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(AGI) – Roma, 30 lug. – L’incontro e poi l’abbraccio sotto il palco della Festa dell’Unita’: quello tra il sindaco di Roma, Ignazio Marino e il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi appare come una tregua tra il primo cittadino e il partito di maggioranza al governo. Marino, tuttavia, ai giornalisti presenti spiega che “non c’e’ alcuna tregua da siglare perche’ con il Pd non c’e’ alcuna guerra in corso”. Detto questo, il sindaco assieme al ministro e al commissario del Pd di Roma, Matteo Orfini, si e’ avviato a fare il tradizionale giro degli stand: “Voglio ringraziare i volontari e le volontarie che hanno reso possibile questa grande festa”, ha spiegato ancora. Infine, a chi chiedeva se avesse intenzione di offrire una birra al ministro, ha risposto con un sorriso: “No, dovreste sapere che qui ognuno paga per se'”. (AGI)

(AGI) – Roma, 30 lug. – Il voto in Senato sulla riforma della Rai che ha visto andare ‘sotto’ il governo e’ stato dovuto “in parte alle assenze, ma anche al fatto che un pezzo del nostro partito ha votato assieme a Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle. Nel merito non mi preoccupo, perche’ possiamo cambiare di nuovo la legge alla Camera. Nel metodo avere una parte del partito che vota contro il Pd vuol dire essere legati a logiche di corrente e non guardare al futuro dell’Italia”. Lo ha detto il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, intervenendo alla Festa dell’Unita’ di Roma. (AGI)

(AGI) – Roma, 30 lug. – Il Governo va sotto sulla riforma della Rai, approdata nell’Aula del Senato. Diciannove senatori della minoranza Pd votano con le opposizioni contro la delega all’esecutivo sul canone del Servizio Pubblico, ma la maggioranza non demorde: tiene ferma la deadline del 31 luglio per l’approvazione della legge a Palazzo Madama, politicamente contrattacca e, nel merito, minimizza l’accaduto: andare sotto su qualche emendamento “e’ fisiologico”, sottolinea il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini e aggiunge: “anche in questo caso la differenza l’hanno fatta gli assenti: 121-118. Tra l’altro l’emendamento e’ su un punto non importante. Se necessario lo correggeremo alla Camera”. “Quanto accaduto oggi al Senato e’ incomprensibile”. Cosi’ “non si lavora per rafforzare un partito ma per smontarlo”, avverte il presidente del Pd, Matteo Orfini. Quello che e’ avvenuto poco fa nell’Aula del Senato “non e’ altro che un incidente”, afferma il senatore Francesco Verducci vicepresidente Pd della Vigilanza Rai. Un incidente “sgradevole, per il comportamento di una minoranza che si comporta come gruppo autonomo, senza rispetto per le decisioni comuni e non ha remore a votare con le destre, ma comunque solo un incidente”. Adesso “con ancora maggiore determinazione va condotto in porto il provvedimento, che e’ fondamentale per rilanciare la Rai e rimetterla in sintonia con le esigenze della societa’ italiana”, osserva. “La minoranza del Pd vota insieme a Gasparri per tenere la Rai ancorata al passato. Queste sono le vere relazioni pericolose”, e’ l’affondo del renziano Andrea Marcucci contro la minoranza del partito che, con Federico Fornaro, spiega: “abbiamo detto in tutte le sedi che eravamo contrari ad una delega cosi’ generica, che non aveva ragione di essere attaccata alla riforma della governance Rai”. Togliere la delega, “pardossalmente velocizza il ddl”. Per la Lega “il governo e’ stato colpito e affondato dal fuoco amico”, dice Jonny Crosio, mentre Sel accusa il governo di “arroganza” e chiede di rinviare la riforma. Per il capogruppo FI Renato Brunetta, “la maggioranza non c’e’ piu’. Good morning Vietnam al Senato”. Intanto la commissione Vigilanza Rai si riunira’ martedi’ per l’elezione, con la attuale legge, di 7 dei 9 membri del Cda. E nel frattempo il Movimento 5 Stelle attacca: il destino della Rai nelle mani di Gasparri”, scrive Beppe Grillo. Quella del Pd e’ una “legge, se possibile, anche peggiore della Gasparri. Una legge in cui tutto il potere andava nelle mani di un supermanager scelto dallo stesso governo come amministratore delegato”, aggiungono i parlamentari M5S. “La riforma di Renzi e’ carta straccia”, chiosa Roberto Fico che della Vigilanza e’ presidente e annuncia che il Movimento, che in commissione ha i numeri per designare un componente del Cda, sta valutando se interpellare la Rete. (AGI) .

