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(AGI) – Roma, 9 lug. – “Dipende dalle assenze piu’ che dal dissenso”, ma la riforma della Scuola ha avuto “un percorso che ha sempre visto il governo compatto”. Cosi’ il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ai giornalisti che, dopo il via libera finale al ddl, le chiedono i motivi di numeri ristretti per la maggioranza, con 277 voti favorevoli. (AGI)

(AGI) – Roma, 9 lug. – Quattordici deputati di Sinistradem, capeggiati da Gianni Cuperlo, non hanno partecipato al voto sul ddl di riforma della scuola. “Non ce la siamo sentita di votare la ‘buona scuola’” spiegano in una nota. (AGI)

(AGI) – Roma, 9 lug. – Sono quattro i ‘verdiniani’ che hanno votato a favore della riforma della Scuola, contrariamente al resto del gruppo di Forza Italia. I 4 azzurri, vicini al senatore toscano Denis Verdini, che hanno dato il loro voto favorevole al ddl La Buona Scuola, sono d’Alessandro, Faenzi, Parisi e Mottola. D’Alessandro tiene pero’ a precisare: “Non e’ assolutamente un voto politico, non c’entra nulla con i dissensi interni a Forza Italia, ma e’ una posizione personale. Io ho votato convintamente per la riforma, perche’ ritengo che se l’avessimo fatta noi la sinistra sarebbe salita sulle barricate e noi saremmo a festeggiare con i caroselli per strada”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 9 lug. – L’aula della Camera ha votato a favore del ddl di riforma della scuola. Il testo e’ ora legge a tutti gli effetti. Il ddl di riforma della scuola e’ stato approvato dall’aula della camera con 277 si’, 173 no e 4 astenuti. Hanno votato a favore Pd, Ap, Sc. Nel corso delle dichiarazioni di voto, la Lega ha protestato in aula contro la cosiddetta norma gender.

I deputati del Carroccio hanno esposto dei cartelli ‘giu’ le mani dai bambini’, per protesta contro la norma sull’educazione di genere. Nonostante le richieste di Roberto Giachetti, presidente di turno, per far tornare la calma nell’emiciclo, la Lega ha proseguito la protesta e Giachetti ha espulso il capogruppo Massimiliano Fedriga e sospeso per pochi minuti la seduta.

Proteste anche dai banchi di Sel: “Oxi alla ‘buona scuola’ di Renzi” sono i cartelli in bianco e blu, i colori della bandiera greca, che sono stati portati dai deputati di sinistra e Liberta’ sui banchi di Montecitorio mentre l’aula della Camera terminava l’esame del ddl. Sel ha annunciato la sua contrarieta’ al ddl.

 

 

DALLE ASSUNZIONI ALL’AUTONOMIA, ECCO COSA CAMBIA – Tre miliardi in piu’ all’anno per il capitolo istruzione, l’assunzione straordinaria di oltre 100mila insegnanti precari, il potenziamento di materie come arte, musica, lingue e discipline motorie, i presidi che potranno scegliere da appositi ambiti territoriali docenti con il curriculum “piu’ adatto a realizzare il progetto formativo della loro scuola”: sono alcune delle novita’ che introduce “la Buona Scuola”, diventata oggi legge dopo 10 mesi di consultazioni, proteste di ogni tipo e modifiche apportate dal Parlamento.

Obiettivo principale della riforma e’ mettere al centro l’autonomia scolastica dando gli strumenti finanziari e operativi ai dirigenti per poterla realizzare. Le scuole avranno piu’ risorse economiche: viene raddoppiato il loro Fondo di funzionamento. Ma anche piu’ risorse umane: ogni istituto avra’ in media 7 docenti in piu’ per realizzare i propri progetti e per l’arricchimento dell’offerta formativa. I concorsi per gli insegnanti tornano ad essere banditi regolarmente: il primo sara’ indetto entro il prossimo 1 dicembre.

Per gli studenti e’ prevista un’offerta formativa piu’ ricca che guarda alla tradizione (Musica e Arte), ma anche a quelli che sono oggi strumenti fondamentali, come le lingue, le competenze digitali, l’Economia. Le scuole superiori potranno attivare materie opzionali per rispondere meglio alle esigenze educative dei ragazzi.

L’alternanza scuola-lavoro e’ prevista per tutti nell’ultimo triennio delle scuole superiori, licei compresi, e si potra’ svolgere anche all’estero e nelle istituzioni culturali. Con un finanziamento ad hoc, sara’ attivato un Piano nazionale per la scuola digitale, con risorse per la didattica e la formazione dei docenti.

