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(AGI) – Palermo, 20 lug. – “Bisogna oggi prendere atto che la situazione e’ profondamente cambiata e che l’irrigidimento del presidente Crocetta, comprensibile dal punto di vista umano, rischia pero’ di compromettere definitivamente il normale svolgimento della legislatura e del governo. E’ evidente che molto, se non tutto, dipendera’ dal senso di responsabilita’ politica ed istituzionale del presidente della Regione. Nessuno ci puo’ costringere a continuare e a continuare in questa maniera. O ci sono fatti nuovi e positivi in questa settimana oppure e’ meglio chiudere la partita subito”. Lo afferma il segretario regionale dell’Udc siciliana Gianluca Micciche’, il quale annuncia per i prossimi giorni l’ufficio politico regionale “per decidere cosa fare”. Dopo il “voluto silenzio” del partito in questi giorni, adesso e’ il tempo, spiega, di “una valutazione politica impietosa della situazione. Tutti i nodi che in questi due anni abbiamo denunciato sono venuti drammaticamente al pettine a partire dalla vicenda sanita’ su cui la nostra posizione e’ nota e inascoltata da tempo”. Ricorda Micciche’ che l’Udc non ha partecipato alla giunta che ha proceduto alla nomina dei manager, “ha contestato duramente alcune scelte infelici di politica sanitaria e ha sempre testimoniato in pubblico e privato sostegno incondizionato a Lucia Borsellino”. Le dimissioni dell’assessore alla Salute “hanno provocato un mutamento genetico della coalizione e dell’accordo elettorale che abbiamo fatto col Pd e con Crocetta perche’ Lucia Borsellino era stata indicata gia’ in campagna elettorale come assessore e garante di una nuova e trasparente amministrazione di questo delicato settore”. .

(AGI) – Roma, 19 lug. – “Non mi dimetto, sono un combattente e quei poteri forti che vogliono schiacciarmi li voglio vedere in faccia, guardare negli occhi”. Rosario Crocetta, in una lunga intervista a RaiNews24 torna sulla bufera scoppiata per la presunta frase pronunciata dal suo medico di fiducia, Matteo Tutino, a proposito di Lucia Borsellino.

Manfredi Borsellino visita giardino della memoria

Frase che sarebbe stata pronunciata durante una conversazione telefonica tra il medico e il governatore e a cui quest’ultimo non avrebbe replicato. Nell’intercettazione, Tutino avrebbe augurato a Lucia Borsellino di fare la stessa fine del padre, il magistrato Paolo ucciso dalla mafia. Frase che, tuttavia, non risulta agli atti della procura anche se il settimanale L’Espresso conferma di essere in possesso della trascrizione dell’intercettazione. “Ho vissuto due giorni come un lebbroso, reietto, colpevole di nulla.

Questa e’ stata ed e’ una istigazione al linciaggio”, ha detto tra l’altro Crocetta: “Credevo di non poter uscire nemmeno di casa, di non poter nemmeno guardare la gente in faccia. Ma le croci che porta Lucia Borsellino sono anche le mie. Manfredi”, ha aggiunto Crocetta riferendosi al figlio di Borsellino, “mi dara’ atto di avere ascoltato, in questi anni, Lucia e di averlo fatto anche piu’ di lui”, ha aggiunto il governatore della Sicilia”.

Manfredi Borsellino aveva ieri tenuto un discorso a Palazzo di Giustizia dove ha paragonato quanto sta vivendo sua sorella Lucia a “un calvario”. Intanto, pero’, le polemiche non accennaro a spegnersi. Gianpiero D’Alia, presidente della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali, dichiara che “nel giorno di Borsellino, Rosario Crocetta avrebbe fatto meglio a rimanere in silenzio. Se proprio doveva dire qualcosa, poteva chiedere scusa a Lucia”. (AGI)

