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Roma - Il governo "ha fatto cio' che riteneva giusto e che poteva fare". Cosi' il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, alla presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa 'Donne d'Italia', risponde alla domanda sulla vicenda del salvataggio di quattro banche da parte dell'esecutivo, tra cui anche la Banca Etruria di cui e' stato vicepresidente proprio il padre del ministro. Boschi ricorda che il governo "ha commissariato la banca in cui per otto mesi e' stato vicepresidente mio padre, quindi il governo non ha fatto favoritismi ne' leggi personali". "Mio padre e' una persona perbene e se sento del disagio e' verso di lui e la mia famiglia". Cosi' il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, alla presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa, in merito alla vicenda del salvataggio da parte del governo di quattro banche, tra cui Banca Etruria, di cui i padre del ministro e' stato per otto mesi vicepresidente. "Mi sento un po' in colpa nei confronti della mia famiglia – ha detto – perche' se mio padre e' finito nelle cronache e' perche' e' mio padre e mi spiace. Ma lo conosco, conosco la mia famiglia e affronteremo questo momento". "Stiamo studiando un intervento ulteriore da presentare in Parlamento nelle prossime ore nella legge di stabilita' per andare incontro a chi non e' stato tutelato" dal primo intervento del governo. Lo ha annunciato il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, parlando della vicenda del salvataggio di quattro banche da parte del governo in occasione della presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa. "Stiamo valutando – ha spiegato Boschi – un intervento per ridurre e attenuare il peso per i risparmiatori" coinvolti dal fallimento delle quattro banche. "Ci sono varie ipotesi allo studio che hanno il carattere di solidarieta'. Si tratta – ha concluso – di capire di quanto deve essere l'intervento da parte del pubblico". (AGI) 

(AGI) – Roma, 10 dic. – “Stiamo studiando un intervento ulteriore da presentare in Parlamento nelle prossime ore nella legge di stabilita’ per andare incontro a chi non e’ stato tutelato” dal primo intervento del governo. Lo ha annunciato il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, parlando della vicenda del salvataggio di quattro banche da parte del governo in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa.
“Stiamo valutando – ha spiegato Boschi – un intervento per ridurre e attenuare il peso per i risparmiatori” coinvolti dal fallimento delle quattro banche. “Ci sono varie ipotesi allo studio che hanno il carattere di solidarieta’. Si tratta – ha concluso – di capire di quanto deve essere l’intervento da parte del pubblico”.
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Roma - La distruzione dell'Isis "e' una priorita' assoluta". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo al Med Dialogues 2015. "L'Italia e' in prima linea contro il terrore ma la prima sfida e' culturale", ha aggiunto Renzi. "Non basta reagire con una marcia di sdegno e solidarieta', partecipare alle marce contro il terrorismo ha un senso se ci rendiamo conto che stanno attaccando la nostra identita' culturale. Ecco perche' l'Italia pensando a Palmira ha promosso l'azione dei caschi blu dell'Onu per la cultura", ha sottolineato ancora il premier che ha parlato della necessità di investire in cultura la stessa cifra che si stanzia per la sicurezza. "Gli interventi militare anche necessari non sono efficaci se non sono inseriti in una visione strategica", ha aggiunto il presidente del Consiglio, "pensare di andare a combattere l'avversario in altri Paesi", ha continuato Renzi, non serve perche' "sono tutti attentati compiuti da persone cresciute nelle nostre periferie ed educati nelle nostre scuole".

