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Sergio Mattarella scende in campo e blinda l'operato del governo sui migranti, e in particolare l'operato di Marco Minniti, ministro dell'Interno, che da quando si è insediato al Viminale scelto da Paolo Gentiloni, ha inaugurato una politica meno buonista su diversi fronti, a cominciare da quello dei migranti. Una presa di posizione, quella del capo dello Stato, a dir poco inusuale, per un presidente che ha scelto sempre il basso profilo nelle diatribe interne al governo. Un fuori programma che nasconde ben altro.

Minniti aveva minacciato le dimissioni?

Dopo settimane di polemiche sull'operato delle Ong e sul regolamento che da ora in poi Minniti ha chiesto che debbano rispettare per poter soccorrere in mare i migranti, due giorni fa, stando ai retroscena dei quotidiani, la linea di Minniti si sarebbe scontrata con quella del cattolicissimi ministro Graziano Delrio. Motivo del contendere l'accesso ai porti per le navi delle Ong cariche di migranti soccorsi in mare dalle navi dei trafficanti. In parole povere e con molti distinguo e spiegazioni, per Delrio i porti non si possono chiudere a queste navi, per Minniti invece sì. Una querelle che stava coinvolgendo il governo, il Pd, gli altri partiti di maggioranza. Tanto da spingere Minniti, si racconta, a minacciare le dimissioni se il governo avesse fatto marcia indietro rispetto alla linea tenuto finora sui migranti. Una linea che passa dal fragile accordo con la Libia, al delicatissimo invio di navi al confine marittimo, dal braccio di ferro con l'Europa allo scontro con le più importanti Ong del mondo. Un livello di esposizione, che ha impegnato tutte le istituzioni, non solo il governo, in modo chiaro e inequivocabile. Tanto che anche lo stesso Capo dello Stato, pochi giorni fa davanti agli ambasciatori di tutto il mondo, si era lanciato con parole ben precise contro chi in Europa fa "battute" invece di risolvere i problemi. Leggi anche il pezzo di Repubblica

Per il presidente il ministro andava blindato

In un momento così delicato è ovvio che il presidente della Repubblica non si attende che si apra un fronte all'interno del governo, e men che meno vuole che il ministro di uno dei dicasteri più strategici per la sicurezza dello Stato si dimetta. Ecco dunque il suo sostegno a Minniti, seguito dopo pochi minuti da quello del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Nessun accenno alla polemica sui porti, da parte di Mattarella, ma il forte sostegno a quanto fatto sui migranti e la sottolineatura che la politica sulle Ong è stata approvata da gran parte del Parlamento, Pd compreso. Leggi il retroscena di Lettera 43

Scrive l'HuffPost: "Una domenica di telefonate e colloqui non era riuscita a portare ad alcun passo in avanti. La figura di Delrio d'altronde è rilevante dentro il Governo anche per il suo stretto collegamento con Matteo Renzi. Per Minniti andare avanti senza chiarire non era possibile. Come gesto dimostrativo, decide di non partecipare al Consiglio dei ministri, previsto per il pomeriggio. Per recuperare la situazione si muove il Quirinale, che ha avuto timore delle ripercussioni sulla tenuta del Governo. Dal Colle esprimono "grande apprezzamento" per il lavoro di Minniti tanto per la gestione dei migranti quanto per il codice di condotta per le Ong, "condiviso con larga convergenza in sede parlamentare". Si muove Palazzo Chigi in privato – nel confronto Gentiloni-Minniti – ma anche pubblicamente, facendo trapelare sulle agenzie che "i risultati sul fronte del contrasto del traffico di essere umani dalla Libia e del fenomeno migratorio cominciano ad arrivare".

