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(AGI) – Roma, 15 lug. – Il gran caldo potrebbe esssere
responsabile dell’aumento di episodi di violenza, compresi gli
omicidi. Ne e’ convinto Michele Cucchi, direttore sanitario del
Centro Medico Santagostino di Milano, secondo il quale le
temperature elevate possono rappresentare fattori scatenanti di
questa escalation di violenze. “Il gran caldo – ha spiegato
Cucchi – favorisce la degenerazione emotiva, capace di far
scattare raptus violenti quasi sempre sfociati in omicidi
efferati, come negli ultimi casi di cronaca nera di Caserta,
Cagliari e Bari, dove un uomo ha aggredito il vicino con
un’ascia solo perche’ il cane abbaiava troppo”. A sostenere
tale tesi c’e’ anche uno studio dell’Universita’ californiana
di Berkeley, che dimostra che all’aumentare di 2 gradi
centigradi della temperatura, aumentano i crimini del 15 per
cento.

(AGI) – Londra, 15 lug. – L’assunzione di aspirina, ibuprofene
e altri popolari antidolorifici, accanto a quella di farmaci
antidepressivi, puo’ aumentare il rischio ictus, specialmente
negli uomini. A lanciare l’avvertimento e’ stato un gruppo di
ricercatori del Korea Institute of Drug Safety in uno studio
pubblicato sul British Medical Journal. Per arrivare a queste
conclusioni gli studiosi hanno analizzato i dati di 4 milioni
di persone a cui sono state prescritte per la prima volta degli
antidepressivi. Dai risultati e’ emerso che coloro che, insieme
agli antidepressivi, assumono anche farmaci antinfiammatori non
steroidei, i cosiddetti Fans, avevano un rischio quadruplicato
di soffrire di emorragia intracranica, una delle cause
principali di ictus. Gia’ in passato la combinazione di questi
farmaci e’ stata associata ad emorragie nello stomaco. “E’
necessaria una particolare attenzione ai pazienti che usano
entrambi questi farmaci insieme”, hanno detto i ricercatori
coreani. Specialmente perche’, secondo gli scienziati, chi
assume antidepressivi, magari a causa anche di una sofferenza
cronica, tende ad assumere anche antidolorifici.

(AGI) – Washington, 15 lug. – Le donne che stanno piu’ di sei
ore al giorno sedute hanno piu’ probabilita’ di sviluppare il
tumore al seno, alle ovaie e al midollo osseo. Mentre non e’
stato riscontrato lo stesso effetto negli uomini. Almeno questo
e’ quanto emerso da uno studio dell’American Cancer Society in
uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology,
Biomarkers, and Prevention. I ricercatori hanno analizzato i
dati di 146mila persone, 69.260 uomini e 77.462 donne tra il
1992 e il 2009. Durante questo periodo di tempo 18.555 uomini e
12.236 donne hanno ricevuto una diagnosi di cancro. I
ricercatori hanno trovato che il tempo trascorso dalle donne
sedute e’ legato a un rischio del 10 per cento piu’ elevato di
ammalarsi di tumore. Il legame e’ risultato piu’ forte di altri
fattori, come l’attivita’ fisica totale, l’indice di massa
corporea, ecc. “Ma il tempo trascorso seduti non e’ risultato
associato al rischio cancro negli uomini”, hanno precisato i
ricercatori. “Occorrono ulteriori ricerche per comprendere
meglio le differenze di associazione tra uomini e donne”, hanno
concluso.

(AGI) – New York, 15 lug. – Le donne sono piu’ a rischio
dipendenza da droghe rispetto agli uomini. L’uso prolungato di
cocaina e anfetamine, infatti, colpisce maggiormente le parti
del cervello delle donne responsabili del processo decisionale,
delle emozioni, del processo di ricompensa e della formazioni
delle abitudini. Uno studio della University of Colorado Denver
School of Medicine ha scoperto che, dopo una media di 13,5 mesi
di astinenza, le donne precedentemente dipendenti da stimolanti
presentano un volume ridotto di materia grigia in specifiche
parti del cervello. Per arrivare a queste conclusioni,
pubblicate sulla rivista Radiology, i ricercatori hanno
analizzato le strutture cerebrali di 127 uomini e donne tramite
risonanza magnetica per imaging. Tra i soggetti 59, 29 donne e
21 uomini, in precedenza dipendevano da cocaina, anfetamine o
metanfetamine per una media di 15,7 anni. Le restanti 68
persone, 28 donne e 40 uomini, erano sane e di eta’ simile. I
risultati della risonanza magnetica hanno dimostrato che, dopo
13,5 mesi di astinenza dal consumo di droghe, la materia grigia
delle regioni frontali, limbiche e temporali delle donne e’
diminuita. I ricercatori hanno inoltre osservato che queste
differenze di volume del cervello sono correlate anche ai
comportamenti: volumi minori di materia grigia sono legati a
tendenze comportamentali alla ricerca di ricompense.
.

