Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Roma – "Lunedi' 11 gennaio la Camera vota la quarta lettura delle riforme costituzionali. Poi toccherà al Senato e nel mese di aprile il voto finale ancora della Camera. Quindi, ragionevolmente, a ottobre il referendum finale. Saranno semplicemente gli italiani, e nessun altro, a decidere se il nostro progetto va bene o no". Lo afferma Matteo Renzi nella sua e-news.

Renzi difende poi la scelta, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine d'anno, delle "con i gufi che tanta attenzione hanno suscitato" e, nell'ultima versione della e-news, aggiunge che "se i media dedicassero ai risultati ottenuti dal governo anche solo la metà dello spazio che impiegano per analizzare sociologicamente l'utilizzo dei gufi nella mia comunicazione sarebbe fantastico!".

Il premier ricorda inoltre che "martedi' 19 gennaio il governo va alla Camera sulla base dell'ennesima mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni" e annuncia che "mi presentero' personalmente a Montecitorio per illustrare nel dettaglio che cosa abbiamo fatto sino ad oggi e cosa intendiamo fare".

"Una mozione di sfiducia – ricorda il presidente del Consiglio – è un atto molto impegnativo e solenne: per rispetto ai deputati e ai cittadini parleremo con molta chiarezza e determinazione".

"2016 ANNO COMPLICATO" - Il 2016 si annuncia molto complicato a livello internazionale. Le notizie di questi primi giorni ci consegnano un quadro globale frastagliato e con tensioni diffuse, anche vicino a casa nostra. L'Italia c'è e farà la sua parte, con la professionalità delle proprie donne e dei propri uomini e insieme all'impegno degli alleati", assicura ancora Renzi nella e-news.

"Sarà un anno, tra l'altro, che si chiuderà – annota il presidente del Consiglio – con le elezioni presidenziali negli Stati Uniti che dovranno individuare il successore di Obama, eredità molto rilevante". Renzi allega il video "molto bello", di uno dei discorsi "piu' difficili e piu' belli di Obama, quello sulle armi qualche giorno fa alla Casa Bianca". Quanto alle cose di "casa nostra", il presidente del Consiglio torna a ribadire che "la disoccupazione continua a scendere. Quando siamo arrivati al governo, era al 13,2%. Adesso i disoccupati diminuiscono e, secondo i dati Istat di ieri, ci assestiamo all'11,3%. Mi sembra un progresso molto significativo frutto del JobsAct che pure era stato tanto criticato: le riforme, se fatte bene, servono e questi dati sono un'ulteriore conferma".

"Mi colpisce molto – aggiunge – come per alcuni commentatori i buoni risultati dell'economia italiana dell'anno appena trascorso non dipendano dal Governo, ma da fattori esterni quali il calo del petrolio o gli interventi della BCE. Ne abbiamo già parlato in passato. Ma giusto perchè restino agli atti i numeri, ecco un piccolo dato: confrontiamo lo spread italiano e spagnolo rispetto a quello tedesco sui BTP e BONOS decennali Il 31 dicembre del 2014, spread Spagna 100, spread Italia 128 Il 31 dicembre del 2015, spread Spagna 117, spread Italia 96 Eppure entrambi i Paesi avevano gli stessi 'fattori esterni', a cominciare da BCE e petrolio". "Ma l'Italia oggi – scrive ancora Renzi – è piu' stabile politicamente e ha fatto le riforme a lungo rinviate, dunque è piu' credibile. Se tutto dipendesse dai fattori esterni il rapporto Spagna-Italia sarebbe sempre lo stesso".

(9 gennaio 2016)