(AGI) – Roma, 19 lug. – “E’ un patto che propongo agli italiani: se le riforme vanno avanti saremo in condizione di abbassare di 50 miliardi in 5 anni le tasse agli italiani”. Cosi’ il premier Matteo Renzi in un’intervista al Tg2. “Lo abbiamo sempre detto – ha ribadito Renzi – se finalmente il parlamento fa le riforme, e io credo che ce la fara’, per gli italiani si libera la possibilita’ di pagare meno”. “La possibilita’ di farcela e’ evidente dopo tanti anni di immobilismo – ha detto Renzi -. E’ un messaggio forte che rivolgiamo agli italiani. Per anni i politici hanno detto ‘vi tassiamo, vi tassiamo, vi tassiamo’. Noi, invece, abbiamo cominciato a restituire i soldi. Abbiamo iniziato con gli 80 euro. Se le riforme andranno avanti, nel 2016 via tutte le tasse sulla prima casa, nel 2017 via buona parte dell’Ires, nel 2018 scaglioni Irpef e pensioni. Basta con l’essere il Paese dei piagnistei”. Il presidente del Consiglio aggiunge: “In Europa siamo tra quelli piu’ bravi. Siamo sotto il 3%. La nostra parte di serieta’ la stiamo facendo pero’ dobbiamo sapere spendere meglio i soldi. Dunque, decisi in Europa ma capaci pure di sbloccare le opere pubbliche in Italia”. Ha detto Renzi riferendosi alle “notizie che leggiamo su giudici che bloccano aziende o appalti”. Replicando poi alle opposizioni che lo accusano di fare solo promesse, Renzi ha aggiunto: “Dicono sempre queste cose. Se ce la facciamo e ce la faremo, dovrebbero essere contente. I numeri per portare a casa questo risultato, continuando ad abbassare il debito, ci sono, a condizione che il Parlamento continui a lavorare con intensita’. Ci vuole coraggio ed energia e basta con quelli che dicono solo no”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 19 lug. – “Non dimentichiamo mai l’eroismo di Paolo Borsellino” e della sua scorta: cosi’ Matteo Renzi in un tweet per il 23mo anniversario della strage di Via D’Amelio. Il presidente del Consiglio ha ricordato il sacrificio del magistrato e degli agenti che ha citato uno per uno, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina, in un afoso pomeriggio del 19 luglio 1992. (AGI) .

(AGI) – Rho (Milano), 19 lug. – Il Pd diventa il partito “taglia tasse” con una prima “sforbiciata” che arrivera’ gia’ dal 2016. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, lo ha annunciato durante l’Assemblea del Pd in corso a Expo, alla quale ha partecipato nella sua veste di segretario del partito.

Un intervento a 360 gradi in cui il premier ha toccato i temi dell’agenda di governo e quelli che riguardano piu’ da vicino la vita interna del partito. Ma la “notizia dei quotidiani di domani”, come lui stesso ha sottolineato, e’ “la sforbiciata alle tasse” che andra’ a cambiare la natura stessa del Partito Democratico: “Non sara’ piu’ il partito delle tasse, se mai lo e’ stato, ma diventera’ il primo partito d’Italia a tagliarle”. In questo ha aggiunto Renzi, “c’e’ un cambio nella natura del partito”.

Da qui al 2018, ha annunciato il premier, “dobbiamo rispondere a chi dice che facciamo le cose sull’onda delle emozioni del momento. Dobbiamo lavorare su debito, investimento e tasse”. Sul primo, non c’e’ dubbio: l’Italia continuera’ a rispettare i parametri di Maastricht, “e sara’ uno dei pochi Paesi europei a farlo”, anche dopo il 2016. Perche’ “non possiamo continuare ad andare al ristorante lasciando il conto da pagare a chi viene dopo”. Sul secondo punto, spiega ancora Renzi, “abbiamo 20 miliardi di euro sul tappeto e non li stiamo spendendo. Ne ho parlato con il ministro Del Rio – spiega il premier-segretario – . Abbiamo evidentemente uno squilibrio tra soldi stanziati e quelli che spendiamo. Ancora non siamo riusciti a fare questa inversione di tendenza. Ogni volta che vogliamo far partire un cantiere c’e’ qualcosa che lo blocca”.

Ed ecco il punto che ‘cambia il volto’ del Pd, le tasse: “Se faremo le riforme nel 2016, e le faremo, elimineremo noi, perche’ gli altri hanno solo fatto finta, la tassa sulla prima casa, l’Imu agricola e sugli imbullonati”. Dal 2016, quindi, “daremo una sforbiciata alle tasse che continuera’ anche nel 2017. Nei prossimi cinque anni faremo una operazione sulle tasse senza precedenti nella storia d’Italia, faremo una rivoluzione copernicana. Si parte – ha spiegato Renzi – da Irap e Ires. Si continuera’ nel 2018 con interventi sulle pensioni e sull’Irpef”.

