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(AGI) – Roma, 10 dic. Il pensionato di Civitavecchia si “e’ suicidato per colpa di Banca Etruria e di un governo assente, aveva perso i risparmi di una vita. Un suicidio di Stato”. Cosi’ il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ha commentato su Facebook la tragedia di Civitavecchia. L’uomo aveva perso tutti i suoi risparmi affidati alla Banca Etruria. “Domani alle 15.30 saro’ ad Arezzo (corso Italia 179) – dice Salvini – per incontrare i risparmiatori fregati da Banca Etruria, dall’Europa e dal governo”. (AGI)

Roma – Tre sindaci lanciano un appello al centrosinistra, affinche' si presenti unito all'appuntamento elettorale della prossima primavera. "Imparate dalla Francia. Non lasciamo il campo alla destra populista", scrivono in una lettera-appello, pubblicata su Repubblica, i sindaci di Genova Marco Doria, di Milano Giuliano Pisapia e di Cagliari Massimo Zedda, in vista delle amministrative. "Pensiamo che in un momento cosi' difficile e complesso sia necessario ritrovare quell'unita' aperta e larga del centrosinistra che, sola, puo' ridare fiducia alle cittadine e ai cittadini italiani. Per far questo e' indispensabile ripartire dalle forze politiche che, insieme al civismo autentico, compongono, in gran parte d'Italia, il centrosinistra e che, con differenze ma unita' di intenti, hanno saputo vincere e governare. Quelle forze sono principalmente il Partito Democratico, perno e componente maggioritaria, e Sel", spiegano Pisapia, Zedda e Doria. Insomma, i tre amministratori locali chiedono principalmente a Pd e Sel di "superare le attuali divisioni". Ma l'appello, seppur con sfumature diverse, cade sostanzialmente nel vuoto, in una sorta di reciproco 'scarica' responsabilita'. Se i vertici del Pd, con il vice segretario Lorenzo Guerini, ritengono infatti che l'appello vada "rivolto ad altri", ovvero a Sel, la reazione di Sinistra italiana e' di gelo: e' colpa di Renzi se il centrosinistra non c'e' piu', quindi sta a Renzi rispondere, e' in sostanza il commento del coordinatore di Sel e deputato di SI, Nicola Fratoianni.

 Il premier-segretario, senza far riferimento alcuno alle parole dei tre sindaci, nella e-news settimanale torna ad affrontare il tema delle divisioni, ma quelle interne al suo partito e, rivolgendosi ai dirigenti Pd, dice: "Anziche' parlare di divisioni e litigi dovrebbero fare uno sforzo maggiore per comunicare cio' che stiamo facendo". E ancora: "Altro che regole delle primarie e discussioni correntizie – sottolinea Renzi – abbiamo risultati concreti da offrire, che cosa stiamo aspettando?". Ma a fronte della risposta 'tiepida' da parte dei big dem – fatta eccezione per il presidente del partito, Matteo Orfini, che definisce la lettera "saggia, propone uno schema forte e condivisibile" – e' la sinistra Pd a far sentire la sua voce e ad accogliere la richiesta dei tre sindaci, anche per bloccare l'avanzata del Partito della Nazione tanto per le comunali quanto soprattutto in prospettiva futura, ovvero per le elezioni politiche: "Il Pd e' un grande partito in grado di raccogliere un consenso ampio ma la nostra prima responsabilita' e' quella di essere consapevoli che non siamo autosufficienti e percio' e' giusto ripartire dalla vocazione originaria del Pd: essere l'architrave di un centrosinistra piu' largo, oggi per il governo delle grandi citta' e domani per il governo del paese", afferma Gianni Cuperlo. Non la pensa cosi' l'ex Pd Pippo Civati: "Pretendere che ora, grazie alla lettera, il Pd cambi rotta e torni a sinistra e un po' come tentare di far rientrare il dentifricio nel tubetto. La lettera si presenta insomma come una versione anticipata ed esasperata del voto utile". Chi e' pronto a sottoscrivere l'appello dei tre sindaci e' il governatore pugliese Michele Emiliano: "Per un centrosinistra 'new style', quello vero, senza Verdini, io ci sto, ci sto subito". (AGI) 

