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Berlino - Circa il 40% dei tedeschi vorrebbe le dimissioni di Angela Merkel per come il cancelliere tedesco ha gestito la crisi dei rifugiati. E' il risultato di un sondaggio condotto dall'Istituto Insa per Focus, su un campione di 2.047 persone. Il sondaggio viene pubblicato dopo la diffusione della notizia che circa 1,1 milioni di migranti sono entrati in Germania nel 2015, una linea di accoglienza evidentemente non gradita a questa cospicua fetta della popolazione, a fronte di un 45% che comunque non vorrebbe le dimissioni di Merkel. (AGI)

(29 gennaio 2016)
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Roma - La squadra ora e' al completo. Il consiglio dei ministri ha dato il suo via libera alle nomine di 12 tra vice ministri e sottosegretari e ha indicato in Enrico Costa il nuovo ministro degli Affari Regionali, casella rimasta vuota dalle dimissioni di Maria Carmela Lanzetta. Costa giurera' domani nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sotto il profilo politico, il Pd si rafforza nel suo ruolo di traino della compagine con l'inserimento di tre nuovi sottosegretari piu' uno 'd'area', Tommaso Nannicini. Ncd vede ripristinato il suo peso dopo le dimissioni di Maurizio Lupi, con l'ingresso di Dorina Bianchi e Antonio Gentile, ma soprattutto con la promozione di Enrico Costa a ministro degli Affari Regionali.

La riorganizzazione della squadra di governo, come aveva promesso il presidente del Consiglio la scorsa settimana, ha visto un vero e proprio vortice di nomi, con tanti spostamenti e qualche nuova entrata. Nei ruoli di sottogoverno si segnala, prima di tutto, la nomina di Tommaso Nannicini come sottosegretario alla presidenza del consiglio. Professore associato di economia politica alla Bocconi, Nannicini ha 42 anni ed e' nativo di Montevarchi, in provincia di Arezzo.
Il deputato del Pd, gia' capogruppo in Commissione Esteri, Enzo Amendola va a ricoprire il ruolo di sottosegretario agli Esteri con delega alla cooperazione internazionale, settore su cui il presidente del consiglio ha detto di voler investire molto in futuro. Volti nuovi anche alla Giustizia, con la deputata Pd Federica Chiavaroli e il collega Gennaro Migliore nel ruolo di sottosegretari.
Antonio Gentile (senatore Ap-Ncd) e' nominato sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico al posto di Simona Vicari che passa al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il deputato di Scelta Civica, Antimo Cesaro e' nominato sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attivita' Culturali e del Turismo, cosi' come Dorina Bianchi, deputata Ncd. I promossi a viceministro sono Enrico Zanetti (economia), Mario Giro (Esteri e cooperazione) e Teresa Bellanova (Sviluppo Economico). Infine il successore di Carlo Calenda al ministero dello Sviluppo Economico: Ivan Scalfarotto. La decisione e' stata annunciata, ma diverra' operativa dopo il 18 marzo, quando il neo-rappresentante italiano a Bruxelles sara' entrato pienamente in carica nel suo nuovo ruolo, sulla base dei tempi tecnici previsti, riferiscono fonti di governo
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Roma – Via libera al rimpasto di governo. Il Consiglio dei ministri, riunito questa sera, ha approvato, tra le altre cose, le nomine di alcuni sottosegretari e viceministri:

Enrico Costa verso il ministero degli Affari Regionali. Si attende ora la nomina da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Enrico Zanetti di Scelta Civica è stato invece nominato viceministro all'Economia.

Antimo Cesaro, deputato di Scelta Civica, è stato nominato sottosegretario alla Cultura

Mario Giro, sottosegretario al Ministero degli Esteri, è stato nominato viceministro con delega all'Immigrazione

Federica Chiavaroli e Gennaro Migliore sono stati nominati sottosegretari alla Giustizia

Ivan Scalfarotto nominato sottosegretario allo Sviluppo Economico

Dorina Bianchi nominata sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, (prende il posto di Ivan Scalfarotto)

 

 

Roma – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale, in visita ufficiale, l'Emiro dello Stato del Qatar, Sheikh Tamin Bin Hamad Al Thani. Il Presidente Sergio Mattarella con l'Emiro dello Stato del Qatar, Era presente all'incontro il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Benedetto Della Vedova. (AGI)

(28 gennaio 2016)

Roma – Il 2015 è stato un anno record nel recupero di redditi evasi, quasi 15 miliardi di euro. E' il dato annunciato dal premier Matteo Renzi che in un tweet ha inviato "un abbraccio" a chi definiva il governo "filo-evasori". 