Roma – Il reato di clandestinita' fa discutere nel governo e nella maggioranza, dopo aver suscitato le critiche della Lega e di tutto il centrodestra. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano e' contrario alla depenalizzazione, una parte del Pd e' favorevole e per la prossima settimana palazzo Chigi intende esaminare con attenzione la materia per evitare guerre ideologiche su un nodo che riguarda un tema caldo come l'immigrazione. L'intenzione e' di evitare guerre ideologiche avendo come faro la sicurezza dei cittadini. Il prossimo consiglio dei ministri, a meta' gennaio, dovrebbe esaminare il decreto legislativo in materia di depenalizzazioni che dovrebbe contenere anche l'abrogazione del reato di immigrazione clandestina, stando almeno all'indicazione dalle Camere. Il governo a novembre decise infatti di soprassedere su tale decisione lasciando aperta la discussione alle commissioni parlamentari che, a dicembre, hanno dato il loro ok alla depenalizzazione. La notizia di tale decisione ha fatto infuriare la Lega: "Renzi cancella per decreto il reato di immigrazione clandestina: prepariamoci all'invasione #cosedamatti" ha scritto il governatore della Lombardia Roberto Maroni. E Matteo Salvini ha annunciato che "La Lega fara' le barricate, in Parlamento e poi nelle piazze con un referendum, contro questa vergogna". Ma perplessita' sono state espresse anche da Ncd. E il ministro Alfano e' chiaro: "La vicenda del reato di immigrazioneclandestina non e' materia di un singolo partito. Sonoconsapevole che si sono levate voci molto autorevoli erispettabili che affermano ragioni tecnicamente valide asostegno di una abrogazione, ma motivi di opportunita' fintroppo evidenti mi inducono a ribadire che e' meglio nonattuare la delega ed evitare di trasmettere all'opinionepubblica dei messaggi che sarebbero negativi per la percezionedi sicurezza in un momento particolarissimo per l'Italia el'Europa". "Niente di ideologico – spiega il ministro – ma unasemplice valutazione di opportunita' politica".

"C'e' un decreto legislativo da esercitare, qualsiasi aspetto sara' approfondito" afferma il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega agli Affari Europei, Sandro Gozi, per raffreddare gli animi. Per Gozi, pero', il reato di immigrazione clandestina, ad oggi, "non ha funzionato" e "se il governo vuole rispettare la delega del Parlamento, deve intervenire adesso". Anche l'Anm spezza una lancia a favore della depenalizzazione. Il reato di immigrazione clandestina"non ha avuto nessun effetto riguardo al fenomenodell'immigrazione" e, soprattutto, e' stato un ostacoloprocessuale per l'individuazione degli scafisti, che e'l'obiettivo primario delle immagini" rileva ilsegretario generale dell'Associazione nazionale magistrati,Maurizio Carbone, che definisce il reato di clandestinita' "unanorma simbolo, senza ricadute efficaci per le indagini, anzicon effetti che sono stati dannosi". Questo perche' il reato di immigrazione clandestina "costringe i pm a iscrivere nel registro degli indagati l'immigrato, il quale, quindi, deve essere sentito in qualita' di indagato, assistito da un difensore: in questo modo, potra' avvalersi della facolta' di non rispondere e le sue dichiarazioni, proprio perche' provenienti da un indagato, saranno considerate di minore attendibilita'. Cio' crea ostacolo all'individuazione degli scafisti". (AGI)

(8 gennaio 2016)

(AGI) – Washington, 8 gen. – Come preannunciato, il presidente americano Barack Obama ha posto il veto sulla legge-revoca dell’Obamacare, varata dal Congresso. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Per Obama si tratta dell’ottavo veto della sua presidenza. Il provvedimento “comprometterebbe i significativi progressi ottenuti nel migliorare la Sanita’ in America”, ha commentato il presidente ricordando come i repubblicani in Congresso abbiano tentato di ricorrere contro la sua riforma sanitaria o di cancellarla “almeno 50 volte”. Nella nota della Casa Bianca si sottolinea dunque come l'”Affordable Care Act” abbia garantito un’assicurazione a 17,6 milioni di americani che prima non l’avevano. Lo speaker della Camera dei Rappresentanti, Paul Ryan, ha annunciato un voto per bypassare il veto presidenziale. Un tentativo destinato con tutta probabilita’ a falliere perche’ richiederebbe una maggioranza dei due terzi in entrambe le camere. (AGI)
.

Roma – Non solo le unioni civili. Ma anche il provvedimento sulla prescrizione in discussione in Commissione al Senato e la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina. Aumentano le frizioni tra Pd e Ncd ed e' proprio su quest'ultimo tema che si aprira' un nuovo fronte nel governo. Il testo del decreto legislativo di riempimento della delega sulla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina gia' circola in ambienti ministeriali. Oggi nella riunione preparatoria del Cdm di domani non se ne e' parlato ma la discussione si aprira' sicuramente la settimana prossima al prossimo Consiglio. A novembre l'esecutivo aveva scelto di riservare un percorso ad hoc, prevedendo un parere delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato.

