine della Mostra, una serie di incontri aperti al pubblico con artisti che presenteranno dei film. Tra gli appuntamenti certamente molto ‘vendibili’, forse quello che potrebbe rivelarsi il piu’ affollato: la rock-star Vasco Rossi incontrera’ il pubblico del Lido in occasione della proiezione del film ‘Vasco Rossi decalogo’.

(AGI) – Roma, 28 lug – “E continuo” e’ il titolo del secondo singolo dell’album “Misteriosamente” di Enzo Gragnaniello uscito a fine maggio – dopo il brano omonimo cantato in coppia con Raiz – dal quale e’ stata tratta ispirazione per girare il videoclip diretto dal regista Gianluca Menta. Il brano, commenta il cantautore, “e’ un canto all’amore, dove parole e musica si mescolano in un mondo etereo, visionario, come se tutto fosse dettato da un sogno”.

Gragnaniello, miscelando la sua musica suggestiva con la sua voce profonda, ruvida e dolce insieme, riesce a creare un’atmosfera magica che accompagna in un viaggio immaginario il cui significato ultimo e’ lo stupore che si prova ogni giorno verso la vita. L’idea di girare il videoclip nasce da un incontro con il regista una sera a tavola nei Quartieri Spagnoli, dove Gragnaniello abita. Per trasporre in immagini l’emozione che trasmette il brano e’ stato scelto un luogo dove il tempo si e’ fermato. In questo modo le note e le parole di Enzo sembrano volerci invitare a fermarci, per riflettere, nel silenzio, per ritrovare “quella stella che nel cielo non c’e'”, per saltare, anche solo per un attimo, in un mondo visionario dove tutto e’ dettato dal sogno.

Questo luogo e’ Roscigno Vecchia, un borgo dimenticato nel parco del Cilento, disabitato dal 1920, dove vive soltanto l’anziano personaggio del videoclip, ancorato alla sua casa e ai suoi ricordi. E ritrova li’ un po’ di pace “quella faccia segnata dal tempo”, cosi’ come segnato dal tempo e’ tutto cio’ che circonda il cantautore nel videoclip: gli oggetti, le case, i sentieri. Gragnaniello e’ stato il primo artista pop a tenere un concerto al San Carlo di Napoli, tempio della lirica. La sua musica e’ passata dai vicoli di Napoli al Premio Tenco (dove e’ stato premiato piu’ volte), e da Sanremo al G7 del 94, dove fu scelta una sua canzone come colonna sonora. Ha scritto capolavori per Mia Martini e rilanciato nel mondo sia la musica partenopea che il suo padre nobile, Roberto Murolo. Nato nella stradina piu’ stretta di Napoli (Vico Cerriglio), Gragnaniello non ha mai abbandonato i Quartieri Spagnoli, dove tuttora vive e dove continua a creare canzoni. (AGI)

(AGI) – Roma, 28 lug. – Con piu’ di vent’anni di carriera alle spalle e una discografia di tutto rispetto, Lenny Kravitz sembra non aver ancora deciso cosa vuole fare da grande. E anche se, a 51 anni, il ruolo di enfant prodige del rock gli sta ormai stretto, sul palcoscenico continua a comportarsi come se tutte le strade gli fossero aperte, anzi spalancate: dal rock al funky, dal blues al jazz. Ne ha dato prova ieri sera al Postepay Rock in Roma, in un concerto che ha a tratti spiazzato il folto pubblico.

Chi si aspettava una scarica di energia non e’ stato deluso dall’apertura con ‘Frankestein’ e ‘American Woman’; chi contava sulle note piu’ morbide si e’ goduto ‘It ain’t over until it’s over’, ‘I belong to you’ e ‘Believe’, salvo poi restare impantanati in pause lunghissime – dieci minuti per presentare la band! – e interminabili assoli da concerto anni ’70 che, per quanto apprezzabili, hanno lasciato interdetto chi si era preparato a un rutilante show di rock all’ennesima potenza. Ammiccando, gigioneggiando, imitando ora James Brown, ora le piu’ consumate rockstar di altri tempi, Lenny Kravitz ha comunque dimostrato di saper tenere il pubblico e, soprattutto, di intuire e saper recuperare i cali di tensione restituendo quell’alto voltaggio che tutti si aspettavano.

Cosi’ la seconda parte dello show e’ stata una formidabile cavalcata sulle note di ‘Fly Away’ e ‘Are you gonna go my way’ al termine della quale ha riservato al pubblico una sorpresa. Ha puntato il dito verso i fan assiepati in prima fila, ha fatto salire sul palco un sosia quasi perfetto e lo ha sfidato a interpretare di nuovo ‘Are you gonna go my way’. E il sosia – evidentemente membro di una cover band del rocker newyorkese – ha vinto alla grande, regalando al pubblico la straniante ed entusiasmante sensazione di avere non uno, ma due Lenny Kravitz sul palco. Entrambi a divertirsi – e far divertire – come matti. (AGI)