“Se mi sta chiedendo se le vulnerabilità trovate mi hanno permesso di avere accesso ai dati personali degli utenti la risposta è: Sì. Avevo accesso all'intero database di Rousseau, e a tutti i dati che iscritti devono immettere al momento dell'iscrizione”. Evariste Galois è stato il primo hacker a bucare Rousseau, la piattaforma politica del Movimento 5 stelle. Ci ha scritto via email da un account Proton, un servizio di mail criptate. Il nome non è il suo ma così si fa chiamare su Twitter, dove ha cominciato a denunciare le falle della sicurezza del sito. Un nome che ha ‘rubato’ ad un matematico francese, giovane genio tra i fondatori dell’algebra astratta, morto a soli 20 anni per una ferita allo stomaco subita in duello. Anche l’hacker sembra molto giovane. “Non ho cercato se erano presenti vulnerabilità per scalare i privilegi e quindi non potevo modificare, ma potevo leggere. E questo è gravissimo” ha detto ad Agi. “Io però non ho pubblicato i dati degli utenti e non mi sono interessato ad essi (come è stato fatto qualche giorno dopo, presumibilmente da un altro hacker, ndr) . “Lo scopo dimostrativo del sito era mostrare che io potevo aver accesso a quei dati e quindi il sito non era sicuro. Dimostravo questo. Il pericolo era il sito e la sua sicurezza, non io”. Ad Agi diversi esperti di sicurezza hanno confermato che l’indirizzo email e la veridicità del contenuto è attendibile

Partiamo dal principio: perché un hacker decide di provare la sicurezza di Rousseau? 

“Io cerco le vulnerabilità nei siti web nel tempo libero. Non è un segreto, e di solito è ben visto. Ho un profilo su OpenBugBounty, sito utilizzato per segnalare in maniera responsabile determinate vulnerabilità. Mi occupo prevalentemente di siti italiani, per comodità, e ho testato, a caso, anche il sito del M5S. Semplicemente questo”. 

E sei riuscito a bucarlo. E’ stato così facile? 

“Personalmente, come ho scritto in qualche tweet, reputo la sicurezza di quel sito molto scadente. Mancano proprio le basi, a mio parere, ma penso che chi ne capisce qualcosa (e ben più di me) concordi con questo mio punto di vista”. 

Il tuo era un attacco contro il Movimento? Volevi dimostrare qualcosa? Alcuni ti hanno accusato sui social di aver preso soldi da altri partiti per farlo

“Come più volte scritto, in maniera esplicita e chiara, non era un attacco politico o al partito. Nel tempo libero cerco vulnerabilità, e una falla così grave, in un sito che contiene così tanti dati, non poteva passare sotto silenzio. Per il resto non mi esprimo, non sono stato pagato da nessuno ovviamente, ma sto fuori da commenti politici”.

Hai detto che hai contattato tu la Casaleggio per avvertirli, che ti hanno detto?

“Li ho contattati uno o due giorni prima della diffusione del sito, per segnalare la vulnerabilità. Hanno ringraziato per la segnalazione, ho avvisato che avrei pubblicato la notizia, senza però diffondere dati o dettagli troppo precisi sulla variabile vulnerabile. Purtroppo qualcuno ha trovato altre variabili vulnerabili, e condanno il gesto. Ho scritto qualche giorno dopo per segnalare un altro errore simile, affinché si potesse mettere in sicurezza il sito, mi hanno nuovamente ringraziato. Personalmente non reputo il sito sicuro”. 

Che idea ti sei fatto delle minacce che ti sono arrivate dal blog di Grillo? Pensi che alla fine ti porterà in Tribunale? 

“Non ho ricevuto denunce, spero non procedano per via legale, più che altro per non perdere tempo in carte e aule di tribunale. Spero fosse solo un post di propaganda, devono ancora commentare la perdita dei dati. Penso che la gestione del problema sia stata fatta male in ogni suo step: comunicazione con la stampa, con gli utenti, gestione della sicurezza. Io avevo scritto dei consigli nel sito, che reputo sensati, ma sono stati ignorati”.

Per lo meno un effetto lo hanno avuto: per un po' hai cancellato tutto. E' così? 