(AGI) – Roma, 9 dic. – Tre sindaci lanciano un appello al centrosinistra, affinche’ si presenti unito all’appuntamento elettorale della prossima primavera. “Imparate dalla Francia. Non lasciamo il campo alla destra populista”, scrivono in una lettera-appello, pubblicata su Repubblica, i sindaci di Genova Marco Doria, di Milano Giuliano Pisapia e di Cagliari Massimo Zedda, in vista delle amministrative. “Pensiamo che in un momento cosi’ difficile e complesso sia necessario ritrovare quell’unita’ aperta e larga del centrosinistra che, sola, puo’ ridare fiducia alle cittadine e ai cittadini italiani. Per far questo e’ indispensabile ripartire dalle forze politiche che, insieme al civismo autentico, compongono, in gran parte d’Italia, il centrosinistra e che, con differenze ma unita’ di intenti, hanno saputo vincere e governare. Quelle forze sono principalmente il Partito Democratico, perno e componente maggioritaria, e Sel”, spiegano Pisapia, Zedda e Doria. Insomma, i tre amministratori locali chiedono principalmente a Pd e Sel di “superare le attuali divisioni”. Ma l’appello, seppur con sfumature diverse, cade sostanzialmente nel vuoto, in una sorta di reciproco ‘scarica’ responsabilita’. Se i vertici del Pd, con il vice segretario Lorenzo Guerini, ritengono infatti che l’appello vada “rivolto ad altri”, ovvero a Sel, la reazione di Sinistra italiana e’ di gelo: e’ colpa di Renzi se il centrosinistra non c’e’ piu’, quindi sta a Renzi rispondere, e’ in sostanza il commento del coordinatore di Sel e deputato di SI, Nicola Fratoianni. (AGI) Ser (Segue) (Riepilogo) Appello tre sindaci, al voto uniti. Freddi Pd e Sel (2)= (AGI) – Roma, 9 dic. – Il premier-segretario, senza far riferimento alcuno alle parole dei tre sindaci, nella e-news settimanale torna ad affrontare il tema delle divisioni, ma quelle interne al suo partito e, rivolgendosi ai dirigenti Pd, dice: “Anziche’ parlare di divisioni e litigi dovrebbero fare uno sforzo maggiore per comunicare cio’ che stiamo facendo”. E ancora: “Altro che regole delle primarie e discussioni correntizie – sottolinea Renzi – abbiamo risultati concreti da offrire, che cosa stiamo aspettando?”. Ma a fronte della risposta ‘tiepida’ da parte dei big dem – fatta eccezione per il presidente del partito, Matteo Orfini, che definisce la lettera “saggia, propone uno schema forte e condivisibile” – e’ la sinistra Pd a far sentire la sua voce e ad accogliere la richiesta dei tre sindaci, anche per bloccare l’avanzata del Partito della Nazione tanto per le comunali quanto soprattutto in prospettiva futura, ovvero per le elezioni politiche: “Il Pd e’ un grande partito in grado di raccogliere un consenso ampio ma la nostra prima responsabilita’ e’ quella di essere consapevoli che non siamo autosufficienti e percio’ e’ giusto ripartire dalla vocazione originaria del Pd: essere l’architrave di un centrosinistra piu’ largo, oggi per il governo delle grandi citta’ e domani per il governo del paese”, afferma Gianni Cuperlo. Non la pensa cosi’ l’ex Pd Pippo Civati: “Pretendere che ora, grazie alla lettera, il Pd cambi rotta e torni a sinistra e un po’ come tentare di far rientrare il dentifricio nel tubetto. La lettera si presenta insomma come una versione anticipata ed esasperata del voto utile”. Chi e’ pronto a sottoscrivere l’appello dei tre sindaci e’ il governatore pugliese Michele Emiliano: “Per un centrosinistra ‘new style’, quello vero, senza Verdini, io ci sto, ci sto subito”. (AGI)

(AGI) – Roma, 9 dic. – L’Italia si muova, ritrovi le energie di cui e’ dotata e reagisca al cancro che corrode la societa’, compromettendone non solo la crescita morale, ma anche quella economica e materiale. Sergio Mattarella riprede e rilancia uno dei leit motiv del suo settennato, la battaglia per la legalita’ senza la quale non solo il crimine organizzato rischia di pervadere i gangli vitali del Paese, ma tutta la societa’ civile potrebbe perdere il rispetto dei diritti anche piu’ essenziali. “Sconfiggere la corruzione, spezzare le catene della complicita’, liberare la vita sociale da questo cancro e’ possibile. Corruzione, complicita’ e illegalita’ non sono fenomeni connaturati alle nostre societa’. E’ vero piuttosto che occorre essere