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(AGI) – Roma, 27 dic. – Le riforme sono a un passo dal traguardo. Lo scrive il presidente del Consiglio, Matteo Renzi sulla sua e-news: “Un anno fa la riforma costituzionale era alla prima lettura. Adesso e’ a un passo dal traguardo. Prima pero’ saremo noi a chiedere il referendum perche’ gli italiani possano esprimersi nel merito di questo lavoro di semplificazione”.
“Impegno mantenuto” anche sul fronte della legge elettorale: “Un anno fa dicevano che l’Italicum sembrava incagliato in Parlamento. Adesso abbiamo una legge elettorale che garantisce la scelta dei cittadini e la stabilita’ del Governo”. (AGI)

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(AGI) – Roma, 27 dic. – “Sentirmi parte di una grande comunita’ di persone che vogliono talmente bene all’Italia da provare a cambiarla e’ molto importante”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Matteo renzi, sulla sue ‘e-news’ e sottolinea: “La verita’ e’ che l’Italia non e’ piu’ incagliata nelle secche, che la svolta in questo 2015 c’e’ stata (lo abbiamo visto fin dai primi giorni con l’elezione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, splendidamente realizzata dallo stesso Parlamento che aveva fallito l’obiettivo due anni prima). E che c’e’ tanta fame di Italia nel mondo. Dovremo rendere sempre piu’ semplice questo nostro bellissimo Paese. E vedrete che a quel punto non ce ne sara’ per nessuno”.
Il premier e segretario Pd ricorda, in particolare, gli eventi della settimana prima delle feste natalizie: “Per chi se li fosse persi: variante, Libano, Pompei.
– Abbiamo inaugurato la variante di valico. Era una scommessa con l’ad di Autostrade, fatta l’8 novembre 2014. Dopo tanti ritardi, ci siamo messi a correre. E avere un obiettivo sfidante ha permesso di rispettare l’impegno: apertura prima di Natale per dare un piccolo segno di attenzione agli automobilisti. Meno curve, meno benzina, meno code. Link status Facebook”. (AGI)

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Roma – Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella sua 'e-news' traccia un bilancio del 2015: "Anno che ha visto l'approvazione di leggi attese da molto tempo. E spesso passate sotto silenzio. Dall'articolo 18 alla legge elettorale, dalla tassa sulla prima casa all'Expo, dalla flessibilita' al bicameralismo paritario, ci sono alcuni argomenti di cui i politici prima di noi hanno parlato per anni senza realizzare granche'. Noi ne abbiamo parlato poco. Ma adesso non se ne parla piu' o quasi. Vorrei mettere in fila i fatti. E mi piacerebbe che tutti potessero giudicare senza preconcetti o ideologie". Renzi rileva: "Questo non significa che abbiamo fatto tutto bene o che non c'e' altro da fare. Anzi. Siamo ancora in pista per i diritti civili (ius soli, civil partnership, servizio civile e terzo settore), per i decreti legislativi di attuazione alla riforme della Pubblica Amministrazione e della Scuole, per le misure di sostegno al credito".

Renzi sottolinea: "Ho segnato le prime quindici cose che mi sono venute in mente. Ma effettivamente l'elenco potrebbe essere molto piu' numeroso. E' solo per dire che quest'anno abbiamo messo mano a tantissimi dossier che erano impantanati da anni. 1 Un anno fa il PIL dell'Italia aveva il segno meno per il terzo anno consecutivo (2012 -2,3%; 2013 -1,9; 2014 -0,4). Quest'anno abbiamo cambiato verso: segno piu'. Piu' 0,8%. 2 Un anno fa dicevano che non avremmo mai realizzato il JobsAct. Quest'anno il JobsAct e' legge. La disoccupazione e' scesa dal 13,2% all'11,5 (ancora alta, ma in discesa, finalmente). E ci sono oltre trecentomila occupati in piu'. Molti sono contratti a tutela crescente. Non e' un caso se i mutui sono cresciuti in questo anno del 94%! 3 Un anno fa dicevano che l'Italicum sembrava incagliato in Parlamento. Adesso abbiamo una legge elettorale che garantisce la scelta dei cittadini e la stabilita' del Governo. Un impegno mantenuto. 4 Un anno fa si diceva a mezza voce che non avremmo mai eliminato la componente costo del lavoro dall'Irap e che sarebbe stato impossibile ottenere la copertura per gli 80 euro. Adesso non solo abbiamo confermato queste voci di bilancio, ma abbiamo anche eliminato le tasse sulla prima casa, le tasse agricole e gli 80 euro sono anche per tutte le forze dell'ordine. L'economia torna su, le tasse vanno giu'. 5 Un anno fa la riforma costituzionale era alla prima lettura. Adesso e' a un passo dal traguardo. Prima pero' saremo noi a chiedere il referendum perche' gli italiani possano esprimersi nel merito di questo lavoro di semplificazione".