Non e’ la sola trasformazione a cui il segretario vuole sottoporre il suo partito. Sbaglia, sottolinea Renzi, chi crede che in questo moemnto il Pd possa discutere di se stesso. “E’ il partito piu’ votato nella storia dell’Italia repubblicana, e’ il partito piu’ votato d’Europa” e questo costituisce una responsabilita’ enorme, di fronte alla quale “chi dice che dobbiamo parlare di noi dovrebbe cercare un po’ d’aria condizionata, perche’ e’ chiaro che e’ vittima del troppo caldo”.

Il Pd, abbandonando l’immagine del “partito dei musi lunghi e assumendo lo spirito dell’Unita’ e della Festa dell’Unita’, non solo come simbolo, ma come valore”, deve saper trascinare l’Italia finalmente fuori dall’auto commiserazione e auto flagellazione”. Certo, Grillo e Salvini sono degli avversari, cosi’ come e’ un avversario la sinistra radicale. Ma non di questi il Pd deve aver paura. Il nemico numero uno, dice Renzi, “e’ la paura stessa”. E la paura si sconfigge innanzitutto riappropriandosi della propria identita’ e dei propri valori. Vale per il partito, che puo’ dirsi di sinistra in quanto “ha riaperto le fabbriche” mentre altri volevano continuare “ad organizzare convegni sul lavoro”. E vale per l’Italia, che si trova a fare fronte alla minaccia del terrorismo, da una parte, e all’emergenza immigrati dall’altra.

“Dobbiamo restare umani. Se una bambina che ha l’eta’ di mia figlia muore durante una traversata si puo’ dire quello che si vuole, ma non permettiamo che i nostri figli pensino che, in cambio di qualche punto in piu’ nei sondaggi, abbiamo rinunciato alla nostra umanita’”, ha avvertito Renzi. L’Isis, ha aggiunto, “non riuscendo a farci morire come piace ai terroristi, cerca di farci vivere come piace ai terroristi: rannicchiati in noi stessi”. Per questo il premier sottolinea la necessita’ di riappropriarci “della nostra identita’, che non e’ il contrario dell’integrazione. La nostra cultura e identita’ sono il contrario della chiusura rozza e becera”.

Campione di questa “chiusura” e’, per il premier, Matteo Salvini. Il segretario della Lega e’ chiamato in causa piu’ volte nel discorso che ha aperto l’assemblea. “Ci sono tre avversari che ci stanno facendo paura: il populismo dei cinque Stelle, la sinistra radicale e la destra becera della Lega nord. Questi avversari a cui va il nostro rispetto, sono avversari politici che dobbiamo considerare per quello che sono. Ma guardiamoli e smettiamola di avere paura”, ha sottolineato il presidente del consiglio: “Sognavano Cameron, sognavano Sarkozy e si trovano Le Pen, sognavano la destra e si trovano Salvini…”. Stoccate anche a Grillo, che rilascia “interviste sulla Grecia dal suo buon ritiro in Costa Smeralda”, e al Movimento Cinque Stelle: “Non si utilizza il palcoscenico europeo per attaccare il nostro Paese”, ha spiegato Renzi per poi soffermarsi proprio sull’Europa, su quella che oggi e’ e su quella che Renzi vorrebbe diventasse: “L’Europa e’ considerata ormai matrigna: andare in Europa non deve essere solo andare in quel trite palazzo delle istituzioni europee. Andare in Europa deve voler dire camminare per le sue strade e visitare i suoi musei”.