attivi in questo campo, che dobbiamo porci obiettivi elevati sul piano della moralita’ pubblica e del senso civico”, scrive il Presidente della Repubblica in un messaggio in occasione della ‘Giornata mondiale contro la corruzione’. “La Giornata mondiale contro la corruzione, indetta dalle Nazioni Unite per promuovere azioni di sensibilizzazione in tutti i Paesi su un tema cosi’ cruciale, evidenzia – riprende – come si tratti di un male che va combattuto tutti insieme. All’azione degli organismi internazionali, degli Stati, delle istituzioni pubbliche e dei corpi sociali, deve accompagnarsi la pratica di una cittadinanza attiva”. Commenta da parte del governo il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri: ” L’impegno del Governo e del Parlamento e’ stato fin qui importante: il ddl anticorruzione, diventato legge, ha introdotto misure significative di contrasto e di prevenzione come l’inasprimento delle pene e la reintroduzione del reato del falso in bilancio, solo per citare alcuni esempi”. Ma il M5S a riguardo e’ scettico: “sono parole infondate,quando si sostiene che l’attuale Governo ha introdotto misure significative di contrasto e di prevenzione come l’inasprimento delle pene e la reintroduzione del reato del falso in bilancio. Il Governo ha anche aumentato tutte le soglie di non punibilita’ per facilitare l’evasione, ha depotenziato il 416 ter sul voto di scambio politico-mafioso e si e’ sempre opposto all’approvazione della proposta del M5S sull’agente provocatore e sul whisteblowing come vere misure preventive. La lotta alla corruzione e’ ben altra cosa rispetto a quella finora portata avanti dal governo”.(AGI) .

(AGI) – Roma, 9 dic. – “Bisogna accogliere senz’altro con favore la notizia dei due miliardi stanziati dal governo per Sicurezza e Cultura, ma occorre fare uno sforzo ulteriore per i Vigili del Fuoco, una forza e una risorsa importante per il Paese”. Cosi’ Vincenza Labriola, componente del gruppo misto della Camera dei Deputati, che aggiunge: “Sono giorni di angoscia e paura, questi, nel cuore del vecchio continente. I fatti di Parigi, con l’attacco allo stadio de France e la sanguinosa strage al teatro Bataclan, hanno messo in discussione il nostro modello ormai consolidato di democrazia. La sicurezza e il soccorso pubblico rappresentano le condizioni irrinunciabili di uno Stato per assicurare la crescita del Paese e per migliorarne il tenore di vita. Governo e Parlamento sono i garanti politici della sicurezza di tutti i cittadini, cosi’ come i Vigili del Fuoco, principali operatori del soccorso, insieme alle altre forze, sono i responsabili materiali del mantenimento della sicurezza medesima e della risoluzione di qualsiasi scenario accidentato. Non si dimentichi infatti – ricorda Labriola – che il Corpo Nazionale ha tra i sui compiti istituzionali anche un ruolo esclusivo nella difesa civile contro la minaccia di attentati terroristici compresi quelli non convenzionali attuati con armi chimiche e batteriologiche, che insieme a tutti gli altri compiti e ai nuovi in materia di lotta agli incendi boschivi, rappresentano la macchina del soccorso tecnico urgente. Taluni provvedimenti normativi approvati nel corso delle ultime legislature con il fine di fronteggiare la crisi economica che ha investito il Paese, hanno tuttavia avuto l’effetto di limitare le risorse a disposizione del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile compromettendone spesso l’operativita’. Sono degli scorsi giorni le dichiarazioni del Premier Matteo Renzi circa lo stanziamento di 2 miliardi di euro per sicurezza e cultura, di cui 1 miliardo destinato agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine secondo le parole del Ministro dell’Interno Alfano. Certamente la sicurezza dei cittadini italiani non puo’ non coinvolgere anche i Vigili del fuoco, anch’essi impegnati giornalmente in azioni di soccorso tecnico urgente e pronti ad affrontare qualsiasi scenario dovesse verificarsi. Ma oggi vi e’ una carenza cronica di organico all’interno del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco di circa 3800 unita’ che ci pone al di sotto di quelli che sono gli standard europei, a cui si e’ tentato di porre rimedio con misere assunzioni di 355 unita’ derivanti dal solo anticipo del turn-over 2016. “Per questo chiediamo che il Governo ed il Ministro dell’Interno, si adoperino affinche’ da questi fondi non vengano esclusi i vigili del fuoco e che vengano altresi’ stanziati fondi extra tali da consentire l’assunzione di almeno 2.000 unita’ di Vigili del Fuoco permanenti che permetterebbero di dare una boccata d’ossigeno ad un settore in affanno. Questi provvedimenti sarebbero immediatamente realizzabili attingendo dalle graduatorie in corso di validita’ che consentirebbe di potenziare gli organici gia’ nell’immediato. Le stesse organizzazioni sindacali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco denunciano da tempo questa situazione, oggi ribadita in maniera unitaria alla luce dei gravissimi fatti accaduti in Francia e che espongono l’Italia stessa ai medesimi rischi”, conclude. (AGI) .

(AGI) – Roma, 9 dic. – “Oggi sappiamo che la conquista da cui e’ nata Schengen viene messa seriamente in discussione perche’ l’idea della libera circolazione viene quasi vissuta in contrasto con l’idea della sicurezza. Io sono contrario alla cancellazione di Schengen, ma sono convinto che la sopravvivenza di Schengen passi inevitabilmente per una revisione di alcune procedure interne al suo codice e per il presidio di una frontiera esterna che sia sempre di piu’ organizzata sotto forma di responsabilita’ sovranazionale e comune dei Paesi Europei”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervenendo alla Lectio Magistralis, in corso alla Sala Aldo Moro di Montecitorio, dal titolo ‘Limes Europae – Le Frontiere esterne dell’Unione Europea’, appuntamento promosso dalla Fondazione De Gasperi e dalla rappresentanza italiana della Fondazione Konrad Adenauer. “Dobbiamo dimostrare- ha sottolineato – che una circolazione libera in Europa sia anche una circolazione sicura e abbiamo necessita’ di farlo perche’ sappiamo bene che la sicurezza e’ un elemento essenziale della nostra liberta’”. “Lo sforzo – ha detto Alfano – e’ saper coniugare questi due profili, liberta’ e sicurezza nella circolazione. Come fare questo e’ compito degli Stati che nell’ultimo consiglio dei ministri interno dell’Ue hanno stabilito che laddove non arrivera’ un accordo tra la commissione e il parlamento europeo occorrera’ che arrivino i patti tra i singoli Stati sulla gestione delle frontiere interne in modo da dare ai cittadini europei la certezza che quella circolazione sia libera e al tempo stesso sicura”. (AGI)

(AGI) – Roma, 9 dic. – "Sconfiggere la corruzione, spezzare le catene della complicita', liberare la vita sociale da questo cancro e' possibile. Corruzione, complicita' e illegalita' non sono fenomeni connaturati alle nostre societa'. E' vero piuttosto che occorre essere attivi in questo campo, che dobbiamo porci obiettivi elevati sul piano della moralita' pubblica e del senso civico". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 'Giornata mondiale contro la corruzione'. "La Giornata mondiale contro la corruzione, indetta dalle Nazioni Unite per promuovere azioni di sensibilizzazione in tutti i Paesi su un tema cosi' cruciale, evidenzia – riprende – come si tratti di un male che va combattuto tutti insieme. All'azione degli organismi internazionali, degli Stati, delle istituzioni pubbliche e dei corpi sociali, deve accompagnarsi la pratica di una cittadinanza attiva". "C'e' una dimensione personale dell'impegno per la legalita' che va testimoniata, insegnata, sollecitata con la coerenza dei comportamenti. Occorre rafforzare – esorta il Capo dello Stato – l'azione educativa, a partire dalle famiglie, dalle scuole, dai corpi intermedi. Cosi' cresce e si rafforza la democrazia. La corruzione e' infatti un furto di democrazia. Crea sfiducia, inquina le istituzioni, altera ogni principio di equita', penalizza il sistema economico, allontana gli investitori e impedisce la valorizzazione dei talenti". (AGI) .