Per il premier, "la collaborazione internazionale va rafforzata. Europa con Russia e Usa sono concordi nella necessita' di respingere Daesh (Isis) e lavorare a una soluzione di grande respiro strategico che non sia una soluzione last minute". "La colaborazione tra i servizi di intelligenze e' cruciale per combattere il terrorismo", ha insistito Renzi. "E' priorita' immediata combattere insieme". Quanto alla situazione in Libia, Renzi ha spiegato che "Daesh sta tentando di conquistare piu' spazio con ferocia e cinismo" e ha aggiunto che la conferenza sulla Libia sara' "un punto di svolta". "Noi abbiamo dato disponibilita' dell'Italia a guidare una missione di assistenza e formazione a supporto del futuro governo libico", ha ricordato il premier. (AGI)

(AGI) – Monza, 10 dic. – L'ex presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni, Filippo Penati (Pd), e' stato assolto dal tribunale di Monza, presieduto da Giuseppe Airo', nell'ambito del processo sul cosiddetto "Sistema Sesto". Penati era imputato di corruzione e finanziamento illecito dei partiti ed e' stato assolto perche' "il fatto non sussiste". Anche gli altri nove imputati nell'ambito dello stesso processo sono stati tutti assolti. Per Penati l'accusa aveva chiesto una condanna a 4 anni.

"Esce pulita la mia immagine di politico e amministratore", ha commentato Penati, a questo punto "e' chiaro che non esiste il Sistema Sesto, io non ho costretto nessuno, io non sono stato corrotto". L'ex presidente della Provincia di Milano, infine, ha voluto dire con forza ai giornalisti che assistevano alla lettura del dispositivo della sentenza emessa dal tribunale di Monza, che e' stata "messa la parola fine a un'ingiustizia durata quattro anni. Oggi ho dato un senso nuovo alla mia vita". L'ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha scritto su Twitter: "Assolto Penati. Io non ho mai dubitato. Ma quanto sono lunghi quattro anni?". (AGI)

 

Roma  - Il presidente del Consiglio interviene sulla tragica vicenda del pensionato suicida dopo aver perso tutti i risparmi depositati in Banca Etruria: "Non sono abituato a strumentalizzare la vita e soprattutto la morte delle persone", ha detto il premier nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

"Naturalmente il governo esprime il proprio dolore e fa le condoglianze alla famiglia. Ma – ha aggiunto il presidente del Consiglio – io dico meno male che abbiamo fatto il decreto perche' senno' la situazione sarebbe stata anche peggiore: almeno, abbiamo salvato migliaia di conti correnti. Tuttavia – ha proseguito – stiamo cercando di poter individuare una soluzione, soprattutto per gli obbligazionisti, nei limiti delle regole europee, una forma di 'ristoro'".

Il premier propone al Parlamento "una commissione di indagine", o "sindacati di valutazione, sul sistema bancario degli ultimi 10 anni. Mi sembra un'ottima idea. Le regole delle banche adesso le decide l'Europa. Molti paesi hanno messo molti soldi per salvare le banche, anche la Germania. L'Italia no. Oggi le regole sono cambiate e anche se volessimo non potremmo fare come hanno fatto altri paesi in passato. Il sistema italiano e' oggettivamente piu' solido di quello tedesco, ma alcune realta' avevano bisogno di interventi immediati".

"In Italia ci sono tante banche, la stragrande maggioranza e' solida e ben governata – ha proseguito – dobbiamo favorire un processo in cui le banche piccole si mettono insieme. Questo vuol dire qualche poltrona in meno e un sistema piu' solido. Negli ultimi 10 anni non e' stato fatto e lo stiamo facendo ora. Lo sforzo del governo va in questa direzione".

LA UE ACCUSA L'ITALIA, "VENDUTI PRODOTTI NON IDONEI" – Dall'Ue arriva l'accusa all'Italia: sono stati venduti prodotti non idonei. Bruxelles attacca: nel caso di Banca Marche, Carife, CariChieti, e Banca Etruria, "c'e' chiaramente una conseguenza per dei cittadini che si sono ritrovati con della banche che stavano vendendo prodotti non idonei", ad ogni modo le misure adottate dal governo italiano per far fronte alla crisi di liquidita' dei quattro istituti di credito "sono state ritenute compatibili con la legislazione europea", dice il commissario Ue per la Stabilita' finanziaria e i servizi finanziari, Jonathan Hill.