Google evade il fisco per 227 milioni

A confermare il trend è stato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi: il recupero dell'evasione fiscale nel 2015 e' risultato superiore a quello dell'anno precedente, ha affermato durante il 'Telefisco' del Sole 24 Ore. "I dati definitivi ancora non ci sono – ha spiegato – sono in validazione, ma siamo sicuri di essere in crescita, e' stato un anno straordinario". Nel 2014 il recupero dell'evasione era stato di 14,2 miliardi, segnando a sua volta una crescita rispetto al 2013. "In un anno molto difficile a causa dei nostri problemi organizzativi abbiamo proseguito con forza e determinazione nel recupero dell'evasione pregressa. Ora continuiamo la nostra attivita' di deterrenza. Noi pensiamo sempre in termini di cassa che contribuisce ai conti dello Stato", ha detto Orlandi.

Per il recupero dell'evasione delle multinazionali, non ci sono ne' sconti ne' accordi, ha spiegato Orlandi. "Si sbaglia a usare la parola accordo – ha detto – specie per quanto riguarda Apple. La societa' ha aderito a un verbale, abbiamo lavorato molto, non era facile e ora ce lo riconoscono tutti. L'Italia per prima ha concluso un'operazione che molti hanno cercato di fare. Con un lavoro di squadra sinergico che ha riguardato anche la procura di Milano e le dogane. La parola sconto non l'accetto, non c'e' stato nessun accordo". Orlandi ha puntualizzato, inoltre, che "non c'e' alcuna differenza nel comportamento del fisco tra piccoli e grandi contribuenti. Il nostro compito e' soprattutto quello di contrastare comportamenti evasivi di grande rilevanza. Abbiamo controllato il 40% delle societa' di grandi dimensioni, devono comprendere che in caso di mancata compliance ci puo' essere un danno reputazionale".

Stretta Ue su evasione imprese, ecco le nuove regole - Regole vincolanti per fermare "gli usi piu' comuni" utilizzati dalle compagnie per evadere il fisco, una strategia di scambio di informazioni tra gli Stati membri dell'Ue per la prevenzione di accordi fiscali che determino "abusi", la creazione di una lista europea dei Paesi terzi che si rifiutano di agire correttamente. Sono alcune delle misure varate dalla Commissione europea con l'approvazione del pacchetto anti-frode fiscale adottato dal collegio dei commissari e presentato oggi a Bruxelles. L'obiettivo delle proposte e' duplice: da un parte si intende dare vita a "un'ampia risposta coordinata dell'Ue alla evasione fiscale delle imprese", e dall'altro si intende armonizzare un sistema, quello fiscale, ancora troppo disomogeneo. Per "combattere" le pratiche fiscali "aggressive" delle imprese in Europa in modo "efficiente ed efficace", la Commissione europea ritiene che "nuove regole sono necessarie per allineare la legislazione fiscale in tutti i 28 paesi dell'Unione europea". Certezza e trasparenza sono le due parole d'ordine della Commissione europea. Nella proposta di oggi si intende introdurre il principio fondamentale per cui le compagnie dovrebbero pagare le tasse dove producono il proprio profitto. Per una migliore trasparenza, poi, l'Ue propone una revisione della direttiva per la Cooperazione amministrativa che va nel senso di scambio di informazioni tra autorita' nazionali su attivita' delle compagnie multinazionali e loro stato fiscale. A inizio primavera poi la Commissione europea presentera' relazioni sulla situazione in ogni Stato membro dell'Ue. (AGI)

(28 gennaio 2016)

