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È morta questa notte a Milano all'età di 87 anni Inge Feltrinelli, moglie di Giangiacomo, fondatore dell’omonima casa editrice, nella quale lei ha continuato a lavorare a lungo anche dopo la scomparsa del marito. Figlia di ebrei tedeschi immigrati dalla Spagna, aveva sposato Giangiacomo nel 1960. Era stata soprannominata la "regina dell'editoria". “I libri sono tutto, i libri sono la vita, ed è stata una vita circondata da libri, librai, editori, scrittori e lettori quella di Inge Schönthal Feltrinelli, Presidente della Casa editrice Giangiacomo Feltrinelli e icona della cultura del ‘900, che ci ha lasciati oggi all’età di 87 anni”, ha comunicato la casa editrice. Che la ricorda come “fonte quotidiana di ispirazione per le attività dell’intero Gruppo, Inge Feltrinelli è stata la guida più esigente e lo sguardo più innovativo, l’entusiasta promotrice di nuove attività come la diga più invalicabile a difesa dell’indipendenza e dell’autonomia della cultura".

"Musei a due euro per gli under 25 e 20 domeniche gratis all'anno, in bassa stagione": è l'idea annunciata dal ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, in un'intervista al Corriere della Sera in cui ha anticipato corposi cambiamenti nella politica tariffaria per gli ingressi ai musei statali italiani. "Le prime domeniche, soprattutto nell’alta stagione turistica, si risolvono in resse spesso ingovernabili nei grandi attrattori: Colosseo, Uffizi, Pompei…", ha spiegato, allora ecco l’itinerario, messo a punto dopo i confronti con chi dirige i musei. Le giornate gratuite annuali diventeranno 20. Rimarranno gratuite le prime domeniche del mese nella bassa stagione turistica, diciamo da ottobre a marzo, quando minore è la pressione dei turisti stranieri. Poi ci sarà una intera settimana gratuita che servirà come lancio ideale della nuova stagione turistica: quest’anno sarà nel mese di marzo. 

Bonisoli nega così di voler abolire le giornate di ingresso gratuito nei musei. "Non solo non le aboliremo, ma le aumenteremo", ha assicurato, "ma vorrei cominciare dalla novità piu' rilevante che riguarda i giovani. Dal 2019 tutti gli under 25, italiani e stranieri, pagheranno solo 2 euro di ingresso. Le nuove generazioni dovranno ereditare il nostro patrimonio culturale ed è doveroso metterle nelle condizioni di conoscerlo, amarlo, ritenerlo 'proprio'". "Un ingresso semplicemente gratuito sottrarrebbe una doverosa quota di responsabilità nella scelta", ha sottolineato il ministro, "ma questo strumento ci mette nelle condizioni di non impoverire gli introiti e di non sottrarre risorse ai nostri bilanci".

E l'ingresso gratuito a chi ha più di 65 anni? "In questo momento, la fascia sociale che in Italia ha bisogno di maggior sostegno è rappresentata dai giovani", ha spiegato Bonisoli, "infatti stiamo studiando ulteriori misure di tariffe agevolate per gli under 25 sia per il teatro che per il cinema, proprio per favorire la conoscenza di questi mondi da parte dei ragazzi. Ma, come vedremo adesso con gli ingressi gratuiti, ci saranno numerose opportunità gratuite anche per gli anziani, per gli interi nuclei familiari".