Per superare questo strisciante anti europeismo, il premier fa sua la proposta del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Ho ricevuto un sms da Nicola Zingaretti, mi diceva che come Pd dovremmo fare una iniziativa sull’Europa a Ventotene, li’ dove tutto e’ cominciato. Mi sembra un’ottima idea nella quale dovremmo coinvolgere tutto il Pse”. (AGI)

(AGI) – Palermo, 18 lug. – “Prevalenti ragioni di ordine etico e morale”. E’ il cuore della lettera con la quale Lucia Borsellino spiego’ le sue dimissioni da assessore alla Salute, e richiamata dal fratello Manfredi nel corso del suo atto d’accusa oggi pomeriggio al Palazzo di giustizia di Palermo davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella. Secondo Manfredi, quella lettera, “che ha prodotto un silenzio sordo da parte delle istituzioni, regionali in particolare”, “gia’ diceva tutto. Andrebbe riletta tante volte, indipendentemente dalle indiscezioni giornalistiche dei giorni successivi e fino a oggi”. “Ragioni di ordine etico e morale”, scriveva dunque Lucia – che se la prendeva anche con l’antimafia di facciata – “sempre piu’ inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato”. Un scelta assunta dopo l’arresto per truffa al sistema sanitario regionale del primario Matteo Tutino, medico personale di Rosario Crocetta. “Questa mia determinazione, della quale mi assumo ogni e piena responsabilita’ – spiegava l’ex assessore – interviene a seguito di riflessione tanto meditata e di non facile maturazione, quanti sono stati lo spirito di servizio e l’abnegazione con i quali ho accolto e, credo, condotto il prestigioso incarico da lei conferitomi”. “Il senso di questo impegno, per il valore morale e civico che porta in se’, continua a pervadermi ma non mi consente, da questo momento, di proseguire ad onorarlo quale componente del governo regionale”. Quindi l’espresso richiamo all’arresto di Tutino: “Non posso non manifestare il rammarico conseguente alla lesione che fatti come questo determinano inevitabilmente all’immagine dell’istiutuzione sanitaria e dell’intera Regione siciliana, adombrando il lavoro di tanti operatori e professionisti che profondono quotidianamente il proprio impegno con onesta’ e correttezza nell’esclusivo interesse pubblico. Fatti come questi determinano altresi’, in un settore come quello della sanita’ contrassegnato da vicende che in un recentissimo passato ci hanno consegnato l’immagine di un sistema di malaffare, un grave danno”. (AGI)

(AGI) – Palermo, 18 lug. – “So benissimo che significa gestire un mondo come quello della sanita’ siciliana. Per questo ho chiamato lei alla guida dell’assessorato. Con lei ho condiviso il calvario e la sofferenza che derivano dallo scontrarsi con certi interessi. E non l’ho mai lasciata sola. Condividendo con lei questa difficile battaglia”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, dopo il duro intervento di Manfredi Borsellino, che ha contestato la “sordita’ delle istituzioni, soprattutto regionali”, e la solitudine e il calvario della sorella, costretta “da un anno” a portare la “croce” delle ostilita’ e delle offese. (AGI)

(AGI) – Dolo (Ve), 18 lug. – “E’�demenziale penalizzare le localita’ di mare. Bisogna avere dei problemi, a meno che il governo non voglia alimentare scontro sociale: vuole far arrabbiare cittadini e ci sta riuscendo”. Cosi’ Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, a Dolo, nel veneziano, ha parlato della situazione ad Eraclea Mare, centro balneare della provincia dove si sta recando e dove circa 250 migranti sono ospitati in un residence fra le proteste dei cittadini. “Ringrazio i cittadini che stanno alzando la testa in tante citta’”, ha concluso. (AGI)