LA CEI, "DOBBIAMO FARE DI PIU' - Anche il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, interviene sulla tragica vicenda del pensionato suicida: "Dobbiamo fare molto di piu' perche' in Europa non conti solo il valore del Pil. Vogliamo che questo faccia riflettere un po' tutti quanti a non misurare la vita e il progresso della civilta' soltanto con il Pil o le percentuali dei soldi. Speriamo di no". 

ESPOSTO DEL CODACONS - Il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per il grave reato di istigazione al suicidio. "In particolare vogliamo sapere – afferma il presidente Carlo Rienzi – se eventuali comportamenti di organi pubblici o soggetti privati abbiano potuto in quale modo contribuire al tragico gesto, spingendo l'uomo alla disperazione e quindi al suicidio. Si tratta di un episodio gravissimo, e il rischio maggiore e' quello dell'emulazione".

SALVINI ATTACCA – Sul fronte politico Matteo Salvini chiede "l'azzeramento" della Banca d'Italia: "Sono pagati per vigilare. Cosa vigilavano? Dove erano? Banca Etruria, CariFerrara, MontePaschi, dove sono i vigilanti? Toccava a loro, dovrebbero pagare loro. Le colpe sono equamente distribuite perche' la nuova normativa europea sulle banche, avallata da Renzi, tira in ballo i correntisti, quindi se saltera' una banca d'ora in poi non paga il banchiere, paga chi ha il conto corrente, ma le sembra normale?". (AGI)

 

 

(AGI) – Roma, 10 dic. Il pensionato di Civitavecchia si “e’ suicidato per colpa di Banca Etruria e di un governo assente, aveva perso i risparmi di una vita. Un suicidio di Stato”. Cosi’ il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ha commentato su Facebook la tragedia di Civitavecchia. L’uomo aveva perso tutti i suoi risparmi affidati alla Banca Etruria. “Domani alle 15.30 saro’ ad Arezzo (corso Italia 179) – dice Salvini – per incontrare i risparmiatori fregati da Banca Etruria, dall’Europa e dal governo”. (AGI)

Roma – Tre sindaci lanciano un appello al centrosinistra, affinche' si presenti unito all'appuntamento elettorale della prossima primavera. "Imparate dalla Francia. Non lasciamo il campo alla destra populista", scrivono in una lettera-appello, pubblicata su Repubblica, i sindaci di Genova Marco Doria, di Milano Giuliano Pisapia e di Cagliari Massimo Zedda, in vista delle amministrative. "Pensiamo che in un momento cosi' difficile e complesso sia necessario ritrovare quell'unita' aperta e larga del centrosinistra che, sola, puo' ridare fiducia alle cittadine e ai cittadini italiani. Per far questo e' indispensabile ripartire dalle forze politiche che, insieme al civismo autentico, compongono, in gran parte d'Italia, il centrosinistra e che, con differenze ma unita' di intenti, hanno saputo vincere e governare. Quelle forze sono principalmente il Partito Democratico, perno e componente maggioritaria, e Sel", spiegano Pisapia, Zedda e Doria. Insomma, i tre amministratori locali chiedono principalmente a Pd e Sel di "superare le attuali divisioni". Ma l'appello, seppur con sfumature diverse, cade sostanzialmente nel vuoto, in una sorta di reciproco 'scarica' responsabilita'. Se i vertici del Pd, con il vice segretario Lorenzo Guerini, ritengono infatti che l'appello vada "rivolto ad altri", ovvero a Sel, la reazione di Sinistra italiana e' di gelo: e' colpa di Renzi se il centrosinistra non c'e' piu', quindi sta a Renzi rispondere, e' in sostanza il commento del coordinatore di Sel e deputato di SI, Nicola Fratoianni.