Il presidente del Consiglio e segretario Pd continua: "6 Un anno fa la questione migrazione era un problema solo italiano e qualche specialista della paura parlava di invasione. Adesso scopriamo che e' un problema europeo e che l'Europa – per la prima volta – prova (prova) ad affrontarlo, sulla base delle sollecitazioni del nostro Paese 7 Un anno fa la riforma della Pubblica Amministrazione procedeva a rilento. Adesso e' legge dello Stato. E i primi decreti di attuazione saranno all'attenzione del Consiglio dei Ministri a gennaio. 8 Un anno fa la Buona Scuola era in fase di consultazione. Nonostante le polemiche siamo andati avanti e adesso migliaia di professori hanno la certezza di poter insegnare, educare, approfondire con i propri ragazzi. 9 Un anno fa il dibattito sulla giustizia era sempre sulle solite questioni: falso in bilancio, responsabilita' civile dei magistrati, corruzione, prescrizione, reati ambientali. Abbiamo trasformato in leggi queste discussioni eterne. E grazie al lavoro svolto, oggi abbiamo ridotto di circa il 20% le pendenze giudiziarie. L'arretrato, insomma. 10 Un anno fa la questione autonomia a venti musei sembrava una provocazione. Adesso ci sono venti dirigenti nuovi che gestiscono venti luoghi che tutto il mondo ci invidia. E abbiamo aumentato i soldi per la cultura, in tutti i settori, dal cinema ai giovani. Forse non si mangia, ma con la cultura ci si nutre".

Renzi conclude: "11 Un anno fa l'Italia assisteva ai colloqui di Vienna sull'Iran dalla televisione, perche' non eravamo invitati. Adesso siamo protagonisti sia a Vienna sulla Siria, che a Roma e New York sulla Libia. Un italiano sta per assumere la guida dell'alto commissariato per i profughi, un'italiana sta per assumere la guida del Cern. L'Italia e' tornata. 12 Un anno fa chiedevamo flessibilita' all'Unione Europea. Adesso la flessibilita' fa parte delle regole e vale fino all'1% del PIL, per l'Italia oltre 16 miliardi di euro. 13 Un anno fa rischiavamo di perdere miliardi di euro per i fondi europei, a cominciare da Pompei. Adesso abbiamo inaugurato sei domus e ci siamo dati appuntamento al 24 agosto 2017 per chiudere tutta la parte di restauro eccezionale. 14 Un anno fa i gufi preconizzavano (e forse auspicavano) il fallimento dell'Expo. Adesso possiamo dire che e' stato un successo. E l'agroalimentare italiano vola come export piu' del doppio degli altri prodotti che esportiamo. 15 Un anno fa (anche meno) ci accusavano di esserci dimenticati il sud. Adesso si sono dimenticati delle loro critiche di allora. Perche' nessuno ha mai fatto tanto per il Mezzogiorno come questo Governo: credito di imposta, Terra dei fuochi, Bagnoli, Ilva, Salerno Reggio Calabria, Continuita' territoriale, Abruzzo post-sisma, Napoli Bari, tavoli di crisi. Si puo' discutere dei risultati, come sempre. Ma non si puo' negare che ci sia un impegno inedito per affrontare la questione Mezzogiorno". (AGI) 