 

Il Leone d'oro della 75esima Mostra del Cinema di Venezia è andato al film 'Roma' del registra messicano Alfonso Cuaron. Il Leone d'argento va a Jacques Audiard, regista di "The sisters brothers" .Leone d'argento – gran premio della giuria della 75. Mostra del Cinema di Venezia – e' stato assegnato a Yorgos Lanthimos per "The Favourite" (Gran Bretagna, Irlanda, Usa).  Premio per la miglior sceneggiatura della 75. Mostra del Cinema di Venezia e' andato a Joel e Ethan Coen per "The ballad of buster scruggs" (Usa)

"Di comune accordo con Asia Argento, Sky Italia e FremantleMedia Italia hanno deciso di interrompere la collaborazione con l'artista per tutelare i concorrenti rispetto a una vicenda che è estranea a loro e al programma e che distoglierebbe l'attenzione dal vero fulcro di X Factor, la musica e il talento". E' ufficiale, dopo le audizioni, Asia Argento non sara' piu' fra i giudici di X Factor: questo il testo della nota distribuita oggi ai cronisti alla conferenza stampa di presentazione dell'edizione 2018 di X Factor, negli studi di Sky a Milano. In particolare l'artista rimarrà nelle puntate delle audizioni ma non ci sarà al live.

L'incendio è domato, ma "duecento anni di lavoro, ricerca e conoscenze sono andati perduti". Il presidente brasiliano, Michel Temer, è lapidario: l'incendio divampato ieri nel Museo nazionale di Rio de Janeiro, il più antico del Brasile e che ospita circa 20 milioni di pezzi risalenti a diversi periodi storici, non ha lasciato nulla di intatto, e porta via con sè, duecento anni dopo la sua nascita, un pezzo di identità culturale del gigante latinoamericano.

I vigili del fuoco hanno lavorato sei ore, riuscendo a spegnere l'incendio, ma restano ancora piccoli focolai che bruciano all'interno dell'edificio storico, inaugurato dal re Juan VI del Portogallo il 6 giugno 1818 e considerato il quinto più grande museo al mondo per collezione esposta. I danni causati dal rogo, ha spiegato Temer, sono troppo grandi per essere calcolati. Il ministro della Cultura, Sergio Sa' Leitao, ha denunciato che il disastro è il risultato di "anni di negligenza", in uno Stato – quello di Rio de Janeiro – colpito da crisi economica e da diversi scandali di corruzione che hanno eroso i conti pubblici di Rio de Janeiro. 

L'8 Luglio 1978, un altro terribile incendio, questa volta al museo d'arte moderna di Rio de Janeiro, distrusse importanti dipinti di artisti come Pablo Picasso, Salvador Dalì e Joaquin Torres-Garcia, che erano esposti in una mostra temporanea. Negli ultimi anni, diversi musei in Brasile hanno subito incendi: nel 2015, il museo lingua portoghese e nel 2013, il Latin America Memorial, progettato dall'archistar brasiliana Oscar Niemeyer, entrambi a San Paolo. 

"È finita, non ci sarà più niente"

Il museo nazionale di Rio ospitava, tra pezzi di importanza straordinaria, il meteorite Bendegò, il piu' grande mai trovato nel Paese, una collezione di mummie egizie e il teschio del cranio di Luzia "la più antica donna in America", morta oltre 11 mila anni fa. L'ex direttore del Museo Nazionale di Rio de Janeiro, José Perez Pombal, che si è recato sul posto, ha dichiarato che "non resterà nulla". "Non ci sarà più niente, le fiamme sono così alte e il fuoco è ovunque, il palazzo brucerà tutto e anche le collezioni, le mummie, tutto", ha affermato. "È finita, non so se l'istituzione continuerà ad esistere dopo", ha aggiunto. Il vice direttore dell'istituto, Luis Fernando Duarte, ha accusato lo Stato di "mancanza di sostegno" che ha portato alla "tragica situazione". "È un giorno triste per tutti i brasiliani", ha sottolineato Temer. Proprio la direzione del museo, però, era finita nel mirino di una polemica per aver rifiutato la proposta di una iniziativa di microfinanza pubblica destinata a rendere costante la manutenzione e a far aprire una delle sale più importanti, quella destinata alla ricostruzione in copia di un dinosauro le cui ossa, risalenti a 80 milioni di anni fa, furono trovate nell'area della città di Prata.