“Non ho cancellato tutto. Ho sospeso l'account Twitter volontariamente per qualche giorno: troppa pressione, troppa visibilità, mille notifiche e, ammetto, un po' di preoccupazione iniziale. Non ero e non sono abituato. Io capisco la viralità della notizia, ma ammetto che non ho saputo gestire al meglio la situazione. Eliminarmi mi ha dato dei giorni di tranquillità. Il sito è caduto offline per le troppe visite, per rimetterlo online dovevo pagare il servizio di host e non sono interessato a ciò. Ho modificato comunque il sito, ho tolto il paragrafo Dimostrazione. Lo reputavo utile, e lo reputo tutt'ora così, ma non voglio aiutare ulteriormente persone stupide come r0gue_0. Il sito comunque è ancora reperibile attraverso le cache. Ho lasciato la sezione FAQ e Conclusione perché le reputo utili per gli utenti”. 

Hai avuto accesso solo a Rousseau o da lì potevi entrare negli altri siti? 

“Non ho controllato l'intero db, non era il mio interesse. Poterlo leggere era già particolarmente grave. Personalmente non reputo sicuro il sito di Beppe Grillo. Non mi stupirebbe se ci fosse un unico database per tutti i loro siti. Non avendo però prove di ciò, e sinceramente non volendomene più occupare, la risposta alla domanda è: no, non ho avuto accesso agli altri siti”. 

Leggi anche: Perché l'hacker può aver venduto tutto il database di Rousseau

“Quando sabato sera ho visto quel tweet con la mia password mi è andata la cena di traverso: non l’avevo mai detta a nessuno, nemmeno alle persone più vicine”. David Puente è l’informatico che dal 2007 al 2011 ha lavorato per la Casaleggio Associati e che in un post sul suo blog si è detto “certo al 100% e oltre” che l’hacker che ha violato i server di Rousseau è in possesso anche dei dati di Beppegrillo.it e Ilblogdellestelle.it, il magazine online del M5s.

Dati, nomi, cognomi, email, password e donazioni fatte al sito del Movimento sono stati messi in vendita. E se diamo per buono quanto ha scritto l’hacker su Twitter, qualcuno li ha anche comprati. Scrive infatti nel suo ultimo tweet: “Grazie amici per lo shopping, adesso divertivevi”. Scritto intorno alla mezzanotte di sabato 5 agosto. Da allora l’account ha smesso di scrivere. Ma i suoi tweet e i dati pubblicati non sono stati oscurati, nonostante la violazione palese delle norme sulla privacy. 

Perché quella password è importante? 

“La password è quella con cui accedevo al blog Beppegrillo.it: Timbiriche, una parola che riguarda la mia infanzia in Venezuela. E’ la dimostrazione che l’hacker R0gue_0 che negli ultimi giorni ha pubblicato i dati di Rousseau in realtà possiede anche quelli degli altri blog della rete. Altrimenti non si spiega come faccia ad avere la mia”.

Lei è stato tra i primi ad essere coinvolto nel leak di dati messi in rete dall’hacker

“Immagino sia perché sono piuttosto noto per aver lavorato con Casaleggio, conoscevo bene Gianroberto e con lui ci eravamo lasciati in ottimi rapporti”

R0gue_0 ha dimostrato di essere piuttosto informato anche sulla vita ‘interna’ alla società che edita i blog di Grillo

“Ha rivelato cose che nessuno sapeva, anche parole che usavamo nel team in maniera scherzosa tra di noi. Ma nessuno può dire con certezza che sia un interno. Se lo è deve essere qualcuno che ci ha lavorato fino in tempi recentissimi perché ci sono dati del 2017. Quando ero alla Casaleggio ricordo che spesso alcuni mettevano in guardia da falle nella sicurezza dei siti. Io non ho programmato i siti di Grillo, ma ricordo che alcuni erano più attenti alla sicurezza, altri meno. E vedere le mie password in chiaro lo dimostra. E’ incredibile che nessuno si sia preso la briga di criptare le password. Quei siti sono facilmente violabili, e possono essere state modificate anche delle votazioni online”. 