(AGI) – Roma, 27 dic. – “Mai sottovalutare nulla, ma non possiamo nemmeno farci paralizzare”: il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sintetizza cosi’ la linea di condotta del governo per far fronte all’allarme terrorismo. Intervistato dal Corriere della Sera, il ministro ricorda come il lavoro dell’intelligence antiterrorismo sia stato fin qui “straordinariamente efficace”. Non solo: “Abbiamo in campo, senza considerare le nuove assunzioni nelle forze dell’ordine,il piu’ alto numero di militari che si ricordi per l’operazione ‘strade sicure’: 6300 uomini e donne”. E ancora: “Rispondiamo in modo flessibile all’idea di un Giubileo decentrato, voluto da Papa Francesco. Abbiamo intensificato i controlli non solo a Roma e a San Pietro ma anche alla Santa Casa di Loreto, a San Giovanni Rotondo, ad Assisi e al santuario di Sant’Antonio a Padova”. (AGI)
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(AGI) – Roma, 24 dic. – Dopo il tour de force per l'approvazione della legge di Stabilita' e l'ultimo Consiglio dei ministri per il varo del 'milleproroghe', che si e' tenuto ieri a Palazzo Chigi, Camera e Senato hanno chiuso i battenti per le feste natalizie.
Si ricomincera', da calendario, lunedi' 11 gennaio a Montecitorio, e il giorno dopo a Palazzo Madama che dovra' affrontare anche il tema caldo delle unioni civili.
Ma tant'e', per ora pausa, soprattutto in famiglia, per cariche istituzionali ed eletti. Allora, passera' il Natale a casa il premier e segretario Pd, Matteo Renzi, allo stesso modo si regolera' il presidente del Senato, Pietro Grasso, nella sua Palermo, dove, con ogni probabilita', si rechera' anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per un Natale a casa prima di rientrare nella Capitale a limare il discorso al Paese che terra' il 31 dicembre dallo studio alla Vetrata.
Natale in famiglia anche per la presidente della Camera, Laura Boldrini, che il 30 dicembre sara' a Scampia per incontrare le forze dell'ordine e visitare le strutture di sostegno alle donne e ai minori.
Natale a Milano per il leader della Lega, Matteo Salvini, che il 28 dicembre sara' a Bergamo per il tradizionale appuntamento dei fedelissimi del Carroccio, la Berghem Frecc organizzata da Roberto Calderoli. Sara' a Roma con la famiglia il leader dell'Ncd e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e a casa, ad Arcore, sempre in famiglia, il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Pochi giorni in montagna con i figli e' invece il programma del leader centrista Pier Ferdinando Casini. Cosa fara' Grillo, non e' dato sapere. Feste 'low cost' per un 'prezzemolino' delle cronache politiche, il senatore FI Antonio Razzi che si dividera' tra Pescara e Giuliano Teatino "da una cugina".
Natale all'Istituto minorile di Casal del Marmo di Roma per il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, che domani a partire dalle 10.30 visitera' l'Istituto penitenziario minorile romano per portare anche quest'anno, in occasione delle festivita' natalizie, i suoi saluti e per verificare le condizioni di vita all'interno del carcere. (AGI)