(AGI) – Roma, 9 dic. – “Sconfiggere la corruzione, spezzare le catene della complicita’, liberare la vita sociale da questo cancro e’ possibile. Corruzione, complicita’ e illegalita’ non sono fenomeni connaturati alle nostre societa’. E’ vero piuttosto che occorre essere attivi in questo campo, che dobbiamo porci obiettivi elevati sul piano della moralita’ pubblica e del senso civico”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della ‘Giornata mondiale contro la corruzione’. “La Giornata mondiale contro la corruzione, indetta dalle Nazioni Unite per promuovere azioni di sensibilizzazione in tutti i Paesi su un tema cosi’ cruciale, evidenzia – riprende – come si tratti di un male che va combattuto tutti insieme. All’azione degli organismi internazionali, degli Stati, delle istituzioni pubbliche e dei corpi sociali, deve accompagnarsi la pratica di una cittadinanza attiva”. “C’e’ una dimensione personale dell’impegno per la legalita’ che va testimoniata, insegnata, sollecitata con la coerenza dei comportamenti. Occorre rafforzare – esorta il Capo dello Stato – l’azione educativa, a partire dalle famiglie, dalle scuole, dai corpi intermedi. Cosi’ cresce e si rafforza la democrazia. La corruzione e’ infatti un furto di democrazia. Crea sfiducia, inquina le istituzioni, altera ogni principio di equita’, penalizza il sistema economico, allontana gli investitori e impedisce la valorizzazione dei talenti”. “L’opacita’ e il malfunzionamento degli apparati pubblici e di giustizia – dice ancora Mattarella – colpisce ancor di piu’ i poveri e le persone deboli, crea discriminazioni, esclusioni, scarti, distrugge le opportunita’ di lavoro. Sulle pratiche corruttive prosperano le organizzazioni criminali e la mafia, che soffocano le speranze dei giovani. Si puo’ e si deve reagire a questa inaccettabile forma di oppressione”. “Sconfiggere le mafie – prosegue – e’ alla nostra portata. Numerosi gli anticorpi presenti nella societa’ civile: hanno il volto di cittadini consapevoli delle loro responsabilita’, di donne e uomini coscienti dei propri diritti ma anche dei propri doveri, di funzionari pubblici che assolvono ai loro compiti, di volontari che costruiscono reti di solidarieta’ e di inclusione sociale. Le istituzioni, la Magistratura, le forze di polizia dimostrano ogni giorno che i loro anticorpi sono attivi e rendono un servizio prezioso alla comunita’”. “Quando i meccanismi di controllo, di accertamento e di sanzione funzionano, non vuol dire che ha prevalso lo scandalo, ma vuol dire – sottolinea Mattarella – il contrario: che il cancro del malaffare e’ stato individuato e colpito. La lotta alla corruzione, in particolare nella sua dimensione internazionale, costituisce, infine, un importante contributo alla causa della pace e della cooperazione tra i popoli”. (AGI) .