(AGI) – Palermo, 18 lug. – “Mia sorella non puo’ parlare. Non vuole per adesso parlare. Non credevo che la figlia piu’ grande di mio padre, Lucia, con cui lui viveva in simbiosi, dopo 23 anni dalla morte di mio padre, dovesse vivere un calvario simile a quello di mio padre. Nella stessa terra. Io non posso entrare per le mansioni che ricopro nel merito delle indiscrezioni giornalistiche che indipendentemente dalle verifiche sull’attendibilita’, avranno turbato tutte le persone dentro e fuori quest’aula. Che non hanno turbato, pero’, l’interessata, mia sorella Lucia. Che da oltre un anno – Lucia e’ talmente garbata col mondo intero – era consapevole del clima di ostilita’, delle offese che le venivano rivolte solo perche adempiva al proprio dovere. Sono corsi e ricorsi drammatici, considerando chi stiamo commemorando oggi. Non sara’ la veridicita’ o l’autenticita’ di una singola intercettazione telefonica che consentira’ a tutti i siciliani onesti di conoscere lo scenario drammatico in cui mia sorella e’ stata costretta adoperare in uno dei rami piu’ delicati dell’amministrazione regionale. Lucia ha portato la croce perche’ voleva la sanita’ libera e felice. E’ rimasta, fino al 30 giugno, per amore di giustizia”. Lo ha detto, nel corso di un intervento non previsto dal programma, un commosso Manfredi Borsellino, nel corso delle celebrazioni per la strage di via D’Amelio, al palazzo di giustizia. Manfredi – commissario della polizia di stato – ha detto di essere presente oggi per il grande rispetto che nutre nei confronti del capo dello Stato a cui si e’ rivolto in un messaggio a “cuore aperto”. “Signor presidente della Repubblica come le ho anticipato nel nostro incontro privato sono qui per lei, non era prevista ne’ forse la mia presenza in questa aula oggi ne’ il mio intervento che rischia di far saltare la scaletta”. A sorpresa il Manfredi e’ nell’aula magna e si rivolge al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Gia’ l’anno scorso ho tentato, ho provato a ricordare mio padre – ha proseguito – ricordare non commemorare, perche’ si commemorano i morti visto che io lo ritengo vivo. Non sono qui per ricordare o commemorare, lo faranno altri meglio di me senza commuoversi. Lei e’ tra questi, perche’ lei non solo ha il nostro stesso vissuto, e puo’ comprendere cosa io e le mie sorelle sa cosa stiamo vivendo. Ma lei e’ sempre stato un punto di riferimento per mio padre e la mia famiglia. Ho avuto l’onore e l’occasione di assistere per due volte a un colloquio telefonico con mio padre e ho sempre notato la reverenza , il grado di stima che provava nei suoi confronti. Siccome non voglio commuovermi, preferisco leggere un testo, parole importanti che e’ bene leggerle”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha abbracciato Manfredi che commosso e determinato, poco prima era intervenuto, ha detto, “non per mio padre, ma per mia sorella”. (AGI) .

(AGI) – Rho (Milano), 18 lug. – Il Pd diventa il partito “taglia tasse” con una prima “sforbiciata” che arrivera’ gia’ dal 2016. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, lo ha annunciato durante l’Assemblea del Pd in corso a Expo, alla quale ha partecipato nella sua veste di segretario del partito.

Un intervento a 360 gradi in cui il premier ha toccato i temi dell’agenda di governo e quelli che riguardano piu’ da vicino la vita interna del partito. Ma la “notizia dei quotidiani di domani”, come lui stesso ha sottolineato, e’ “la sforbiciata alle tasse” che andra’ a cambiare la natura stessa del Partito Democratico: “Non sara’ piu’ il partito delle tasse, se mai lo e’ stato, ma diventera’ il primo partito d’Italia a tagliarle”. In questo ha aggiunto Renzi, “c’e’ un cambio nella natura del partito”.

Da qui al 2018, ha annunciato il premier, “dobbiamo rispondere a chi dice che facciamo le cose sull’onda delle emozioni del momento. Dobbiamo lavorare su debito, investimento e tasse”. Sul primo, non c’e’ dubbio: l’Italia continuera’ a rispettare i parametri di Maastricht, “e sara’ uno dei pochi Paesi europei a farlo”, anche dopo il 2016. Perche’ “non possiamo continuare ad andare al ristorante lasciando il conto da pagare a chi viene dopo”. Sul secondo punto, spiega ancora Renzi, “abbiamo 20 miliardi di euro sul tappeto e non li stiamo spendendo. Ne ho parlato con il ministro Del Rio – spiega il premier-segretario – . Abbiamo evidentemente uno squilibrio tra soldi stanziati e quelli che spendiamo. Ancora non siamo riusciti a fare questa inversione di tendenza. Ogni volta che vogliamo far partire un cantiere c’e’ qualcosa che lo blocca”.