(AGI/AFP) – New York, 27 gen. – Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, torna all’attacco di Israele. “Dopo quasi mezzo secolo di occupazione e dopo decenni di attesa per il rispetto delle promesse di Oslo, i palestinesi stanno perdendo la speranza, soprattutto i giovani, arrabbiati per le soffocanti politiche di occupazione”, ha detto il numero uno di Palazzo di Vetro ad una commissione Onu per i diritti dei palestinesi. Ban ha cosi’ messo in chiaro che non intende indietreggiare rispetto alle precedenti dichiarazioni sulle “frustrazioni dei palestinesi causate dall’occuazione”. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva replicato accusando il segretario generale dell’Onu di “incoraggiare il terrore”. Fonti diplomatiche delle Nazioni Unite riferiscono che l’obiettivo di Ban e’ quello aumentare la pressione su Israele affinche’ possano aprirsi delle speranze sul il processo di pace prima della fine del suo mandato a dicembre. “Non ci sono giustificazioni per il terrore”, ha affermato Ban reclamando la ripresa delle negoziazioni che sono l’unica strada non solo per “una soluzione giusta e duratura” ma anche per “porre fine all’occupazione iniziata nel 1967”. L’Onu ha bollato come illegale l’espansione dell’occupazione nei territori perche’ mette al rischio il progetto per la creazione di uno stato palestinese.(AGI)
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Roma – Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, discuterà con la Cancelliera tedesca Angela Merkel "del comportamento della Germania, per cui tutte le iniziative della Ue cominciano con un incontro bilaterale con la Francia. Sarei grato, se Angela e Francois potessero risolvere tutti i problemi, ma questo non va. Ad esempio sui migranti, non basta se Angela chiama prima Hollande e poi Juncker, e io vengo a sapere tutto dalla stampa". Renzi ha rilasciato una intervista a Joerg Bremer della Frankfuerter Allgemeine.

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha mostrato "una faccia arrabbiata" quando la Frankfuerter Allgemeine gli ha chiesto delle statue oscurate in Campidoglio durante la visita del Presidente iraniano Rohani. E' lo stesso Joerg Bremer a scriverlo, nell'articolo che vera' pubblicato domani sulla Faz in prima pagina taglio basso.

Libia – Un sostegno militare potra' essere dato solo "ad un Governo libico riconosciuto a livello internazionale. L'Italia e' pronta, perche' non possiamo permettere il terrore in un Paese che è a poche miglia nautiche dall'Europa". Lo dice il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi,al 'Frankfuerter Allgemeine'. L'Italia sara' sola? "Non credo che l'Italia rimarrebbe da sola, farebbe la sua parte nell'ambito di una operazione internazionale".(AGI)

(27 gennaio 2016)

Roma – L'antisemitismo c'è ancora, magari rivestito di antisionismo, come ci sono ancora odio e fanatismi che spargono sangue. Ecco dunque la necessità di ricordare e riflettere, nel Giorno della memoria. Sergio Mattarella ospita al Quirinale la cerimonia di ricordo della Shoah e non nasconde le responsabilità del nostro Paese in quella tragica stagione. Il capo dello Stato accoglie nel salone dei Corazzieri il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche Renzo Gattegna, alcuni reduci dai campi di concentramento come Sami Modiano, i ragazzi delle scuole e il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini per ricordare, in un discorso che a tratti è parso da storico, gli snodi fondamentali che portarono all'Olocausto, il modo in cui anche l'uomo "più istruito e apparentemente civilizzato, se si lascia catturare dall'odio, dal fanatismo, da teorie aberranti" può essere "capace di orrori". Un "sonno della ragione" che obnubilò anche l'Italia. Colpiscono le parole quasi cronachistiche con cui, in un lungo passaggio, Mattarella ricorda come "neanche l'Italia, centro del Cristianesimo, culla del Rinascimento, patria di Dante, Leonardo e Galileo, fu immune dal virus razzista e antisemita". Certo la vastità della persecuzione in Italia fu inferiore a quella tedesca, ma i passaggi di quell'abiezione furono percorsi tutti, uno per uno. "Gli ebrei in Italia sono stati prima bollati come non italiani e, dunque, 'diversi'; subito dopo hanno dovuto subire discriminazioni di carattere scolastico, professionale, economico e politico. Sono stati quindi arrestati e portati nei campi di concentramento. Infine – ricorda il Presidente – deportati e, per usare la terribile espressione dei burocrati nazisti, liquidati".