(AGI) – Vienna, 13 lug. – Un gruppo di chirurghi
dell’Universita’ di Vienna ha messo a punto un nuovo tipo di
intervento che permette di preservare gran parte delle
funzionalita’ renali in caso di tumore. La nuova tecnica si
avvale di un nuovo dispositivo a ultrasuoni il CUSA (Cavitron
Ultrasonic Surgical Aspirator). I risultati della nuova
applicazione chirurgica condotta dall’equipe’ guidata da
Shahrokh Shariat, capo del dipartimento di urologia
dell’Universita’ di Vienna, sono stati pubblicati sulla rivista
World Journal of Urology. Il Cusa permetterebbe infatti di
continuare a irrorare il rene affetto dalla patologia tumorale
durante l’intervento di asportazione del cancro. Attualmente
invece, le tecniche chirurgiche prevedo un raffreddamento del
rene e un arresto del flusso sanguigno durante l’intervento.
Questo causa una serie di danni ai tessuti renali che, nel
lungo periodo diventano particolarmente incisivi. Ora, spiega
il principale autore della sperimentazione, “I pazienti
beneficiano due volte dalla nuova tecnica: durante l’operazione
stessa, il rischio di emorragia e complicazioni e’ bassa. A
lungo termine, la funzione renale e’ conservata e non ci sono
conseguenze a lungo termine di compromissione renale”. (AGI)

(AGI) – Londra, 13 lug. – Una raffica di ultrasuoni – la stessa
delle normali ecografie – potrebbe favorire la guarigione delle
ferite piu’ ostinate e difficili a rimarginare. Lo ha rivelato
uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori della
Sheffield University che hanno pubblicato i risultati delle
loro ricerche sulla rivista Journal of Investigative
Dermatology. Il test sugli animali, ha mostrato tempi di
guarigione che potrebbero essere ridotti di quasi un terzo. Gli
esperti hanno detto i primi risultati sono stati “abbastanza
impressionanti”, ma e’ necessario testarlo anche sulle persone.
L’ecografia e’ gia’ utilizzata per trattare alcune lesioni
ossee. Un team delle universita’ di Sheffield e Bristol ha
provato la tecnologia su topi con ferite croniche, che non si
chiudono facilmente e spesso diventano infette. Lo studio ha
mostrato che in entrambi i topi vecchi e diabetici, i tempi di
guarigione sono stati ridotti da nove a sei giorni. Il rapporto
afferma che l’ecografia ”ha permesso di raggiungere tassi di
guarigione simili a quelli osservati in giovani animali sani”.
.

(AGI) – Londra, 13 lug. – Una donna su tre che ha una diagnosi
di cancro al seno ha settanta anni o di piu’ eppure sono
proprio queste donne quelle che sanno riconoscere meno i
segnali della malattia e che fanno meno prevenzione. A dirlo e’
l’agenzia per la salute pubblica britannica che ha condotto un
approfondito studio al riguardo. ”Vogliamo – ha spiegato Jenny
Harries, coordinatrice dell’indagine – che le donne anziane
acquisiscano maggiore sensibilita’ in merito alla salute del
proprio seno, andando a segnalare eventuali cambiamenti al
proprio medico di famiglia”. Le cifre mostrano che circa 9.500
donne muoiono ogni anno di cancro al seno e piu’ della meta’ di
queste donne (5400) sono di eta’ superiore ai 70 anni. Per
questa ragione le autorita’ sanitarie di Oltremanica hanno
lanciato una vera e propria campagna informativa.
.

(AGI) – Londra, 13 lug. – Se si vuole affrontare con serieta’
il problema dell’obesita’ infantile in Gran Bretagna occorre
aumentare del 20 per cento le tasse sulle bevande che
contengono zuccheri. Sono queste le principali conclusioni di
un rapporto della British Medical Association. Si tratta di una
presa di posizione molto importante per un paese in cui,
secondo le stime, le diete non corrette a base di cibi poveri
(cibo spazzatura) sono responsabili di circa 70mila morti
premature ogni anno. Inoltre il rapporto arriva alla vigilia di
un iter che prevede entro la settimana la definizione di un
nuovo approccio contro l’obesita’ da parte del governo inglese.
Una lattina di queste bevande contiene fino a nove chucchiaini
di zucchero, tutte calorie inutili, spiegano i medici. Secondo
i medici inglesi, il governo dovrebbe adottare un sistema di
tassazione analogo a quello adottato dal Messico che ha, nei
fatti alzato i prezzi di queste bevande facendone ridurre i
consumi. ”In Gran Bretagna – ha spiegato Shree Datta della BMA
– l’obesita’ e’ strisciante e temiamo di avere, entro il 203 il
30 per cento della popolazione in questa condizione. Il
problema piu’ grande e’ che molti di noi non sanno quale sia la
quantita’ di zucchero che mangiano ogni giorno. (AGI)
,