 Il premier-segretario, senza far riferimento alcuno alle parole dei tre sindaci, nella e-news settimanale torna ad affrontare il tema delle divisioni, ma quelle interne al suo partito e, rivolgendosi ai dirigenti Pd, dice: "Anziche' parlare di divisioni e litigi dovrebbero fare uno sforzo maggiore per comunicare cio' che stiamo facendo". E ancora: "Altro che regole delle primarie e discussioni correntizie – sottolinea Renzi – abbiamo risultati concreti da offrire, che cosa stiamo aspettando?". Ma a fronte della risposta 'tiepida' da parte dei big dem – fatta eccezione per il presidente del partito, Matteo Orfini, che definisce la lettera "saggia, propone uno schema forte e condivisibile" – e' la sinistra Pd a far sentire la sua voce e ad accogliere la richiesta dei tre sindaci, anche per bloccare l'avanzata del Partito della Nazione tanto per le comunali quanto soprattutto in prospettiva futura, ovvero per le elezioni politiche: "Il Pd e' un grande partito in grado di raccogliere un consenso ampio ma la nostra prima responsabilita' e' quella di essere consapevoli che non siamo autosufficienti e percio' e' giusto ripartire dalla vocazione originaria del Pd: essere l'architrave di un centrosinistra piu' largo, oggi per il governo delle grandi citta' e domani per il governo del paese", afferma Gianni Cuperlo. Non la pensa cosi' l'ex Pd Pippo Civati: "Pretendere che ora, grazie alla lettera, il Pd cambi rotta e torni a sinistra e un po' come tentare di far rientrare il dentifricio nel tubetto. La lettera si presenta insomma come una versione anticipata ed esasperata del voto utile". Chi e' pronto a sottoscrivere l'appello dei tre sindaci e' il governatore pugliese Michele Emiliano: "Per un centrosinistra 'new style', quello vero, senza Verdini, io ci sto, ci sto subito". (AGI) 

(AGI) – Roma, 9 dic. – Tre sindaci lanciano un appello al centrosinistra, affinche’ si presenti unito all’appuntamento elettorale della prossima primavera. “Imparate dalla Francia. Non lasciamo il campo alla destra populista”, scrivono in una lettera-appello, pubblicata su Repubblica, i sindaci di Genova Marco Doria, di Milano Giuliano Pisapia e di Cagliari Massimo Zedda, in vista delle amministrative. “Pensiamo che in un momento cosi’ difficile e complesso sia necessario ritrovare quell’unita’ aperta e larga del centrosinistra che, sola, puo’ ridare fiducia alle cittadine e ai cittadini italiani. Per far questo e’ indispensabile ripartire dalle forze politiche che, insieme al civismo autentico, compongono, in gran parte d’Italia, il centrosinistra e che, con differenze ma unita’ di intenti, hanno saputo vincere e governare. Quelle forze sono principalmente il Partito Democratico, perno e componente maggioritaria, e Sel”, spiegano Pisapia, Zedda e Doria. Insomma, i tre amministratori locali chiedono principalmente a Pd e Sel di “superare le attuali divisioni”. Ma l’appello, seppur con sfumature diverse, cade sostanzialmente nel vuoto, in una sorta di reciproco ‘scarica’ responsabilita’. Se i vertici del Pd, con il vice segretario Lorenzo Guerini, ritengono infatti che l’appello vada “rivolto ad altri”, ovvero a Sel, la reazione di Sinistra italiana e’ di gelo: e’ colpa di Renzi se il centrosinistra non c’e’ piu’, quindi sta a Renzi rispondere, e’ in sostanza il commento del coordinatore di Sel e deputato di SI, Nicola Fratoianni. (AGI) Ser (Segue) (Riepilogo) Appello tre sindaci, al voto uniti. Freddi Pd e Sel (2)= (AGI) – Roma, 9 dic. – Il premier-segretario, senza far riferimento alcuno alle parole dei tre sindaci, nella e-news settimanale torna ad affrontare il tema delle divisioni, ma quelle interne al suo partito e, rivolgendosi ai dirigenti Pd, dice: “Anziche’ parlare di divisioni e litigi dovrebbero fare uno sforzo maggiore per comunicare cio’ che stiamo facendo”. E ancora: “Altro che regole delle primarie e discussioni correntizie – sottolinea Renzi – abbiamo risultati concreti da offrire, che cosa stiamo aspettando?”. Ma a fronte della risposta ‘tiepida’ da parte dei big dem – fatta eccezione per il presidente del partito, Matteo Orfini, che definisce la lettera “saggia, propone uno schema forte e condivisibile” – e’ la sinistra Pd a far sentire la sua voce e ad accogliere la richiesta dei tre sindaci, anche per bloccare l’avanzata del Partito della Nazione tanto per le comunali quanto soprattutto in prospettiva futura, ovvero per le elezioni politiche: “Il Pd e’ un grande partito in grado di raccogliere un consenso ampio ma la nostra prima responsabilita’ e’ quella di essere consapevoli che non siamo autosufficienti e percio’ e’ giusto ripartire dalla vocazione originaria del Pd: essere l’architrave di un centrosinistra piu’ largo, oggi per il governo delle grandi citta’ e domani per il governo del paese”, afferma Gianni Cuperlo. Non la pensa cosi’ l’ex Pd Pippo Civati: “Pretendere che ora, grazie alla lettera, il Pd cambi rotta e torni a sinistra e un po’ come tentare di far rientrare il dentifricio nel tubetto. La lettera si presenta insomma come una versione anticipata ed esasperata del voto utile”. Chi e’ pronto a sottoscrivere l’appello dei tre sindaci e’ il governatore pugliese Michele Emiliano: “Per un centrosinistra ‘new style’, quello vero, senza Verdini, io ci sto, ci sto subito”. (AGI)