Il parere sull'abrogazione del reato che si trasformerebbe in una sanzione amministrativa comminata dal prefetto e' arrivato ma sul provvedimento si registrano le perplessita' di Ncd e, riferiscono fonti parlamentari, anche del ministro Alfano. Il rischio, spiegano le stesse fonti, e' quello di ingolfare il lavoro delle prefetture e di lanciare un messaggio sbagliato in un momento in cui sul problema immigrazione permane l'allarme sociale. A spingere il governo in questa direzione e' lo stesso procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti. "Potendo interrogare i soggetti migranti, senza la veste di indagati, ma come vittime, avremmo – spiegava il 26 novembre – informazioni per lavorare piu' efficacemente sulla tratta". A pesare nei rapporti tra Pd e i centristi e' comunque soprattutto il tema delle unioni civili. Il partito del Nazareno insiste sulla stepchild adoption, anche se il testo sara' modificato con un rafforzamento dei divieti sul tema dell'utero in affitto. Una soluzione non gradita ai centristi che, tranne Cicchitto e pochi altri, non aprono neanche sull'ipotesi dell'affido rafforzato.

E nella stessa maggioranza, spiegano fonti parlamentari, si teme che il voto sulle riforme previsto prima della discussione sul ddl Cirinna' possa essere lo strumento per inviare un segnale all'esecutivo. Sullo sfondo c'e' poi la questione dei ritocchi al governo: negli ultimi giorni oltre al nome di Dorina Bianchi e' spuntato anche quello di Gabriele Albertini per il dicastero che andra' al Nuovo Centrodestra. Entro il 20 gennaio si dovranno poi confermare le presidenze di Commissioni al Senato. In un primo momento alla Giustizia sembrava destinato l'Ncd D'Ascola ma le quotazioni sono in ribasso. In ribasso anche le quotazioni di una riconferma per l'esponente della minoranza dem Mucchetti in Commissione Industria. (AGI) 

Roma – Grillo furioso dopo una giornata intera di attacchi e maramaldeggiamenti del Pd: macche' infiltrazioni o, peggio, connessioni, il Movimento e' la parte lesa di quanto sta accadendo a Quarto in Campania. Nel comune a sindaco M5S e ad alta concentrazione elettorale camorristica a tener duro e' stato proprio il primo cittadino, Rosa Capuozzo. E' lei la vittima delle pressioni del crimine organizzato, mica altro. Il fatto e' che la primavera, elettoralmente parlando, e' alle porte con le sue amministrative e da almeno 24 ore un Pd finora in difficolta' non ha perso l'occasione per puntare l'indice verso chi si pone a coscienza della societa' civile. Anche se Roberto Fico fa sapere fin dalla mattina che il comune campano si puo' sciogliere nel nome della chiarezza, anche se la stessa Capuozzo sottolinea la gia' avvenuta espulsione di chi aveva abbandonato la purezza primigenia del movimento, anche se – infine – Matteo Renzi non interviene e quindi lo scontro non raggiunge i massimi livelli, i democratici punzecchiano, insistono e battono dove il dente rischia di dolere. Ernesto Carbone: "Spieghino perche' votarono contro il reato per voto di scambio politico-mafioso. A pensare male si fa peccato ma di solito …".

Stefano Esposito (sublimamente perfido): "Siamo convinti che Grillo e Casaleggio siano uomini d'onore e che, nonostante la scivolata fatta dalcomico genovese, quando disse che la mafia non esiste, i duesiano altresi' sicuri che la malavita organizzata sia un maleda estirpare". Franco Mirabelli, della Commissione Antimafia: "Martedi' chiedero' che sia convocata il sindaco Capuozzo". Evidentemente la difesa di Fico e Capuozzo non basta, se a meta' pomeriggio parte il contrattacco del Fondatore. Grillo risponde dal blog, riaffermando che Capuozzo e' la vittima, e all'Antimafia e' pronta ad andarci in qualsiasi momento. I voti che le sarebbero arrivati dalla camorra, comunque, non sono stati determinanti. Di piu': fa otto domande e da' otto risposte per chiarire come sono andati davvero i fatti. Infine lancia l'hashtag "Io condanno voi" con tanto di vignetta su Renzi, che decide l'assedio di Quarto per sviare l'attenzione dalle prime condanne che piovono sul suo partito per il caso romano di Mafia Capitale. Lo scontro e' apertissimo, a questo punto.