R0gue_0 è stato il secondo hacker a dire pubblicamente di aver bucato Rousseau. Il primo è stato un hacker buono, etico, che però è stato criticato duramente in un post dallo stesso Movimento che lo ha minacciato di azioni legali

“Con quel post Grillo ha fatto un grosso errore. Nessuno hacker buono ti aiuterà più. Non solo, non è assurdo pensare che questo nuovo attacco sia stato fatto da qualcuno che o ce l’ha con il primo hacker oppure ce l’ha con la Casaleggio per quel post. Che è molto peggio".

E’ possibile che l’autore del secondo attacco sia lo stesso del primo?

“Sì, nulla lo vieta in linea di principio. Sarebbe una reazione umana ad una minaccia subita. Ma è davvero difficile dirlo”. 

 

In una lunghissima intervista al Giornale, il leader del centro-destra Silvio Berlusconi racconta come sta preparando il suo partito, la sua coalizione e il popolo del centro destra alle prossime politiche. Parla del ruolo degli alleati, della sua risalita nei sondaggi, del 'profumo di vittoria' e della 'grande responsabilità' che lo spinge tornare in campo. Piccola sintesi delle cose notevoli dette dal presidente di Forza Italia. 

1. Il centro destra è un popolo, non un partito

"Il centrodestra è innanzitutto un popolo, come si è visto in questi vent'anni, ma anche più recentemente al referendum costituzionale o nelle principali città italiane. Un popolo unito da valori e ideali che vuole una alternativa rispetto ai governi della sinistra".

2. Niente Forza Italia per chi ha sostenuto la sinistra

"D'ora in poi non sarà consentito l'ingresso in Forza Italia a chi, eletto nel centrodestra, ha sostenuto governi di sinistra che hanno condotto il Paese nella difficile situazione nella quale ci troviamo".

3. L'odore della vittoria

"Il profumo della vittoria lo sento, ma soprattutto sento la sofferenza degli italiani […]. Sempre più italiani chiedono a me, a Forza Italia, al centrodestra, di cambiare radicalmente le cose che non vanno nel nostro Paese".

4. Rottamazione? Nella vita sono sempre stato un costruttore

"Io nella vita sono sempre stato un costruttore, in qualunque campo mi sia impegnato. Gli sfasciacarrozze invece rottamano. Per questo sto lavorando per rinnovare radicalmente la nostra squadra parlamentare e di governo. Meritocrazia per chi ha ben lavorato in questi anni e rinnovamento". 

5. Grillo e Renzi? E' la rassegnazione degli italiani il mio avversario

"Se devo essere sincero, l'avversario più insidioso è la rassegnazione e la delusione degli italiani. E non è retorica o un modo per eludere la domanda. Il vero nemico che voglio combattere è quel dato angosciante che vediamo ogni volta che escono dei risultati elettorali: il 40-45% di italiani che non è più andato a votare".

6. Grillini dilettanti della vita, con loro patrimoniale

"Non cadiamo nell'equivoco: non sono dilettanti, sono i veri professionisti, anzi i mestieranti della politica. Sono semmai dilettanti nella vita, la gran parte di loro non ha mai lavorato […]. Per loro la politica è il mestiere per mantenersi. […] Gli italiani votano con testa e con le tasche come è giusto che sia. Grillo al governo significherebbe tasse ancora più alte sulla casa, una imposta patrimoniale immediata, tasse di successione a livelli stratosferici, addirittura al 45 o al 50 per cento. Insomma, una decrescita infelice e angosciante".

7. Il governo del Pd

"Fallimentare. Il Pd ha fallito in tutti questi anni: da quando con un incruento colpo di Stato ha abbattuto il nostro governo nel 2011".