La Procura di Parigi ha aperto un'indagine preliminare su Gerard Depardieu per "stupro e violenza sessuale". Lo riferiscono fonti giudiziarie dopo una denuncia presentata lunedì contro la star del cinema francese, mentre il suo avvocato, Hervé Temime, nega categoricamente "ogni aggressione, ogni stupro". Secondo quanto riferito da BfmTv, la denuncia sarebbe stata presentata da una giovane attrice e ballerina di una ventina d'anni.

La denuncia contro il 69enne attore è stata presentata lunedì nella giurisdizione del procuratore di Aix-en-Provence (nel sud del Paese), che si è dichiarato incompetente e ha trasmesso gli atti alla procura di Parigi, ha specificato la fonte giudiziaria. "Deploro la pubblicità di questa procedura, che reca un grave danno a Gerard Depardieu, del quale sono convinto che sarà riconosciuta l'innocenza", ha affermato Temime, chiedendo "massima moderazione e rispetto della legge". 

Quarantatré pali dell'illuminazione, tante quante sono le vittime del crollo del vecchio Morandi, su una linea semplice e pulita, priva di "strallatura", ovvero di strutture che sovrastino la carreggiata, con il peso sostenuto interamente dai piloni.

E' questa, secondo quanto anticipato dal Secolo XIX, l'idea del nuovo ponte Morandi, offerta da Renzo Piano e consegnata al commissario per l'emergenza e governatore ligure Giovanni Toti.

I pali dell'illuminazione sono l'elemento "memoriale" del progetto dell'archistar: renderebbero omaggio alle 43 persone che hanno perso la vita il 14 agosto scorso e sarebbero visibili in tutta la vallata. Il progetto di Piano è diverso rispetto a quello parzialmente annunciato da Autostrade per l'Italia, al momento società designata per demolire e ricostruire il ponte: un viadotto in acciaio con una struttura strallata. Entro il 31 agosto si conosceranno anche ulteriori dettagli di questo piano.

Non solo il ponte per Genova

Per Genova "serve un progetto di rinascita, di riscatto per tutta l'area colpita. Non c'è solo un ponte da ricostruire, ma un pezzo di città in trasformazione da ridisegnare" dice l'architetto che è anche senatore a vita a 'Repubblica'. "Questo – spiega Piano – è il classico caso in cui serve un concorso aperto a tutti: architetti, paesaggisti, ingegneri. Quello del ponte è un tema che tocca tutti e tutte le corde: da quella tecnologica a quella poetica. Ho fatto qualche schizzo, ma è soltanto l'inizio. La parte di città colpita dal crollo è fatta di aree industriali e ferroviarie parzialmente dismesse e comunque in trasformazione. Urbanisticamente è molto interessante. Dobbiamo cogliere l'opportunità per riscattare questo pezzo di Genova e quindi tutta la città".

"Le città – prosegue Piano – fanno questo, crescono costruendo sul costruito. E' un grande tema che non è associato soltanto al ponte crollato. Il paradosso è che per questa periferia c'era un progetto finanziato, ma il Parlamento con il Milleproroghe ha rinviato al 2020 i fondi stanziati per il piano nazionale delle periferie". 

E' morto questa notte a Livorno, dove viveva da tempo, Lindsay Kemp. Il coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico aveva da poco compiuto 80 anni.
    Considerato uno dei maestri del teatro di danza contemporaneo, Kemp stava allestendo un laboratorio performativo per il teatro sociale di Como che avrebbe dovuto presentare a settembre.

 Danny Boyle ha rinunciato a dirigere il prossimo film di James Bond. Lo annuncia il sito internet ufficiale di 007. Alla base della decisione del regista premio Oscar ci sarebbero "differenze creative". "Michael G. Wilson, Barbara Broccoli e Daniel Craig hanno annunciato oggi che, a causa di differenze creative, Danny Boyle ha deciso di non dirigere piu' Bond 25", si legge sul sito, in riferimento ai produttori e alla star del film.

Nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968, a partire dalle 23, i carri armati sovietici – e di altri Paesi del Patto di Varsavia, come Polonia, Germania dell'Est, Bulgaria e Ungheria – varcarono la frontiera dell'allora Cecoslovacchia: il punto di rottura dopo mesi di tensione tra l'Urss di Leonid Brezhnev e il nuovo governo di Dubcek, insediatosi alla guida del Partito Comunista cecoslovacco nel gennaio precedente.

Sotto la sua guida, a Praga erano state introdotte una serie di riforme nel nome di un 'socialismo dal volto umano', dall'abolizione della censura, alla libertà di raduno e associazione, fino a caute riforme economiche. Mosca aveva risposto con allarme, avvertimenti e infine un ultimatum.

Una mostra  di Agi per raccontare il Sessantotto e i fatti di Praga

All'alba del 21 agosto, Praga e il resto del Paese era stato occupato dalle centinaia di migliaia di soldati inviati dall'Urss e dai suoi alleati. Nella capitale, centinaia di cittadini si radunarono di fronte all'edificio della radio che era circondato dai carri armati. Un centinaio di persone morì solo nei primi giorni dell'offensiva. Mosca sostenne che l'intervento era stato richiesto dalle autorità cecoslovacche. Dubceck venne arrestato insieme al premier Oldrich Cernik e ad altri, tra cui il presidente Ludvìk Svoboda; portati a Mosca, vennero costretti a firmare il 'Protocollo di Mosca' con il quale veniva formalizzava l'occupazione sovietica.

Intanto in Cecoslovacchia la popolazione aveva adottato una resistenza non-violenta, in attesa del ritorno dei leader dalla capitale sovietica. Ma quando tornarono, il 27 agosto, comunicarono che le truppe sovietiche sarebbero rimaste fino a una "normalizzazione della situazione". Nell'aprile 1969 venne firmato un accordo per la permanenza temporanea dei militari di Mosca; nello stesso mese Dubceck venne estromesso dalla guida del Partito comunista e seguirono durissime purghe. Un ferreo controllo che durò fino al ritorno della democrazia con la Rivoluzione di Velluto nel 1989, alla quale seguì, all'inizio del 1993, la divisione del Paese in Repubblica Ceca e Slovacchia. 

Decine di eventi sono in programma in tutto il Paese, preceduti  da una manifestazione davanti all'ambasciata russa.

La radio di Stato  ha organizzato una diretta di 13 ore, dalle 21 di lunedì 20 fino alle 10 di mattina di martedì 21, con giornalisti che si collegheranno da diversi luoghi legati all'invasione, insieme a materiale d'archivio e numerose interviste con testimoni dell'epoca.

Nei primi giorni dell'invasione morirono 72 cecoslovacchi (il totale delle vittime sarebbe arrivato a oltre 200), mentre il governo di Alexander Dubek invitava la popolazione a non opporre resistenza. Martedì mattina il premier ceco Andrej Babis, insieme ai presidenti dei due rami del Parlamento, interverrà a una cerimonia pubblica all'ingresso dell'edificio dell'emittente radiofonica, svelando una targa commemorativa dedicata a tutte le vittime dell'invasione. In serata ci sarà un concerto in Piazza Venceslao, al quale parteciperà anche la cantante Marta Kubisova che riproporrà 'A Prayer for Marta', divenuta un simbolo di quella tragedia.

Tra gli eventi organizzati, una speciale proiezione sulla facciata del Museo Nazionale, mentre la Galleria Nazionale di Praga terra' l'evento 'Opening '68', con le piu' famose immagini dell'invasione scattate da Josef Koudelka insieme a riprese del regista della 'Nuova Onda' di Praga, Jan Nemec.

Il municipio invece ospiterà l'esposizione 'Soviet Invasion – August 1968', e diverse altre mostre sono in programma in altre città, come Brno, Ostrava, Pardubice e Liberec, una delle più colpite dall'invasione, dove si esibirà il cantante Karel Kryl.