Ci sara’ poi il Piano dell’offerta formativa, documento costitutivo dell’identita’ culturale e progettuale di ogni istituto. Continua l’investimento dello Stato sull’edilizia scolastica, con fondi per gli interventi di manutenzione, ma anche per la costruzione di strutture innovative.

Piu’ in dettaglio, ecco i punti principali:


AUTONOMIA: Le scuole, d’ora in poi, potranno indicare allo Stato il fabbisogno di docenti e strumenti per attuare il loro progetto educativo. Lo faranno attraversi i Piani dell’offerta formativa (Pof) che diventano triennali. I Piani saranno elaborati dal Collegio dei docenti, sulla base di indirizzi definiti dal dirigente scolastico, per essere poi approvati dal Consiglio di circolo o d’Istituto dove sono rappresentate anche le famiglie e, alle superiori, gli studenti. Viene raddoppiato il Fondo di funzionamento delle scuole che passa dai 111 milioni attuali ad oltre 200, con uno stanziamento di 126 milioni in piu’ all’anno.

ASSUNZIONI: Il provvedimento da’ il via libera ad un Piano straordinario di assunzioni per l’anno scolastico 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare il nuovo organico dell’autonomia che dara’ alla scuola l’8% di docenti in piu’, una media di 7 insegnanti aggiuntivi per ciascun istituto. Oltre 100mila docenti saranno dunque assunti quest’anno attingendo dalle Graduatorie ad esaurimento e dalle Graduatorie di merito (concorsi). Poi i concorsi torneranno ad essere banditi regolarmente ogni tre anni: il primo bando e’ previsto entro il prossimo 1 dicembre.

DIRIGENTI SCOLASTICI: diventano “leader educativi”. Dovranno essere i promotori del Piano dell’offerta formativa e avranno la possibilita’, a partire dal 2016, di mettere in campo la loro squadra individuando, sui posti che si liberano ogni anno, i docenti con il curriculum piu’ adatto a realizzare il progetto formativo del loro istituto. L’individuazione dei docenti da parte dei presidi avverra’ comunque all’interno di ambiti territoriali predisposti dagli Uffici Scolastici Regionali. I dirigenti scolastici potranno inoltre ridurre il numero di alunni per classe per evitare il fenomeno delle aule-pollaio utilizzando l’organico a disposizione. Il loro operato sara’ sottoposto a valutazione. Il risultato influira’ sulla loro retribuzione aggiuntiva.

NUOVA OFFERTA FORMATIVA: con la riforma vengono potenziate le competenze linguistiche: l’Italiano per gli studenti stranieri e l’Inglese per tutti, ma anche l’Arte, la Musica, il Diritto, l’Economia, le Discipline motorie. Viene dato piu’ spazio all’educazione ai corretti stili di vita, alla cittadinanza attiva, all’educazione ambientale, allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media).

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: almeno 400 ore nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei e diventa strutturale grazie ad uno stanziamento di 100 milioni all’anno. Il lavoro si svolgera’ in azienda, ma anche in enti pubblici, musei e si potra’ fare anche d’estate e all’estero. Sara’ predisposta una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza.

CARD INSEGNANTI: arriva la ‘Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti’, in pratica un voucher di 500 euro all’anno da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, ingressi a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa inoltre obbligatoria e viene finanziata per la prima volta con uno stanziamento strutturale: 40 milioni di euro l’anno.

VALORIZZAZIONE DOCENTI:viene istituito un fondo da 200 milioni l’anno per la valorizzazione del merito del personale docente.

SCUOLE INNOVATIVE E EDILIZIA: la legge prevede un bando (300 i milioni a disposizione) per la costruzione di scuole altamente innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Miur, coordinera’ strategie e risorse per gli interventi e promuovera’ la cultura della sicurezza. E’ previsto un investimento di ulteriori 200 milioni per i mutui agevolati per la costruzione e la ristrutturazione delle scuole.

SCHOOL BONUS: chi fara’ donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilita’ degli studenti, avra’ un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi. E’ previsto un limite massimo di 100mila euro per le donazioni. (AGI) .