8. Lo scatto da leader di Renzi

"Quello che mi interessa è che si riparta dall'unico metodo sul quale si era trovato un largo consenso: il sistema tedesco adattato alla situazione italiana […] Finite le vacanze spero che abbia uno scatto da leader"

9. La peggiore crisi dell'Italia 

""Chi si assumesse la responsabilità di andare a votare con questa legge elettorale, rischia di essere il protagonista di una delle peggiori crisi che l'Italia abbia mai avuto".

10. Oggi fare il centrodestra è più facile

"[Creare una coalizione di centrodestra oggi è] Molto più facile. Allora si trattava di creare dal nulla una coalizione capace di raccogliere i moderati in alternativa alla sinistra. Oggi si tratta semplicemente di riproporre a livello nazionale la coalizione che ha governato per molti anni con ottimi risultati e che governa anche oggi molto bene la Lombardia, il Veneto e la Liguria".

11. Nel 2011 la pagina più triste di tutte

"Ricordo che in quell'occasione del 2011 non fui umiliato io, ma l'Italia, quando mi fu impedito di mantenere gli impegni presi con l'Europa, e questo diede l'occasione a Sarkozy di mettere in ridicolo il nostro governo ostentando sorrisi sarcastici in una conferenza stampa, costruita ad arte, nella quale fu coinvolta suo malgrado anche la signora Merkel. Io stavo difendendo con ogni mezzo la nostra sovranità dai tentativi di imporre il commissariamento della nostra politica economica da parte della cosiddetta troika. Nel frattempo, le più alte cariche dello Stato lavoravano per sabotare i miei sforzi, ovviamente in accordo con la sinistra, che si dimostrò del tutto indifferente all'interesse nazionale. È questa la cosa più triste di tutte".

12. Quando c'ero io… 

"Quando governavamo noi l'immigrazione clandestina era bloccata […] La disoccupazione era sotto la media europea […] Grazie a noi oggi l'Italia è più corta e da Milano a Napoli si va in 4 ore […] Le strade sono più sicure […] Non fumare negli ambienti chiusi è segno di civiltà". 

13. Quando (e se) ci sarò io 

"Basta tasse sulla casa, basta tasse sulla famiglia, basta tasse sulla prima auto […] Aliquota unica per le persone e le imprese […] No tax area per quanto riguarda i primi 12.000 euro annuali di reddito. […] Rivoluzione per chi vive sotto la soglia di povertà. […] Sotto una certa soglia non solo non si pagano tasse"

Il giallo sull'attacco hacker ai siti della Casaleggio Associati ha un nuovo capitolo. Ieri a Repubblica aveva parlateo del blogger e ex dipendente della Casaleggio David Puente, che tra i primi ha rivelato l'esistenza di un nuovo account che sta in questi giorni pubblicando una grossa mole di dati rubati da Rousseau. Oggi Puente ha scritto un post sul suo blog in cui dice: "Riconosco i dati, sono quelli relativi agli account presenti nella piattaforma dei commenti del Blog di Beppe Grillo". Lui, che dal 2007 al 2011 ha lavorato per la Casaleggio Associati, nel post si dice sicuro che l'hacker che ha bucato Rousseau, la piattaforma online del Movimento 5 stelle, ha fatto la stessa cosa anche con il sito di Beppe Grillo, Beppegrillo.it, e con il blog a questo collegato "Il blog delle stelle".

 

Puente si dice certo "al 100% e oltre" che le password e gli account pubblicati siano autentici e vengano direttamente dal sito di Grillo: "Quella password la usavo nel 2007 quando ero giovane e inesperto". Una password che Puente descrive come "estremamente segreta, nonostante la sua semplicità, e mai fornita ad anima viva in nessuna sua forma o alterazione". Puente finora si è accreditato come fonte piuttosto sicura. Se confermata anche questa sarebbe l'ulteriore conferma che esiste un dump, un magazzino di dati rubati ai server della Casaleggio in possesso di qualcuno. Un hacker. Sicuramente meno buono di quello che per primo era riuscito a bucare la sicurezza dei siti della società milanese. 