A Grillo risponde una renziana di ferro, e campana, come Pina Picierno, e scomoda un altro campano illustre: Gigi Marzullo. "Grillo si fa una domanda e si da' una risposta", ridacchia sorniona. Ma attenzione: c'e' chi nota che, a vedere i "mi piace" sul web, l'ultima parola l'abbia il comico. L'offensiva sulla Rete lanciata dal Nazareno negli ultimi tempi ancora non da' i frutti sperati.(AGI) 

(AGI) – Berlino, 7 gen. – Il governo slovacco non vuole piu’ accogliere profughi musulmani, dopo le aggressioni a sfondo sessiale verificatesi a Capodanno a Colonia. Lo ha annunciato il premier Robert Fico, spiegando che il suo governo non prendera’ decisioni “che darebbero luogo ad una comunita’ definita di musulmani in Slovacchia”, perche’, ha aggiunto, “non vogliamo che in Slovacchia accada cio’ che e’ accaduto in Germania”
.

Roma - L'unica soluzione per salvare Schengen e' una guardia guardia di frontiera comune. Laura Ravetto, presidente del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, spiega all'AGI i molti fraintendimenti sul trattato di libera circolazione delle persone e propone come antidoto alla lenta fine del trattato una sua piu' ampia applicazione. Se finisce Schengen l'Europa stessa non ha piu' senso, spiega la deputata, e l'Italia ne avrebbe il danno maggiore, ma la Ue non puo' pensare di fare dell'Italia il Cie d'Europa. Prima Laura Ravetto si concede una battuta: "Stanno cercando di mettere i sigilli al mio Comitato". Poi pero' si fa seria e spiega: "Chiudere Schengen non sarebbe una soluzione, soprattutto per l'Italia" perche' "l'Italia non puo' costruire muri su tutte le sue coste". "La verita' – denuncia Laura Ravetto – non e' che Schengen va chiuso ma che non e' applicato". Il trattato "dice che c'e' la libera circolazione interna, solo per chi ne fa parte, ma dice anche che le frontiere vanno presidiate. Dunque devono essere presidiate le frontiere esterne dei paesi, non solo dai paesi del sud ma anche da quelli del nord". Ma "se non si sara' in grado di proteggere bene le frontiere esterne Schengen verra' sacrificato".

Dunque, "l'unica reale soluzione, e vedo che su questo qualcuno comincia a seguirmi, sarebbe fare una guardia di frontiera comune che si assuma la responsabilita' di non fare entrare nessuno, dal Nord al Sud Europa". Ma non solo: "Bisognerebbe cominciare a dire seriamente che non possono entrare tutti. Non verra' fatto a breve? Allora Schengen sara' inevitabilmente sacrificato. Io stessa non riusciro' piu' a far valere le mie ragioni. Dovremo soccombere a una misura oscurantista che per l'Italia non e' soluzione". Ma se si abolisse il trattato di Schengen, tuona Laura Ravetto "non si perderebbe un pezzo di Europa, come dice qualcuno, ma tutta l'Europa, senza Schengen non esiste piu'". Anche perche' "sinceramente a me non interessa rimanere in un'Europa in cui non ho vantaggi come la libera circolazione ma solo gli svantaggi del patto di stabilita'". Intanto la Ue striglia l'Italia perche' non controlla a dovere gli arrivi alle sue frontiere. "E' incredibile che si sanzioni l'Italia per questo tema – sbotta Laura Ravetto – e non si dica 'ba' sugli stati che hanno fatto ricorso e si rifiutano di prendere le quote di redistribuzione, fanno i furbi con i migranti degli altri!". "Cosi' l'Europa davvero e' finita – prosegue la parlamentare -. Noi a oggi dovevano avere redistribuito 4000 migranti e ne abbiamo distribuiti 240. Il messaggio dell'Europa per Italia e' 'fai tu il Cara e il Cie di Europa': non esiste". Noi "dovremmo fare gli hot spot, dovremmo riempire le nostre coste di tutti gli immigrati da soli, perche' non ce' un sistema di rimpatrio europeo. Di fatto e' come se l'Europa volesse spostare il confine del Nord-Africa dalla Libia all'Europa. Ecco, su questo vorrei piu' decisionismo da parte del governo". Insomma, "mi sarei rifiutata di aprire mezzo hot spot senza aver visto prima la redistribuzione per quote e il sistema europeo di reimpatri".