(AGI) – Roma, 9 lug. – L’Ufficio di Presidenza della Camera ha disposto la cessazione dell’erogazione del vitalizio per dieci ex deputati condannati in via definitiva per reati ‘di particolare gravita”. Si tratta di Massimo Abbatangelo, Giancarlo Cito, Robinio Costi, Massimo De Carolis, Francesco De Lorenzo, Giulio Di Donato, Pietro Longo, Raffaele Mastrantuono, Gianstefano Milani e Gianmario Pellizzari. In tutto sono 1.548 gli ex deputati che percepiscono il vitalizio. Gli uffici del ministero della Giustizia hanno verificato la posizione di 1.202 di loro. Gli altri 346 sono ultra ottuagenari e non e’ possibile sapere se i loro nomi erano presenti nel Casellario giudiziario poiche’ al compimento degli 80 anni tutte le iscrizioni vengono automaticamente cancellate. I controlli per questi ultimi continueranno. E’ stata infatti inviata una lettera al Primo presidente della Corte di Cassazione perche’ accerti che negli archivi non compaia il nome di qualcuno di loro. Controlli supplementari anche per un undicesimo ex deputato, del quale non si conosce il nome, che ha accumulato condanne per 2 anni e 9 mesi. (AGI) .

(AGI) – Roma, 9 lug. – “Ricordate la sospensione del vitalizio agli ex parlamentari condannati? Oggi in Ufficio di Presidenza alla Camera abbiamo saputo quanti saranno coloro a cui si applichera’ quella norma. Su 1543 ex Deputati che stanno percependo ingiustamente un vitalizio – anche oltre i 3000 euro al mese – solo 10 avranno il vitalizio sospeso. 10 sfigati che non avevano nessun partito a proteggerli, mentre tanti altri condannati – i cui reati non furono inseriti nella delibera – sono tutti salvi”. Cosi’ Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera ed esponente del M5s, commenta su facebook la decisione assunta stamane dall’ufficio di presidenza della Camera. “Quei 10 mi fanno quasi pena – prosegue Di Maio -. Quella ridicola delibera che fu festeggiata come la fine di tutte le ingiustizie, riguarda solo lo 0,6 % di tutti quei politici che con tre giorni in Parlamento si sono guadagnati una pensione da sceicco! In questa farsa ci sono poi 346 ex deputati con piu’ di 80 anni, tra cui potrebbe esserci anche Toto’ Riina, di cui il dipartimento della Giustizia non sa nulla sui precedenti penali, in quanto in Italia a chi ha piu’ di 80 anni non viene registrato piu’ nulla sui precedenti. Su 1543 solo lo 0,6% sara’ colpito da questa misura e solo temporaneamente. Inoltre 346 ex Deputati saranno graziati perche’ sconosciuti ai terminali della giustizia italiana. Se avessimo votato a favore saremmo stati complici di questo teatrino. Noi proponiamo che tutti i vitalizi scompaiano. Punto. Servono 10 minuti di tempo e una maggioranza del Movimento 5 Stelle per votarla”.

In tutto sono 1.548 gli ex deputati che percepiscono il vitalizio. Gli uffici del ministero della Giustizia hanno verificato la posizione di 1.202 di loro. Gli altri 346 sono ultra ottuagenari e non e’ possibile sapere se i loro nomi erano presenti nel Casellario giudiziario poiche’ al compimento degli 80 anni tutte le iscrizioni vengono automaticamente cancellate. I controlli per questi ultimi continueranno. E’ stata infatti inviata una lettera al Primo presidente della Corte di Cassazione perche’ accerti che negli archivi non compaia il nome di qualcuno di loro. Controlli supplementari anche per un undicesimo ex deputato, del quale non si conosce il nome, che ha accumulato condanne per 2 anni e 9 mesi.

(AGI) – Roma, 9 lug. – Sono cominciate nell’aula della Camera le dichiarazioni di voto sul ddl di riforma della scuola. I voti su emendamenti e articoli si sono conclusi ieri sera, il voto finale e’ previsto verso le 12. In Aula protesta la Lega contro la cosiddetta norma gender. Durante le dichiarazioni di voto, i deputati del Carroccio hanno esposto dei cartelli ‘giu’ le mani dai bambini’, per protesta contro la norma sull’educazione di genere. Nonostante le richieste di Roberto Giachetti, presidente di turno, per far tornare la calma nell’emiciclo, la Lega ha proseguito la protesta e Giachetti ha espulso il capogruppo Massimiliano Fedriga e sospeso per pochi minuti la seduta.

“Oxi alla ‘buona scuola’ di Renzi”. Sono questi i cartelli in bianco e blu, i colori della bandiera greca, che sono stati portati dai deputati di Sel sui banchi di Montecitorio mentre l’aula della Camera termina l’esame del ddl di riforma della scuola. Sel ha annunciato la sua contrarieta’ al ddl.