(AGI) – Milano, 10 lug. – Sorin Group, multinazionale leader
nel trattamento delle patologie cardiovascolari, ha annunciato
il lancio del suo nuovo termocircolatore di ultima generazione,
FlexTherm, al FECECT 2015, il XVI Congresso Europeo delle
Tecnologie per la circolazione extra-corporea. Nel corso di
interventi chirurgici a cuore aperto che richiedono procedure
di bypass cardiopolmonare, il termocircolatore e’ impiegato per
gestire la temperatura corporea del paziente, raffreddando e
riscaldando il sangue durante le diverse fasi dell’intervento e
controllando anche la temperatura della soluzione cardioplegica
somministrata per la protezione miocardica. Le diverse
strategie di riscaldamento disponibili sono state confrontate
con le funzioni neurocognitive postoperatorie in pazienti
adulti sottoposti a bypass aorto-coronarico. Si e’ dimostrato
che un esatto controllo della temperatura durante le procedure
di bypass cardiopolmonare puo’ contribuire a diminuire la
morbidita’ dopo la rivascolarizzazione coronarica e a ridurre
il rischio di danno neurologico, migliorando cosi’ l’outcome
del paziente. La procedura di disinfezione di FlexTherm e’
semplice, guidata passo dopo passo sullo schermo e riduce il
tempo richiesto all’operatore fornendo la massima protezione
contro i batteri. Un messaggio di promemoria aiuta a
programmare nei tempi stabiliti la disinfezione, che richiede
solo 35 minuti, una volta ogni 14 giorni. La procedura guidata,
sicura ed efficace, elimina il rischio di errori. Ottimizzando
il processo di disinfezione, si massimizza la sicurezza per i
pazienti, contribuendo anche alla diminuzione dei costi
complessivi di assistenza sanitaria.

(AGI) – Roma, 10 lug. – E’ stato pubblicato, nella sezione
dedicata del Portale istituzionale dell’Agenzia Italiana del
Farmaco (Aifa), l’aggiornamento dell’Algoritmo per la terapia
dell’epatite C cronica, realizzato in collaborazione con
l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (Aisf).
L’Algoritmo, spiega una nota Aifa, e’ stato innanzitutto
aggiornato con gli ulteriori schemi terapeutici che si sono
resi disponibili per la cura dell’epatite C cronica e che,
pertanto, prevedono ora tutti i farmaci che Aifa ha valutato
con la massima priorita’ allo scopo di incrementare le opzioni
terapeutiche disponibili nella cura dell’infezione da HCV
(paritaprevir/ombitasvir/ritonavir +/- dasabuvir, daclatasvir,
ledipasvir, interferone peghilato, ribavirina, simeprevir,
sofosbuvir). L’Algoritmo, nell’ambito della necessaria
programmazione di modulazione di accesso alle nuove terapie che
ha previsto, in via prioritaria, il trattamento dei pazienti in
base ad un criterio di urgenza clinica, e a conferma della
volonta’ di AIFA di mettere a disposizione questi farmaci per
il maggior numero di pazienti, pur garantendo una spesa
sostenibile per il Servizio Sanitario Nazionale, e’ stato
aggiornato anche con il gruppo di pazienti (criterio 2) “con
epatite ricorrente HCV-RNA positiva del fegato trapiantato,
stabile clinicamente e con livelli ottimali di
immunosoppressione”. Per fornire le informazioni presenti
nell’Algoritmo in modo piu’ chiaro e trasparente, sono state
inoltre inserite alcune note iniziali sul ritrattamento dei
pazienti che non hanno risposto a farmaci ad azione antivirale
diretta di I e II generazione, nonche’ la precisazione che
nell’Algoritmo sono presi in considerazione i parametri che
influiscono sulla scelta terapeutica indipendentemente dalla
presenza o meno di coinfezioni e/o comorbidita’. L’Algoritmo,
ricorda Aifa, nasce come uno strumento informatico in grado di
guidare l’utente tra le opzioni disponibili e attualmente
rimborsate, riportandole tutte nella massima trasparenza,
lasciando comunque liberta’ decisionale al medico. Questo
strumento informatico vuol essere dedicato anche a tutti i
pazienti i quali possono attingere informazioni, da condividere
con il proprio medico curante, sulle possibilita’ di cura. Gli
algoritmi – spiega il direttore generale dell’Aifa Luca Pani –
sono strumenti particolarmente importanti per orientare i
clinici nella scelta delle terapie piu’ adeguate alle
specificita’ del paziente e all’insieme delle terapie
disponibili nel nostro Paese. L’algoritmo per il trattamento
dell’epatite C cronica, aggiornato grazie all’apporto
dell’AISF, e’ una risorsa preziosa a cui sia il medico che il
paziente possono accedere liberamente online”.
Il Segretario dell’AISF, Marco Marzioni sottolinea che lo
“lo scopo dell’algoritmo e’ di offrire un valido supporto al
clinico nella scelta della terapia ottimale, assicurando
l’approccio piu’ confacente alle caratteristiche individuali
del paziente, ai criteri di rimborsabilita’ stabiliti dall’Aifa
e alle risorse terapeutiche disponibili, secondo gli
orientamenti espressi dalle linee guida internazionali”.

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