Eppure i Paesi del Nord Europa sembrano attirati dai vantaggi di non avere piu' il trattato… "Il problema e' che non siamo stati noi, sono stati i tedeschi a fare l'appello al milione di siriani per l'accoglienza. Invece di fare appelli grossolani, mentre non sono in grado di controllarne mille a Colonia, i tedeschi riflettessero sul modello di integrazione". E' innegabile che i fatti di Colonia, dove centinaia di donne sono state molestate da uomini di aspetto nordafricano e comunque straniero, hanno colpito molto, si devono bloccare questi arrivi? "Ma Colonia con Schengen non c'entra niente – taglia corto la presidente del Comitato Schengen -: non erano persone appena arrivate ma gente che stava in Germania da moltissimi anni, magari alcuni cittadini tedeschi. Non bisogna nascondersi dietro Schengen: il problema e' che chi e' gia' in Europa spesso non e' integrato. I modelli di integrazione francese e tedeschi sono falliti. I molestatori di Colonia come gli attentatori di Parigi sono nati li', a Colonia e a Parigi, hanno fatto la scuola li'. La terza generazione di immigrati, insomma, non si e' integrata. Il modello di integrazione e' fallito. Prima o poi Francia e Germania dovranno rifletterci bene. (AGI) 

(7 gennaio 2016)

Reggio Emilia - Da Laura Boldrini a Giorgia Meloni, dalla politica italiana si leva un coro unanime di condanna per i fatti di Colonia in cui decine di donne sono state vittime di molestie, abusi e violenze da parte di gruppi di immigrati. "I fatti di Colonia sono molto gravi. Quello che e' accaduto e' veramente inaccettabile" ha detto la Presidente della Camera, "Da parte nostra c'e' la piu' ferma e mi auguro che le autorita' tedesche riescano quanto prima a fare chiarezza e le persone che si sono permesse questi atti di mancanza di rispetto anche violenti ne rispondano davanti alla giustizia".

"I soliti buonisti in coro ripetono che 'non e' detto siano profughi o immigrati. E allora diamo una mano noi a questi 'Sherlock Holmes': e' esattamente quello che e' successo in Egitto a piazza Tahrir durante le 'primavere arabe'" aggiunge il presidente di Fratelli di'Italia, Giorgia Meloni, "Ora grazie alla politica delle porte aperte a tutti della Merkel in Germania e di Renzi e Alfano in Italia, l'Europa sta somigliando sempre piu' al Nordafrica. Ora basta! L'immigrazione (e l'invasione) non e' un diritto. Non c'e' posto in Europa per chi non rispetta le nostre leggi e la nostra cultura e soprattutto per chi non rispetta la liberta' e la dignita' delle donne".

Dunque, "l'unica reale soluzione, e vedo che su questo qualcuno comincia a seguirmi, sarebbe fare una guardia di frontiera comune che si assuma la responsabilita' di non fare entrare nessuno, dal Nord al Sud Europa" dice da parte sua Laura Ravetto, presidente del comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, "Bisognerebbe cominciare a dire seriamente che non possono entrare tutti. Non verra' fatto a breve? Allora Schengen sara' inevitabilmente sacrificato. Io stessa non riusciro' piu' a far valere le mie ragioni. Dovremo soccombere a una misura oscurantista che per l'Italia non e' soluzione".