Ma da dove arriva la certezza di Puente? 

Ieri alle 19.28, l'hacker che su Twitter si fa chiamare R0gue_0 e che in questi giorni sta pubblicando una grande quantita' di materiale sensibile rubato da Rousseau, ha messo online un tweet con un nuovo file contenente password e nomi rubati dai server della Casaleggio. Nel tweet inserisce gli account di Davide Casaleggio, Beppe Grillo e quello di Puente:

"Eccoci qui cari vecchi amici, facciamo un salto nel passato, riconoscete questi Apt?". Puente avrebbe quindi riconosciuto le proprie password (sul suo sito oscura le altre), quelle che usava quando lavorava al blog di Grillo. Questa per lui sarebbe la prova che non e' stato hackerato solo Rousseau, ma anche il blog del garante del movimento e organo ufficiale dei pentastellati. Né Grillo né Casaleggio finora si sono espressi su questo nuovo attacco. 

(AGI) – Roma, 6 ago. – "Mi sembra evidente che il Movimento 5 Stelle sta facendo di me un bersaglio non piu' politico ma fisico con uno stile francamente fascista". Lo scrive il segretario di Rivoluzione Cristiana Gianfranco Rotondi dopo aver ringraziato "il presidente emerito del Senato Schifani e tutti i colleghi che ieri mi hanno dato solidarieta' per le minacce di morte rivoltemi in rete da vari utenti, che presto la polizia postale individuera'". "Le minacce – racconta – erano reazioni al video di una mia discussione col dottor Mario Giordano sui vitalizi. Il video e' stato postato dopo vari mesi nientemeno che da un eurodeputato che e' anche portavoce del Movimento 5 Stelle. E' nel suo diritto – aggiunge Rotondi – postare un video per sua natura pubblico, un po' meno ospitare reazioni violente ingiuriose e integranti una collezione di reati". Quindi l'accusa ai 5 stelle.(AGI) .

“Un profilo Twitter sta pubblicando dati sensibili sottratti "al nuovo Rousseau" e anche se non è certo che i dati provengano dalla nuova piattaforma, a questo punto sembra chiaro che le vulnerabilità persistano, al di là delle rassicurazioni del Movimento”. Lo ha scritto questa mattina Repubblica a meno di due giorni dal post apparso sul Blog di Beppe Grillo in cui si diceva che l’attacco hacker dello scorso 1 agosto sia stato effettuato ai danni della vecchia versione di Rousseau.

Il precedente è stato portato a termine da quello che viene chiamato un ‘white hat’, un hacker ‘buono’ che scoperte le criticità di Rousseau ha avvertito gli amministratori, anche se Grillo in un post ha detto che comunque valuterà azioni legali contro di lui. Qui la partita è diversa e durante la giornata di sabato 4 agosto l'attacco ha assunto altre dimensioni, con la pubblicazione di intere cartelle di dati, un attacco diretto a Grillo e la richiesta di un pagamento in Bitcoin per avere tutti i dati. 

Perché questo hacker semba 'meno buono'

Questo hacker insomma sembra meno buono del precedente, che non esita a definire un ‘infame white hat’. Su Twitter è registrato come @R0gue_0. In queste ore gli ultimi tweet hanno cominciato a contenere link con dei dati che dice rubati dal sito di Rousseau. File con tutti i nomi di chi ha versato soldi alla piattaforma, nomi, cognomi, mail e quantità di denaro. Registriamo che alle 21 del 4 agosto l'account è ancora attivo e i file disponibili, nonostante la palese violazione della privacy degli iscritti. Al momento però la veridicità di queste informazioni non è stata confermata.

Marco Canestrari, che è un ex dipendente della Casaleggio Associati e che per primo ha raccontato quello che sta succedendo, e il blogger David Puente, anche dal 2007 al 2011 dipendente dell'azienda, sembrano confermare l’autenticità dell’attacco e dei dati che vengono pubblicati in queste ore.