Certo, ci sono stati molti italiani che hanno salvato cittadini ebrei, anche pagando in prima persona questa scelta, ma "questo numero, non esiguo non può far dimenticare l'onta delle leggi razziali. E soprattutto la circostanza che alla 'caccia all'ebreo' decretata dai nazisti in Italia, dopo l'8 settembre, parteciparono attivamente, con zelo e ferocia, tanti italiani. Tra la popolazione civile vi fu anche chi, se possibile ancor piu' spregevolmente, collaboro' alla cattura di ebrei in cambio di denaro". Un excursus crudo delle responsabilità italiane, non solo dei vertici ma anche dei singoli cittadini, senza parole autoassolutorie per il nostro passato. Un modo per mettere in guardia dai pericoli futuri. Perché l'uomo ha già mostrato di essere capace di tali orrori e Auschwitz "ci costringe a tornare sul ciglio dell'abisso a guardarvi dentro", è "un buco nero nella storia dell'umanità". Perche' "odio, fanatismo e aberrazioni purtroppo anche oggi spargono sangue innocente in tante parti del mondo". Perché "altri tipi micidiali di razzismo, di discriminazione, di intolleranza si diffondono attraverso il web, in maniera insidiosa e incontrollata". Mattarella si dice certo che "la forza dell'odio e dell'intolleranza non può prevalere, e non prevarrà, sulla civiltà e sul diritto".

Ricorda come la costruzione dell'Unione europea sia stata "la risposta politica, storicamente piu' importante, a tutto questo". E anche se "manifesta affanno di fronte a sfide nuove e impegnative" ci insegna che un nuovo nazionalismo non sara' la soluzione a queste sfide. Dunque "alzare muri e' un'illusione" e i nuovi nazionalismi sono "allarmanti". Ecco perche' ancora oggi, sollecita il Capo dello Stato davanti a una platea di giovani "meditare e tramandare" e' "l'autentico e irrinunziabile significato del Giorno della Memoria". (AGI) 

(27 gennaio 2016)

Roma – Finisce, come nelle previsioni, con la bocciatura delle mozioni di sfiducia e con una doppia serie di colpi da parte di Matteo Renzi: uno alle opposizioni che invita a continuare, sostanzialmente, a giocare con strumenti velleitari ("tenetevi le vostre polemiche, aggrappatevi al fango") mentre il governo "pensa al bene dell'Italia" e uno, piu' specifico, a Silvio Berlusconi cui manda ruvidamente a dire che la fila FI si vanno facendo al contempo, sempre piu' esigue ma anche affette da litigiosita' interna. Viene archiviata cosi' (178 no, 101 si', un astenuto, maggioranza 141 per la mozione FI-Lega; 174 no, 84 si', un astenuto, maggioranza 130 per quella M5S) la questione sfiducia nell'Aula di Palazzo Madama, con il presidente del Consiglio che difende Maria Elena Boschi da accuse di conflitto di interessi per il caso Etruria e che rivendica al governo di non guardare in faccia a nomi eccellenti o amici di amici. "Se volete mandare a casa il governo perche' ha fatto il decreto sulle popolari fatelo pure. Siamo orgogliosi di aver fatto una riforma che da 25 il Parlamento avrebbe dovuto fare", scandisce Renzi. La voce sale di tono quando afferma che "non c'e' alcun conflitto di interessi in questa vicenda ma solo il tentativo di aver salvato un milione di correntisti, settemila stipendi. Se volete mandarci a casa per questo, fatelo. Noi non avremmo mai distrutto pezzi di economia per fare una battaglia politica contro il governo. Prima delle vostre beghe di partito c'e' l'interesse dell'Italia e dovreste ricordarlo". Ridefinita la questione del contendere e lo schieramento in campo, il presidente del Consiglio passa a messaggi piu' direttamente mirati. Ai 5 Stelle, per esempio, cui ricorda che "in questo Paese chi sbaglia paga ma lo decidono i giudici, non voi, e dopo i tre gradi di giudizio". E non "il quartogrado che non e' il Blog dell'Illuminato", ovvero di Beppe Grillo.