"Colonia e' una citta' dinamica e accogliente. Proprio per questo non possiamo accettare lo scempio di Capodanno, un attacco al cuore del nostro essere liberi" dichiara la deputata di Forza Italia Elena Centemero, membro della Commissione Equality and Non Discrimination del Consiglio d'Europa. "Quanto accaduto e' un oltraggio che non puo' essere derubricato a incidente di percorso, cercando di sorvolare sull'origine di quegli aggressori che si sono accaniti su tutte le donne che capitavano a tiro. Quello che e' successo e' la chiara dimostrazione di come sia concepita in certe culture la figura femminile. Per questo, le autorita' devono essere inflessibili. Non farlo, significherebbe incentivare la crescita della xenofobia", conclude.

L'Europa vive una stagione di fragilita' estrema che deve spingere i paesi fondatori, e in particolare l'Italia, la Francia e la Germania, a trovare velocemente rinnovate ragioni di intesa sulle cose che contano: a cominciare da una nuova Schengen. Quando vennero siglate le intese sulle frontiere europee, nei primi anni '90, il fenomeno degli esodi migratori di portata biblica non era alle viste, cosi' come non aveva le proporzioni di allarme cosi' drammatiche il terrorismo. Oggi il mondo e' cambiato e l'Europa si mostra fragile e indecisa. Se non si rinegoziera' in modo soddisfacente la questione della regolazione degli accessi, si rischiera' di mettere in crisi il concetto stesso di Unione Europea" conclude il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. (AGI) 

(AGI) – Roma, 7 gen. – “L’unita’ del Paese e’ un presupposto della Repubblica, ma e’ anche un suo obiettivo primario”. Cosi’ il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa del Tricolore. In una dichiarazione il Capo dello Stato afferma che “Il Tricolore italiano, che i costituenti hanno voluto come vessillo della Repubblica, e’ simbolo di unita’ del nostro Paese, nel processo storico nazionale che ha portato prima alla costruzione dello Stato unitario, poi alla sua rinascita su basi democratiche e di liberta’. Nella Giornata nazionale della Bandiera, a 219 anni della proclamazione del Primo Tricolore d’Italia, intendo sottolineare come questo tratto identitario costituisca per tutti noi un patrimonio irrinunciabile di valori, di significati, di radici comuni. La nostra bandiera abbraccia il primo e il secondo Risorgimento italiano e, collocata com’e’ tra i principi fondamentali della Costituzione, rappresenta l’emblema dei valori di democrazia, di giustizia sociale, di rispetto dei diritti dell’uomo, di solidarieta’, ivi affermati. La nostra bandiera – che viene issata dai nostri militari nelle missioni dei pace all’estero, che viene esposta nelle sedi dello Stato e delle Autonomie locali, che viene sventolata dai cittadini nelle ricorrenze o nelle manifestazioni sportive – e’ espressione della spinta all’identita’ e all’impegno comuni”. Per Mattarella “L’unita’ del Paese e’ un presupposto della Repubblica, ma e’ anche un suo obiettivo primario. Unita’ tra i territori, rispettandone le peculiarita’ e aumentando la collaborazione. Unita’ del corpo sociale. Unita’ tra le generazioni. Unita’ nell’esercizio e nel riconoscimento di diritti e doveri: e’ proprio il compimento del dettato costituzionale, a partire dall’effettiva uguaglianza e dalle pari opportunita’ dei cittadini, a rafforzare quella dimensione nazionale che puo’ renderci piu’ forti e fare dell’Italia una protagonista dell’Unione europea”.
“Il Tricolore – sottolinea il Capo dello Stato – e’ ora la bandiera anche dei nuovi cittadini italiani, che da anni vivono e lavorano con noi e che amano con noi la Patria comune. Il simbolo dell’unita’, dunque, e’ anche un segno di apertura. E’ una risorsa che puo’ aiutarci ad affrontare meglio le sfide del futuro. Viva il Tricolore, viva la Repubblica”. (AGI)

.

(AGI) – Roma, 7 gen. – “La disoccupazione continua a scendere, oggi 11,3%, e’ dimostrazione che #jobsact funziona. L’Italia che riparte, riparte dal lavoro #lavoltabuona”. Cosi’ il premier Matteo Renzi commenta su twitter i dati Istat sull’occupazione. (AGI)
.

Flag Counter
Articoli recenti