 

I dati che sta pubblicando l'hacker sulle donazioni 

R0gue_0 continua intanto a pubblicare sul social network link e documenti. Dietro l’hashtag #Hack5Stelle R0gue_0 ha pubblicato una lunga lista di donatori alla piattaforma del Movimento 5 Stelle: nomi, cognomi, indirizzi email e quantità di soldi versata. Nella lista c’è anche il nome di Matteo Renzi e il suo indirizzo @governo.it. Ma sembrerebbe quasi inserito artificialmente dallo stesso hacker, una sorta di provocazione, considerato che è l’unico dei nomi nella lista a non aver donato nulla alla piattaforma. Ma al momento non ci sono conferme né smentite.

Le 'minacce' a Grillo: "Preparati al finale"

In uno dei suoi ultimi Tweet R0gue_0 ‘tagga’ direttamente l’account ufficiale di Grillo: “Preparati per il finale. Perché, come sai, da amministratore posso fare quello che voglio. Proprio come tu hai sempre fatto”. Dietro queste parole, sembra trapelare la minaccia che l’hacker sia in possesso delle chiavi da amministratore del sito. Ma nulla è confermato e dal blog di Grillo, che due giorni fa ha minimizzato sul primo attacco subito da un altro hacker a fine luglio (si chiamava Gal0is, il suo account e il suo sito sono stati cancellati due giorni fa ) finora non si è fatto accenno a questo nuovo attacco. Intanto R0gue_0 ha messo in vendita tutto il database rubato a Rousseau per 0,3 bitcoin, circa mille euro. Forse anche questa una provocazione.  

"Chi non ha firmato non potrà far parte del sistema di salvataggio che risponde all'Italia, fermo restando il rispetto della legge del mare e dei trattati internazionali". Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, in un colloquio con il Fatto Quotidiano oggi in edicola avverte le Ong "ribelli”. Tra queste ci sono i tedeschi di Jugend Rettet e i francesi di Medici senza frontiere, entrambe organizzazioni non governative finite nell'inchiesta delle procure siciliane sui rapporti tra volontari e scafisti. "Gli agenti della polizia giudiziaria italiana non possono andare da nessuna parte senza armi – precisa Minniti, a proposito di uno dei punti contestati da chi non ha firmato -. Sono contrario alla giustizia fai-da-te, per me gli unici a dover essere armati sono coloro che rispondono allo Stato. Sono una garanzia per le Ong stesse".

'Non rinuncio al salvataggio, ma nemmeno alla sicurezza'

"Non intendo rinunciare al principio di salvataggio dei naufraghi e neppure a quello della sicurezza dei miei concittadini. Per questo ritengo necessaria la presenza di polizia giudiziaria sulle navi delle Ong", afferma Minniti. "Ma per firmare c'è ancora tempo".

Il ministro si è poi soffermato sulla missione navale in Libia con l'obiettivo di favorire il contrasto del traffico di esseri umani. "Non è un'operazione combat ma solo un supporto tecnico-logistico alla Guardia costiera tripolina concesso al governo Serraj, su sua richiesta, l'esecutivo libico riconosciuto dalla comunità internazionale", ha detto spiegando che "interverremo solo su richiesta di Guardia costiera e governo libici''. Detto questo, "la stabilizzazione del Paese non può prescindere neppure dal generale Haftar".

Scheda: Storia in 10 foto del generale Haftar

Scheda: E' Minniti il ministro più gradito del governo

"Da oggi la Camera va in ferie per 40 giorni. Vi ricordate quando dicevano che bisogna fare le riforme costituzionali perchè l'iter legislativo è troppo lento?" Così Alessandro Di Battista via Facebook che, dopo la stoccata preferiale cotnro la classe politica, ingrazia i seguaci per gli auguri di compleanno. Il politico M5s compie 39 anni il 4 agosto.
Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev – Agi

 

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