Accra - A total of 500 midwives in Ghana are due to retire from active service across the country's public health institutions. A situation, health authorities fear would have dire consequences on health delivery in the West Africancountry which is already handicapped. Ghana currently does not have enough midwives in the country, particularly in the rural areas, which has affected reproductive and maternal health. The Ghana Health Service is currently taking steps to ensure that the 500 midwives in public health institutions who are due for retirement, are retained until replacements are found. "The challenge that we are facing is that 500 midwives between this year and next year are going on pension, and so we've written to the government to help us retain them where they are, as we accelerate the production of more midwives," Dr. Ebenezer Appiah-Denkyira told journalists. "Ghana needs the people but the ability to engage them is the problem, because of the financial ceiling. The World Bank came and saw that the government has become the major employer and for a country that is developing into a middle country status, it should not be," he noted. He said the Service has resolved to deploy midwives to the various community health posts called (CHPS) which were hitherto manned by Community Health nurses. "The CHIPS used to have only community health nurses but now we say there should be a midwife there because studies have shown us that if you place the midwife close to the people as possible, mortality is curtailed," he stated. A 2010 statistics puts the midwife-patient ratio in Ghana to 1 is to 7,200. The statistics also showed that Ghana needs an additional 8,000 midwives to fill the gap if maternal health is to be developed to an appreciable standard. Midwives play a crucial role towards the achievement of national goals and targets in reproductive, maternal, newborn and child health. Unfortunately, Ghana has not been able to train enough midwives to contain the pressure being mounted by the expected mothers leading to maternal mortality. (AGI) 

(2015 December 24)

Roma - Invita "chi si lamenta, anche legittimamente, a guardare i fatti" e parla da Pompei come "simbolo di un'Italia che riparte", Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio sottolinea che "è bello che italiani possano sapere che l'Italia non si è arresa al declino e che la stagione migliore deve ancora venire".

"Pompei è l'idea che l'Italia non si ferma e che facciamo notizia non più per i crolli ma per i restauri", ha aggiunto Renz. "Pompei è un'esperienza sempre nuova. E non c'è solo il lavoro delle persone che con maestria si dedicano ai restauri, è l'occasione di dire che l'italia è nelle condizioni di dire basta con le opere incompiute e che è in grado di giocare la propria potenza straordinaria. E che se la smette di piangersi addosso può tornare ad essere un Paese faro".

Gli ambienti termali della Casa del Criptoportico, l'antica 'tintoria' Fullonica di Stephanus, e ancora la Casa dell'Efebo, ricca dimora di mercanti con le fastose decorazioni delle pareti e dei pavimenti. Sono queste tre delle sei domus di Pompei riaperte oggi al pubblico dopo il restauro reso possibile dal 'Grande progetto Pompeì e realizzato dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia. Alla presentazione hanno presenziato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, il soprintendente archeologo Massimo Osanna e il direttore del GPP, Giovanni Nistri. Le altre domus restituite ai visitatori sono la Casa di Paquius Proculus (con le sue particolari scritte elettorali), quella del Sacerdos Amandus, con le pitture del triclinio che riprendono le imprese degli eroi, e la Casa di Fabius Amandio, curioso esempio di piccola casa del ceto medio. Nell'area archeologica sono inoltre 18 i cantieri ancora attivi, per un totale di venti interventi, e altri tre quelli in attesa di avvio. Dal 26 dicembre al 10 gennaio la Società campana dei Beni culturali ha organizzato, con il circuito Campania-Artecard, 'Di domus in domus', un percorso che guiderà gli ospiti alla scoperta delle sei aree appena restaurate. Con una seconda iniziativa, dal titolo 'Memorie e suggestioni – viaggio dal 79 d.C. ad oggi', i visitatori potranno invece ammirare lo splendore dell'Anfiteatro, la Piramide ideata dall'architetto Francesco Venezia (dove sono custoditi i calchi dei corpi di alcune delle vittime dell'eruzione del 79 d.C.) e la Palestra Grande, dove i giovani di duemila anni fa andavano ad allenarsi e che dallo scorso agosto ospita gli affreschi ritrovati nella Villa di Moregine.

"L'augurio che vorrei fare è quello di saper tornare a stupirsi e a meravigliarsi di quello che il Paese è" ha detto ancora il premier. "Invito tutti a guardare in modo nuovo quel che noi abbiamo" e "a apersi non farmarsi davanti al bello e continuare a combattere perché il bello possa vincere". "Metteremo anche nel 2016 la stessa grinta, non sprecheremo neanche un giorno", ha promesso il presidente del Consiglio.