(AGI) – Roma, 30 lug. – “Quanto accaduto oggi al Senato e’ incomprensibile. Se il voto in dissenso dal gruppo diventa non un’eccezione limitata a casi straordinari ma una consuetudine, significa che si e’ scelto un terreno improprio per una battaglia politica. Cosi’ non si lavora per rafforzare un partito ma per smontarlo. Dispiace che a farlo sia proprio chi ha predicato per anni il valore dell’unita’ interna”. Lo afferma in una nota il presidente del Pd, Matteo Orfini, riferendosi alla minoranza interna e al voto in Senato che ha mandato sotto il governo sulla riforma Rai. (AGI)

(AGI) – CdV, 30 lug. – “Roma e’ ormai un caso politico”. Lo scrive oggi l’Osservatore Romano per il quale la vicenda di Fiumicino “e’ solo la punta dell’iceberg, dopo Mafia capitale, la crisi dell’Ama e dell’Atac, gli scandali che hanno colpito la pubblica amministrazione, come testimoniato anche dalla relazione del prefetto Gabrielli, e il cambio della terza giunta comunale in poco piu’ di un anno e mezzo”. (AGI)

(AGI) – Roma, 30 lug. – L’incidente per governo e maggioranza al Senato viene causato dall’emendamento 4.2 presentato dall’esponente della minoranza Pd, Federico Fornaro, soppressivo dell’intero articolo 4 del ddl di riforma della Rai, che conferiva al governo la delega sul canone. Altri emendamenti uguali erano stati presentati da FI, 5 Stelle, Sel e Lega. Scorrendo i dati relativi alla votazione, risultano 19 (e non 18 come inizialmente riferito da fonti parlamentari) i senatori della minoranza Pd che hanno votato a favore dell’emendamento Fornaro. I senatori del Pd che non hanno partecipato al voto sono stati 11 (escludendo dal computo il presidente Grasso).Questo l’elenco dei 19 senatori della minoranza Pd che hanno votato a favore dell’emendamento Fornaro per la soppressione dell’articolo 4: Vannino Chiti, Paolo Corsini, Erica D’Adda, Nerina Dirindin, Federico Fornaro, Maria Grazia Gatti, Miguel Gotor, Maria Cecilia Guerra, Paolo Paleotti Guerrieri, Silvio Bachisio Lai, Sergio Lo Giudice, Doris Lo Moro, Maurizio Migliavacca, Corradino Mineo, Massimo Mucchetti, Carlo Pegorer, Lucrezia Ricchiuti, Roberto Ruta, Walter Tocci. Gli 11 assenti del Pd al momento del voto sono: Filippo Bubbico, Felice Casson, Rosaria Maria Di Giorgi, Stefano Esposito, Stefania Giannini, Stefano Lepri, Claudio Martini, Claudio Micheloni, Marco Minniti, Roberta Pinotti, Lodovico Sonego. (AGI)