(AGI) – Roma, 9 dic. – L’Italia si muova, ritrovi le energie di cui e’ dotata e reagisca al cancro che corrode la societa’, compromettendone non solo la crescita morale, ma anche quella economica e materiale. Sergio Mattarella riprede e rilancia uno dei leit motiv del suo settennato, la battaglia per la legalita’ senza la quale non solo il crimine organizzato rischia di pervadere i gangli vitali del Paese, ma tutta la societa’ civile potrebbe perdere il rispetto dei diritti anche piu’ essenziali. “Sconfiggere la corruzione, spezzare le catene della complicita’, liberare la vita sociale da questo cancro e’ possibile. Corruzione, complicita’ e illegalita’ non sono fenomeni connaturati alle nostre societa’. E’ vero piuttosto che occorre essere attivi in questo campo, che dobbiamo porci obiettivi elevati sul piano della moralita’ pubblica e del senso civico”, scrive il Presidente della Repubblica in un messaggio in occasione della ‘Giornata mondiale contro la corruzione’. “La Giornata mondiale contro la corruzione, indetta dalle Nazioni Unite per promuovere azioni di sensibilizzazione in tutti i Paesi su un tema cosi’ cruciale, evidenzia – riprende – come si tratti di un male che va combattuto tutti insieme. All’azione degli organismi internazionali, degli Stati, delle istituzioni pubbliche e dei corpi sociali, deve accompagnarsi la pratica di una cittadinanza attiva”. Commenta da parte del governo il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri: ” L’impegno del Governo e del Parlamento e’ stato fin qui importante: il ddl anticorruzione, diventato legge, ha introdotto misure significative di contrasto e di prevenzione come l’inasprimento delle pene e la reintroduzione del reato del falso in bilancio, solo per citare alcuni esempi”. Ma il M5S a riguardo e’ scettico: “sono parole infondate,quando si sostiene che l’attuale Governo ha introdotto misure significative di contrasto e di prevenzione come l’inasprimento delle pene e la reintroduzione del reato del falso in bilancio. Il Governo ha anche aumentato tutte le soglie di non punibilita’ per facilitare l’evasione, ha depotenziato il 416 ter sul voto di scambio politico-mafioso e si e’ sempre opposto all’approvazione della proposta del M5S sull’agente provocatore e sul whisteblowing come vere misure preventive. La lotta alla corruzione e’ ben altra cosa rispetto a quella finora portata avanti dal governo”.(AGI) .