"Fino ad oggi negli incontri internazionali il tema era 'ce la farete a Pompei per risollevare la sua immagine negativa?'. è stato fatto un lavoro importante e silenzioso, e facendo squadra vinceremo molte altre sfide". Così il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, durante la cerimonia di inaugurazione. Il ministro ha ricordato che si sta lavorando con la Regione e con i Comuni interessati per migliorare l'accoglienza e i trasporti nella zona degli scavi. "Siamo orgogliosi di farlo perché i riflettori del mondo sono puntati su Pompei, perché Pompei è di tutto il mondo", ha aggiunto. (AGI) 

(24 dicembre 2015)

(AGI) – Tripoli, 24 dic. – Il Consiglio degli ulema libici
ha emesso una nota in cui sostiene che gli accordi firmati a
Skhirat per il governo di riconciliazione nazionale sono
“contrari alla sharia”. Il consiglio dei ricercatori e degli
imam di Tripoli si e’ riunito per prendere una posizione
sull’iniziativa voluta dall’Onu, e sostenuta dalla comunita’
internazionale, di formare un organismo rappresentativo
unitario dei libici. Per gli ulema libici il nuovo governo
“viola la sharia”, mentre i religiosi libici ritengono che
sia giusto appoggiare “il dialogo interno libico come
espresso nel documento di Tunisi, sancito al vertice di
Malta, cui hanno partecipato i presidenti del parlamento di
Tobruk e del Congresso di Tripoli. Come soluzione per uscire
dalla crisi gli imam libici hanno chiesto al parlamento e al
Congresso “di annunciare subito la nascita di un governo di
unita’ nazionale”. (AGI)
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Roma – Per il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, non esiste nessun conflitto di interessi sulla vicenda del salvataggio di Banca Etruria. Lo riferiscono fonti dell'Antitrust in risposta al deputato del M5S, Alessandro Di Battista, che ieri aveva chiesto all'Authority di pronunciarsi.

L'Antitrust valuta questa questione in base alle legge Frattini del 2004 la numero 215, in particolare l'articolo 3 prevede che sussiste una situazione di conflitto di interessi "quando il titolare di cariche di governo partecipa all'adozione di un atto, anche formulando la proposta, o omette un atto dovuto, trovandosi in situazione di incompatibilità ai sensi dell'articolo 2, comma 1, ovvero quando l'atto o l'omissione ha un'incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio del titolare, del coniuge o dei parenti entro il secondo grado, ovvero delle imprese o società da essi controllate, secondo quando previsto dall'articolo 7 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, con danno per l'interesse pubblico". L'Antitrust ha verificato che "non sussiste alcuna circostanza in basa alla quale il ministro abbia partecipato all'adozione di alcun atto con danno dell'interesse pubblico". L'Autorità ha ricevuto specifiche in cui si conferma che il ministro Boschi non era presenta alla seduta in cui fu approvato il decreto legge del 20 gennaio 2015 (misure urgenti per il sistema bancario e investimenti). Inoltre Boschi non era presente all'approvazione del decreto del 22 novembre 2015 – numero 183, il cosiddetto salva banche, (disposizioni urgenti per il settore creditizio). Infine c'è un terzo decreto pubblicato sulla gazzetta del 16 novembre 2015, il numero 180. Prima della pubblicazione ci sono state tre sedute del Consiglio dei ministri: una il 10 settembre del 2015 in cui la Boschi c'era ma fu approvato solo lo schema preliminare del decreto che fu poi mandato alle commissioni parlamentari per il parere. Il ministro non era invece presente nè il 6 e nè il 13 novembre giorni nei quali il provvedimento fu esaminato nel merito e poi approvato. (AGI)

(24 dicembre 2015)

(AGI) – Badia (Bologna), 23 dic. – “Se le tasse vanno giu’ non e’ per una qualche concessione europea, e’ perche’ se l’Italia fa l’Italia non ce n’e’ per nessuno”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, inaugurando questa mattina la Variante di valico sulla A1. Renzi ha poi aggiunto che, anche oggi, “stiamo dando un segnale di ripartenza”.
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