(AGI) – Roma, 30 lug. – Il Comitato di presidenza del Csm ha disposto l’apertura delle pratiche relative alle vicende della pubblicazione delle intercettazioni riguardanti il premier Matteo Renzi e il generale della Gdf Michele Adinolfi, nonche’ della presunta intercettazione tra il Governatore della Sicilia Rosario Crocetta e il medico Matteo Tutino. “Le pratiche – ha dichiarato il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, al termine della riunione del Comitato di presidenza che si e’ svolta questa mattina – sono state assegnate alla Prima Commissione, presieduta dalla consigliera Paola Balducci, alla quale il Comitato ha comunicato di tener conto della pendenza di indagini penali presso le Procure di Napoli e Palermo e delle iniziative assunte dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Pasquale Ciccolo, ai fini delle valutazioni di sua competenza”. A sollecitare l’apertura delle pratiche era stato il consigliere laico Pierantonio Zanettin, nei giorni scorsi. (AGI)

(AGI) – Roma, 30 lug. – Il governo e la maggioranza sono stati battuti al Senato in occasione delle votazioni su emendamenti della minoranza Pd, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, che sopprimono l’articolo 4 del ddl di riforma della Rai. L’articolo 4, ora soprresso, prevede la delega al governo per la disciplina del finanziamento pubblico della Rai. A presentare emendamenti soppressivi dell’articolo 4 sono state tutte le opposizioni, compresa la minoranza del Pd. Non solo quindi M5S e FI, ma anche Sel e Lega.

Sgambetto minoranza Pd al governo, 18 i voti “contro”

Con 121 si’ contro 118 no, l’Aula del Senato ha approvato alcuni emendamenti soppressivi dell’articolo 4 del ddl di riforma della Rai. In questo modo, le opposizioni tolgono al governo la delega sul canone Rai. La maggioranza e il governo sono stati battuti per soli tre voti. Il presidente di turno, Roberto Calderoli, ha quindi sospeso l’aula. Intanto La Commissione di vigilanza sulla Rai si riunira’ martedi’ prossimo per il rinnovo del Cda dell’azienda di viale Mazzini. E’ quanto e’ stato stabilito dall’ufficio di presidenza della Commissione. Si sono espressi contro la convovazione di martedi’ – viene riferito – M5s, Lega e Sel.

Sul riequilibrio delle presenze dei gruppi politici nelle commissioni bicamerali irrompe l’elezione del nuovo Cda Rai. La richiesta di Forza Italia di essere rapprsentata nel Copasir e’ stata ‘congelata’ oggi durante una capigruppo congiunta a Montecitorio in virtu’ di una lettera del gruppo di Alleanza Popolare, a firma del capogruppo alla Camera Maurizio Lupi. Sostenuto dal Pd, l’ex ministro delle Infrastrutture, ha preannunciato che inviera’ la missiva ai Presidenti di Camera e Senato in cui si chiede di non procedere all’elezione del Cda Rai prima di aver risolto la questione della presenza di tutti i gruppi e della loro rappresentativita’ proporzionale.

Uno scontro, dunque, che un osservatore esterno come Roberto Calderoli collega “all’accelerazione subita dal rinnovo del cda Rai” con la richiesta arrivata dal governo perche’ si proceda quanto prima all’elzione dei componenti di nomina parlamentare. Forza Italia, tuttavia, non intende cedere: “Questa e’ una provocazione impossibile da risolvere o si cambiano tutte le composizioni delle bicamerali o niente”, ha detto Maurizio Gasparri.

Al momento viene spiegato ci sono in ballo diversi nodi da sciogliere: in Vigilanza Rai mancano il gruppo Cri Senato e Gal Senato (e Ap chiede un riequilibrio della rappresentanza, evidenziando il fatto della presenza di FI, che va al di la’ dei numeri effettivi spettanti agli azzurri), in quella per l’Infanzia mancano Per l’Italia e Cri Senato, all’Antimafia mancano Sel e Gal, alla Rifiuti mancano il Misto e Per l’Italia, alla Aldo moro mancano Scelta civica e Ala, al Copasir Fi non ha un suo rappresentante.