(AGI) – Palermo, 9 dic. – “Ho fatto una scelta e vado avanti. Mi dispiace per queste reazioni da parte di alcuni ambienti di Forza Italia. Sono persone che stimo, ma la scelta e’ compiuta e proseguo con decisione in questa direzione”. Lo dice all’AGI il deputato messinese Francantonio Genovese, ‘re’ dei consensi nella citta’ dello stretto, che ha voltato definitivamente le spalle al Pd – di cui peraltro e’ stato segretario regionale – per abbracciare Forza Italia. Nel maggio 2014 la Camera ha detto si’ alla richiesta d’arresto del parlamentare avanzata dalla procura di Messina nell’ambito dell’indagine sui ‘corsi d’oro’ nella formazione professionale. Sono seguiti il carcere e gli arresti domiciliari, fino a quando quest’ultima misura cautelare, dopo circa diciannove mesi, a fine novembre, e’ stata revocata. I giudici, pero’, hanno disposto l’obbligo di dimora. Un addio al Pd certamente motivato anche da quel voto e dal recente commissariamento del partito messinese deciso dalla segreteria nazionale. Ma anche rispetto a tali questioni Genovese afferma di volere guardare avanti: “Non comprendo queste resistenze – aggiunge – io il passo l’ho fatto. Ho parlato con Micciche’ e ci siamo compresi condividendo un progetto e affermano l’intesa su un percorso comune. Questo per me e’ sufficiente. E parlero’ certamente anche con Berlusconi”. Il caso e’ gia’ rumorosamente finito sul tavolo azzurro nazionale. Intanto, Genovese tesse la sua tela. A seguirlo un fedelissimo di sempre, il deputato regionale Franco Rinaldi, ma anche Marinella Gullo. E giura che dietro a lui sono in tanti: “Con i deputati messinesi ho coinvolto i riferimenti di sempre e tutti coloro che intendono abbracciare questo percorso”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 dic. – Chi ha sentito Berlusconi giura che il Cavaliere non ne sapeva nulla, che Micciche’ lo aveva avvertito solo dell’arrivo di nuovi amministratori. Ma ora l’ingresso di Genovese, il ‘mister primarie’ del Pd coinvolto in un’indagine della procura di Messina sui corsi di formazione professionale, agita e non poco Forza Italia. Non e’ solo la componente ex An ad aver alzato la voce chiedendo che venga coinvolta tutta la classe dirigente. Ora il caso finira’ all’attenzione del partito, dovrebbe essere il responsabile organizzazione Gregorio Fontana, riferiscono fonti azzurre, a convocare Micciche’ e chiederne lumi. L’ex premier per ora ha deciso di restarne fuori, derubricando la vicenda ad un affare di politica locale, ma i malumori crescono per la ‘mossa’ operata dal nuovo commissario del partito in Sicilia. Micciche’ ha spiegato di aver sentito al telefono Berlusconi, ma molti ‘big’ chiedono che FI ritorni sui suoi passi, che il ‘caso Genovese’ venga affrontato in una riunione dell’ufficio di presidenza. “Tutto e’ possibile, la vicenda non e’ chiusa”, spiegano fonti parlamentari azzurre. “E’ una operazione gestita malissimo – si sfoga uno dei fedelissimi di Berlusconi -, e poco comprensibile, un errore gravissimo”. Il timore e’ che con l’arrivo del’esponente ex Pd ci sia una ricaduta dal punto di vista dell’immagine. Anche dalla Lega la scelta di aggregare il politico a cui sono stati appena revocati gli arresti domiciliari viene ritenuta non condivisibile. Salvini, sottolinea un esponente leghista, da sempre vuole liste pulite. “Berlusconi – sottolinea Gasparri – non vuole professionisti della politica, insegue Draghi e Gallitelli e ora arriva Genovese… Senza preclusioni occorre ragionare sulle modalita’. Questo e’ un fatto politico, bisognava informare il partito. C’e’ gente coerente, che e’ rimasta sempre con Berlusconi che non era a conoscenza di nulla”. Il piu’ esplicito e’ il parlamentare di FI Basilio Catanoso: “L’ingresso di Genovese – afferma – e’ una vergogna”. (AGI) .