(AGI) – Roma, 8 lug. – Due settimane di discussione generale fino al 31 luglio, giorno in cui e’ stato fissato il termine per presentare gli emendamenti al ddl sulle riforme costituzionali. E’ la decisione presa a larga maggioranza dalla commissione Affari costituzionali del Senato. Hanno votato contro il calendario, si apprende, solo il Movimento 5 Stelle e il senatore Mario Mauro. “E’ un programma molto ragionevole che tiene conto dell’importanza dell’argomento nonostante sia urgente”, comemnta il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda. “Credo che questa decisione possa essere presa come auspicio positivo sia in termini parlamentari che politici”, ha aggiunto. “Secondo questo calendario” arriveranno in aula a settembre, “se poi accade il miracolo…”, spiega invece la presidente della commissione Affari costituzionali, Anna Finocchiaro. Il 31 luglio e’ la dead line “per presentare gli emendamenti, c’e’ un tempo ampio per approfondire con le repliche del relatore del governo, con le audizioni per poi affrontare i primi voti in commissione nella prima settimana di agosto”, ha anche sottolineato la presidente Finocchiaro. Insieme alla maggioranza anche Forza Italia, Sel e Cri hanno votato si’ al calendario che stabilisce i tempi dell’esame del ddl Riforme in commissione Affari costituzionali. Contrari solo M5S e Mario Mauro. Portare il termine degli emendamenti al ddl Riforme “almeno fino al 6 agosto”, e’ invece la richiesta del M5S che ha votato no al calendario. “Non e’ una richiesta strumentale, e’ perche’ altrimenti non ce la si fa’”, ha spiegato il senatore Vito Crimi elencando la teoria di provvedimenti su cui la commissione Affari costituzionali e’ chiamata a pronunciarsi.(AGI) .

(AGI) – Roma, 8 lug. – La Giunta per le elezioni e le immunita’ del Senato ha approvato a maggioranza un parere favorevole alla richiesta di arresto del senatore Antonio Azzollini (Ncd), presidente della commissione Bilancio del Senato, su proposta del presidente Dario Stefano (Sel), che ieri ha svolto la sua relazione. Il parere dovra’ passare ora all’esame dell’Aula di palazzo Madama. Il senatore Azzollini si e’ dimesso dalla presidenza della Commissione.

Sono stati 13 i voti favorevoli e 7 quelli contrari, secondo quanto si apprende, a votare il parere favorevole alla richiesta di arresto non ravvisando, perche’ questo nei giorni scorsi e’ stato spiegato e’ il compito della Giunta, un fumus persecutionis.

I voti a favore sono stati quelli del Pd, del M5s, si apprende ancora, e della Lega. Contro hanno votato Ncd, Forza Italia, Gal e il senatore socialista Enrico Buemi, che al termine dei lavori della Giunta ha osservato: “Si e’ consumato l’ennesimo voto politico che non aveva piu’ nessuna motivazione di attualita’ rispetto alla richiesta della misura cautelare e da cogliere sono gli imbarazzi e il silenzio dei colleghi che non si sono espressi e che pero’ hanno dovuto votare per il provvedimento con la motivazione che non si poteva sollevare un conflitto di attribuzione con la magistratura”.

 Da parte sua, il presidente della Giunta, Dario Stefano, che per prassi non prende parte alle votazioni, ha osservato: “Abbiamo espresso un punto di vista coerente all’attivita’ della Giunta che non e’ un organo giurisdizionale”. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 lug. – Sono stati 13 i voti favorevoli e 7 quelli contrari, secondo quanto si apprende, a votare il parere favorevole alla richiesta di arresto del senatore Antonio Azzollini non ravvisando, perche’ questo nei giorni scorsi e’ stato spiegato e’ il compito della Giunta, un fumus persecutionis. I voti a favore sono stati quelli del Pd, del M5s, si apprende ancora, e della Lega. Contro hanno votato Ncd, Forza Italia, Gal e il senatore socialista Enrico Buemi, che al termine dei lavori della Giunta ha osservato: “Si e’ consumato l’ennesimo voto politico che non aveva piu’ nessuna motivazione di attualita’ rispetto alla richiesta della misura cautelare e da cogliere sono gli imbarazzi e il silenzio dei colleghi che non si sono espressi e che pero’ hanno dovuto votare per il provvedimento con la motivazione che non si poteva sollevare un conflitto di attribuzione con la magistratura”. Da parte sua, il presidente della Giunta, Dario Stefano, che per prassi non prende parte alle votazioni, ha osservato: “Abbiamo espresso un punto di vista coerente all’attivita’ della Giunta che non e’ un organo giurisdizionale”. (AGI)