Ed ecco il punto che ‘cambia il volto’ del Pd, le tasse: “Se faremo le riforme nel 2016, e le faremo, elimineremo noi, perche’ gli altri hanno solo fatto finta, la tassa sulla prima casa, l’Imu agricola e sugli imbullonati”. Dal 2016, quindi, “daremo una sforbiciata alle tasse che continuera’ anche nel 2017. Nei prossimi cinque anni faremo una operazione sulle tasse senza precedenti nella storia d’Italia, faremo una rivoluzione copernicana. Si parte – ha spiegato Renzi – da Irap e Ires. Si continuera’ nel 2018 con interventi sulle pensioni e sull’Irpef”.

Non e’ la sola trasformazione a cui il segretario vuole sottoporre il suo partito. Sbaglia, sottolinea Renzi, chi crede che in questo moemnto il Pd possa discutere di se stesso. “E’ il partito piu’ votato nella storia dell’Italia repubblicana, e’ il partito piu’ votato d’Europa” e questo costituisce una responsabilita’ enorme, di fronte alla quale “chi dice che dobbiamo parlare di noi dovrebbe cercare un po’ d’aria condizionata, perche’ e’ chiaro che e’ vittima del troppo caldo”.

Il Pd, abbandonando l’immagine del “partito dei musi lunghi e assumendo lo spirito dell’Unita’ e della Festa dell’Unita’, non solo come simbolo, ma come valore”, deve saper trascinare l’Italia finalmente fuori dall’auto commiserazione e auto flagellazione”. Certo, Grillo e Salvini sono degli avversari, cosi’ come e’ un avversario la sinistra radicale. Ma non di questi il Pd deve aver paura. Il nemico numero uno, dice Renzi, “e’ la paura stessa”. E la paura si sconfigge innanzitutto riappropriandosi della propria identita’ e dei propri valori. Vale per il partito, che puo’ dirsi di sinistra in quanto “ha riaperto le fabbriche” mentre altri volevano continuare “ad organizzare convegni sul lavoro”. E vale per l’Italia, che si trova a fare fronte alla minaccia del terrorismo, da una parte, e all’emergenza immigrati dall’altra.

“Dobbiamo restare umani. Se una bambina che ha l’eta’ di mia figlia muore durante una traversata si puo’ dire quello che si vuole, ma non permettiamo che i nostri figli pensino che, in cambio di qualche punto in piu’ nei sondaggi, abbiamo rinunciato alla nostra umanita’”, ha avvertito Renzi. L’Isis, ha aggiunto, “non riuscendo a farci morire come piace ai terroristi, cerca di farci vivere come piace ai terroristi: rannicchiati in noi stessi”. Per questo il premier sottolinea la necessita’ di riappropriarci “della nostra identita’, che non e’ il contrario dell’integrazione. La nostra cultura e identita’ sono il contrario della chiusura rozza e becera”.

Campione di questa “chiusura” e’, per il premier, Matteo Salvini. Il segretario della Lega e’ chiamato in causa piu’ volte nel discorso che ha aperto l’assemblea. “Ci sono tre avversari che ci stanno facendo paura: il populismo dei cinque Stelle, la sinistra radicale e la destra becera della Lega nord. Questi avversari a cui va il nostro rispetto, sono avversari politici che dobbiamo considerare per quello che sono. Ma guardiamoli e smettiamola di avere paura”, ha sottolineato il presidente del consiglio: “Sognavano Cameron, sognavano Sarkozy e si trovano Le Pen, sognavano la destra e si trovano Salvini…”. Stoccate anche a Grillo, che rilascia “interviste sulla Grecia dal suo buon ritiro in Costa Smeralda”, e al Movimento Cinque Stelle: “Non si utilizza il palcoscenico europeo per attaccare il nostro Paese”, ha spiegato Renzi per poi soffermarsi proprio sull’Europa, su quella che oggi e’ e su quella che Renzi vorrebbe diventasse: “L’Europa e’ considerata ormai matrigna: andare in Europa non deve essere solo andare in quel trite palazzo delle istituzioni europee. Andare in Europa deve voler dire camminare per le sue strade e visitare i suoi musei”.

Per superare questo strisciante anti europeismo, il premier fa sua la proposta del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Ho ricevuto un sms da Nicola Zingaretti, mi diceva che come Pd dovremmo fare una iniziativa sull’Europa a Ventotene, li’ dove tutto e’ cominciato. Mi sembra un’ottima idea nella quale dovremmo coinvolgere tutto il Pse”. (AGI)