"Questo e' il governo che ha commissariato Banca Etruria senza alcun riguardo per i nomi e i cognomi del Cda. Per noi non ci sono amici e 'amici degli amici'", assicura allora il premier che entra nel vivo della contesa politica della discussione di oggi quando osserva che "si afferma che ci sarebbe un conflitto d'interessi: credo che su questi temi si debba avere coraggio di dire la verita' perche' di fronte all'accusa piu' infima e meschina, e cioe' che c'e' un trattamento diverso per qualcuno, bisogna avere il coraggio di guardare alla realta'". Dopo i 5 Stelle, tocca a Forza Italia: "Voi – dice Renzi rivolgendosi ai banchi 'azzurri' – siete divisi, siete sempre meno. I giornali conteranno i no, ma se contassero i si', si vedra' che sono sempre meno perche' tra voi esiste una grande divisione". Non solo, c'e' anche la sostanziale liquidazione politica del ruolo di Silvio Berlusconi, che proprio oggi rinnova da Facebook la propria discesa in campo contro un Renzi "bulimico di potere" e dei 5 Stelle dal "programma delirante". "Attendiamo pazientemente che nel campo moderato del centrodestra – dice infatti Renzi – si possa tornare a un linguaggio che non e' quello della contrapposizione ideologica che, in un in un caso come questo, vi porta a fare delle battaglie senza rendervi conto di cosa e' stato il sistema bancario in Italia". Non mancano le punte polemiche anche in direzione contraria. Come quando Gaetano Quagliariello dice: "Mi sottometto alla separazione dei poteri e neppure chiedo cosa sarebbe accaduto se diversi fossero stati i protagonisti delle inquietanti vicende giunte all'attenzione del Csm, e rispetto alle quali siamo certi sara' esercitato tutto il rigore possibile. Evito anche di maramaldeggiare e di notare quanto evocativo – e' la stoccata dell'ex ministro – sia un editoriale di Ferruccio de Bortoli di qualche tempo fa, rispetto alle vicende di cui si legge in queste settimane e di cui si discute oggi in Senato". (AGI)

(27 gennaio 2016)

Roma – "Non c'e' alcun conflitto di interessi in questa vicenda ma solo il tentativo di aver salvato un milione di correntisti, settemila stipendi. Se volete mandarci a casa per questo, fatelo. Noi non avremmo mai distrutto pezzi di economia per fare una battaglia politica contro il governo. Prima delle vostre beghe di partito c'e' l'interesse dell'Italia e dovreste ricordarlo". Cosi' il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della discussione al Senato sulle mozioni di sfiducia contro il governo sul dl banche.

"Questo e' il governo che ha commissariato Banca Etruria senza alcun riguardo per i nomi e i cognomi del Cda. Per noi non ci sono amici e 'amici degli amici'". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, rispondendo nell'Aula del Senato alle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni. "Si afferma – ha spiegato – che ci sarebbe un conflitto d'interessi: credo che su questi temi si debba avere coraggio di dire la verita' perche' di fronte all'accusa piu' infima e meschina, e cioe' che c'e' un trattamento diverso per qualcuno, bisogna avere il coraggio di guardare alla realta'".

"In questo paese chi sbaglia paga ma lo decidono i giudici, non voi, e dopo i tre gradi di giudizio". Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della discussione al Senato sulle mozioni di sfiducia contro il governo sul dl banche.

"In questo Paese chi ha sbagliato paga, ma chi paga non lo decidete voi, lo decidono i giudici. C'e' il primo grado di giudizio, l'appello e la Cassazione. Il quarto grado non e' il Blog dell'Illuminato". Cosi', rivolgendosi alle opposizioni, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha risposto alle mozioni di sfiducia presentate da FI, Lega e M5s. (AGI) 

(27 gennaio 2016)