“La nostra posizione e’ chiara, diamo piena disponibilita’ alle compensazioni in ciascuna bicamerale in ragione delle dimensioni dei gruppi ma o si rifanno tutti gli equilibri o non si fa nulla e dal momento che altri gruppi hanno detto che non avrebbero ceduto nulla e i nuovi gruppi che avrebbero solo acquisito la riunione si e’ conclusa con un nulla di fatto”. (AGI)

(AGI) – Roma, 30 lug. – L’incidente per governo e maggioranza al Senato viene causato dall’emendamento 4.2 presentato dall’esponente della minoranza Pd, Federico Fornaro, soppressivo dell’intero articolo 4 del ddl di riforma della Rai, che conferiva al governo la delega sul canone. Altri emendamenti uguali erano stati presentati da FI, 5 Stelle, Sel e Lega. Scorrendo i dati relativi alla votazione, risultano 18 i senatori della minoranza Pd che hanno votato a favore dell’emendamento Fornaro. I senatori del Pd che non hanno partecipato al voto sono stati 11 (escludendo dal computo il presidente Grasso). (AGI) .

(AGI) – Roma, 30 lug. – “Nessuno, tantomeno il presidente della Repubblica, e’ un uomo solo al comando. Non e’ possibile in democrazia”. Cosi’ il capo dello Stato, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia del Ventaglio al Quirinale, occasione di tradizionale saluto con l’Associazione della stampa parlamentare. “Il parametro del comportamento del presidente della Repubblica – ha ricordato – deve essere solo la Costituzione e le sue regole” che “vanno rispettate” sempre “perche’ sono il presidio della democrazia”. Quindi, Mattarella ha anche ribadito che il presidente della Repubblica “non ha potere di veto sulle leggi, ma puo’ intervenire solo se c’e’ un chiaro contrasto della Costituzione. Ognuno ha le sue opinioni, anche io ho le mie, ma ho il dovere di accantonarle se le regole sono rispettate”. “C’e’ una tendenza – ha aggiunto – a confondere la legittimita’ e la portata del merito delle questioni. La miglior garanzia e’ la difesa dei propri limiti e questo vale anche per il presidente della Repubblica nei rapporti con il Governo e il Parlamento, non puo’ intercettare politiche che spettano al Parlamento. Tutti – ha proseguito – dobbiamo essere consapevoli che a fianco dei diritti ci sono anche i doveri, e i limiti. La nostra Costituzione e’ presidiata da regole che vanno rispettate rigorosamente, in tutta la loro portata, e non vanno violate nemmeno per intenzioni buone. Ogni tanto – ha osservato – c’e’ pero’ la tendenza a straripare il proprio confine, ad attribuire funzioni che spettano ad altri”. Mattarella ha espresso l’auspicio che “il percorso delle riforme vada in porto, ma non entro nel merito” ha sottolineato; processo che deve andare in porto “dopo decenni di tentativi perche’ e’ uno dei punti nevralgici di questa legislatura”. Nel suo discorso, Mattarella ha ribadito che la lotta alle mafie e alla corruzione sono la “priorita’ assoluta” sia per le istituzioni pubbliche sia per la societa’. E ha auspicato che le diseguaglianze diminuiscano” lanciando un messaggio di “fiducia e speranza” ai cittadini per i segnali di ripresa che ci sono e che bisogna “incoraggiare e farne un uso piu’ accorto possibile”. Quindi, ha ammonito, “non possiamo dimenticare i giovani e il Mezzogiorno”. Infine, a proposito del suo ruolo di ‘arbitro’ nella partita politica ha detto: “La partita e’ ancora in corso, ma posso dire nel complesso, che non ho motivo di lamentarmi del comportamento dei giocatori. Certo ci sono state delle turbolenze, momenti di tensione, qualche episodio di intemperanza che sarebbe stato meglio evitare anche per dare maggior forza alle proprie idee. Rinnovo quindi con fiducia – ha concluso – l’invito ai giocatori a comportarsi con correttezza”. (AGI) .