(AGI) – Roma, 9 dic. – “Bisogna accogliere senz’altro con favore la notizia dei due miliardi stanziati dal governo per Sicurezza e Cultura, ma occorre fare uno sforzo ulteriore per i Vigili del Fuoco, una forza e una risorsa importante per il Paese”. Cosi’ Vincenza Labriola, componente del gruppo misto della Camera dei Deputati, che aggiunge: “Sono giorni di angoscia e paura, questi, nel cuore del vecchio continente. I fatti di Parigi, con l’attacco allo stadio de France e la sanguinosa strage al teatro Bataclan, hanno messo in discussione il nostro modello ormai consolidato di democrazia. La sicurezza e il soccorso pubblico rappresentano le condizioni irrinunciabili di uno Stato per assicurare la crescita del Paese e per migliorarne il tenore di vita. Governo e Parlamento sono i garanti politici della sicurezza di tutti i cittadini, cosi’ come i Vigili del Fuoco, principali operatori del soccorso, insieme alle altre forze, sono i responsabili materiali del mantenimento della sicurezza medesima e della risoluzione di qualsiasi scenario accidentato. Non si dimentichi infatti – ricorda Labriola – che il Corpo Nazionale ha tra i sui compiti istituzionali anche un ruolo esclusivo nella difesa civile contro la minaccia di attentati terroristici compresi quelli non convenzionali attuati con armi chimiche e batteriologiche, che insieme a tutti gli altri compiti e ai nuovi in materia di lotta agli incendi boschivi, rappresentano la macchina del soccorso tecnico urgente. Taluni provvedimenti normativi approvati nel corso delle ultime legislature con il fine di fronteggiare la crisi economica che ha investito il Paese, hanno tuttavia avuto l’effetto di limitare le risorse a disposizione del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile compromettendone spesso l’operativita’. Sono degli scorsi giorni le dichiarazioni del Premier Matteo Renzi circa lo stanziamento di 2 miliardi di euro per sicurezza e cultura, di cui 1 miliardo destinato agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine secondo le parole del Ministro dell’Interno Alfano. Certamente la sicurezza dei cittadini italiani non puo’ non coinvolgere anche i Vigili del fuoco, anch’essi impegnati giornalmente in azioni di soccorso tecnico urgente e pronti ad affrontare qualsiasi scenario dovesse verificarsi. Ma oggi vi e’ una carenza cronica di organico all’interno del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco di circa 3800 unita’ che ci pone al di sotto di quelli che sono gli standard europei, a cui si e’ tentato di porre rimedio con misere assunzioni di 355 unita’ derivanti dal solo anticipo del turn-over 2016. “Per questo chiediamo che il Governo ed il Ministro dell’Interno, si adoperino affinche’ da questi fondi non vengano esclusi i vigili del fuoco e che vengano altresi’ stanziati fondi extra tali da consentire l’assunzione di almeno 2.000 unita’ di Vigili del Fuoco permanenti che permetterebbero di dare una boccata d’ossigeno ad un settore in affanno. Questi provvedimenti sarebbero immediatamente realizzabili attingendo dalle graduatorie in corso di validita’ che consentirebbe di potenziare gli organici gia’ nell’immediato. Le stesse organizzazioni sindacali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco denunciano da tempo questa situazione, oggi ribadita in maniera unitaria alla luce dei gravissimi fatti accaduti in Francia e che espongono l’Italia stessa ai medesimi rischi”, conclude. (AGI) .

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